Mara si stava preparando per andare a scuola, ormai era vicino alla fine dell’anno scolastico, spiò dalla finestra come si presentava la giornata, il sole già faceva capolino, si preannunciava una giornata calda, tirò fuori dall’armadio una minigonna, fece qualche prova con le magliette che aveva e poi decise l’accostamento, indossò un paio di calze autoreggenti, anche se erano meno comode dei collant, amava vedere lo sguardo degli uomini quando notavano il bordo delle sue calze, la gonna copriva appena il bordo delle calze.
Quando uscì fu fortunata, l’autobus stava arrivando allora, salì di corsa, l’autobus era pieno, cerco di farsi strada nella calca, mentre si teneva per non cadere, dava un occhiata accanto a lei un uomo cercava di non farsi notare mentre sbirciava l’orlo della sua gonna, aveva all’incirca l’età di suo padre, civettuola si sistemò nella calca appoggiandosi all’uomo, il suo seno toccava le sue spalle, lei approfittava del movimento dell’autobus per strofinarsi addosso all’uomo;
-Mi scusi io scendo qui-
Pronunciò le parole guardandolo negli occhi, l’uomo arrossì, cercando di spostarsi, lei gli sorrise maliziosa mentre scendeva.
Quando Mara arrivò a scuola cercò con lo sguardo la Lucia, la sua migliore amica, non riuscì a vederla da nessuna parte, evidentemente aveva deciso di non venire, mentre aspettava per entrare vide il preside che parlava concitatamente con il bidello, mossa da curiosità, si avvicinò assieme a altri studenti, la loro curiosità venne presto soddisfatta, quel giorno non c sarebbe stata scuola, si erano bruciate alcune prese, e gli elettricisti avrebbero dovuto lavorare nelle aule.
Un grido di soddisfazione accolse la notizia, lesti gli studenti iniziarono a dileguarsi, Mara rimase a parlare con alcune amiche, parlarono e camminarono per circa mezz’ora, poi si separarono, Mara penso a cosa poteva fare quella mattina, ma non le venne in mente niente, decise di ritornare a casa, almeno avrebbe avuto la casa libera.
Quando arrivò a casa erano ormai le dieci, appena aperta la porta, senti degli strani rumori, i suoi genitori non avrebbero dovuto esserci, senza fare rumore cercò la causa del rumore, venivano dalla camera dei suoi genitori, più si avvicinava, più capiva che si trattava di sospiri e mugolii, dal corridoio vide che la porta era accostata, Mara fu presa dalla curiosità di vedere i propri genitori fare sesso, si avvicinò silenziosamente alla porta per sbirciare, dalla porta vide suo padre nudo di spalle, mentre dava forti colpi alla madre messa a quattro zampe, non poté fare a meno di notare che suo padre aveva ancora un bel fisico, mentre lo osservava muoversi nel copro di sua madre si sentì eccitare, sentiva le sue mutandine bagnarsi, si trovò a sperare che si girasse, voleva vedere il suo cazzo duro mentre affondava nella fica di mamma.
Quasi leggendole nel pensiero i due amanti cambiarono posizione, suo padre si sdraiò e la donna salì sopra, Mara si mise una mano sulla bocca reprimendo un urlo, suo padre non stava scopando con sua madre, ma con la sua amica Lucia, si nascose dietro la porta timorosa che si fossero accorti di lei, ma i due erano presi dall’amplesso, e non si accorsero di niente.
Lucia le aveva detto di avere una storia con un uomo più grande, ma non si era mai voluta sbottonare più di tanto, non le aveva mai voluto dire chi era, e adesso capiva il perchè.
Mara sentiva il suo cuore battere a mille, era indignata, come poteva suo padre tradire sua madre, e poi con la sua migliore amica, si sporse nuovamente dalla porta, indecisa se fare una scenata o no, il suo sguardo si posò sul culo di Lucia, vedeva il cazzo di suo padre entrare e uscire dalla fica dell’amica, restò affascinata dalla visione dei loro corpi sudati che godevano, lentamente la sua mano ritornò a carezzare il suo sesso, iniziò a muoverla lentamente mentre continuava a vederli scopare, l’eccitazione era diventata altissima, temendo di essere scoperta andò in camera sua.
Qui Mara, iniziò una furiosa masturbazione, le sue dita strofinavano il suo clitoride, mentre con l’altra mano infilava un dito dentro la sua vagina, in pochi secondi un orgasmo violento la scosse, si morse un labbro per non gridare facendosi scoprire, quando il suo corpo smise di tremare stette sul letto, tendendo l’orecchio verso la stanza dei suoi genitori.
Stette in attesa per un tempo che le sembrò infinito, finalmente sentì i gridolini di che faceva Lucia quando veniva, e poco dopo sentì l’acqua della doccia scorrere, quando sentì che i due amanti uscivano potè rilassarsi.
Era arrabbiata con suo padre e con Lucia, ma più pensava a loro, e più si accorgeva che non era arrabbiata perché suo padre tradiva sua madre, ma perché era gelosa di suo padre, aveva sempre avuto un debole per gli uomini più grandi di lei, li trovava molto più sicuri e affascinanti, dei ragazzi della sua età, e le volte che aveva ceduto alla loro corte, aveva sempre goduto come una vera porca.
Un pensiero si fece strada nella sua testa, voleva essere posseduta da suo padre, la cosa non era facile, analizzando il comportamento di suo padre, non scorgeva segnali che lui la considerasse una donna, era sempre stato affettuoso, ma i suoi gesti verso di lei erano sempre stati paterni, niente di sensuale, eppure le ragazze giovani gli piacevano, e Lucia era la prova.
La cosa si presentava come una sfida, sarebbe riuscita a conquistarlo, in fondo era sempre riuscita a farsi notare dagli uomini.
La sua opera di seduzione iniziò quella sera stessa, a cena quasi non mangiò, stette quasi tutto il tempo a studiare la sua preda, non aveva mai pensato a suo padre come a un possibile amante, ma adesso che lo osservava doveva dire che non era niente male, portava benissimo i suoi 45 anni, le ore che ancora passava in palestra lo mantenevano in forma, aveva tutti i suoi capelli, e la brizzolatura lo rendeva solo più affascinante, dovette convenire, era proprio un bell’uomo, Lucia aveva avuto gusto, ma adesso toccava a lei.
Dopo cena suo padre guardava un po’ di televisione, Mara andò a mettersi ‘comoda’, tolse i vestiti guardandosi allo specchio, era alta 1,65, il seno terza misura era bello pieno, la sua figura non aveva niente da invidiare a una modella la vita stretta si allargava sui fianchi nella rotondità del suo culetto sodo, era sempre stata fiera delle sue gambe dritte, i capelli biondi le cadevano fino alle spalle, e gli occhi verdi le davano un tocco esotico.
Si, pensò, era proprio una bella ragazza, si preparò per essere seducente, indossò una maglietta leggera, si guardò allo specchio, i suoi capezzoli si vedevano in trasparenza, perfetto. Tolse le mutandine e indossò un paio di short aderenti tirandoli verso l’alto, il tessuto sembrava disegnare le labbra della sua fica, perfetto, e si recò in soggiorno.
Suo padre stava dando un occhiata al giornale;
-Che leggi papà?-
Con studiata indifferenza si accostò per sbirciare le pagine, premette il suo seno sul braccio del padre, nel muoversi per guardare le pagine lo strofinava sul suo corpo, strofinò piano il suo seno sentiva i suoi capezzoli inturgidirsi, doveva essersene accorto anche lui, si strofinò ancora un poco, poi si sedette accanto a lui.
La gamba nuda di Mara si posò casualmente su quella del padre, lei rimase in quella posizione, con studiata indifferenza spostò la gamba cercando una posizione più comoda, il suo piede nudo andò a posarsi in mezzo alle gambe del padre, voleva vedere su lui l’avrebbe spostato, il padre non disse niente, Il suo piede nudo sentiva i pantaloni tendersi, stava facendo eccitare il suo papà, Mara rimase in quella posizione finché finì il programma che stava guardando.
Il giorno dopo si alzò con comodo, non c’era scuola, quindi poteva continuare il suo gioco perverso, aspettò di sentire suo padre che si alzava, e quindi si recò in bagno, lasciò la porta aperta, sfilò la maglietta e restò con i seni scoperti, iniziò a lavarsi i denti con noncuranza, con la coda dell’occhio vide suo padre che passava davanti alla porta, passare e ritornare indietro, accentuò il movimento dello spazzolino, i suoi seni ballavano leggermente seguendo il suo movimento, suo padre stette a guardarla per un lungo istante, e poi si allontanò, in cuor suo Mara rise, non pensava che la sua strategia cominciasse a fare effetto così presto.
Quella sera Mara lasciò aperta la porta della sua stanza, aveva indossato una leggera canottiera di cotone, l’aveva presa bella larga, e solo un piccolo perizoma, le gambe scoperte, la luce del comodino era accesa, quando sentì che suo padre andava a letto, fece finta di essere addormentata.
Stette distesa sul letto, le mani sopra la testa, la canottiera le cadeva di lato, lasciando appena scoperto un capezzolo, i passi nel corridoio si avvicinarono, sentì suo padre fermarsi davanti alla porta, per un lungo attimo temette che non sarebbe entrato, poi senti i suoi passi leggeri avicinarsi al letto, suo padre rimase a contemplarla, Mara continuò a tenere gli occhi chiusi.
Rabbrividì quando sentì la mano di suo padre posarsi leggera sulla sua gamba e risalire piano, in una languida carezza, Mara dovette farsi forza per non saltargli addosso subito, dopo un tempo che le parve infinito suo padre la coprì con il lenzuolo e spense la luce.
Continuò a provocare suo padre per tutta la settimana, grazie al cal tempo che cominciava a scaldare poteva girare per casa con magliette striminzite e e mutandine microscopiche, aveva prestato attenzione a suo padre, adesso quando lei gli passava davanti notava un certo rigonfiamento nei suoi pantaloni.
Mara non perdeva occasione per mettersi in braccio a suo padre, adesso notava che suo padre quando lei era seduta vicino a lui, le dava tenere carezze, ma ancora non osava spingersi oltre, lei dal canto suo continuava ad assumere pose maliziose in sua presenza, e non faceva passare giorno senza dare almeno un bacino al suo papà, e maliziosamente le sue tettine si strofinavano su di lui, che così poteva constatare che non portava il reggiseno, ma non affrettava le cose, voleva essere sicura, intanto la sua amica Lucia spariva sempre più spesso, accampando scuse strane, evidentemente suo padre si sfogava con lei.
L’occasione di sferrare il colpo decisivo le si presentò un paio di settimane dopo, sua madre doveva assentarsi per lavoro un paio di giorni, quello era il momento di agire, la sera, quando suo padre tornò, fece trovare la tavola apparecchiata, aveva curato il suo abbigliamento, aveva indossato una minigonna plissettata a quadratini, una maglietta che le veniva un po’ stretta, in modo che il suo seno venisse messo in evidenza dal tessuto aderente, i suoi capezzoli erano perfettamente disegnati sul tessuto, un piccolo grembiule le dava un tocco da maialina, quando suo padre la vide restò senza parole;
-Ciao papà, questa sera cucino io-
-Ma non dovevi disturbarti, potevamo prendere una pizza…-, la sua voce tradiva un leggero tremito;
-No, per il mio papà ci vuole una cena speciale, vai a metterti comodo, io intanto metto in tavola-
Dopo qualche minuto vide tornare suo padre, aveva indossato un paio di pantaloni di cotone leggeri, e una maglietta, lo fece sedere e gli versò un bicchiere di vino che aveva messo in fresco, vide che il suo sguardo continuava a fissare la sua maglietta, lo sguardo eccitato di suo padre la seguiva mentre lei finiva di cucinare, vide che si versava un altro bicchiere di vino, sorrise dentro di se.
Aveva preparato un risotto, nel riempire il piatto di suo padre, appoggiò il suo seno sulla sua spalla, per fargli sentire la consistenza dei suoi capezzoli, ebbe l’impressione che suo padre si trattenesse per non saltarle addosso, Mara fece finta di niente, per tutta la cena suo padre non riusciva a staccarle gli occhi di dosso, quando finirono Mara sparecchiò, nel prendere il piatto del padre strofinò nuovamente il suo corpo sul suo, ora doveva dare l’ultimo colpo.
Mara iniziò a lavare i piatti, dava le spalle a suo padre, ma badava a tenere il suo culetto ben sporgente, quando finì di lavarli chiamò suo padre;
-Papà, puoi posare questo piatto, io non ci arrivo-
Suo padre si avvicinò e prese il piatto che Mara gli porgeva, mentre lo metteva in alto, Mara avvicinò il suo culo al suo sesso, sentì la durezza del cazzo attraverso la leggera stoffa dei pantaloni, invece di spostarsi mosse piano il culo in una sensuale carezza;
Si girò di scatto, un po’ d’acqua cadde addossò ai pantaloni dell’uomo,;
_Che maldestra, aspetta che ti asciugo…-
Mara prese uno straccio e iniziò a carezzare la patta dei pantaloni, il membro dell’uomo si sentiva in tutta la sua consistenza;
-Ma papà, cosa sento…-, la sua voce era falsamente sorpresa, l’uomo cercò di spostarsi, balbettando una scusa, ma Mara lo trattenne;
-Non mi dire che sono io a farti questo effetto…-
-Scu…Scusa, Mara, e che…-, l’uomo cercò di farfugliare una giustificazione, ma già Mara si era alzata mettendosi di fronte a lui, i loro corpi erano a contatto, i seni di Mara appoggiavano sul suo corpo, facendo sentire i capezzoli turgidi;
-Mi spiace di averti causato questo effetto, vediamo se riesco a farmi perdonare…-
Le mani di Mara, andarono a cercare i pantaloni del padre iniziando a slacciarli, l’uomo ebbe un soprassalto di lucidità e cercò di sottrarsi al suo tocco, Mara sia spettava quella reazione, trattene i pantaloni con una mano, mentre l’altra si insinuava dentro, quando toccò il cazzo duro del padre, questi smise di muoversi, Mara sentiva l’asta pulsante nella sua mano, il suo sguardo incontrò quello di suo padre, lo vide brillare di eccitazione, iniziò a muovere la sua mano intorno all’asta, mentre con l’altra mano slacciava i pantaloni.
Sempre guardando gli occhi di suo padre si chinò piano davanti a lui, adesso il cazzo duro era all’altezza del suo viso, vedeva la cappella violacea puntare verso di lei, tirò fuori la lingua passandogliela sopra, il corpo di suo padre sussultò, la sua lingua iniziò a muoversi sull’asta, iniziò a percorrerne la superficie, arrivando fino alle palle, per poi risalire fino alla punta dando veloci colpi di lingua, finalmente saziava la sua curiosità, aprì la bocca facendoselo scivolare fino alla gola, strinse le labbra succhiandolo con foga;
-Siii, dai succhiamelo, brava…-
Mara iniziò a muovere la testa facendo scorrere il cazzo duro nella sua bocca, ad ogni affondo succhiava con forza, la sua lingua massaggiava l’asta nella sua bocca, non continuò per molto, uno schizzo nella gola la fece quasi soffocare, tirò fuori il cazzo ricevendo gli altri schizzi nella faccia, lei non si perse d’animo, con un dito raccolse lo sperma paterno succhiandolo golosa, poi si alzò;
-Papà… non vorrai lasciarmi così…-
-No porcellina, adesso a te ci pensa papà…-
Le mani dell’uomo andarono a cercare gli slip di Mara abbassandoli, la sollevò di peso posandola sul tavolo, si chinò tra le sue gambe iniziando a leccare la sua fica già bagnata, quando la lingua di suo padre toccò la sua fica Mara sospirò forte, la lingua iniziò a muoversi esperta sul suo clitoride, la sentiva intrufolarsi dentro la sua fica lambendone i succhi, per poi ritornare fino al clitoride succhiandolo, Mara ansimava sotto i colpi di lingua del padre, l’atmosfera era rovente, si sciolse in un orgasmo nella bocca del padre, la sua lingua leccò tutti i succhi che colavano.
Si spostarono in camera da letto, ormai non erano padre e figlia, ma uomo e donna, si spogliarono rapidi sdraiandosi sul letto, adesso le loro mani esploravano i loro corpi, la mano di Mara andò a carezzare il cazzo del padre, mentre la sua bocca succhiava i capezzoli di Mara.
Mara scese fino a trovarsi nuovamente il cazzo in bocca, iniziò a succhiarlo con forza, adesso lo voleva sentire dentro, succhiò con foga, e in poco tempo lo vide svettare duro verso l’alto, si spostò sopra il padre, strinse il cazzo dirigendoselo verso la fica, iniziò a calarsi piano, quando lo sentì farsi strada dentro di lei sentì una scossa lungo tutta la schiena, si lasciò cadere fecendolo entrare di colpo, un urletto di piacere le sfuggì dalla bocca, poi iniziò a muoversi facendo scorrere quel palo dentro la sua fica, le braccia di suo padre la strinsero forte attirandola a se, le loro bocche si unirono, le lingue si inseguirono nelle loro bocche intrecciandosi, Mara muoveva veloce il bacino lasciandosi riempire dal cazzo duro.
Il padre la fece levare da sopra di lui, e la fece mettere carponi, si posizionò dietro di lei penetrandola con un colpo secco, poi iniziò a pomparla con forza tenendola per i fianchi, Mara sentiva le spinte fino in fondo alla vagina, sentiva gli umori della sua vagina colarle sulle cosce, Un orgasmo violento la colse, strinse il cuscino che aveva davanti mordendolo, i colpi nella sua fica si fecero ancora più veloci prolungando il suo piacere, l’orgasmo le toglieva le forze, dopo un decina di minuti, sentì lo sperma caldo invaderle la vagina, suo padre era venuto dentro di lei, aspettò che togliesse il suo cazzo da dentro di lei, poi iniziò a ripulirlo con la lingua, quando finì si abbracciò al suo corpo.
Mentre riposavano Mara pensava che sarebbe stato bello se la prossima volta anche Lucia fosse stata con loro.
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Continua daiii eccitantissimo
Bello ma non ho gradito il passaggio dalla terza alla prima persona così senza un senso logico. Linda.
Ti ho messo un adoro perché il racconto è eccitante. Raramente commento ma qui mi è d'obbligo. Mi piace anche…
Spero non finisca così questa bella serie di racconti, attendo il Cap. 5
Non riesco più a trovare il racconto su Luna Lovegood, me lo puoi linkare?