I crini di corallo
erano lunghi lunghi
e dolci, come il miele.
Erano edera,
teneramente avvolti
nella tenebra
stellata,
baciata d’aurora,
oblio
e venustà
di donna.
E tu sorridi lieta
di tutto ciò che ti circonda.
Oh, i crini di corallo,
il piacere, di smeraldo,
di quando in quando un solo affanno
offusca il nostro istante,
è solo un dolce inganno.
I crini di corallo sono pianto,
di voluttà e felicità suadenti,
languide, silenti.
E tu non più
t’offendi,
dopo tanto,
un solo abbraccio,
poi via, ti lascio,
un bel pupazzo accanto,
morbido, di panno.
Nient’altro.



Ciao..non trovo la tua email..carlettoporcello@gmail.com
Dopo tanto tempo, bello rileggere i tuoi racconti, complimenti
Sempre più forte il desiderio di lasciarsi andare alla lussuria, bel racconto
Ti ho scritto. Sapere che il racconto ti abbia tenuto col fiato sospeso e che il finale ti abbia colpito…
Complimenti, un racconto scritto in un modo eccezionale, che lascia col fiato sospeso...e che travolge con un ottimo plot twist…