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Racconti erotici sull'Incesto

Il regalo più bello pt.2

By 12 Marzo 2026No Comments

La vedo avviarsi verso l’auto e la mente ripercorre quanto appena accaduto, le cose meravigliose che la vita ci può riservare e di quanto questo momento fosse in realtà stato sperato moltissimi anni prima, quando quella piccola nipotina adolescente si stava trasformando in una donna. A quel piovoso pomeriggio che rincasando dal lavoro sentii delle risate provenire dalla camera, incuriosito mi avvicinai lentamente, senza farmi scoprire, alla porta della stanza cercando di capire cosa stesse accadendo. C’erano Elisa nuda, ancora ragazza, ad asciugarsi e mia moglie Caterina intenta a tiare fuori una sua tuta da prestarle.

C: “ Certo che ne hai presa di acqua, Elisa. Ahahah.”
E: “ E chi si aspettava un temporale così! Non avevo preso nemmeno l’ombrello, zia.”

La visione di quel giovane corpo già completamente sviluppato, quel seno prosperoso, la figa abbellita da un boschetto castano rossiccio, quei fianchi mediterranei mi annebbiò la mente e scatenò in me un terremoto; non sentivo più nulla. Cominciai a fantasticare, immaginare di poterla conquistare, di fuggire dalla realtà, portarla in un’isola sperduta e farla mia.
Po col passare del tempo, mano a mano che la vedevo crescere e farsi sempre più donna anche se non ebbi più occasione di spiarla nuda, le fantasie si facevano sempre più spinte, la immaginavo nelle posizioni più erotiche di poterne possedere la carne, di sentirla gemere al mio cospetto.
E ora lei mi aveva fatto capire che le stesse cose le provava per me e insieme avevamo appena coronato i nostri sogni!
Passano i giorni e la voglia di incontrarla nuovamente mi attanaglia; la chiamo? E se è stata solo una digressione dalla routine e mi regala un due di picche? E se lo scoprisse Caterina? Mi rovinerebbe la reputazione… Quanti dubbi e domande!
Intanto le giornate passano e la vita continua finché una fredda mattina di gennaio risquilla il cellulare. “ELISA Cell”

– “Ciao zio!”
– “Ciao Elisa! Finalmente!” mi era scappata una parola di troppo?
– “Allora non sei arrabbiato per quanto successo!”
– “Arrabbiato? Assolutamente no! Anzi.”
– “Sai, tornando a casa ho ripensato all’accaduto, a quanto fosse stato bello il nostro incontro. Al desiderio represso per tanti anni. Era da quando avevo vent’anni che covavo in me la fantasia e la voglia di averti, di concedermi. A quante volte mi sono masturbata al tuo pensiero. Sono arrivata a casa bagnatissima e non ho fatto in tempo a svestirmi che la mia mano è corsa alla ricerca della mia figa per domare l’eccitazione.”
– “ Cazzo Eli! Mi sto eccitando troppo, se rientra la zia se ne accorge…”
– “ Tanto quella è frigida. Avrà le ragnatele. Non ci farà nemmeno caso…ma chi te l’ha fatta sposare!!! Povero Matteo!”
– “Fortunatamente ora ci sei tu. Perché ti confesso che non riesco a resistere, ti voglio amare, ti voglio amante.”
– “Voglio sapere quando zia non c’è, così trovo una scusa con Luigi e arrivo da te.”
– “Mi ha detto che avrebbe un corso di catechesi venerdì e sabato prossimo, quando ti va puoi venire. Oh! Non sto più nella pelle dalla gioia.”
– “ Allora mi faccio capitare un corso di lavoro, così il resto della famiglia è tranquillo e passiamo due giorni di sesso full immersion.”
– “ Caspita. Avrò bisogno di una cura ricostituente.” Rido.
– “ A venerdì, mio principe.”
– “ A venerdì, porcellina mia!”

Adesso non devo assolutamente farmi vedere diverso da Caterina, altrimenti vanifico tutto.

Venerdì mattina, sono le 5, Caterina finalmente esce di casa e salutandomi molto sbrigativamente mi ricorda che nel frigo ha lasciato il mangiare già fatto… come non sia in grado di cucinarmi nulla…
Finalmente posso preparare la camera mettendo gli scuri socchiusi, in modo da rendere l’ambiente leggermente illuminato, sul letto metto un copriletto che mia moglie non ha mai visto, così da poterlo lavare successivamente senza che se ne accorga. In sala sistemo il divano e le poltrone poi chiudo le tende in modo che da fuori non si veda nulla. Adesso una bella doccia perché tra un’ora arriva la mia Elisa. Infatti, all’orario stabilito…
DRIIN DRIIN DRIIIIN
Il campanello suona energicamente, vado ad aprire ed Elisa mi si butta al collo, mi bacia profondamente ed io rispondo con altrettanta passione, le lingue giocano, si spingono vicendevolmente ora da me, ora da lei. Poi improvvisamente si stacca, si spoglia e butta tutti i vestiti in un angolo, io non riesco nemmeno a togliermi la tuta che afferra i mie indumenti e quasi me li strappa. Nel frattempo:
– “ Non ce la facevo più! NON ce la faccio più! Matteo, zio, via tutto e buttiamoci sul divano, non resisto…”
– “ Eli , amore, andiamo di là ho già preparato il letto!”

Si butta sul letto, io le prendo i piedi e inizio a baciarli, succhiarli, la lingua gioca con le dita, inizia a fare smorfie, allora risalgo baciando e leccando i polpacci, le ginocchia, le mani stringono una coscia, con i denti la mordicchio. Ora le sue mani si posano sui suoi seni torturandoli dolcemente. I seni mi catturano la mente così tolgo le sue mani e con le mie li afferro, li palpo, la mia bocca prima si avventa su una tetta succhiandola a più riprese, poi addento l’altro capezzolo, lo bacio, lo succhio quasi a volerlo inghiottire. Elisa geme con mugolii sempre più forti e intensi. Le bacio il collo, le gote, la bocca. Lei con le mani mi spinge in basso, gli occhi mi si bloccano sulla vulva, castano-rossiccia e ben curata; è un attimo e le dita la aprono per dare posto alla mia bocca, alla mia lingua che la violenta come fossero dita, la leccano, succhio quelle ali di farfalla. Finalmente la nipotina inarca la schiena, è preda di movimenti lussuriosi.
Continuo per un poco poi le afferro le gambe e portando le ginocchia verso le spalle mi appare incantevole e voglioso il buchetto del culo, così lo lecco, lo gratto con la lingua.
– “ Sei un grandissimo porco, ti adoro per questo, l’ho sempre immaginato. Fammi la tua amante.”
Con la bocca inizio a baciare il fiorellino tondo, poi una chiappa, l’altra coscia, risalgo a leccare la figa “imprecante”, ora Elisa con le mani mi blocca la testa sul clitoride, “ Ti amo! Ti amooo! Leccami il clitoride, fammi toccare il paradiso.”
Queste parole mi fanno raggiungere il massimo dell’eccitazione, dopo poche leccate al bottoncino, mi alzo e afferrandomi il cazzo bello duro lo appoggio alla figa colante e con un poco di pressione lo sento entrare, “come sei calda” e pian piano facendosi strada tra le calde pareti è tutto dentro.
– “ Caz ah! com’è grosso, zio. Me l’hai aperta!”
Comincia il mio avanti e indietro, ritmato, ogni tanto esco e lo infilo nuovamente, sempre più veloce, lei ormai è un laghetto, i nostri respiri sono rumorosi, D’un tratto “ mhhh, uhhh, ohhh zio vengo!!! vengooo!!!”
Quelle parole, le sue contrazioni, mi portano all’apice, perdo il controllo.
– “ Sto per venire, sto venendo!”
– “ Vienimi dentro! Riempimi. La voglio sentire esplodermi dentro!”
Non riesco nemmeno a comunicare il dubbio che possa rimanere gravida, che un getto caldo schizza nella sua figona affamata, poi un secondo, un terzo, un quarto.
– “ Godooo! Ohhhh!”
E mi ritrovo sfinito a lasciarmi andare su di lei. Sono esausto, ma enormemente estasiato.
– “ Matteo tranquillo, sono anni che prendo la pillola.”
Sembrava avesse letto il mio pensiero. La abbraccio e le sussurro parole affettuose. Lei con voce tra il compiaciuto e il malinconico mi dice:

– “ Zio promettimi che non mi lascerai mai, saremo sempre uno per l’altro, come teneri amanti, ho aspettato troppo e non voglio perderti più.
– “ Sto rivivendo una seconda vita Elisa, come pensi possa immaginare di perdere il mio angelo, sei la donna più incredibile che potessi incontrare. E sei anche un diavoletto a letto! Ho bisogno di bere qualcosa, vuoi da bere anche tu?”
– “ No! Ma stai ancora qui con me.” E mi da un bacino.
Capisco che qualche altra coccola la renderebbe felice, quindi la torno a baciare passandole la mano tra i capelli, con il dito le sfioro l’orecchio, i nostri occhi si guardano languidamente, un bacino sul naso, sulle labbra, una mano cade sulla tetta, ci gioca, le dita delineano i contorni del capezzolo, si prendono cura di lui…
– “ Meglio che andiamo in cucina a rifocillarci un po’ mi stai facendo rieccitare nuovamente. Tanto abbiamo tanto tempo prima che ritorni la zia.”
– “ E io devo anche ricaricare le batterie, Eli. Ahahahahah!”

Come proseguirà questa ormai storia d’amore? Se è piaciuto il secondo capitolo, lo scopriremo.

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