I crini di corallo
erano lunghi lunghi
e dolci, come il miele.
Erano edera,
teneramente avvolti
nella tenebra
stellata,
baciata d’aurora,
oblio
e venustà
di donna.
E tu sorridi lieta
di tutto ciò che ti circonda.
Oh, i crini di corallo,
il piacere, di smeraldo,
di quando in quando un solo affanno
offusca il nostro istante,
è solo un dolce inganno.
I crini di corallo sono pianto,
di voluttà e felicità suadenti,
languide, silenti.
E tu non più
t’offendi,
dopo tanto,
un solo abbraccio,
poi via, ti lascio,
un bel pupazzo accanto,
morbido, di panno.
Nient’altro.



Non lasciarci in sospeso regista, dacci un seguito!
Sarebbe bello leggere il proseguo immedesimandoci nel cornuto Luigi
E' quello che han sempre detto gli amici delle mie compagne... Non capisco come lo abbiano intuito, ma così è…
Complimenti Jokermi. Bellissimo racconto se ti va di contattarmi erodream78@gmail.com
Tu sei un uomo con l'animo del cornuto, dovresti coltivarlo fino in fondo e non scomparire e dimenticarti del tuo…