Le tue labbra scarlatte
baciano le selvagge ghiande
al canto del gallo,
dietro il mulino di cristallo.
L’ultimo tuo pianto
ha consolato le rose antiche,
da sempre grandi amiche
delle tue carezze infinite.
Camminavi sola lungo il lago
davanti al castello diroccato e vago,
le belle braccia spalancate,
le chiome sciolte e le palpebre abbassate.
Allora, portavi al collo una ghirlanda
fatta di fiori e di foglie d’Irlanda,
mentre un vecchio dalla barba bianca
suonava la cornamusa seduto su una panca.
Ho aperto uno scrigno, il mio scrigno,
al quale affido ogni mio ricordo,
vi ho trovato una ciocca di capelli e il tuo volto,
teneramente avvolto
da una cornice d’argento,
oh, quel dorato giorno
ci parlavamo nella carrozza del nonno,
fuori, pioveva a dirotto,
tu sussurravi e sospiravi molto.
Avevano sparato ad un cavallo,
nella scuderia’
Una fucilata, un nitrito, la follia’
Le tue labbra scarlatte
baciano le belle ghiande
al canto del gallo,
un tocco, un anelito, nient’altro.



Non lasciarci in sospeso regista, dacci un seguito!
Sarebbe bello leggere il proseguo immedesimandoci nel cornuto Luigi
E' quello che han sempre detto gli amici delle mie compagne... Non capisco come lo abbiano intuito, ma così è…
Complimenti Jokermi. Bellissimo racconto se ti va di contattarmi erodream78@gmail.com
Tu sei un uomo con l'animo del cornuto, dovresti coltivarlo fino in fondo e non scomparire e dimenticarti del tuo…