Si risvegliò.
La luce che entrava
dalla finestra di cristallo
svelò ai suoi sogni
gli alberi verdi del parco
lontano, lontano, lontano.
Era una foresta incantata e triste,
fra le torri d’acciaio,
le torri del silenzio.
Egli vi corse,
fu accolto soltanto
dal sussurro del mare.
Lì, gli sembrava, le sirene assordanti,
le urla dei gangster e delle bande
non potevano giungere.
Forse, pensò,
si trovava in realtà nei parchi
di Vicenza.
Oh, quanto avrebbe desiderato morire
in quei luoghi ameni, quanto, quanto, quanto,
e se solo avesse saputo’ Oh!
No, sussurrava agli alberi,
voi non sapete che presto
non ci rivedremo più!
Adagerò il mio corpo nudo
e virile
su di a voi,
piccoli fiori bianchi e fili d’erba,
voi, cui ora sussurro!
Sarete dolci,
come le carezze
di un’amante affettuosa.
Il clacson delle automobili
lo destò
all’improvviso.
Era sveglio.
Era sveglio, maledettamente sveglio,
in quel mondo di caos
e rumori, che lo divorava
a poco a poco.
Laggiù, in quella
Manhattan che uccideva
e lusingava, fatalmente,
con i suoi rapinatori di banche,
le sue belle donne
e il profumo dello champagne.



E' quello che han sempre detto gli amici delle mie compagne... Non capisco come lo abbiano intuito, ma così è…
Complimenti Jokermi. Bellissimo racconto se ti va di contattarmi erodream78@gmail.com
Tu sei un uomo con l'animo del cornuto, dovresti coltivarlo fino in fondo e non scomparire e dimenticarti del tuo…
mi sono ritrovato a pensare come avrei reagito io se ci fosse stata mia moglie in quella situazione
Patrulla sei una garanzia di qualità, intro interessante con sviluppi potenzialmente interessanti... vediamo come si sviluppa