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Chat e siti di incontri...Racconti di Dominazione

Saida: cap1 quando un incontro su un social si trasforma in un esperimento Anal ( obbligato)

By 29 Marzo 2025No Comments

Racconto scritto dalla coprotagonista

Sono una ragazza di origine Albanese, arrivata in Italia a 2 anni. Essendo cresciuta qui mi sono integrata perfettamente. Sono alta 1.70, occhi azzurri, e vivo in una cittadina di circa 15.000 abitanti nella zona di Pavia.
Non sono magrissima ma nemmeno in carne.
Come tutte le fanciulle avevo i social e tramite il più noto ho conosciuto Alessandro. Sembrava simpatico e dopo qualche settimana di chat, siamo usciti per conoscerci.
Una birra e qualche stuzzichino e la buona compagnia hanno dimostrato un buon feeling.
Quella sera si è conclusa con qualche bacio e qualche toccatina esagerata… e alla fine un pompino.

Non sono mai stata così brava a farli ma probabilmente lui aveva degli arretrati e dopo una decina di minuti mi chiese:” Cara ma a te piace ingoiare?”

Onestamente no, ma per evitare di deluderlo dato che mi ero cacciata io in quella situazione, ho fatto cenno con la testa nel dire di sì.

Pochi istanti dopo mi ritrovai con la bocca piena di sperma e ingoiai tutto il nettare.

Lui era soddisfatto e mi riaccompagnó a casa.

Nelle settimane successive uscimmo altre sue o tre volte e il finale fu sempre lo stesso. Gli avevo dato il vizio e ormai mi toccava ingoiare ogni volta.

Alla terza settimana andammo oltre e ci fu la prima scopata in auto. Molto scomodo ma il finale fu sempre un pompino con ingoio.

Chiacchierando di questi argomenti mi chiese:” Saida, ma a te piacerebbe essere sottomessa, farti legare o bendare, provare quelle cose un po’ spinte?”

In pratica mi voleva schiavizzare

Risposi:” onestamente ho 24 anni e certe pratiche non le ho mai fatte, non so dirti se mi piace o no. Se devo essere sincera non mi piace nemmeno ingoiare ma ormai inizio a non farci più caso”

“Strano mi avevi detto tu che ti piaceva la prima volta, lo avevi fatto solo per attirarmi” rispose lui:” ormai mi hai dato il vizio ma se sperimentiamo cose nuove, magari cambiamo per il finale”

“Se significa non ingoiare, proviamo ciò che vuoi” risposi io.

Inconsapevolmente mi ero condannata.

“Ti prendo alla lettera” mi disse.

Quel sabato sera andammo in motel, pratica estremamente nuova per me, mi vergognavo nel dare i documenti a un signore che sapeva che sarei stata lì per farmi montare.

Alessandro si presentò con uno zainetto di cui non sapevo il contenuto ma potevo solo immaginare.

Saluto il ragazzo della portineria per nome e capì che era di casa, chissà quante altre ragazze aveva portato o portava oltre a me, ma non volevo chiedere per non restare delusa.

Una volta entrati in camera, ci spogliammo e dallo zaino tiró fuori una benda.

Molti dubbi mi assalirono ma decisi di giocare il gioco.

“Ora scopriremo fino a che punto ti spingeresti per godere e farmi godere” disse lui al mio orecchio

“Solo una cosa non voglio fare” risposi

“Shhh ora sei mia, hai detto tutto ciò che voglio pur di non ingoiare, se non ricordo male” e lui mi fece inginocchiare per iniziare a succhiargli il cazzo.

Una volta preparato al punto giusto, mi fece alzare e mi mise una museruola con una pallina per riempirmi la bocca e mi disse: “ vedi con questa non dovrai più prenderlo in bocca e…” dopo averla fissata:”… io mi occuperò degli altri ingressi che hai”

Mi fece sdraiare e inizio a penetrarmi in figa prima con un dito, poi con due e infine con un vibratore. Stavo già impazzendo.

Dopo una decina di minuti mi fa girare a pecorina e dopo avermi scopato per bene, mi dice:” cara è ora di provare qualcosa di nuovo”

Mi abbassa la benda e vedo che fa delle corde e delle manette, in pochi istanti mi trovo fissata al letto col sedere in bella esposizione.

“Ora si che sei pronta a piacere” mi disse Alessandro:” chissà se hai mai preso più di due dita nella figa… oggi ti metterò la mano”

Sgranai gli occhi e cercai di dire qualcosa ma la sfera mi permetteva solo dei suoni simili a un muggito:” nnnn , nn vglllloo”

“Hai detto che vuoi provare cose nuove” mi rispose Ale:” eccoti accontentata “

Sfilo il cazzo e inizió ad esplorarmi con due, poi tre e infine quattro dita…

Era un misto tra dolore e piacere…

“Ora il pollice” aggiunse lui e senza attendere che mi adattassi, spinse ed entró.

Per un istante il dolore fu estremo ma poi mi abituai alla situazione e lo lasciai fare.

Dopo una decina di minuti mi sfiló la mano e mi disse:” hai una buona resistenza qui, ora proviamo dietro”

Non lo avevo mai fatto ed ero più terrorizzata di prima. Ero vincolata e non potevo oppormi. Ero carne da macello.

Poco dopo sentii il suo dito forzare il buchetto ed entrare.

Mi mise il gel e lentamente allargó l’ingresso col secondo dito.

Mi fece vedere tre dilatatori e mi disse:” sono per il tuo culetto” e davanti ai miei occhi ci mise il gel.

Poco dopo sentii il primo entrare, istintivamente mi opposi ma Alessandro spinse e la forma a punta fece il resto.

Entrò tutto.

Poco dopo mi fece vedere che aveva iniziato dal più grosso, credo 4-5 centimetri di diametro e disse:” portiamoci avanti, così a breve inauguriamo la galleria”

Appoggió il suo cazzo sulla mia schiena e col dito indicó fino a dove sarebbe entrato:” Bhe sai che il sedere non ha un fondo e tutti i miei centimetri possono entrare in te, sarà nel tuo intestino, ma lo sentirai sbattere allo stomaco”

Senza tanta delicatezza estrasse l’oggetto e dopo aver aggiunto altro Gel , iniziò a penetrarmi.

Giravo la testa a supplicarlo di fare piano e cercavo di fermarlo ma uscivano dei mugolii: “mmm ahhhst nnn”

Ale piano piano entrò tutto e nonostante il mio viso era pieno di lacrime, arrivò a fine corsa appoggiando le palle contro le mie chiappe.

Attese una trentina di secondi e poi inizió il supplizio e a muoversi su e giù.

Sembrava eterno quel momento

“Deduco che sia la tua prima messa in culo” disse lui sorridendo:” dai che tra un po’ il male finisce, il gel dovrebbe fare da anestetico forse, o almeno così dicono le istruzioni per l’uso” e continuó.

Dopo circa venti minuti senti una sensazione di pienezza e dai suoi versi, capì che era venuto nel mio sedere.

Si sfiló lentamente e andó in bagno a lavarsi, lasciandomi lì dolorante.

Tornó poco dopo e mi slegò dopo aver messo nuovamente il dilatatore nel sedere:” questo tienilo lì per evitare di sporcare tutto da qui alla doccia”

Obbedii anche in questo.

Dopo essermi sistemata e rivestita siamo usciti e mi ha detto:” spero che non sia la prima e ultima volta che mi farai da schiava”

E mi ha riportato a casa

Ora sono la sua schiava e ho vissuto altre avventure…

Alesuegiu

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