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Racconti di Dominazionesex toys

Scambio di vite Capitoli 14-15

By 15 Gennaio 2026No Comments

Ripropongo dopo molte richieste questo mio vecchio racconto pubblicato su questo sito, molto apprezzato ma lasciato da me inconcluso da anni. Riproporrò i capitoli rivisitati un po’ per volta, andando infine a concludere il racconto. Essenziale per comprendere appieno la storia rileggere tutti i capitoli precedenti dato l’intreccio di storie e trame (ultimo pubblicato Scambio di vite Capitoli 12-13). Per qualsiasi commento, o semplicemente per conoscerci, non esitate a scrivermi a sinaz@outlook.it !

CAPITOLO 14:
Usciti dal ristorante, Lucia e Lorenzo sembravano una bella coppia felice; pareva tutto normale, se non fosse stato per l’abbigliamento sconcio della donna. Ormai aveva rinunciato a rimettere continuamente a posto la corta gonna del tubino, e il culo era quasi totalmente scoperto. Anche le tette non erano completamente coperte dal vestito; aveva avuto tutto il tempo per rimetterle correttamente al loro posto dopo gli spinti palpeggiamenti del cameriere, ma in quel momento voleva continuare a sentirsi troia, e il reggiseno (che copriva a malapena i capezzoli, ancora turgidi per l’eccitazione) sporgeva abbondantemente dall’orlo superiore del mini abito.

Nel parcheggio sembrava non esserci anima viva. Lorenzo era contentissimo per l’esperienza appena vissuta: il far esibire così tanto Lucia l’aveva fatto eccitare da morire. Il pensiero delle giovani mani del cameriere sulle tette della “moglie” contribuì a fargli diventare il cazzo ancora più duro. Abbassò una mano e pizzicò il culo della donna, la sua donna.
“Sei stata brava stasera, mi è piaciuto molto come ti sei comportata!! Dimmi la verità, questa situazione ti ha fatta eccitare?”
Per rispondere a questa domanda, Lucia ormai totalmente disinibita, prese la mano del marito e se la portò sulla figa, che in assenza di mutandine era totalmente accessibile.
“Sei un lago amore” disse infilando due dita dentro la fessura bagnatissima. Fu in quel momento che decise di non far finire in quel modo la serata; Lucia era calda, e lui si era eccitato come non mai a vedere quella falsa santarellina nelle mani di un ragazzino voglioso. Voleva che quella situazione si ripetesse subito, magari in modo ancora più spinto. E sapeva benissimo dove andare.
Fece salire di corsa la mogliettina dell’amico nel costoso macchinone, e partì sgommando verso un luogo a Lucia ancora sconosciuto.
“Amore, ma casa nostra si trova nella direzione opposta! Dove stiamo andando??”
“Tesoro non preoccuparti, stiamo andando a divertirci! Non vuoi continuare la serata e finire in bellezza??”
“Certo che voglio divertirmi, ma dopo quello che è successo al ristorante non ti nascondo che sono un pò preoccupata…. e che intendi per finire in bellezza??”
“Ti fidi del tuo maritino? Non devi preoccuparti, sarà divertente e… eccitante!”
“Riccardo… non esagerare ti prego” probabilmente aveva capito benissimo che sarebbe stata catapultata in un’altra situazione imbarazzante e per questo provava un pò di disagio, ma allo stesso tempo il fantasticare sulle nuove perversioni che aveva in mente il marito la fece bagnare ancora di più, tant’è che si ritrovò costretta ad iniziare a toccarsi la figa per dare sfogo a quella irrefrenabile eccitazione.
Lorenzo lo notò subito, e in quell’istante si ricordò dell’oggetto che si trovava ancora nella tasca interna della giacca. Estrasse frettolosamente il plug con ventosa che aveva trovato in camera della figlia, e lo porse alla donna.
“Fissalo al sedile e infilalo nel culo, fai su e giù ma intanto continua a toccarti la figa!”
Era un ordine, e Lucia, ormai totalmente succube al desiderio di godere, prese il plug, lo insalivò per bene, fece aderire la ventosa al sedile in pelle e poi ci si sedette sopra non senza poche difficoltà, dovute alle grosse dimensioni del plug.
Lentamente lo fece entrare tutto, e iniziò a fare su e giù a ritmo sempre più elevato, continuando a toccarsi freneticamente la figa. Era veramente una gran troia.
Continuò così per una decina di minuti, arrivando più di una volta al limite dell’orgasmo, che fu però obbligata a trattenere per volere del marito. Quando però si rese conto di dove era stata portata, si fermò di colpo. La macchina si era fermata nel parcheggio di una famosa discoteca ,una delle più grandi della città, frequentata principalmente da ragazzi trai 20 e i 25 anni.
“Tesoro cosa ci facciamo qui? Ci vengono i ragazzini!”
“Lucia, non hai voglia di sentirti ancora giovane? E poi mi sembra che con i “ragazzini” tu ci sappia fare! Con il cameriere almeno ti sei rapportata bene!”
“Ma non dire stupidaggini! Qui dentro potrebbe esserci nostra figlia o qualche suo conoscente, cosa andiamo a fare dentro? Sarebbe imbarazzante!”
“Dovresti sapere benissimo cosa voglio, e io penso di sapere anche che cosa vuoi tu” disse abbassando lo sguardo; Lucia aveva ancora le dita che massaggiavano il clitoride e il plug infilato nel culo; “Ti sei masturbata per tutto il tragitto pensando alla mani di quel giovane sulle tue tette, non negarlo!”
“Beh io….”
“E adesso potresti replicare, farti toccare da decine di mani sconosciute, in mezzo alla pista da ballo tra centinaia di persone che non ti riconosceranno assolutamente; non ti eccita l’idea?”
“Si ma… siamo troppo vecchi, non ci faranno entrare e…”
“Non preoccuparti che ci faranno entrare comunque!”
Lorenzo frequentava spesso quel locale alla ricerca di ragazze più giovani, e sapeva bene che i buttafuori non avrebbero mai lasciato fuori una bella donna svestita come Lucia.
Scesero dalla macchina e si incamminarono verso l’entrata; le forme generose di Lucia continuavano a saltare fuori dal vestito, e tutti i presenti nel parcheggio si girarono per ammirare quel culo sodo lasciato scoperto e quelle tettone trattenute solo da qualche striminzito centimetro di stoffa. Arrivati davanti ai buttafuori, non ci fu neanche mezzo secondo di titubanza da parte loro, e lasciarono passare la coppia senza problemi. Lucia era troppo sexy per non farla entrare.
Una volta dentro al locale, Lorenzo accompagnò subito la moglie al bar e prese da bere un cocktail molto alcolico per entrambi, per abbassare ancora di più i freni inibitori.
Da uomo esperto, notava molti sguardi vogliosi dei ragazzi che passavano li vicino. Gli occhi cadevano sulla gonna rialzata e ovviamente sulle grosse bombe contenute a malapena nel push up. Decise dunque che era arrivato il momento: prese la moglie per mano ed insieme si tuffarono nell’enorme pista da ballo, piena zeppa di giovani arrapati.
Lorenzo, nonostante i suoi 38 anni, era un grande frequentatore di locali notturni. Ci andava spesso per divertirsi con gli amici, ma soprattutto per rimorchiare ragazze di 10/15 anni più giovani di lui. La maggior parte delle volte non succedeva nulla di serio, magari una slinguazzata in pista e qualche palpatina, ma in alcune fortunate occasioni riusciva a rimediare un pompino nel bagno della discoteca o una fugace scopata in macchina. Era cosi che aveva conosciuto Kristina: lei troieggiava nella pista da ballo, tette in vista e shorts minimali; lui attratto da tanta bellezza, le si avvicinò e iniziò a strusciare il cazzo da dietro, e dopo pochi minuti si ritrovarono a scopare nel parcheggio, con lei a novanta sul cofano dell’auto che godeva come una cagna in calore.
Ma adesso era tutto diverso: si ritrovava in un corpo abbastanza goffo e inappropiato per il genere di situazione, ma soprattutto non era li per rimorchiare, ma per far esibire la sua donna, farla mangiare con gli occhi da quei ragazzi vogliosi e prestanti, farla toccare ovunque da mani sconosciute e, perché no, lasciare a qualche fortunato il piacere di prendersi delle libertà in più!
Anche Lucia mi muoveva abbastanza goffamente; era chiaro che non frequentava quei luoghi da moltissimi anni, e naturalmente si sentiva un pò a disagio in mezzo a tutti quei ragazzi che avevano solo qualche anno in più rispetto alla figlia Francesca!
Ma nonostante fosse un pò impacciata, era comunque uno spettacolo: ballando il vestito le se era alzato ancora di più, si vedeva bene il culetto sodo, e gli occhi più esperti sicuramente si erano accorti che non portava le mutandine. Le tette ballonzolavano su e giù, e il vestito non riusciva a contenere tutta quella abbondanza.
Riccardo, passo dopo passo cercava di allontanarsi, per lasciare la moglie sola e indifesa , unica protagonista delle attenzioni dei ragazzi. E queste non tardarono ad arrivare; infatti, incuranti della presenza del presunto marito a pochi passi, due ragazzi di 25 anni circa si avvicinarono a Lucia, continuando a ballare con finta indifferenza a breve distanza da lei, ma facendosi sempre più vicini passo dopo passo, finché si ritrovarono praticamente a mezzo metro da lei. Lucia accorgendosi della presenza dei due giovani, ormai praticamente attaccati a lei, si ridestò immediatamente dalla trance in cui era stata condotta dalla musica alta e dall’alcol ingerito durante la serata, e cercò disperatamente il marito che aveva perso di vista. Aguzzando la vista, lo ritrovò seduto sui divanetti, con un ghigno malizioso stampato sul viso, che si godeva presumibilmente la moglie vestita da zoccola e osservata da tutti che metteva in mostra tutte le sue “qualità”.

Ma come ci era finita in quel posto? Si era fatta trascinare da quell’irrefrenabile eccitazione, ma aveva superato ogni limite, ballando scatenata al centro di una pista di una discoteca per ventenni, con il solo obbiettivo di mettersi in mostra e farsi guardare.
Si accorse che il vestito le era salito quasi dal tutto, aveva il culo fuori e probabilmente anche la figa era sufficientemente in mostra. Il seno ormai era coperto solo dal reggiseno, che sporgeva completamente dal vestito. Cercò di mettersi apposto all’istante, coprendosi il più possibile, e fece per dirigersi verso il marito per chiedergli di portarla subito a casa, ma in quel momento si vide sbarrare la strada da uno dei due ragazzi. Lui, intraprendente, iniziò a ballarci davanti avvicinandosi sempre di più, mentre l’amico prese Lucia da dietro per i fianchi.
Intrappolata nella morsa dei due cercò lo sguardo del marito, in modo che si accorgesse della situazione e corresse a soccorrerla, ma il suo Riccardo continuava a guardarla divertito. Si accorse inoltre che teneva una mano tra le gambe, probabilmente si stava toccando il cazzo da sopra i pantaloni gustandosi la scena della moglie toccata dai ragazzini.
Era un porco. In quei giorni era cambiato tantissimo, le aveva fatto fare cose degradanti e umilianti ma, doveva ammetterlo, anche molto eccitanti. Però lei non era solo un oggetto per sfogare tutte le perversioni. Poteva comunque decidere se stare o meno al gioco, e in quella situazione si sentiva a disagio, il “divertimento” poteva finire li. Cercò di farsi strada, spostando il ragazzo che le si era piazzato davanti, ma quello dietro per tutta risposta la tirò verso di lui per i fianchi, a stretto contatto con il suo corpo. Fu allora che Lucia sentì tutta l’erezione del giovane. Cogliendola in un attimo di titubanza, il giovane la strinse ancora di più a se, iniziando a strusciarsi energeticamente a ritmo di musica contro il sedere della donna. Per tutta risposta, anche il ragazzo che le si era piazzato davanti si avvicinò a stretto contatto, facendole sentire che anche il suo cazzo era diventato durissimo nel vederla così sexy e troia.
Lei era estasiata nel sentire quelle grosse “attenzioni” nei suoi confronti, e la sua vagina iniziò di nuovo a bagnarsi.
Con la poca lucidità che le era rimasta, cercò di fare un ultimo, timido tentativo di divincolarsi, ma non ci riuscì. Si arrese quindi alla morsa in cui l’avevano costretta i 2 ragazzi. Quello davanti si fece coraggio e le passò una mano dietro alla schiena, tenendola così ancora più stretta a se; con l’altra mano iniziò ad accarezzarle le gambe nude, mentre con il rigonfiamento nei pantaloni dava qualche leggera strusciatina di tanto in tanto in prossimità della vagina, per il momento ancora coperta dalla gonna del vestito. Quello dietro era molto più arrapato, la teneva saldamente per i fianchi e con profondi movimenti di bacino andava a strusciarsi contro il culo di Lucia. Lei dopo un attimo iniziale di timidezza e preoccupazione, iniziò a farsi guidare in quella danza erotica, iniziando a muoversi sensualmente, con lo scopo di entrare ancora più in contatto con quei due cazzi duri. Vedendo che la donna ci stava, i due giovani decisero di prendere ancora di più l’iniziativa. Non capitava spesso di trovare una vacca come quella in un locale frequentato perlopiù da ventenni con la puzza sotto il naso. Di sicuro una bella donna come quella, sola, vestita in quel modo provocante all’interno di una discoteca per ragazzi, aveva ovviamente voglia di cazzi. E loro erano pronti a darglieli!
Quello dietro prese l’orlo del vestito e iniziò ad alzarlo lentamente. Lucia ovviamente se ne accorse, ma la sua figa era un lago e voleva vedere fin dove sarebbero stati capaci di spingersi. Il ragazzo, stupito nel vedere l’assenza di qualsiasi tipo di resistenza, continuò ad alzarle il vestito, fino a scoprirle totalmente il culo. Anche la reazione del ragazzo davanti non si fece attendere, e piano piano iniziò ad accarezzarle le cosce, salendo lentamente verso il centro del piacere. Anche davanti ovviamente il vestitino si era alzato, e nella strada verso la figa non trovò alcun ostacolo. Quando arrivò alla meta, si accorse subito del particolare piccante: l’assenza delle mutandine. Con uno sguardo cercò di informare l’amico della sua piacevole scoperta, ma nel vederne il sorriso famelico capì subito che anche lui aveva avuto il piacere di constatare quella mancanza.
Cercando di non dare troppo nell’occhio si strinsero ancora di più per proteggere i punti caldi da occhi indiscreti.
Lucia ad un certo punto sentì una mano accarezzarle la figa bagnatissima, ed un’altra palpeggiarle con foga animalesca il culo. Come ipnotizzata, li lasciò fare senza battere ciglio. I due allora decisero di non porsi limiti: uno iniziò a masturbarla in pista, l’altro con una mano iniziò a palparle le tette, e con l’altra si dedicò a massaggiarle il buchetto del culo, ancora abbastanza dilatato dopo l’uso del plug di qualche minuto prima.
Lorenzo da lontano cercava di capire cosa stesse succedendo: c’era tanta gente intorno, e le luci soffuse di certo non aiutavano a vedere bene le azioni dei giovani su Lucia. Era certo che le avessero alzato il vestito, perché aveva visto chiaramente il culo rotondo della “moglie” in bella vista, ma ora non riusciva più a vedere niente. Si alzò dalla poltroncina per andare a vedere più da vicino, ma fece in tempo a vedere solo i due ragazzi che stavano accompagnando Lucia verso il bagno tenendola per mano, senza che lei opponesse un minimo di resistenza. Che troia! pensò tra se e se. Si diresse quindi nella stessa direzione: non voleva perdere la scena di Lucia usata sessualmente da due ventenni per nulla al mondo!

CAPITOLO 15:
Lorenzo perse di vista il trio per qualche secondo, ma puntò abbastanza deciso verso il bagno degli uomini. Controllò tutte le porte, fino a trovarne una chiusa; appoggiò l’orecchio alla porta e nonostante la musica e il via vai continuo di gente, riuscì chiaramente a sentire la voce di uno dei due ragazzi:

“Allora puttana, cosa vogliamo fare? Vieni in questo locale a fare la troia, mezza nuda, senza mutande, ti fai toccare figa e culo, e adesso non vuoi scopare con noi?”

“Non è che non voglio ragazzi, mi sono divertita e mi sono anche eccitata molto ma… voi siete troppo giovani, e fuori c’è mio marito che mi aspetta! Non posso fare sesso con voi, lui si arrabbierebbe molto!”

“Ma che razza di uomo farebbe andare in giro la moglie vestita come le peggiore delle zoccole? In un locale come questo poi!! Deve essere un cornuto pervertito il tuo maritino!” ribattè il secondo ragazzo.

“Lui….. ragazzi la situazione ci è sfuggita di mano, volevamo trasgredire un po’ dalla routine e non so come ci sono arrivata a questo punto… perdonatemi, ma ora devo proprio andare!”
Lorenzo sentì Lucia cercare di farsi largo tra i due giovani nello stretto bagno, ma venne subito bloccata:
“Ehi che fate??? Lasciatemi andare!!”

“Eh no troia, non penserai veramente di cavartela così, hai fatto la maiala tutto il tempo e come puoi vedere ci hai fatto diventare i cazzi di marmo, adesso come minimo devi aiutarci a risolvere questo problema!”

Sentì chiaramente il rumore di cinture slacciate e di zip scendere: i due stavano per farsi Lucia, ma lui non lo poteva permettere; dopotutto Lucia era sua, e solo lui poteva decidere a chi concederla.
Iniziò a battere forte il pugno sulla porta:
“Aprite bastardi o chiamo la sicurezza!!”

I due ragazzini, presi alla sprovvista e impauriti si bloccarono immediatamente, e cercando di mantenere un tono il più tranquillo possibile, uno dei due rispose: “E lei chi è? Qui stiamo solo pisciando!”
“Non prendermi per il culo ragazzino, so che siete con mia moglie, aprite subito o vi denuncio per tentato stupro!!”
Completamente nel panico, aprirono di colpo la porta.
“Ci scusi signore, le giuro che non abbiamo fatto niente e non sapevamo che fosse sposata, non vogliamo causare problemi, ce ne andiamo subito!” disse con finta innocenza il tipo che qualche minuto prima stava strusciando il cazzo sul culo di Lucia.
“Siete dei maiali!!! Ma non avete visto che è una signora per bene? Cosa vi eravate messi in testa??”
I due si guardarono con sguardo incredulo. Signora per bene?? Quella vacca si era fatta alzare il vestito, si era fatta toccare figa e buco del culo mentre sculettava in pista, e li aveva seguiti in bagno da vera puttana. Il marito era cieco o voleva semplicemente negare il fatto di essere sposato con una zoccola?
Stettero comunque al gioco per non creare ulteriori tensioni: “Ha ragione, non avremmo dovuto, è solo che abbiamo alzato un po’ il gomito e ci siamo lasciati andare nel vedere una bella donna come sua moglie! Chiediamo scusa a entrambi per la situazione scomoda che si è creata!”
Ora che aveva sotto controllo la situazione, Lorenzo poteva iniziare a giocare; entrò nel bagno e chiuse la porta alle sue spalle.
“Scuse accettate, non vi preoccupate effettivamente si è creato un malinteso! Un’ultima cosa però, vi chiedo un favore prima di lasciarvi tornare alla festa!”

“Tutto quello che vuole signore!”

“Potreste gentilmente controllare se la fighetta della mia mogliettina è bagnata?”
Silenzio.

“C…come scusi?” balbettarono imbarazzati.
“Vorrei sapere se mia moglie si è bagnata! Perché se non lo è vuol dire che siete due maniaci e volevate prenderla contro la sua volontà, invece se è umida significa che questa brutta situazione che si è creata è solo colpa di mia moglie, che si eccita ad andare a caccia di cazzi più giovani e prestanti! Avanti su, risolvetemi questo dubbio, toccatele la figa!”
“Ne è proprio sicuro signore??”

“Se non lo fate, vuol dire che sapete di essere dalla parte del torto, e non so se avrò la forza di perdonarvi!”

Ancora parecchio timorosi, i due si guardarono increduli. Dopo alcuni secondi, uno dei due si fece coraggio e passò l’indice tra le grandi labbra della vagina. In tutto questo Lucia era rimasta paralizzata e spiazzata: passata la paura per il maltrattamento subito dai ragazzi, era rimasta di sasso dopo aver sentito la richiesta del suo amato Riccardo. Ovviamente tutti sapevano che era bagnata fradicia, dopo gli eccitanti avvenimenti della serata.
Il ragazzo dopo aver penetrato superficialmente la figa, portò il dito davanti al volto di Lorenzo. Come immaginava, era visibilmente ricoperto di umori. Fece finta di essere stupito ed amareggiato; il gioco doveva continuare!
“Ma….amore allora stavi godendo nell’essere in compagnia di questi giovani! Sei veramente maiala! Non sapevo di aver sposato una troia!!”
“Mah amore…..io….”
“Niente mah!!! Fai eccitare i ragazzini perché sei una porca, e poi lasci che io me la prenda con loro?? Ora devi farti perdonare, non puoi fare la puttanella e poi lasciare i ragazzi a cazzo duro! Vero ragazzi??”
I due non sapevano più come reagire. Di certo era la serata più folle della loro vita!
“Ehhh effettivamente ci è rimasto ancora duro, ma ce ne andiamo subito così potete risolvere tranquillamente tra di voi…”

“Non siate sciocchi! Mia moglie voleva fare la zoccola stasera? E allora sarà la vostra zoccola! Lucia, tocca i cazzi dei ragazzi e controlla se sono ancora duri, subito!”
Lucia era incredula. La situazione era ancora più umiliante di quella vissuta al ristorante, ma lei aveva un lago in mezzo alle gambe e voleva stare alle regole di quel gioco perverso voluto dal marito porco. Iniziò quindi a tastare i giovani peni da sopra i pantaloni, e con piacere li ritrovò ancora durissimi. Sapeva che erano duri grazie a lei, e questo la fece eccitare ancora di più.
“Sono ancora grossi e molto duri” rivelò al marito.
“E questo è solo per colpa tua, che sei capace solo di far alzare i cazzi. Ora devi rimediare. Ragazzi è a vostra disposizione, potete farvi fare una sega, una spagnola o un pompino, ma gli altri buchi per il momento appartengono a me! Un’unica regola da rispettare: quando arriverà il momento di venire, pretendo che la vostra sborra sia indirizzata sul viso e sulle tette della mia dolce mogliettina. E tu maiala ovviamente non potrai pulirti, ti voglio imbrattata di sperma per tutta la notte, come punizione per essere così troia.”
I due ragazzi rimasero a bocca aperta, ma dopo alcuni istanti di esitazione si calarono pantaloni e mutande facendo uscire due cazzi di tutto rispetto. Lucia, ipnotizzata da quei due grossi arnesi , si inginocchiò e iniziò a segarli con foga. Ma i ragazzi avevano già deciso come avrebbero usato la donna, e con decisione si avvicinarono alla sua bocca, che famelica accolse entrambe le cappelle gonfie, iniziando a leccare e a succhiare come un’esperta pompinara.
I due ragazzi non durarono molto, dopotutto la voglia di sborrare su quel troione era troppo forte. Dopo pochi minuti infatti indirizzarono i loro cazzi pulsanti verso il viso sorridente e le tette di Lucia, riversandoci sopra una grossa quantità di calda sborra.
Ricoperta di sperma, si adoperò subito a ripulire le cappelle dei giovani, togliendo ogni residuo di liquido fino all’ultima goccia. Finito questo meticoloso lavoro di lingua, guardò Riccardo con espressione seducente, e ingoiò la poca sborra che era riuscita a prendere in bocca. Ormai non si sentiva più a disagio, era certa che il marito volesse vederla così, esibita, sottomessa e tanto tanto maiala.

I due con i cazzi finalmente scarichi, salutarono Lucia con una veloce palpata alle tette e al culo, ringraziarono Lorenzo, e ridendo se ne tornarono soddisfatti verso la pista da ballo.
Lorenzo guardò orgoglioso la “moglie” ricoperta di sborra.
Le porse la mano e la invitò ad andare a ballare, ribadendole nuovamente l’ordine di non ripulirsi. Con la luce soffusa del locale non si notavano gli abbondanti schizzi su viso e tette, ma entrambi erano molto eccitati per quello che era appena successo. Nella mezz’ora seguente, ci furono molte mani che si alternarono sul corpo della bella Lucia, ma stavolta Lorenzo non era più disposto a condividerla. Eccitatissimo, ad un certo punto la prese per mano, e la trascinò verso l’uscita.
In quell’istante, per un momento gli sembrò di vedere la figlia Francesca vestita super sexy guardare nella loro direzione con espressione sconvolta e schifata, ma non ci fece troppo caso e tirò dritto; molto probabilmente si stava sbagliando, e il suo unico pensiero in quel momento era uscire al più presto dal locale.
Saliti in macchina, Lorenzo guidò per pochi kilometri fino ad un parcheggio isolato: qui infoiato come non mai, fece scendere Lucia e la mise a novanta sul cofano. Il vestito si era alzato nuovamente, e la sua figa era ben esposta. Con un colpo solo, le entrò completamente dentro; era un lago la maiala, e ripensando a tutti gli avvenimenti di quella splendida serata, iniziò a scoparla con foga, facendola urlare di piacere e venendole dentro dopo pochi minuti. Ormai Lucia si era sottomessa totalmente a lui, era diventata la sua troia. E nei giorni seguenti avrebbe messo in chiaro le cose: non gliene fregava niente di fare la parte del marito dolce e premuroso; voleva avere il pieno controllo su di lei, sul suo corpo, sulla sua vita. Sarebbe diventato il suo padrone, e lei la sua puttana ubbidiente.

CONTINUA…

Per qualsiasi commento, o semplicemente per conoscerci, non esitate a scrivermi a sinaz@outlook.it !

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