“Bruto, vieni qua! Giù a cuccia!”
Il cagnolone mi ubbidisce, si avvicina e si mette da bravo ai miei piedi, si fa accarezzare.
“Ti è piaciuto il trattamento di mio marito, vero?”
“Bau, bau!”
“Siete due maiali, altro che cagnolini. Girati, che ti tolgo la coda.”
Lui gira su se stesso, solleva il culone, scodinzola e si fa sfilare il grosso dildo dal culo. Pop!
“Tieni, maiale. Vatti a rivestire, è ora che vai.”
Finalmente si mette in piedi e va in camera dove aveva lasciato le sue cose, e ritorna dopo qualche minuto in giacca e cravatta.
“Addio caro, alla prossima, scrivimi quando ti vuoi divertire di nuovo con me.”
“Grazie Ilaria, sei sempre fantastica, mi farò sentire presto. Ciao cornuto, grazie anche a te per il servizietto.”
Appena il mio sub se ne va anche mio marito va a lavarsi, lasciandomi sola, coi miei pensieri.
E immagino che anche voi ora vi starete chiedendo come abbia fatto a ritrovarmi in questa particolare nicchia professionale, diciamo così. Beh, è una lunga storia, ma tutto è cominciato con la mia relazione con Andrea, il nostro vicino.
Come già vi ho accennato, mio marito non è mai stato in grado di soddisfarmi sessualmente. Il suo pisellino in tiro arriva a malapena ai dieci centimetri, io facevo fatica a sentirlo le poche volte che provava la monta. Ma soprattutto, col passare dei mesi dopo sposati gli approcci di Oscar divennero via via più radi, ed io iniziavo a sentirmi trascurata. Eppure sapevo di interessare agli uomini, me ne accorgevo dalle loro occhiate, in ufficio, quando indossavo un abito attillato, una gonna un po’ corta, quando per il caldo slacciavo un paio di bottoni della camicetta, lasciando che si intravedesse il reggiseno. E mio marito invece niente, anche quando facevo la civettuola con lui Oscar rimaneva passivo.
E così non mi sentii per nulla in colpa quando iniziai a frequentare Andrea, anzi, ritenni mio marito il solo vero responsabile della mia infedeltà. Con Andrea ci incontravamo praticamente ogni giorno, e lui pareva insaziabile. Il suo grosso cazzo era subito pronto per me, a lui piace farselo ciucciare ed io lo accontentavo volentieri, mi esaltava la reazione del suo bel cazzo alla mia lingua, alla mia bocca, mi piaceva baciarlo, leccarlo, sentirlo scorrere duro sulle mie labbra. Quando era soddisfatto del mio lavoro di bocca mi scopava, con una forza e una virilità che non avevo mai provato prima, Andrea è una furia, a letto mi sbatteva, mi riempiva col suo uccello, mi faceva godere. Solitamente mi sborrava in faccia, o in bocca, o sulle tette. Per evitare sorprese non mi veniva in figa, inizialmente, ma io volevo sentire il suo sperma dentro di me, ed iniziai con la pillola. Finalmente lo potei sentire venire dentro di me, quelle sue maestose schizzate, calde, abbondanti, potenti, con cui di solito mi annaffiava il corpo, ora mi riempivano e mi scaldavano il ventre… e poi ricominciava, dopo pochi minuti era già pronto ad una nuova monta, in una nuova posizione.
Con Oscar l’avevamo sempre fatto alla missionaria, ma con Andrea era diverso. A lui piace molto prendermi a pecorina, afferrandomi i fianchi, e le tette, sculacciandomi, mi faceva sentire una vacca, una cavalla, montata del suo possente stallone. Spesso mi prendeva in piedi, d’impulso, spingendomi contro una parete della casa, o piegandomi sul tavolo in cucina. Mi scopava così, e dopo avermi fatto godere mi faceva abbassare, piegata sulle gambe, per farsi ciucciare il cazzone, e sborrarmi in bocca, o in faccia, o facendomi colare il suo sperma fra le tette.
Grazie ad Andrea scoprii anche il sesso anale. Aveva preso ad infilarmi un dito o due nel mio buchino, durante il sesso… a me non dispiaceva, ma era sempre una sorpresa, mi faceva sobbalzare ogni volta, quella sua intrusione. Mi abituai, un po’ alla volta, e sentii il mio culetto sempre più recettivo, finché quasi iniziai a desiderare quella dita lì, amplificavano le sensazioni, era come avere due centri del piacere, contemporaneamente.
Finché un giorno, io che mi ero messa a pecorina, Andrea invece di montarmi da dietro iniziò a toccarmi, prima la figa, che diventò presto un lago, e poi il buchetto. Una, due, quella volta tre dita. Ed io spingevo indietro il culetto, per sentirle ancora più dentro, lui le faceva ruotare dentro di me, due in figa, due nel culetto… stavo per venire, ma Andrea si fermò’. “Sei pronta.”
Mi afferrò i fianchi, sentii il tocco della sua cappella, sul buchino del culetto, che si aprì sempre più mentre Andrea lentamente mi penetrava analmente. Non sentii neppure troppo dolore, nonostante le dimensioni del suo cazzo, anzi, quando ripresi a respirare provai presto piacere. Ma soprattutto orgoglio, per essere riuscita a prenderlo, per avere il cazzo del mio amante nel culo, per sentirmi così desiderata.
Se ripenso a quella prima volta sorrido, era la mia prima inculata ma era quasi tenera, Andrea che mi entrava piano, per non farmi provare dolore, per assicurarsi che anch’io provassi piacere, per abituare il mio retto alla presenza del suo membro, alle dimensioni della cappella, che mi riempiva come un tappo. Le volte successive Andrea non fu così tenero. Ma io ormai ero stata sverginata analmente, sapevo come prenderglielo nel culo, arrivai presto a desiderarlo, mi piaceva offrirmi a lui, così, e farmi sodomizzare.
Non tenni nascosta la nostra relazione a lungo. Passavo sempre più tempo da Andrea, quando rientravo trovavo spesso mio marito già a casa che mi aspettava. Finché un giorno quando Oscar mi chiese dove fossi stata gli risposi semplicemente, “Ero da Andrea.” Lui non disse niente, cenammo assieme quasi in totale silenzio, guardando le notizie del telegiornale. Quando infine lo raggiunsi a letto lui dopo qualche minuto mi chiese, “Ti fai scopare dal nostro vicino?”
Lo guardai, al buio. Non volevo negare, tutt’altro.
“Si, Andrea fa quello che dovresti fare tu, impotente che non sei altro!”
Lui rimase in silenzio qualche secondo, finché aggiunse, “quanto vi vedete?”
“Sempre, quando lui non è via per lavoro.”
“Qualcuno sa della vostra relazione?”
“No, solo tu, adesso.”
“E ti piace? Lui ti fa… godere?”
“Certo che mi fa godere, cornuto! Se proprio lo vuoi sapere Andrea ha un gran bel cazzo, sarà il doppio del tuo e soprattutto è sempre in tiro per me, non come quel tuo misero pisellino che ti ritrovi tu! Lui mi fa sentire donna! E io gli concedo tutto, la bocca, la figa, e anche il culo! Si, Andrea si è preso la mia verginità anale!”
Mi ero sfogata, gli avevo riversato addosso con quelle parole tutto quello che mi ero tenuta dentro troppo a lungo. Oscar non disse più niente, ci fu solo silenzio. Perlomeno per diversi minuti, finché probabilmente credendomi addormentata iniziai a sentire un inconfondibile sfregamento delle lenzuola. Mio marito si stava masturbando!
In seguito, decisi di invitare Andrea a pranzo da noi, una domenica. Oramai non c’era alcun bisogno di tenere nascosta la nostra relazione, ed Oscar non fece obiezioni, quando lo avvisai. Anzi, quella mattina mi aiutò perfino a preparare il pranzo.
Quando si presentò Andrea prendemmo un aperitivo in sala, per creare subito la giusta atmosfera. Andrea come al solito era amabile, mio marito inizialmente era molto agitato ma lui lo mise a suo agio, chiedendogli del lavoro ed interessandosi alla grande passione di mio marito, la fotografia. Io rimasi ad ascoltare, osservando divertita quei due uomini, mio marito ed il mio amante fare conversazione. Avevo deciso di indossare un vestito rosso per quel giorno, con un’ampia scollatura, e spalline sottili, che con i giusti movimenti facevo sapientemente cadere sulle braccia, scoprendo ancor più il seno, fino a mostrare in parte il capezzolo. Risistemavo la spallina caduta con sempre crescente ritardo, permettendo una chiara e lunga visione del mio davanzale ai due uomini.
Ci spostammo in sala, sedendoci a tavola a pranzare. Andrea sosteneva brillantemente la conversazione, io mi sinceravo che i bicchieri fossero sempre pieni, in particolare quello di mio marito. Andrea cominciò a toccarmi quando si rivolgeva a me, prima sul braccio scoperto, poi la coscia. Mio marito lasciava fare. Lo mandai in cucina a prendere il dolce ed una bottiglia di prosecco, io avvicinai la mia sedia a quella di Andrea, lo baciai, piegandomi verso di lui, facendo cadere entrambe le spalline, così che quando mio marito ci raggiunse pote’ vedermi con Andrea, i nostri volti a pochi centimetri di distanza, il mio seno praticamente scoperto. Non aggiustai più le spalline. Chiesi a mio marito di versare a tutti il vino, lui andò di nuovo di là a prendere i bicchieri e quando tornò a tavola Andrea mi stava cingendo la vita. Quando mio marito riempi’ i bicchieri Andrea fece il brindisi. “A questo bel menage a trois!”
Facemmo un sorso di vino, poi Andrea stringendomi a lui mi baciò, davanti a mio marito, che si limitò a guardare.
“Torniamo a metterci comodi di là?”
Andrea mi fece alzare, prendendomi per mano, e poi mi guido’ accompagnandomi di nuovo in sala, tenendomi prima per il fianco, e poi facendo scivolare la mano sul fondoschiena, facendo in modo che mio marito che ci seguiva potesse vedere. Andrea si sedette in poltrona, ed invece di farmi accomodare di fianco a lui mi prese sulle ginocchia. Io risi di quella mossa, lo abbracciai al collo. Mio marito ci raggiunse, il bicchiere ancora in mano, si sedette in disparte all’angolo del divano. Andrea mi strinse di nuovo a se, schiacciandomi il seno al suo petto, e mi baciò di nuovo. La gonna era risalita a livello inguinale, si intravedevano la mie mutandine bianche. Andrea pose una mano sulla coscia, facendo pressione per aprirmi le gambe, e mi accarezzò, risalendo verso il pube.
Io ero in braccio al mio amante, le grosse tette ormai completamente esposte, le cosce aperte, una mano di Andrea fra le mie gambe, e ci baciavamo. E mio marito guardava, senza dire nulla.
“Oscar, sei stato un bravo ospite ma ora io e tua moglie vogliamo un momento di intimità, da soli. Perché non vai in cucina a lavare i piatti, o meglio ancora, non ti chiudi in camera a leggere qualcosa, o vai a farti due passi?.”
Mio marito ebbe un momento di sorpresa, ma poi si alzò, “certo, scusatemi, vi lascio soli.”
Mentre usciva dalla sala lo congedai anch’io, “grazie caro, ti mando un messaggio più tardi quando noi abbiamo finito.”
(Continua… le avventure di Ilaria sono ispirate all’ esperienza della protagonista, moglie di un cornuto. Se volete scambiare due chiacchiere con Ilaria scrivetele a marison1985@libero.it)



Ciao Akissfrommax , grazie per il commento , credo che sia una realtà che in molti capiscono. Chi desidera parlarne…
Beh, non potevo fare a meno di aprire un racconto con un titolo del genere! Leggibile e scorrevole e non…
grazie, molto gentile...
Ciao, innanzitutto ti voglio ringraziare per i tuoi racconti veramente degni di nota per questo in particolare sottolineo che di…
Condivido, bellissimo l'incesto