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Carnevale, una festa del cazzo 2a parte

By 4 Aprile 2026No Comments

Era quello che temevamo e ci spaventava la sua violenza quando si sentiva fregato a torto o ragione. Il bastardo entrò dicendo arrogante:”…vaffanculo coglione… dov’è la mia puttana?… ho le palle piene e le voglio scaricare in panza a questa troia di tua moglie…” e sfoderando l’immane cazzo semiduro prese la zoccola per un braccio e la portò in camera per montarsela anche se lei protestava:”…stavo andando da papi non puoi ripassare dopo?… ‘sta mazza asinina mi fa vedere le stelle anche se godo come una scrofa ma oggi non ce la faccio a farmi sgarrare i buchi da ‘sto nerchione spropositato… ” E lui ridendo rispose:”…dopo sarai stracolma di sborrate gran troia … lo so che vai a farti trombare gratis dai tuoi vecchi amici porci… ma prima ti spacco le chiappe io così sarai bella lubrificata e spalancata per i loro cazzi… forza mignotta al lavoro… intostami bene che ti spalanco il buco dl culo come una galleria davanti al tuo marito cornuto…” e bestemmiando con una sberla le sbattè la testa sull’enorme cappella forzandola a imboccarla cosa che la pompinara fece subito golosa cominciando a sugarla di gusto. Il porco violento la schiaffeggiava colla mazza equina sbattendogliela in faccia e poi la prendeva per i capelli e gliela rificcava in bocca a forza. Con rabbia la vedevo sugare rumorosamente spompinandolo quasi strozzata e segandolo per armarlo presto mentre lui tenendole la testa la soffocava con la massa della cappella intostata che quasi le slogava la bocca. Per fortuna era già arrapato e dopo poco di quel pompino, grugnendo insulti il porco mi ordinò di mettere a pecora mia moglie e dovetti ubbidire tenendole ben divaricate le chiappe come facevo sempre ad ogni monta da succube schiavo. Infoiato com’era speravo che il bastardo non si rendesse conto dello stato pietoso della rondella anale di mia moglie ma mi sbagliavo perché, da esperto, aprendole le chiappe scoprì subito la devastazione del suo buco del culo e si incazzò urlando:”…razza di bagascia… chi t’ha sfondato le chiappe ?… questo è un lavoro di parecchi montoni e anche belli grossi… stronza puttana… t’hanno massacrato il culo senza pagare?… adesso ti faccio capire chi è il padrone dei tuoi buchi da vacca… vi insegno a ubbidire a te e al tuo marito cornuto e guardone…” E giù botte a lei e a me che cercavo di intromettermi. Quando si fu sfogato il bastardo volle sapere tutto e mia moglie fu costretta ad ammettere che l’avevano montata e anche se minimizzava il pappone capì che se l’erano strafottuta in parecchi e sentendo dei fistaggi e altre oscenità si spalmò di vasellina il pugno e il braccio dicendo:”…visto che oltre ai cazzi ti sei fatta fistare i buchi adesso te li sgarro io per bene il tuoi buchi da bagascia… vedrai come ti sfascio fregna e culo… e così impari a non fregarmi zoccola…” E con una violenza bestiale le infilò la mano nello sfintere sbrillentato affondando, senza pieta per i suoi strilli acuti, il braccio fino al gomito a forza di spinte feroci. Mia moglie implorava pieta e scalciava bestemmiando e insultando sia il suo pappone che me che assistevo impotente al massacro delle sue viscere. Il porco sadico infieriva sudato smaneggiando brutalmente le sue budella e poi le ricacciava fuori dal culo spaccato il braccio per rinfilarglielo su per la figa in un pompaggio alternato che la faceva sfiatare scorregge continue. La zoccola era accasciata sfinita di botte e sevizie e il porco, guardando la caverna sbrillentata che ormai aveva per buco del culo, decise che ancora non era abbastanza e con una ferocia bestiale le ficcò il piede su per il culo in una maniera atroce riuscendo a farglielo entrare fino al tallone. Gli urli di mia moglie svetrata così mi spaventarono e lo pregai di smettere per evitarle traumi pericolosi e il maledetto sadico alla fine si calmò sudato dicendo:”… cosi avete capito spero… la prossima volta che fai porcate gratis e senza permesso ti sventro gran maiala e te recchione ti spacco il culo come a tua moglie… ” E mettendosi a cavallo delle chiappe della zozza stesa gemente a pancia sotto mi ingiunse:”…forza frocio bocchinaro insalivami la mazza che ora gliela ributto tutta su per il suo culo sgarrato alla tua moglie troia…” E io dovetti umilmente slinguare l’enorme cazzo armato e guidarlo a mano a imboccare la rondella strappata della zozza. Un affondo duro pesando con tutto il corpo e il nerchione le sprofondò tutto su per le chiappe e poi con poche botte il porco glielo piantò nelle budella fino ai coglioni. Allora ordinò:”… forza gran puttana… muovi le tue chiappe da scrofa… fammi godere … e tu recchione leccami il buco del culo mentre ti sgarro la moglie… lavorate maledetti porci depravati…” E mentre mia moglie sculettava sotto gli affondi bestiali, io leccavo nauseato il buco puzzolente e i coglioni del porco che per fortuna arrapato com’era dalle violenze e dalla nostra sottomissione dopo un violento pompaggio scaricò una gran sborrata nelle budella sformate di mia moglie che ruttava invasa da quella purea calda fino allo stomaco. Vidi allibito che sotto le scariche calde che le invadevano le viscere quella vacca schifosa di mia moglie riuscì anche a scolare la sua oscena venuta dalla fregna dilatata e all’ordine imperioso del pappone che sentiva le contrazioni del retto della scrofa che spurgava sulla sua ceppa dovetti leccarle affondando la faccia tra i loro corpi sudati. Finito di scaricare le palle il porco sturò le chiappe della zozza gemente stappandole brutalmente lo sfintere che sfiatò un lungo peto sonoro e poi reggendosi la mazza smollata e grondante scolate viscide il perverso pappone le scaricò una lunga pisciata nello sbrillentato foro scuro restato largo in mezzo alle chiappe che mia moglie si teneva ben dilatate come sempre per aiutare il bastardo a fare i suoi porci comodi e annaffiando anche la mia testa di cornuto depravato che slappavo la sorca della maiala.
Poi soddisfatto il pappone si preparò per andarsene minacciandoci come faceva spesso:”…stronzi fottuti… state attenti che se vi pesco ancora a fare porcate senza permesso e gratis sono cazzi amari… anche se la bagascia mi frutta bene vi porto tutti e due da puttanieri arabi che mi pagheranno oro per farvi crepare di cazzo… sono dei sadici che prima vi spaccheranno di brutto tutti i buchi a tutti e due… poi vi faranno sventrare dai loro cammelli… e quando sarete tanto sfondati da non servire più vi faranno crepare strangolandovi mentre vi inculano… pare che le contrazioni delle budella mentre schiattate siano ineguagliabili… mi hanno già chiesto di vendergli tua moglie ma per ora mi rende così bene che me la tengo come bagascia e te come schiavo… ma se mi rompete i coglioni vi faccio fare quella fine… prima faccio sventrare la tua troia davanti a te e poi ti fanno il mazzo da quel frocio di merda che sei… vedrai prima di crepare che significa essere rotto in culo…”
Uscito il maledetto bastardo la depravata barcollando sfinita dalla feroce inchiappettata andò a scaricarsi le viscere e rivomitare e visto che era troppo stanca e con il culo dolorante strappato dall’enorme nerchia del suo pappone e tanto spaccato e in fiamme da farla vomitare, per mia fortuna, rinunciò per quella volta alle pretese dei suoi vecchi porci che l’aspettavano per fottersela.
Quella fu la prima vera orgia in cui fu coinvolta mia moglie ma poi il pappone avido la usò per altre occasioni mettendola a disposizione di gruppi di porci puttanieri che pagavano caro per strafottersela in modo bestiale e questa prima con una ventina di mandrilli fu superata varie volte perfino con più di 30 infoiati come ho già raccontato.
Così si concluse quel martedì grasso il più lungo e doloroso della sua vita da mignotta per mia moglie e da guardone succube e cornuto per me
Ditemi adesso voi se Carnevale non è veramente una festa del cazzo!

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