Io che ho sempre amato la stessa,
io che per lei sforzai le mie ossa,
io che con lei sfiorai cotanta luce,
prendo di un’altra l’ardente brace.
L’amor va avanti, seppur si tace
anche a diversa d’affetto foce.
Tradir’è dolore, carn’è debole.
spirit’è forte, non amorevole.
L’amor vola e tace, l’amor vaga
di forte passione i corpi lega,
non sempre l’amor ogni cosa vince,
trafigge il cor d’infiammate lance
io che son del dolor la causa,
piango col cor di tal storia chiusa.
l’una gode l’amor e il suo salmo,
l’altra abbandonai in freddo talamo
Solo al freddo in pioggia d’inverno,
l’autunno di fretta, andò, via corse.
rimembro la gioia , stagioni scorse,
l’amor finito, l’amor non eterno.
Col sesso lei mi sfiorava la mano,
col membro io la toccavo a fondo
carogna l’altro, tale all’immondo,
il suo amor tentai di tener invano.
E’ il dolor per me, tradito da lei,
che mi fa pensar “d’amor brucerei”.
Scordata di me, gran male mi fa,
ma ormai lontana e felice di già



Non lasciarci in sospeso regista, dacci un seguito!
Sarebbe bello leggere il proseguo immedesimandoci nel cornuto Luigi
E' quello che han sempre detto gli amici delle mie compagne... Non capisco come lo abbiano intuito, ma così è…
Complimenti Jokermi. Bellissimo racconto se ti va di contattarmi erodream78@gmail.com
Tu sei un uomo con l'animo del cornuto, dovresti coltivarlo fino in fondo e non scomparire e dimenticarti del tuo…