La vibrazione nella tasca lo avvertì che era arrivato un messaggio
– Guarda guarda quanto è figo il mio Matteino, hai un’appuntamento?
– Dove sei
– Si guardò intorno, gli spalti erano pieni e non riusciva a vederla, ma doveva per forza essere lì nei paraggi
– 🕵🏻♀️ Sei in caccia di qualche mammina?💃🏻🧏🏼♀️
– Sto guardando la partita
– Sai che qui ce ne sono di belle mamme che potrebbero essere il tuo tipo
– Si infatti, ho la fila, tutte ad aspettare me sono
– Per esempio la mamma di Martino, hai presente la moglie di Gianni che lavora in comune?
– No, non ho presente né lei né tantomeno lui
– immagino, a te interessano le mammine mica i paparini
– dove sei?
-…e invece la moglie di Roberto? Quelli della pizzeria🍕
Quella la conosceva, ed era una gran bella figa
– Ah si che la conosco, cioè, so chi è, accidenti! bella donna
– fai il cretino per farmi ingelosire?
– Linda, per favore…
– Guarda che non c’è proprio confronto tra me e quella sciacquetta. Bionda finta, tra l’altro 👱🏻♀️❌👩🏼🦳
– Linda, non c’è confronto perché lei è una donna, mentre tu sei una ragazzina, non è un fatto di meglio o peggio, è solo una questione anagrafica
– 🖕🏼🖕🏼🖕🏼
Cambiò discorso, un po’ indispettita
– Che fai appena finisce la partita
– Credo tornerò a casa
– Solo soletto? Non vuoi un po’ di compagnia? Facciamo una cosina veloce veloce, ti va?
– Linda dove sei?
– Ma sei proprio cecato🧑🏼🦯! Qui davanti a te, dall’altra parte del campo
alzò una mano per farsi vedere, lui la vide
– Cazzo, ma sei scema? Sei accanto a tuo padre e mi scrivi, ma ti pare! Ma io veramente non so cosa ti passa per la testa…
– È preso dalla partita, e poi mica sbircia cosa scrivo
– Sopratutto a chi scrivi, cazzo
– Mmm sai che questa cosa invece mi eccita?
– 😳🙄
– 💦🍆💦🍌💦🥒 però meglio se non è a fettine il cetriolo, meglio tutto intero ahahahaha
– No davvero tu sei completamente fuori…
– 🤣😂🥰💦🍆❤️
– Piantala, guarda la partita, dai! Ora non ti rispondo più
– Non m’interessa più la partita, adesso mi scappa forte la pipì, ho una gran voglia di andare in bagno…
– E vacci, chi ti tiene
– ora mi alzo e vado… e tu mi raggiungi
– stai scherzando?
– Per niente, guarda
Disse qualcosa a suo padre, si alzo e si diresse verso i servizi del palazzetto. Prima di imboccare il corridoio si voltò verso Matteo e gli fece l’occhiolino.
Cosa doveva fare e decidere di farlo fu tutt’uno: si alzò pure lui, non senza prima aver valuta le conseguenza, almeno quelle immediate: nessuno avrebbe fatto caso alla concomitanza, sarebbe arrivato un attimo dopo di lei, la partita era avvincente e nessuno si sognava di andarsene sul più bello quando il vantaggio si alternava tra l’una e l’altra squadra, e… e poi che cazzo doveva fare, la seguì e basta.
Si era trattenuta un attimo sulla porta che dava sull’antibagno delle donne, per verificare che non ci fosse nessuno dentro e per vederlo arrivare; appena Matteo la raggiunse entrò di corsa infilandosi nel primo cesso a destra dell’ingresso e lui dietro in un attimo.
Appena dentro lei gli mise le braccia al collo e gli infilò la lingua in bocca, un bacio profondo, quasi violento, sembra che si penetrassero l’una l’altra, le lingue si cercavano e si scavavano le bocche…
– Ma porca di quella troia, sto diventando completamente scemo come te
– shhhh non dobbiamo farci sentire, se ci scoprono sai la figura di merda che facciamo?
– la figura di merda? Scoppia una tragedia, altro che figura di merda
– Non fare il pessimista tesoruccio. Il nostro amichetto come sta?
Mise una mano sul cazzo da sopra i pantaloni della tuta di Matteo per palparlo
– Uuuu sta molto bene, benissimo! Cosa vuoi che faccia? Lo saluto un attimo, va bene
– …
– Purtroppo oggi niente pompino, che poi papà si accorge dall’odore, ti faccio una sega, va bene tesoro?
– Fai… ummm… fai quello che vuoi…
– Tiralo fuori, fammi vedere questo bel pisellone
Matteo sciolse i lacci della tuta e si abbassò pantaloni e boxer. Linda prese in mano il cazzo e cominciò a segarlo
– guarda che bello, e com’è duro ed è tutto merito mio vero tesoruccio?
– Ahhh si… sei bravissima, continua così
– Sto rivalutando la possibilità di farmi scopare. Ti andrebbe di sverginarmi? Ti andrebbe di infilare questo bel cazzone nella mia fighetta?
– Ma… adesso, qui così?…
– Ma no scemo! Non qui certo, da te, magari nei prossimi giorni, ci sto pensando… pensaci ante te u pochino, d’accordo?
L’idea di scoparsela, se possibile, lo eccitò ancora di più
– Aumenta un po’, muoviti più in fretta dai… ahhhh… si… brava così
Lo guardò negli occhi e fece colare della saliva sull’asta
– Così scivola meglio, no?
– siiii molto meglio ahhh, forza ora, muovi questa manina dai, più veloce…
– Si velocissima, voglio farti sborrare, voglio svuotarti le palle, che peccato non potertelo succhiare bene, avrei bevuto tutto, lo sai?
– Si… ti avrei sborrato in questa bocca da troia
e le mise la lingua in bocca come appena entrati lì dentro
– Mmmm la tua mmmm troietta preferita, vero? Dimmi che sono la preferita tra tutte quelle altre puttane che scopi mmm…
– Si…la preferita… così dai… muoviti muoviti, manca poco
– Quando mi chiaverai, col preservativo eh! ricordati, voglio che un attimo prima di venire esci fuori, te lo togli e mi schizzi addosso, mmmh solo a pensarci mi bagno…
– si ti schizzo su quelle tettine te le bagno tutte e poi mi faccio leccare il cazzo
– si… fammi vedere come fai, vieni tesoruccio dai, sborra adesso…
– siii ci sono ci sono sto per… sto per venire… ecco ecco ahhh vengo vengooo…
Linda non si fermò, continuava a menargli l’uccello con la stessa intensità fin quando non fu uscito tutto il liquido che aveva, insozzando il lavandino e addirittura con uno schizzo che andò a colpire lo specchio.
– Guarda che bravo, ma c’hai la fabbrica di questa robina qui? Guarda quanta anche oggi…
– Quella brava sei tu, dio come me la sono goduta…
– Ah quello si, tutt’altra cosa che farsi una sega da solo, vero?
– Vabbè che c’entra…
– Meglio da solo??
– Ma no! Sei davvero brava… veramente nulla da dire… ora però si deve capire come uscire da qui senza farsi vedere.
– Sono stata più brava io o una delle tue mammine?
– Ma lascia stare, dai…
– Te le facevano le seghe le mamme, eh? Dimmelo!
– Dai LInda…
– Dimmelo! O mi metto a gridare!
Pronunciò l’ultima frase alzando la voce, Matteo le mise una mano sulla bocca e lei si mise a leccarle il palmo
– Cazzo, così no dai, ci sentono. Si sei più brava tu, lo sai, dai. Mi hai fatto godere come una scimmia, hai viso che schizzo, no? Hai sentito come godevo, no? Ora però piantala
Lei sorrise, silenziosa e si mise sulle punte dei piedi per dargli un bacio sulla bocca
– Aspetta un secondo
Si affacciò
– Via libera
Ottoschegge



Complimenti!! Bellissimo racconto, breve ma subito in medias res, subito nel vivo dell'azione. Mi piacerebbe parlarne, se vuoi contattami alla…
Non lasciarci in sospeso regista, dacci un seguito!
Sarebbe bello leggere il proseguo immedesimandoci nel cornuto Luigi
E' quello che han sempre detto gli amici delle mie compagne... Non capisco come lo abbiano intuito, ma così è…
Complimenti Jokermi. Bellissimo racconto se ti va di contattarmi erodream78@gmail.com