Per molti, siano essi Dominanti o dominati, l’umiliazione è sostanzialmente il pissing, lo spanking o il gettare sul corpo nudo della schiava una banconota trattando la propria sottomessa come una semplice meretrice, o umiliandola in pubblico nei modi più disparati o in privato privandola di questa o di quest’altra situazione. Quindi l’umiliazione è una forma, più o meno forte, di privazione sensoriale, fisica e mentale.
Partiamo dal presupposto che l’umiliazione, quella vera, avviene tra dominante e dominata che sono ‘uniti’ da diverso tempo e che pertanto seguono un discorso dove la temporalità è stato ed è il cemento del rapporto.Quando questo avviene si instaura tra i due una forma di mutua convivenza dove le esperienze, la molteplicità delle sensazioni e il contatto fisico e mentale formano una unione forte.Pertanto la privazione momentanea di questa forma di sussistenza genera dolore, un dolore forte che difficilmente è spiegabile da coloro che ne sono presi.
Ma come avviene la privazione? La perdita di questo stato avviene per l’indifferenza, il disinteresse da parte del padrone verso la schiava. Una schiava educata ad essere l’oggetto, nel bene e nel male, del padrone che si trova senza questo status di appartenenza è priva di ogni propria ragione ‘esistenziale’ e quindi il suo scopo viene meno.
Ecco quindi che l’indifferenza e il disinteresse del padrone verso la propria schiava genera una forte senso di umiliazione che è tanto forte quanto è forte la loro unione.
Reale Maestro



Le premesse sono molto interessanti, spero che i moderatori rendano disponibile presto il prossimo capitolo. E vediamo quanto ti metterai…
Ma infatti, perchè aspettare tanto per entrarci dentro - d'altra parte che lei voglia o meno mi sembra poco rilevante…
Grazie, sono felice ti sia piaciuto. Ho pronte una decina di capitoli (un po' più brevi di questo, ma tutti…
Eccerto che vorrei un ulteriore proseguimento del racconto!"! ;-)
Grazie per l'apprezzamento, sono contenta che ti stia piacendo. La mia intenzione era quella di scrivere un racconto che filasse…