Le tue labbra scarlatte
baciano le selvagge ghiande
al canto del gallo,
dietro il mulino di cristallo.
L’ultimo tuo pianto
ha consolato le rose antiche,
da sempre grandi amiche
delle tue carezze infinite.
Camminavi sola lungo il lago
davanti al castello diroccato e vago,
le belle braccia spalancate,
le chiome sciolte e le palpebre abbassate.
Allora, portavi al collo una ghirlanda
fatta di fiori e di foglie d’Irlanda,
mentre un vecchio dalla barba bianca
suonava la cornamusa seduto su una panca.
Ho aperto uno scrigno, il mio scrigno,
al quale affido ogni mio ricordo,
vi ho trovato una ciocca di capelli e il tuo volto,
teneramente avvolto
da una cornice d’argento,
oh, quel dorato giorno
ci parlavamo nella carrozza del nonno,
fuori, pioveva a dirotto,
tu sussurravi e sospiravi molto.
Avevano sparato ad un cavallo,
nella scuderia’
Una fucilata, un nitrito, la follia’
Le tue labbra scarlatte
baciano le belle ghiande
al canto del gallo,
un tocco, un anelito, nient’altro.



Ciao..non trovo la tua email..carlettoporcello@gmail.com
Dopo tanto tempo, bello rileggere i tuoi racconti, complimenti
Sempre più forte il desiderio di lasciarsi andare alla lussuria, bel racconto
Ti ho scritto. Sapere che il racconto ti abbia tenuto col fiato sospeso e che il finale ti abbia colpito…
Complimenti, un racconto scritto in un modo eccezionale, che lascia col fiato sospeso...e che travolge con un ottimo plot twist…