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Racconti Transsex toys

Mattinata devastante con la mia dea brasiliana

By 22 Marzo 2026No Comments

Il cuore mi batte forte in questa tiepida mattinata di primavera. Cammino a passi veloci verso la mia destinazione per le strade della città in fermento, trovare parcheggio non è stato troppo difficile, una botta di fortuna che ci voleva, la frustrazione mi avrebbe fatto calare l’eccitazione che monta dentro le mie viscere.

Sto per incontrare Alba, la mia musa, la mia dea. Grazie ai social sapevo da tempo che sarebbe passata in uno dei suoi soliti tour di pochi giorni e non manco mai di farle visita, ma questa è un’occasione speciale. L’ho chiamata giorni prima, le ho detto che la volevo al massimo della sua forma, i soldi non erano un problema, ma doveva essere tutta per me, non si doveva risparmiare. Mi ha proposto di passare la mattina, nel pomeriggio parte per il Brasile e non intende fare incontri, ma per un fedele amico come me fa volentieri un’eccezione.

Arrivo all’indirizzo, un palazzo signorile come tanti, Alba cambia sempre location, ma sceglie sempre posti del genere. L’ho avvisata che stavo per arrivare, citofono e mi apre subito. Entro guardandomi intorno, la paura di essere visto da qualcuno mi eccita come sempre, ma l’androne e le scale sono deserti. Seguo le indicazioni che mi ha scritto su whatsapp e arrivo alla porta giusta: è già socchiusa, entro furtivo, bisbiglio un ciao, la porta si chiude alle mie spalle e Alba sta lì.

Bella, statuaria, imponente, svetta dal suo metro e novanta di altezza, mi circonda con le sue spalle larghe, mi guarda col suo viso da ragazzina maliziosa con gli occhi nocciola, il naso piccolo e i lineamenti che conservano qualche leggero tratto mascolino che la rende ancora più eccitante. Ci guardiamo, ci baciamo, la sua bocca sa di fragola. Accarezzo i suoi capelli lisci e profumati, passo le mie mani sulla sua pelle liscia e ambrata: si è appena fatta una doccia e truccata leggermente, come piace a me, ormai conosce i miei gusti. Indossa solo un intimo nero, un reggiseno di pizzo che contiene alla perfezione i suoi sedi sodi e tondi e una mutandina che contiene, un po’ meno alla perfezione, la sua arma segreta, il suo manganello di carne che la rende così speciale.

Le porto in dono una scatola di cioccolatini, lei apprezza tanto, viene dal Brasile e gira in tutto il mondo, ma dice che solo noi italiani la riempiamo così di pensierini, un modo per controbattere al fatto che di solito è lei a riempire noi. Facciamo due chiacchiere seduti sul letto, è contenta di vedermi, poi piano piano le sue mani cominciano a passare sul mio corpo e a sfilarmi indumenti mentre le nostre lingue continuano a intrecciarsi dentro le nostre bocche: sono a sua totale disposizione, come sempre, ma oggi la vedo particolarmente presa come volevo: non ha altri incontri, può dedicarsi solo e soltanto a me.

In men che non si dica sono nudo in ginocchio davanti a lei che scosta le mutandine e mi porge il suo bastone:

– Succhiamelo, fammelo svegliare bene.

Il cazzo di Alba è particolare: una cappella stretta e un’asta irregolare, decisamente grossa nella prima parte, che tende ad assottigliarsi verso la base. Un cazzo che schiaffato dentro il culo può far male e Alba non ha pietà quando lo schiaffa nel culo, ha un’indole dominante, le piace sodomizzare i maschi e anche quando fa male diventa difficile da tenere a freno. Comincio a mettermi dei dubbi, la vedo bella carica ed eccitata, comincio a pensare che ne uscirò devastato, ma in fondo l’ho voluto io. Anche da flaccido il cazzo di Alba ha comunque una dimensione importante, ma riesco a prenderlo in bocca e a cominciare a succhiarlo: non lo tocco troppo con le mani, ad Alba non piace tanto, preferisce essere spompinata senza l’uso delle mani. Rapidamente, coi movimenti della mia bocca e della mia lingua, sento che quel pezzo di carne molle e caldo dentro la mia bocca diventa un bastone grosso e duro, comincio a sentire esaurirsi lo spazio dentro la mia bocca, ed è questo il momento in cui Alba comincia a condurre i giochi: afferra la mia testa con le mani la spinge verso il suo pube. Io sono immobilizzato, sento la bocca piena del suo cazzo, mi vengono i conati, comincio a lacrimare, ma ad Alba non interessa, resto lì con il suo cazzo piantato nella mia gola per alcuni interminabili secondi fino a quando non si sfila lei. Io prendo fiato, lei in piedi davanti a me sorride, continua a tenermi la nuca con una mano mentre con l’altra mi sbatte il suo cazzo, ormai durissimo, sulla faccia e sulla mia lingua tenuta fuori da bravo schiavetto. Uso la lingua per leccare tutta quell’asta fino a quando non me lo infila di nuovo fino alle tonsille per altri secondi di conati, soffocamento e lacrime. Andiamo avanti così per qualche minuto, poi Alba decide che è ora di fare sul serio.

Si stende sul letto, mi passa un tubetto di lubrificante mentre si mette un preservativo. Mi spalmo il gel nel culo e un po’ sul suo cazzo eretto, cerco di non risparmiare, perché ho già capito che sarà dura. Mi invita a salirle sopra, sono titubante, di solito non è la posizione migliore per iniziare a culo ancora stretto, ma ho già capito che non sono ammesse repliche. Mi metto a cavalcioni su di lei, il mio cazzo è appoggiato sulla sua pancia magra e morbida, lei mi strizza i capezzoli provocandomi una fitta di dolore e piacere e appoggia il cazzo al mio buchino. Non entra. Spinge un po’, entra un pochino, fa male. Cerco di ritrarmi, ma lei mi blocca stringendo le sue mani sulle mie natiche. Provo a dire di no, non ce la faccio, il dolore sembra insopportabile, ma lei mi guarda col suo sorriso malizioso e scuote la testa: ha deciso di spaccarmi il culo, lo vuole fare e sa che lo voglio pure io, non riesco a nasconderle niente. Il primo pezzo, subito dopo la cappella, è sempre il più problematico con Alba. Quella parte più larga deve farsi strada, di solito quando lo facciamo in altre posizioni si fa strada senza eccessivi problemi, ma questa volta credo sia troppo. Continuo a dire che non entra, mi scendono le lacrime, mi viene il fiatone, sento il mio sfintere teso all’estremo, ho paura di rompermi sul serio, ma non mi sposto, Alba non vuole e non lo voglio nemmeno io, voglio portare la sfida fino in fondo.
Sento il culo che cede piano piano e poi di colpo si chiude sulla parte iniziale del suo cazzo. Il dolore è forte, chiedo se è entrato tutto, lei scuote la testa con un sorriso e spinge da sotto: adesso è entrato tutto. Resto senza fiato, lacrimo, mi mordo il labbro sperando che quel dolore passi in fretta, mentre Alba mi strizza i capezzoli, mi strizza lo scroto, mi pizzica e stringe le natiche, tutti piccoli dolori che mi distraggono dal fuoco che ho dentro il culo e non fanno calare la mia eccitazione. Gradualmente comincio ad adattarmi, il respiro si fa più regolare, quando mi abbasso verso Alba, cerco la sua bocca e la bacio avidamente, lei capisce che lo scoglio è superato e può iniziare a spingere, a fare il suo avanti e indietro dentro il mio retto dove gradualmente il dolore si attenua e aumenta quella sensazione di calore e piacere che si diffonde come scosse elettriche dentro le mie budella. Mi appoggio a lei, la abbraccio, mentre lei continua a tenermi le natiche con le mani e ad affondare il cazzo dentro il mio culo. Mi fa mettere con la schiena dritta e le mani appoggiate alla testiera del letto, ora sono io a muovermi un pochino, sono io a condurre il gioco o perlomeno Alba mi lascia l’illusione di farlo. Continuo quella danza per un po’, facendo su e giù con anche e bacino e cercando di dare un movimento rotatorio per allargare ancora di più il mio buco, dove un pochino di dolore si sente ancora, e darle piacere ad Alba che gradisce e si passa la lingua tra le labbra soddisfatta mentre mi dice sottovoce, col suo arrappante accento brasiliano, che sono una brava troietta, che mi piace il cazzo, che dovrebbe essere lei a pagare me per quanto la sto facendo godere.

Si sfila e mi fa mettere sulla schiena, si mette davanti a me, mi allarga le gambe e rimette il cazzo nel mio culo. Ormai la via è aperta e fa meno male, in quella posizione posso riprendere fiato perché sono già sudatissimo, mentre lei spinge con le anche cercando di aprirsi ancora di più la via dentro le mie viscere. Ormai sento il cazzo di Alba, compresa la sua temuta parte iniziale, che scorre senza eccessivi problemi dentro il mio culo. Ogni passaggio è una vampata di calore, ogni affondo è un sospiro di godimento, mentre mi godo quel corpo imponente, con le spalle larghe e la pelle ambrata, che ansima e continua a bisbigliare quanto sono troia mentre spinge dentro il mio corpo. Alba non si deve risparmiare, oggi lo sta facendo quasi per passione, per gioco, quindi può alzare il ritmo come mai le avevo visto fare in passato e rapidamente diventa un vero e proprio martello pneumatico. Affonda con decisione, quasi con cattiveria, quasi sfila il cazzo del tutto per infilarlo di nuovo con colpi secchi. Martella senza pietà e io, che mi aspettavo decisione, ma forse non così tanta, mi sento un pezzo di carne in totale balia degli eventi. Sono coricato sul letto, con le braccia allungate, dietro la testa, Alba mi stringe i fianchi con le mani e spinge come una forsennata mantenendo un ritmo che non pensavo fosse possibile, di quelli che vedi di solito nei film porno. Io faccio fatica a respirare, la vista mi si annebbia e riprendo a sentire un po’ di dolore, sento quel cazzo che si infila in profondità ed come se toccasse il fondo delle mie budella, sento che se andasse un po’ più avanti veramente mi sfonderebbe qualcosa e mi ritroverei la punta del suo cazzo che esce dalla mia gola. Sono inerme in tutto questo, nella stanza si sente soltanto il “ciaff ciaff” ritmato, quasi una mitragliatrice, di Alba che profana il mio culo come mai era stato profanato, da lei e altre mie “amicizie particolari” maschili e transessuali, durante la mia vita. A tradire il fatto che in realtà non sto soffrendo, ma sto godendo come raramente ho goduto in vita mia, è il mio cazzo, ignorato fino ad ora e inutile in incontri come questo: è durissimo, dritto, i miei 20 centimetri che si fanno rispettare quando incontro donne oppure ho ruoli attivi, svettano verticali dal mio pube e la mia cappella è già lucida di precum. Sento che con l’inculata leggendaria che sto subendo potrei rapidamente venire senza toccarmi. Lo dico ad Alba e lei si ferma, non vuole che il gioco finisca così in fretta.

Si sfila, mi fa mettere a pecora, mi spalma un altro po’ di gel e riprende la sua monta come, se non più energica di prima. Ora sento di nuovo la pienezza e quell’eccitante leggero bruciore del suo bastone che si fa ancora largo nel mio culo, ormai spalancato, ma dove evidentemente c’è ancora qualche resistenza da finire di vincere. Si appoggia su di me, sento il peso del suo corpo mentre si posiziona per fottermi meglio e continua ad affondare con colpi potenti. Provo a reggere la posizione a pecora, ma col suo peso sopra e il suo cazzo che entra ed esce dal mio culo come un treno in galleria è difficile, infatti a un certo punto cedo, mi ritrovo sdraiato prono sul letto mentre lei, coricata sopra di me, continua a dare colpi di anca per continuare a martellare il mio culo. Da quella posizione cerca la mia bocca, giro il collo e mi bacia con passione, tenendomi la testa girata con una mano, mentre spinge come una forsennata. Ormai il mio culo è praticamente di burro, scorre che è una meraviglia e io la guardo con occhi adoranti, la invito a darmene di più, le dico che ci vorrebbe un altro cazzo per soddisfarmi, mentre lei continua a chiamarmi troia con soddisfazione.

– Vuoi un altro cazzo?- Mi dice- Dovevi dirmelo prima, avrei organizzato con un’amica, ma possiamo rimediare.

Esce dal mio culo e mi lascia lì, svuotato e stremato, apre un cassetto e tira fuori un dildo. Non è un dildo enorme, ma temo di aver già capito cosa vuole fare e non credo di farcela, ma ormai sono totalmente nelle sue mani e non mi resta che affrontare anche questa prova. Me lo porge, è un bel cazzo di gomma, lungo come il mio ma più grosso. E’ morbido al tatto, la sensazione sembra pelle, la cappella è morbida e grossa. Lo copre con un preservativo, lo spalma di gel e me lo infila tenendo verso di sé il lato con i testicoli di gomma. Ovviamente entra senza problemi, è nettamente più piccolo del suo cazzo e il mio culo ormai è spalancato. Il problema però sta per arrivare. Mi fotte per un po’ con il cazzo di gomma, poi lo molla, mi invita a tenerlo fermo con una mano e si accosta al mio buco del culo.

– Questa è un po’ difficile. Se il dolore è veramente troppo, se hai paura di farti male, dimmelo subito e mi fermo- Lo dice con un tono di voce serio, rassicurante, è consapevole di chiedere tanto, forse troppo, anche a una troia affamata di cazzo come me.

Annuisco mentre lei si spalma altro gel sul cazzo, che nel frattempo non aveva mai perso in dimensioni e in durezza. Spalma un po’ nel mio buco occupato dal dildo, prova a entrare con una e due dita e non trova grandi resistenze. Per un po’ continua con questo massaggio usando le dita lubrificate per allargare il passaggio già tenuto aperto dal dildo. In questo frangente io riprendo fiato, riprendo lucidità e trovo il tutto piacevole e rilassante, esattamente quello che voleva lei. Ritrae le dita e accosta il suo cazzo al mio culo. Prova a entrare con la cappella ed entra, non sento troppo dolore, ma so che il peggio deve ancora arrivare. Quella prima parte, la tanto maledetta quanto benedetta prima parte del cazzo di Alba, quella che si allarga subito dopo la cappella e diventa un manicotto di carne durissimo. Quella sembra che non ne voglia sapere, io torno a sentire dolore, sento lo sfintere che si tende, cerco di regolare il respiro, cerco di gestire il dolore, perché sento dolore, ma voglio portare avanti questa ennesima sfida. Alba se ne accorge e cerca di usare tutta la delicatezza possibile. Spinge un po’, lubrifica, questa volta sembra proprio che il mio culo ormai esausto non possa superare anche questa prova, sto per fermarla ma di botto mi accorgo che è passato: quel pezzo è entrato, il resto è tutto in discesa e infatti entra, mentre questa volta il dolore va via abbastanza rapidamente e sento solo un piacere che mi stordisce. Ho due cazzi nel culo, certo, uno è finto, ma la sensazione di pienezza che sto vivendo è una cosa indescrivibile. Nei porno vedo uomini e donne che si fanno fare la doppia penetrazione anale, la cosa mi ha sempre eccitato, ma l’ho sempre vista come una perversione impossibile: nei porno sono professionisti, ultra preparati, e io lo sto prendendo come loro. Alba riprende a spingere col suo cazzo mentre il dildo resta piantato nel mio culo, ma non ci va pesante come prima, è consapevole che stiamo sul limite e non vuole rischiare di farmi male sul serio.

– Con due cazzi veri questa cosa è molto, ma molto più eccitante, amore. La vuoi provare con una mia amica?
– Sì…lo voglio…chiama la tua amica, Alba, chiamala
– Quando torno dal Brasile ci organizziamo – E con questa promessa mi da un tenero bacio sulle labbra mentre continua a spingere il suo cazzo dentro il mio buco.

Siamo però ormai al limite, sfila il dildo dal culo e riprende a spingere a ritmo sostenuto, realizzo che vuole venire. Si sfila dal mio culo, si leva il preservativo e si rimette in piedi sul letto. Io capisco subito cosa vuole, mi inginocchio e spalanco la bocca. Nel mentre che mi infila il cazzo in bocca, mi passo un dito nel culo e lo sento oscenamente spalancato, morbido, bagnato di lubrificante e umori: ci entrano dentro 3-4 dita senza problemi. Riprendo il dildo e me lo infilo nel culo e comincio a masturbarmi con quel cazzo finto nel culo mentre succhio il cazzo vero di Alba. Lei apprezza questa mia iniziativa e ridacchia

– Pensa a quando queste cose le faremo con due cazzi veri, io te e la mia amica, amore”

Io la sorrido mentre succhio il suo cazzo e vedo che è al limite. Si prende il cazzo con la mano e se lo mena davanti alla mia bocca, vedo la sua espressione che cambia, aggrotta la fronte e accelera il movimento con la mano. Con un sospiro profondo mi spara i getti del suo seme caldo e denso sulla faccia e sulla bocca. Alcuni getti mi vanno dritti sulla lingua e posso assaporare la sua crema densa e salata. Non era la prima volta che concludeva così con me, ma non mi aveva mai saputo dare una sborrata così copiosa e così densa: del resto era la prima venuta del giorno, volevo anche questo. Ormai è veramente finita, sono lì, in ginocchio sul letto, col volto impiastricciato del suo sperma e la bocca ancora salata. Lei si abbandona esausta, ma prima vuole concludere in bellezza dedicandosi al mio cazzo, rimasto eretto e ignorato, ma ormai bisognoso di attenzioni. Si mette in mezzo alle mie gambe e comincia un pompino dolcissimo, non sembra nemmeno che quel viso da bambolina che fino a pochi secondi prima mi devastava il culo, ora mi stia succhiando il cazzo con una dolcezza che raramente ho visto in passato. Tanto ormai sono finito pure io, le bastano pochi affondi con la bocca per farmi venire e con un urlo strozzato le scarico in gola tutto il mio seme. Lei se lo passa nella bocca e poi mi bacia, in modo tale che possa sentire come si mescolano i nostri spermi dentro le nostre bocche.

Ormai è veramente finita. Restiamo un po’ nel letto, fradici di sudore, il suo sperma che comincia a seccarsi sulla mia faccia. Direi che non posso andare via così, facciamo una doccia e la facciamo insieme. Una doccia in cui ha anche l’occasione per darmi la sua pioggia dorata, mi inginocchio e mi godo il fiotto caldo della sua urina che mi inonda il viso e i capelli, riesco anche a mandarne giù qualche goccia mentre lei ride soddisfatta: quando tornerò dal Brasile faremo anche questa cosa qua, con la mia amica, te lo prometto amore.

La saluto con la promessa che al suo prossimo passaggio faremo tutto anche con la sua amica, ma questa è un’altra storia…

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