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famigliaRacconti erotici sull'Incesto

Come nei video porno: TRE

By 16 Febbraio 2026No Comments

Passa diverso tempo dalla seconda parte del racconto, ci sarebbero un sacco di vicissitudini di cui parlare e ne avrei per mesi ma me le risparmio perchè, in fondo, sono pur sempre fatti miei e penso che mi capirete. Il rapporto tra i quattro membri della nostra famiglia andava a gonfie vele e, pur avendo mantenuto la mia indipendenza tra casa e lavoro, spesso mi ritrovavo a passare il tempo a casa dei miei insieme a mia sorella. E credetemi, quanto abbiamo scopato io e lei.
Il nostro rapporto era diventato profondo, passavamo intere giornate insieme dedicandoci alle attività più disparate ed alla fine mi sono unito al suo gruppo di amici iniziando ad uscire con loro per dedicarmi alla vita sociale.
Fu lì che la vidi la prima volta, era una ragazza stupenda con un fisico incredibile: capelli rossi e mossi, occhi verdi, due gambe lunghissime, un seno da paura ed un culo che non sto nemmeno a raccontarvelo perchè non capireste. Era un’amica di mia sorella, spesso l’avevo sentita nominare ma non avevo idea di come fosse, così quella sera in pizzeria rimasi pietrificato nel stringerle la mano durante le presentazioni di rito.

Eravamo tutti seduti al tavolo, una comitiva composta da circa dodici persone, quasi tutti in coppie storiche tra loro, mentre i single eravamo io, mia sorella, e la ragazza dai capelli rossi. Ce l’avevo di fronte mentre mia sorella era accanto a me, potevo sentire la sua mano accarezzarmi il cazzo da sopra i pantaloni perchè aveva intuito che c’era interesse verso quella ragazza e così, fingendo di farle vedere un video sul cellulare, scrissi a mia sorella un piccolo messaggio.

– “Voglio scoparmela, dammi una mano”

Mia sorella scoppiò a ridere e mi strinse il cazzo così forte da farmi guaire come un cane:

– “Tutto bene?”

La ragazza con i capelli rossi finalmente mi rivolse la parola guardando me e mia sorella, era così bella che rimasi a fissarla imbambolato per alcuni secondi prima di risponderle:

– “Sì, tutto bene. Solo un crampo, sai… il calcetto”

Non ho mai giocato a calcetto in vita mia ma di certo non potevo dirle che mia sorella mi stava tirando un segone sotto il tavolo davanti a lei ed al resto della comitiva.
La serata passò piuttosto velocemente, era in settimana ed il mattino seguente ci saremmo dovuti tutti alzare presto per andare a lavoro o all’università, dunque decidemmo di salutarci dandoci appuntamento per il fine settimana a casa di una delle coppie per passare una serata in compagnia. Mia sorella sembrava aver calcolato perfettamente i tempi, consentendomi di non avere l’uccello in tiro nel momento in cui ci siamo dovuti alzare per uscire dal locale ma stavo già pregustando il momento in cui me la sarei scopata, probabilmente in macchina in aperta campagna per poi riprendere a casa. Ma ci fu qualcosa che cambiò drasticamente i miei piani:

– “Sai, lei è venuta in metro ma a quest’ora non mi sembra il caso di mandarla in giro da sola”
– “No, certo che no. Con tutto quello che si sente al telegiornale…”
– “Visto? Te l’avevo detto che ho un fratello d’oro!”

Salimmo tutti e tre sulla mia auto, fortunatamente il lavoro che faccio mi permette di mantenere un certo tenore di vita e non mi sono fatto mancare una bella macchina spaziosa che tengo maniacalmente pulendola ogni dieci giorni, sia internamente che esternamente, anche perchè la uso spesso con mia sorella ed a noi piace scopare nel pulito. Fatto sta che lei si siede davanti e lascia andare la sua amica sui sedili di dietro, dallo specchietto posso vederle le gambe lasciate scoperte dalla gonna: è una ragazza dallo stile un po’ gotico, quella sera aveva una gonna corta, delle calze a rete, un paio di stivali ed una camicia nera con sopra un corpetto che le stringeva la vita mettendone in risalto il seno bello grande e rotondo che non mi ero lasciato sfuggire di guardare ad ogni sua distrazione.
Insomma inizio a guidare, la ragazza vive in una zona periferica della nostra città e l’abitacolo è illuminato soltanto dalla luce dello schermo di bordo, noi chiacchieriamo fino a che ad un certo punto quasi inchiodo: la mano di mia sorella sul mio uccello. Di nuovo.

– “Tutto bene?”
– “S-sì, c’era un gatto a lato della strada e non volevo schiacciarlo”

Ci guardavamo attraverso lo specchietto retrovisore, lei mi sorrideva ed avevo come l’impressione che mi volesse comunicare qualcosa ogni volta che si mordeva il labbro inferiore facendolo passare per una cosa di poco conto, o quel piccolo movimento delle gambe che si stavano scoprendo fin troppo, ormai potevo totalmente vedere la coscia fasciata dalla calza a rete.

– “Bene, siamo arrivati. Allora buonanotte”

Dissi con tono malinconico, ma mia sorella e la sua amica si scambiarono un’occhiata:

– “Salite per un caffè?”
– “Sì dai, così ne approfitto per andare in bagno”

Mia sorella scese dall’auto insieme a lei, io ero bloccato dentro a causa dell’erezione che mi stava sfondando i pantaloni ma con un gesto da vero prestigiatore riuscii a mettere il cazzo di lato per dissimulare. Arrivammo all’ascensore, il palazzo ero uno di quelli enormi ed altissimi e lei abitava quasi in cima, precisamente al decimo piano, e l’ascensore era lentissimo ma soprattutto stretto. Fu così che finimmo con lo stare tutti attaccati in quel piccolo abitacolo, io presi il fondo dell’ascensore ritrovandomi l’amica di mia sorella davanti a me. Sentii un guizzo nei pantaloni, glielo stavo appoggiando sulla schiena e ce l’avevo durissimo, era impossibile che non lo sentisse attraverso il tessuto ma quello che mi sorprese fu che lei, facendo finta di niente, si appoggiò su di me muovendosi appena per accarezzarlo. Se non avessi fatto sesso per tutti i mesi precedenti a questo incontro, probabilmente avrei eruttato una quantità epocale di sperma in quel preciso istante.
Arrivati al piano entrammo nel suo bell’appartamento, ci fece togliere le scarpe perchè era abituata così e dato che per noi valeva la stessa cosa non facemmo complimenti dirigendoci in salotto.

– “Io vado a fare la pipì, voi… conoscetevi meglio!”

Mia sorella ci lasciò soli per andare in bagno, io e la sua amica seduti sul divano piombammo in un silenzio imbarazzante che decisi di rompere prendendo la parola:

– “Allora, come si vive da queste p-…”

Mi ritrovai la sua lingua in bocca ancor prima di finire la mia domanda, era morbida e calda ed aveva un profumo meraviglioso. Preso dal desiderio di tutta una sera, la presi per i fianchi portandola a cavalcioni su di me per infilarle le mani sotto la gonna e palparle quel culo meraviglioso che intuii, grazie al tatto, essere coperto dalle calze a rete ma anche da un perizoma. La cosa mi eccitò da matti e lei poteva sentirlo, la sentivo muovere i fianchi sopra il mio cazzo attraverso i pantaloni mentre ci baciavamo con una foga inaudita.

– “Hai passato tutta la sera a guardarmi. Vuoi scopare?”
– “Ma qui? Ora? E mia sorella?”

Lei rise di gusto e scivolò via in ginocchio sul pavimento, prese posizione tra le mie gambe e mi abbassò la zip dei pantaloni liberando il mio cazzò che svettò in verticale e restò teso sulla mia pancia. Lo afferrò con la mano destra e guardandomi iniziò a succhiarlo ficcandoselo tutto in bocca, potevo sentirla gemere ogni volta che lo affondava di più nella sua gola ed io finii in paradiso. Fu il rumore dello sciacquone del bagno a riportarmi alla realtà e tentai di mettere fine a quel pompino perchè di lì a poco sarebbe arrivata mia sorella e mi avrebbe trovato col cazzo nella bocca della sua migliore amica. Ma non sentì ragioni, mi bloccò le ginocchia con le mani e le braccia per impedirmi di alzarmi e liberarmi continuando a succhiarmelo con aria di sfida.

– “Oh. Avete già iniziato senza di me?”

Non capii, ma la ragazza tra le mia gambe annuì e si staccò solo per risponderle:

– “Scusa, è stato più forte di me. Il cuginetto non ha fatto altro che guardarmi tutta la sera!”
– “Sì, dovevi vedere come ce l’aveva duro quando era seduto di fronte a te!”

Cuginetto? In che senso?
I miei pensieri probabilmente furono così chiari nella mia testa che lei e mia sorella mi guardarono negli occhi e scoppiarono a ridere:

– “Sì, lei è nostra cugina e ti sta succhiando il cazzo!”

Mia sorella scoppiò in una risata mentre io, sotto shock, scoppiai in una sborrata colossale che investì in pieno il volto della rossa annaffiandola per bene. Avevo appena sborrato in faccia a mia cugina a quanto pare ed effettivamente mi era piaciuto parecchio. Il suo volto era una maschera di sperma e trucco sbavato, le stava colando su tutto il viso ed anche sulla scollatura e sembrò sorpresa. Quello sorpreso fui io quando vidi mia sorella iniziare a ripulirla prendendole la testa tra le mani ed iniziando a leccarle lo sperma dalla faccia, mentre il mio cazzo non voleva proprio saperne di diventare moscio ma anzi svettava ancora di più verso l’alto. Ci spogliammo tutti e tre senza dire una parola ed andammo in camera da letto di nostra cugina, le luci erano soffuse e loro per prime si distesero sul letto iniziando a toccarsi ed a baciarsi mentre io, in piedi al lato destro, toccavo le loro cosce ed i loro culi beandomi di quella visione. Nostra cugina iniziò a segarmi con i piedi, quella fu la prima volta in cui sentii un tocco diverso sulla carne e devo ammettermi che fu eccitante ma strano, non mi ritengo un feticista dei piedi ma quel corpo era così bello da piacermi tutto.

Improvvisarono un sessantanove su quel letto leccandosi a vicenda, sentivo i loro gemiti e le loro lingue affondare reciprocamente nei loro corpi, a mia sorella toccò stare sotto e così ad un certo punto la afferrai per le caviglie e la tirai verso il bordo del letto facendola scivolare da sotto mia cugina e la penetrai con un colpo secco piantandole il cazzo nella figa. La sentii gemere e sciogliersi e presi a scoparla con foga guardando negli occhi nostra cugina:

– “Preparati, che tu sei la prossima”

Dissi stringendo il seno di mia sorella con entrambe le mani mentre la sfondavo e la facevo godere, perchè in tutto questo tempo avevo capito perfettamente cosa le piaceva e come farla godere quasi all’istante ed infatti nemmeno questa volta fui da meno: la sentii venire gemendo il mio nome. La spostai di lato per lasciarla riprendersi, salii sul letto con i piedi e guardai nostra cugina facendole cenno con le dita di girarsi. Si mise in ginocchio con il bacino e le spalle basse, quel bellissimo culo tenuto in alto per offrirmi entrambi gli orifizi allargandosi le natiche:

– “Dai, scopami cuginetto”

Non me lo feci ripetere due volte e mi abbassai, le diedi una lunga leccata passando la lingua una sola volta su figa e buco del culo e poi iniziai a scoparla in una pecorina selvaggia e senza scrupoli. Affondai dentro di lei fino alle palle ed iniziai a pompare mentre lei stringeva le coperte ed urlava nel cuscino incitandomi a possederla ed a farle male, le presi a ceffoni il culo fino a lasciarle i segni rossi delle mie manate sulla pelle e la sentii spingersi indietro ogni volta sempre di più come se non fosse mai sazia di quel cazzo che le stava rimescolando le budella.

Venimmo insieme, le scaricai un’ondata di sperma nell’utero e mi accasciai sul letto con l’uccello ancora barzotto potendo vedere come mia sorella, che nel frattempo aveva ripreso le forze, andò ad infilarsi tra le cosce della cugina per pulirla per bene. Passammo la notte lì tutti e tre a parlare, ridere e scopare fino a quando alle prime luci dell’alba, stremati, crollammo abbracciati su quel letto in quella stanza che odorava di sesso incestuoso.

CONTINUA…

— Questo è un racconto di pura fantasia, fatti e persone non sono realmente esistenti —

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