Cavalli corrono liberi nella prateria,
dove non abita più
che il canto del vento.
Le ultime stelle
brillano d’immenso,
le salutano i fantasmi dell’inverno.
Ho visto i tuoi occhi
scintillare forte,
nel gelo della notte.
E torneranno, un giorno,
le sterminate mandrie,
le grida dei cow-boy,
i pascoli infiniti,
le diligenze bianche,
il canto dei lupi delle montagne.
Cavalli corrono liberi nella prateria,
dove una volta c’era il saloon
e il vecchio Dick con la sua segheria.
E’ la terra del silenzio,
dove s’ode forte il canto del vento,
perché qui tutto è deserto.
E torneranno, un giorno,
le sterminate mandrie,
i viandanti dalle facce stanche,
le diligenze bianche,
il canto dei lupi delle montagne.
Oh, torneranno un giorno?
O spiriti della prateria,
fate che questo non sia un sogno.



Non lasciarci in sospeso regista, dacci un seguito!
Sarebbe bello leggere il proseguo immedesimandoci nel cornuto Luigi
E' quello che han sempre detto gli amici delle mie compagne... Non capisco come lo abbiano intuito, ma così è…
Complimenti Jokermi. Bellissimo racconto se ti va di contattarmi erodream78@gmail.com
Tu sei un uomo con l'animo del cornuto, dovresti coltivarlo fino in fondo e non scomparire e dimenticarti del tuo…