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Racconti GayTradimento

Nuova esperienza con mio cognato: crollo delle certezze di una vita

By 3 Aprile 2026No Comments

Il racconto narra di fatti realmente avvenuti, romanzati in qualche parte, con nomi rigorosamente fittizi e nessun riferimento geografico, se non vago e non identificabile.

Giunto ai 40 anni mi viene da pensare spesso alla mia vita e realizzo sempre che in fondo mi è rimasto poco da scoprire. Ho una bella casa, un buon lavoro, due figli e una moglie che, nonostante i 40 anni e due gravidanze, si mantiene ancora in una forma fisica da fare invidia a molte trentenni e con cui soprattutto c’è ancora una notevole e focosa intesa sessuale. Una vita appagante, ma tutto sommato monotona, ma di quella monotonia che va anche bene, alla quale ci si adatta campando tranquillamente mentre i giorni, le settimane e le stagioni scorrono lentamente, ma inesorabilmente, trovando giusto qualche diversivo estemporaneo che possa romperla per un momento. Pensavo tutto questo, fino a quella giornata con mio cognato Luca.

Luca è il marito della sorella di mia moglie, siamo sempre andati molto d’accordo con quei passatempi tipicamente “da maschi” quali videogiochi, partite di calcio, bevute di birra, ma quel pomeriggio cambiò tutto e diventò una tempesta dentro la mia quotidianità. Quel giorno Luca fu capace di far scattare una scintilla dentro di me, far divampare un fuoco che covava da sempre, di cui forse ero pure consapevole, ma che avevo sempre tenuto chiuso dentro di me: la mia attrazione sessuale per un maschio. In passato qualche prurito, qualche curiosità l’avevo avuta, ma non ero mai andato oltre una sega su qualche porno gay che mi provocava imbarazzo quando realizzavo che mi faceva godere più di un porno eterosessuale: una sera cambiò tutto, quasi per caso.

Io e Luca ci trovavamo soli in casa, le nostre mogli erano andate qualche giorno dai loro genitori in una città del sud insieme ai bambini, noi non eravamo partiti per problemi di lavoro e le avremmo raggiunte il giorno dopo: Luca infatti restava a dormire a casa mia per partire insieme con una sola macchina l’indomani mattina sul presto.

Dopo aver cenato, giocato con la playstation e bevuto un po’, cominciai a guardare Luca e a realizzare quanto fosse veramente un bel ragazzo: 35 anni, magro, coi capelli biondi e corti che definivano bene un viso dai lineamenti definiti, mascolini, ma non troppo duri. Il naso era proporzionato e dava equilibrio all’insieme, le mani erano affusolate con le dita lunghe e ben curate. Improvvisamente mi sentivo attratto da lui, quasi senza accorgermene ci ritrovammo seduti molto vicini sul divano, parlando a voce sempre più bassa, fino a quando i nostri occhi non si piantarono gli uni su quelli dell’altro, le nostre bocche tremavano a pochi centimetri di distanza: restammo immobili così per qualche secondo poi, con una lentezza calcolata, si avvicinarono fino a quando non successe quello che era scontato, giunti a quel punto, sarebbe successo. Ci baciammo, le nostre lingue improvvisamente cominciarono a vorticare nelle nostre bocche, mentre lui mi abbracciava cingendo le braccia dietro la mia schiena e tirandomi sempre di più verso di sé. Ci ritrovammo coricati sul divano, io sopra di lui che allargò leggermente le gambe per farmi posizionare meglio e io che cominciai ad infilare la mia mano sotto la sua maglia per accarezzargli il torace. Passati questi secondi ci staccammo e restammo perplessi per un po’. Non avevo mai baciato un uomo, ma l’esperienza mi aveva sconvolto, mi sentivo eccitatissimo e dentro i miei pantaloni sentivo già una potente erezione.

Fu lui a rompere il ghiaccio di quel momento confidandomi di essere segretamente bisessuale, sua moglie e la sua famiglia sono sempre state all’oscuro di questo suo lato e avrebbero dovuto restarlo. Ragionai rapidamente sulle conseguenze devastanti che avrebbe avuto una rivelazione del genere e conclusi rapidamente che quanto appena successo sarebbe stato solo una parentesi, un segreto tra me e lui. Lui però aggiunse, con una voce dolce e quasi supplicante, che prova attrazione per me da quando mi ha conosciuto e che, almeno una volta, avrebbe voluto godere con me. Non sapevo cosa dirgli, da una parte le convenzioni, la serenità familiare, l’idea di tradire mia moglie con il marito di sua sorella mi bloccavano, dall’altra però desideravo ardentemente farlo, non desideravo scopare con “un uomo”, ma con “quell’uomo”. Capì dal mio sguardo che la risposta era sì e con gioia quasi fanciullesca mi si gettò al collo e riprese a baciarmi. Ci recammo nella mia camera da letto avvinghiati l’uno con l’altro, togliendoci vestiti nel tragitto e buttandoci ormai praticamente nudi nel mio letto, lo stesso letto dove ho concepito i miei due figli con mia moglie: il pensiero di tradirla ormai si affievoliva, lasciando il posto all’eccitazione.

Ci ritrovammo nudi sul letto a baciarci e così potei realizzare anche quanto Luca fosse bello fisicamente, un torace asciutto con muscoli definiti, ma non scolpiti. L’addome piatto, la schiena armoniosa e, in fondo ad essa, un culo tondo con due chiappe tonde e sode: la vista di quel culo mi provocò un fremito. Adoravo il culo delle donne, ma quella sera volevo quel culo di un uomo, lo desideravo ardentemente. Il suo corpo poi era completamente depilato, anche nelle parti intime.

Mi sdraiai e Luca si inginocchiò verso il mio pube, dove il mio cazzo era già dritto. Lo guardò e lo prese in mano, come per stimarne grandezza e consistenza: ho una bella dotazione, tutte le donne della mia vita ne sono sempre state soddisfatte. Mia moglie mi ha sempre detto che ho un cazzo perfetto, lungo, grosso il tanto giusto, non troppo incurvato. Terminata la sua valutazione, Luca se lo fece rapidamente sparire nella bocca e cominciò a farmi uno dei pompini più belli che mi siano mai stati fatti. Il mio cazzo per la prima volta era dentro la bocca calda e umida di un uomo, l’idea mi eccitava a tal punto che temetti di venire molto presto e dovetti mordermi il labbro più volte. Luca saliva e scendeva regolarmente con la sua bocca, passando la lingua sulla mia cappella e su tutta l’asta, massaggiando delicatamente lo scroto con la mano, sentivo un’erezione dura come raramente mi era capitato nella mia vita e rapidamente persi ogni contatto con la realtà. Smisi di pensare a cosa sarebbe successo se mia moglie mi avesse visto sul nostro letto mentre mi facevo succhiare il cazzo da suo cognato o peggio ancora se mia cognata avesse visto suo marito succhiare un cazzo sul letto di sua sorella, smisi di pensare a tutto questo e tutto il mondo si limitò a quella stanza dove, davanti alle nostre foto di famiglia messe sulla cassettiera, mio cognato era nudo coricato sul mio letto mentre succhiava il mio cazzo.

Da come era messo potevo vedere il tuo torace, il suo addome e il suo cazzo in mezzo alle gambe: aveva un pisello più piccolo del mio, ma già eretto. Allungai la mano e lo toccai, per la prima volta in vita mia toccavo un cazzo che non era il mio e non sapevo bene come fare, ma Luca approvò con un mugolio. Lo masturbai lentamente, poi senza manco pensarci lo spinsi verso di me con la mano: volevo fare un 69, Luca capì subito e senza parlare si posizionò con le gambe aperte sulla mia faccia mentre continuava a succhiarmi il cazzo. Il cazzo di Luca ora si trovava direttamente puntato verso la mia bocca, sentivo il suo odore di maschio e la cosa mi provocò ulteriore eccitazione. Me lo presi in bocca e lo feci gemere, cominciai piano piano a succhiare quel pezzo di carne duro, provando a imitare i suoi movimenti pensando anche a tutti gli altri pompini ricevuti nella mia vita. Avevo un cazzo in una bocca e dentro la mia bocca c’era a sua volta un cazzo, la sensazione di avere la bocca riempita di un pisello duro e caldo, succhiarlo avanti e indietro, mi fece improvvisamente capire, dopo tanti anni di vita sessuale attiva, come mai a donne o uomini omosessuali piaccia tanto farlo. Cercavo di dargli piacere anche se la mia inesperienza mi portava ogni tanto a strisciare i denti, ma Luca non si scomponeva tanto, cercando di adattare lui la sua posizione per poterci dare piacere reciprocamente con le nostre bocche. Andammo avanti così per un po’ quando lui si staccò da me e chiese di andare oltre, disse che ho un bellissimo cazzo e voleva che la serata fosse completa di tutto.

Per fortuna in casa ho preservativi e lubrificante, a volte facciamo anale con mia moglie anche se lei non lo gradisce tanto per gusti suoi e per le mie dimensioni. Luca si mise a pecorina sul letto e si spalancò le natiche con le mani: aveva anche le natiche e l’ano depilati, il suo ano era un buchino scuro stretto in mezzo a due natiche tonde e di carnagione chiara: un culo perfetto da scopare. Mi misi dietro di lui, gli passai un po’ di lubrificante intorno al culo e nelle pareti interne aiutandomi con un dito, lavorando un po’ per allargarlo, mi infilai un preservativo e appoggiai la cappella in quel buchino cominciando a spingere per entrare. La cappella entrò senza problemi, poi piano piano entrai sempre più a fondo mentre Luca, probabilmente allenato, regolava il suo respiro per sopportare meglio il dolore iniziale. In poco tempo entrai tutto e sentii quella tipica sensazione di un elastico stretto leggermente intorno al cazzo che si sente quando si penetra un culo. Non era la prima volta che la sentivo, ma il fatto che, per la prima volta, quel culo fosse di un uomo, amplificò all’estremo il mio godimento. Cominciai a fotterlo spingendo avanti e indietro tenendomi aggrappato ai suoi fianchi, guidato da Luca che tra un gemito e un sospiro mi chiedeva di accelerare o rallentare. Rapidamente però presi del tutto il comando della situazione e cominciai a tirare affondi sempre più potenti e decisi, infilando il mio cazzo fino alle palle e tirandolo quasi del tutto fuori per poi risbatterlo dentro con colpi secchi e potenti, il tutto mentre Luca gemeva ed emetteva gridolini ad ogni mio affondo un pochino più deciso. Lui stava godendo, ma anche io, non avevo mai fatto un anale così intenso, mia moglie ogni volta era tutto un chiedere di fare piano, di tirarlo fuori, di non spingere che faceva passare ogni voglia, Luca invece voleva il cazzo, lo desiderava, voleva essere impalato senza pietà, era esattamente quello che mi stava chiedendo e io ce la misi tutta per darglielo. Il mio cazzo era durissimo, aveva un’erezione quasi dolorosa e dovevo concentrarmi al massimo per non venire subito in quanto non volevo certamente chiudere troppo presto la faccenda. La mia monta andò avanti per qualche minuto, fino a quando Luca non volle cambiare posizione, si mise supino, con un cuscino sotto la schiena per tenere il culo un po’ alzato e mi invitò a ricominciare.

Da quella posizione, con le sue gambe aperte, potevo vedere come il suo culo ormai si fosse allargato parecchio, mi misi in posizione e ricominciai a martellarlo alla missionaria sostenendomi con le braccia accanto al suo corpo. Da quella posizione potevo vedere il suo viso stravolto dal piacere, i suoi occhi buttati all’indietro, sentire i suoi gemiti, i suoi gridolini e i suoi flebili incitamenti. Allungò le braccia per avvinghiarsi al mio collo e cercare la mia bocca da baciare e mi abbassai per riprendere a baciarlo, rendendomi conto che anche io lo desideravo. In quella posizione, col mio corpo appoggiato al suo, potevo sentire il suo pisello duro che strofinava tra le nostre due pance mentre ci baciavamo, il movimento del mio bacino mentre scopavo il suo culo contribuiva a stimolare il suo cazzo e infatti in breve tempo raggiunse il limite: Luca, ansimando, mi disse che stava venendo, che non ce la faceva più e, mentre il suo corpo cominciò a tremare come se fosse percorso da una corrente elettrica e la sua bocca emise un grido acuto, dal suo cazzo uscirono alcuni fiotti di sperma che potei sentire chiaramente in quanto il suo pisello si trovava stretto tra la mia pancia e la sua, sentii anche io chiaramente il suo nettare caldo e denso che si spalmava sui nostri corpi in quella danza. Tutto questo diede il colpo di grazia anche alla mia residua resistenza e infatti, baciandolo avidamente, con qualche altro colpo anche io scaricai tutto il mio seme dentro il preservativo: fu un orgasmo devastante, provai un godimento come poche volte nella mia vita, un orgasmo che mi lasciò completamente esausto e svuotato di energie. Restammo così, avvinghiati, mentre il mio pisello gradualmente perdeva consistenza ancora infilato dentro il suo culo. Quando lo tirai fuori notai che il preservativo era pienissimo, avevo tirato fuori una quantità di sperma che raramente avevo visto uscire dal mio pisello.

Eravamo stremati, sudati, sporchi di sperma, coricati nel mio letto uno accanto all’altro ad accarezzarci i piselli ormai mosci. Non parlammo e quando lui andò a farsi una doccia rimasi lì a pensare. Avevo appena tradito mia moglie, l’avevo tradita con un uomo, con un membro della famiglia e la cosa mi aveva provocato un piacere immenso. Avevo detto che sarebbe stata solo una parentesi, ma in realtà lo avrei rifatto subito. La mia monotonia era finita, le mie certezze erano crollate e da allora niente sarebbe stato più come prima.

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