I crini di corallo
erano lunghi lunghi
e dolci, come il miele.
Erano edera,
teneramente avvolti
nella tenebra
stellata,
baciata d’aurora,
oblio
e venustà
di donna.
E tu sorridi lieta
di tutto ciò che ti circonda.
Oh, i crini di corallo,
il piacere, di smeraldo,
di quando in quando un solo affanno
offusca il nostro istante,
è solo un dolce inganno.
I crini di corallo sono pianto,
di voluttà e felicità suadenti,
languide, silenti.
E tu non più
t’offendi,
dopo tanto,
un solo abbraccio,
poi via, ti lascio,
un bel pupazzo accanto,
morbido, di panno.
Nient’altro.



Per me non è una novità...anche se bianchi o nere/i non fanno differenza.... sono solo protagonisti come tutti gli altri..
Ciao William! Mi fa piacere che ti sia piaciuto tanto da rileggerlo. Ma non è stato un calcolo narrativo. L'incipit…
Bellissimo racconto, aspetto il seguito 👍👏
Non solo riempite bene, ma anche fatta la gioia dei cornuti che hanno leccato a dovere!
Rileggendo questo ottimo racconto, mi sorge una domanda: la frase iniziale, dove la protagonista si sveglia con l'intontimento, si ricollega…