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Racconti Eroticisenza censura

Linda – parte 2

By 1 Gennaio 2026No Comments

Sognò per tutta la notte quella ragazzetta.
Sognò sculacciarla per punirla di averlo circuito con le sue smorfie, di essere stata così troia, la sculacciò forte fino a farla piangere, senza farsi smuovere a compassione da quelle lacrime. Poi la legò e inizio a sditalinarla e lei godeva tra le lacrime, implorando di scoparla “Scopami forza scopami! Sei uno stronzo, ti ho detto che mi devi chiavare, cazzo moscio che non sei altro! Solo quello troie delle tue mammine vuoi scopare!”
Si girò e rigirò tra le lenzuola, svegliandosi poi col cazzo duro. Era lì lì per farsi una sega, ma poi rinunciò, pensando che alle 4 Linda avrebbe suonato alla sua porta e già in questo c’era la premessa di quello che, nonostante volesse negarselo, sarebbe poi accaduto
Puntuale arrivò i suono del campanello
Eccomi, ciao!
subito sulla soglia lo baciò sulle labbra e lui si irrigidì un attimo
Non sei contento di vedermi?
Sbrigati ad entrare, non facciamo altre cazzate più di quello che già stiamo facendo
Ma non abbiamo ancora fatto niente. Sei pronto tesoro?
Cazzo, ma sei veramente…
Dillo dai dillo che mi piace. Dimmi che sono una troietta, dai
Comincio a crederlo davvero…
Mmmm come sei formale
Indossava quegli short neri, così stretti che il culo sembrava ancora più piccolo, tondo e sodo e una t-shirt stretta senza reggiseno
Carino qui! E che bel divano, comodo?.
Grazie, si comodo…
E le tue mammine te le sei scopate anche qui sul divano?
e rise forte, orgogliosa di quella confidenza nei suoi confronti che ormai padroneggiava
Se permetti sono poi cazzi miei
Ohh ma come siamo permalosi, ti sei offeso? Ma guarda che il mio era un complimento: immaginarti qui che scopi… come si chiama la mamma di Francesco il secondo dico, Serena, giusto? Gran bella donna, nulla da dire, complimenti
e accennò un applauso

immaginarti qui mentre ti scopi Serena lo trovo molto eccitante, sai?
Immagino
Ma adesso anche io e te faremo delle cosine molto carine che ci piaceranno tanto, vero? Così poi la prossima volta che qui scopi Serena penserai un pochino anche a me, d’accordo?
Linda, io non credo proprio che sia il caso, dovresti andartene, non saresti neppure dovuta venire, ma la colpa è mia, neppure dovevo aprirti, tu sei una bimba io dovrei essere quello con la testa sulle spalle e invece…
E invece sei quello che si è fatto fare un pompino da una ragazzina e che gli sei venuto in bocca, con suo grandissimo piacere ricordi? Era appena ieri, se comincia a mancarti la memoria così siamo a posto! Ma ti aiuto io, tranquillo, oggi ti faremo qualcosa che no ti scorderai facilmente, scommettiamo? E neppure io me lo scorderò! almeno spero, non mi deludere eh!
Si si va bene, tu continui con i tuoi discorsi, però io…
Però niente, se va bene, va bene e basta.
Si avvicinò ed esattamente come il giorno prima, comincio a strusciarsi contro e a tastargli il pacco, che nel frattempo aveva iniziato a indurirsi
Oh che bravo! Il tuo pisellone invece mi sembra molto felice che sia qui, tu dici delle cose ma lui fa esattamente l’opposto mi pare. Vediamo se mi sorride
Slacciò i pantaloni, senza che Matteo facesse nulla per fermarla, neppure un accenno. Tirò giù i boxer e si ritrovo in mano il cazzo di Matteo già bello e che duro. Cominciò a segarlo lentamente mentre lo guardava negli occhi
Hai visto che mi ha sorriso? E si è pure commosso, guarda c’è una lacrimuccia che esce fuori dal buchino.
Dalla cappella era spuntata una goccia di liquido seminale. La ragazza passò la punta di un dito sopra la punta del cazzo e se lo portò alla bocca per leccare via il liquido.
È buono come ieri, mi ricordavo bene…
Oddio… cazzo… cosa fai. Ma io dico…
Come per voler cambiare argomento (ma l’argomento era sempre quello) Linda si girò di scatto
Ti piace il mio culetto
e si appoggiò contro il cazzo dritto fuori dai boxer, strusciandosi e allungando le mani in dietro per prendere i fianchi di Matteo e tirarlo a se
– Io… Linda ti prego…
Lo vuoi vedere il mio culetto? Secondo me ti sorride come ha fatto il tuo pisellone con me.
Si… forse si…
Mi sono anche preparata per benino: una bella pulizia profonda, sai con quelle perette da clistere? Con quella, così è tutto pulito per bene, vedrai…
Cazzo pensò, ha proprio pensato a tutto, come se lo facesse da sempre
Prese l’orlo degli short e se li tirò già fin sotto il culo, in modo che l’elastico restasse a sorreggerlo, come se ne avesse bisogno, per esaltarne la rotondità.
Matteino tI piace il mio culetto? Dimmi se ti piace, almeno un pochino, ti prego…
con voce da bambina smorfiosa, con quel culo che avrebbe voluto mordere
Io… io si… mi piace, hai un culo da urlo lo sappiamo…
Ahhh siiii! così ti voglio, sincero, e pure un po’ maialino ti voglio. Che ci faresti col mio culetto adesso? Cosa ci facevi col culetto di Serena? E Barbara e Francesca? Dimmi cosa ci facevi
Io… glielo leccavo
disse ormai in preda all’eccitazione
a tutte?…
si a tutte
Ahhhh si leccavi tutti quei bei culoni, che bravo. E come facevi?
Le facevo mettere in ginocchio sul divano, appoggiate allo schienale e io da dietro leccavo
mentre parlava le aveva messo le mani sui fianchi; quel corpicino esile lo eccitava da matti, questa era la verità, così sensuale, fresco, giovane, al di là di ogni considerazione morale, da esplorare in ogni suo centimetro e maneggevole, avrebbe potuto rigirala tra le mani come una bambolina, pensò…
Voglio farlo anch’io ti prego, non solo quelle puttane, voglio farlo anch’io che sono più puttanella di tutte loro messe insieme, leccami il culo Matteino ti prego…
Si inginocchio sul divano, appoggiata col busto allo schienale, con le mani tirò giù anche gli slip (ridottissimi) e si aprì il culo per mettere in mostra il buchino
Fammi sentire come le leccavi quelle troie, dai
Matteo esitò un attimo davanti a quella che a tutti gli effetti era una visione e si inginocchiò poggiando le mani sul quel culo; prima lo carezzò e poi iniziò a impastarlo, per saggiarne la consistenza
Prima di leccare facevo anche altro…
E cosa facevi raccontamelo
Le sculacciavo e anche tu devi essere sculacciata
Ahhh mmmm senti senti
Devi essere punita per questo casino in cui mi hai cacciato
e le diede uno sculaccione
Ahhh mi fai male con queste manone
Te la sei voluta tu
e le lasciò andare un altra pacca
– Ahhhh sei cattivo… e a loro piaceva?
– Certo che gli piaceva
e colpì di nuovo
Ahhh mmm a te piaceva? Ti diventava duro? dimmelo che ti diventava duro a picchiarle
Si mi piaceva e mi diventava duro, come adesso…
Così poi le inculavi bene, le aprivi, le spaccavi in due con questo bel cazzone
ancora uno sculaccione e quelle piccole chiappe cominciarono ad arrossarsi.
Si, come ora inculo te
Ah no aspetta, vabbè il manico della spazzola, ma con quella bestia che ti ritrovi ci vuole un po’ di lubrificate
Non che Matteo ritenesse di avere chissà che bestia tra le gambe; solo che a confronto delle ridotte dimensioni di Linda, tutta proporzionata bene, neppure bassa, ma quasi uno scricciolo, il suo uccello faceva un figurone.
Linda si alzò come per guardarsi intorno, certa che ci fosse ciò di cui aveva bisogno.
– Secondo te lo tengo qui in soggiorno? Di là in camera, nel secondo cassetto a destra…
Si avviò e dopo un attimo era di ritorno col flacone in mano, sorridendo maliziosa
Che porco che sei, guarda che l’hai quasi finto, lo hai usato tutto con le tue mammine troie vero? E scommetto che non è neppure il primo flacone, vero?
No, non è il primo
Bene. Vedi che mi ci vuole una persona come te? Saggio, con esperienza, che si preoccupa per me, perché adesso mi dovrai aprire il culo bene bene
Sai cosa c’è? C’è che mi hai convinto: sei proprio una puttanella vogliosa di cazzo…

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