Matteo si mise in piedi dietro la ragazza messa a quattro zampe; non era la posizione già adatta, ma pazienza. La figa di Irene era bagnata dai suoi umori e fu facile introdurre un pezzetto di cappella e iniziare a spingere.
“Piano… fai piano ti prego… si così, vai lentissimo…” Matteo spinse ancora un po’, il cazzo sembrava scivolare senza ostacoli
“ahhh…” un gemito che non si sapeva bene se fosse di dolore o di piacere e fu quasi tutto dentro
“un po’ male… piano ecco, così pianissimo…” Si spinse ancora un po’ per tornare indietro e proseguì così e ogni volta affondava di più.
“Sono quasi tutto dentro, come va?”
“Le piace dai retta a me, sei una puttana Irene, lo sapevo ahahahah”
“Ahh si va bene, muoviti un po’… ho macchiato qualcosa?” Matteo lanciò un occhiata alla coperta che però era intatta, invece sul cazzo coperto dal preservativo si vedeva un po’ di rosso, un minimo di sanguinamento per la rottura dell’imene, ma a quel punto chi se ne frega.
“Comincio a sentire bene ahhh… prova a muoverti un po’ di più” spinse ancora un pezzetto in avanti per infilarsi meglio e tornò indietro e infine spinse tuto fino in fondo lentamente
“ahhh siii mi sento tutta la figa piena… muoviti così, mi… mi piace… si mi piace ahhhh…”
“Puttanella che non sei atro, che ti dicevo? Fatti abbracciare amo” le cinse il collo con le braccia e la baciò sulle labbra, prima lieve, poi infilò la lingua e Irene rispose appassionata, quel cazzo dentro la eccitava, le dava piacere, le faceva sentire che poteva prendersi tutto il piacere del mondo in qualsiasi modo
“e dopo questo tocca al tuo culetto, ok?”
“no no per oggi basta questo ahhh siii… oddio come godo… credo che… credo che potrei venire… eccomi siiii vengooo siiiii…” l’orgasmo non la colse impreparata, lo aveva sentito crescere e riempirla fino ad esplodere. Matteo fino a quel momento no aveva praticamente aperto bocca
“come ce l’hai stretta, me lo stai stritolando ahhh…”
“No ti piace?”
“Si che mi piace è stretta quasi quanto il tuo culo”
“Mmmm che voglia, non so se voglio che mi svergini o che prima mi inculi mmm…”
Matteo usci dalla figa di Irene e si tolse il preservativo; prese Linda i fianchi e se la mise davanti a quattro zampe, accanto all’amica
“apriti bene il culo… fallo da troica come fai di solito…” Linda si mise col ventre appiattito sul letto, il culo in alto tenuto aperto dalle manine. Matteo si mise a leccarle il buchino, infilando la lingua dentro e dopo aiutandosi con le dita per allargarlo. Quando le sembrò pronta si prese il cazzo a lo appoggiò al buchino. Ilaria guardava ipnotizzata quell’immagine.
“Tienilo aperto tu” le disse Matteo. La ragazza mise le mani sul culo dell’amica e aprì bene, Matteo appoggiò la cappella e inizio a penetrare il culo di Linda che manco era entrato già cominciava a godere
“ahhhh si inculami, infilamelo tutto dentro, aprilo questo culo, dai dai dai…”
“che troia che sei Linda, lo sapevi Irene che la tua amica è una grandissima zoccola?”
“Non avrei mai creduto così, mi raccontava certe cose che mica ci credevo…”
“e invece guarda qui”
“ahh stronzo… che non sei altro… ohhh mmm siii… muoviti invece di parlare” si infilò tutto dentro, voleva che quella stronzetta provasse dolore, meritava una lezione; affondò il cazzo nello sfintere della ragazza e cominciò a pompare avanti e indietro
“ahhhh mi fai male… piano mi sfondi il culo… ahhh si si si così… no no rallenta ecco così…”
Macché dolore invece! Se la godeva come una vacca esperta e navigata, godeva dell’uccello che le entrava e usciva dal culo, sotto lo sguardo incredulo dell’amica
“io no, è troppo grosso, non voglio mica morire infilzata, eh!” Matteo prese linda per i capelli e alla gola come se volesse strangolarla, senza smettere di incularla; la ragazza non capiva più nulla, godeva e aveva avuto già due orgasmi
“Ire, leccami… leccami la figa ti prego, mi sta andando a fuoco…” l’amica si mise sotto di lei, nella posizione del 69, così poteva leccare la figa e assistere allo sbattere della palle di Matteo contro in culo di Linda ogni volta che affondava i colpi. Matteo si sostò per mettersi un po’ in disparte, segandosi davanti a quello spettacolo incredibile di quelle due ragazzette che lesbicavano come due adulte esperte. I gemiti di piacere erano quasi più eccitanti della visione dei due corpi non più acerbi ma non ancora maturi. Si avvicinò per carezzare le forme, la schiena e il culo di Linda, per poi insinuare la mano tra le cosce di Irene e trovare la lingua di Linda che leccò le sue dita. Avrebbe quasi voluto sborrare per schizzarle entrambe, ma pensò che non voleva che Linda la facesse franca e che adesso toccava alla sua figa.
“Scendi da li sopra, ora tocca a te…” col cazzo duro in una mano, con un nuovo preservativo già indossato, prese Linda per un braccio e la fece sdraiare a pancia in su.
“Matteino non facciamo scherzi eh!”
“Ma infatti non ho intenzione di scherzare, vero Ire?”
“Scopala dai, svergina questa puttanella, io si e tu no? Non mi sembra giusto”
“Giusto! Apri le gambe”
“No, davvero, non so se è il caso” ma non si capiva bene se stesse recitando o dicesse sul serio, fatto sta che aprì le gambe e Matteo le fu sopra
“Piano piano un pezzettino per volta, non ti accorgerai nemmeno…” la ragazza si mise la mani sul ventre per allargarsi le labbra e agevolare l’ingresso, Matteo appoggiò il cazzo e cominciò a scivolarle dentro
“ahhh fai piano, così, pianino eh…” Matteo sentì un po’ di resistenza, ma Linda era sufficientemente rilassata; si irrigidì solo un attimo nel momento dello “strappo” e le sfuggì un gemito di dolore lungo ma sottile
“ahhhhh ahhh piano ti prego…” Ormai la strada era aperta, Matteo era quasi arrivato a fine corsa, col suo lento andare avanti e indietro un millimetro alla volta in quella figa così giovane, calda, vogliosa
“sei strettissima…”
“lo sento infatti, mi riempi tutta… fino in fondo…”
“ce l’hai più stretta del culo, incredibile…”
“Con tutto quello che ci si è infilata dentro il culo, per forza che davanti è più stretta. Dopo mi scopi un altro po’?”
“ahhh siii vuoi gareggiare a chi fa di più la troia? ahhh ahhh…” le risposte Linda, che sembra aver ripreso tutta la sua verve, dopo quell’attimo di apparente smarrimento
“Mi è piaciuto così tanto…”
“E a te piace?” le chiese Matteo
“Siiiii cazzo se mi piace… non voglio fare altro in vita mia che scopare…” andarono avanti così qualche minuto, Linda a cosce larghe, Matteo che la scopava e Irene che alternava le sue carezze ora per le tette dell’amica, ora sul suolo dell’uomo,
“Irene, ora prendilo in bocca, dai fai vedere quanto sei brava a succhiare…” tolto il preservativo, Irene si attaccò a due mani al cazzo di Matteo, succhiandolo come un indiavolata
“Piano che me lo stacchi”
“che troia eh? Guarda come succhia. A quest’ora Lorenzino tuo era già venuto da un pezzo”
“Ma chi cazzo è ‘sto Lorenzino?”
“Il suo fidanzatino, no?”
“Mmmm fidanzatino per niente affatto, mmmm non stiamo mica insieme… mmmm… gli piacerebbe” continuando a succhiare
“Però i bocchini glieli fai, com’è?”
“Com’ questa storia? Gli fai i bocchini e non state insieme?”
“Che c’entra! Neppure io e te stiamo insieme, eppure ti sto sbocchianando, e allora? mmmm…”
“Allora sei un puttenella, anzi siamo due puttanelle che ci piace divertirci e vaffanculo tutto il resto”.
“Linda leccale la figa” la ragazza si se dietro l’amica e inizi a leccare col risultato che la bocca di Irene diventò un frullatore, tanto muoveva in fretta la lingua e succhiava la cappella
“Ahhhh fermati fermati che sennò vengo. Linda, ancora un po’ di culo, vieni qui dai…”
“Che porco che sei tesorino”
“E tu che troia che sei, stellina” si sedette sul bordo del letto col cazzo in mano e fece sedere Linda sopra di se per incularsela così
“Ire, guarda questo” infilato il cazzo nel culo a Linda, si alzò in piedi e cominciò a farsi lavare la ragazza sull’uccello.
“Ahhh si così mi piace tantoooo ohhh dio come godo non ti fermare non ti fermare godo godooooo ora vengo vengooooo” l’orgasmo la scosse tutta, e Matteo stentò a restare bene in piedi. Nel frattempo Ilia, che in quanto a troiaggine non era certo da eno dell’amico, si era inginocchiata davanti a loro due e leccava alternativamente le palle e la figa, appoggiandosi con la mani alle cosce dell’uomo. Raggiunto il limite di resistenza, delle gambe e della voglia di sborrare, Matteo si sedette di nuovo sul letto tirò fuori il cazzo e con due menate venne, schizzando la figa e un po’ la faccia di Irene.
“Aspetta aspetta un attimo…” veloce Linda si inginocchiò di fianco all’amica e si mise a leccare gli schizzi presi in faccia, poi unì la sua bocca a quella di Irene e iniziarono baciarsi, ma non solo: si sollevò appena più in alto di lei, le fece capire di aprire la bocca e gli fece colare dentro la sborra che aveva raccolto in bocca. Poi si scambiarono di posizione e Irene fece altrettanto e appena finito tornarono a baciarsi intrecciando le lingue.
Matteo lì, incredulo…
ottoschegge



Buongiorno mi piace come si sta evolvendo il percorso è possibile avere la tua mail Buon pomeriggio
C'è un seguito?
Beh, la mia esperienza mi dice che è così, anche personalmente.
bello! eccitante
A quando il seguito? Si fa interessante