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orgeTradimento

Sette Giorni cap 3

By 28 Dicembre 2025No Comments

Regole e crepe

Il messaggio arrivò la mattina dopo, alle 6:41.
Lei era in cucina, vestaglia leggera, piedi nudi, il caffè ancora sul fuoco.
Non aspettava niente.
O almeno, si era convinta di non aspettare.

Aveva dormito poco.
Il corpo irrequieto.
Il pensiero, inchiodato a quella parola: obbedienza.
Le era rimasta addosso come un odore.

Quando aprì Instagram, trovò la notifica.
Nessuna frase introduttiva.
Solo una sequenza secca, come la precedente.

Sabato. Ore 18:00.
Indirizzo: [seguiva una posizione geografica precisa, nei pressi di una tenuta isolata, campagna, provincia, nulla intorno].
Nessun bagaglio.
Nessun cellulare.
Vestita solo con abiti comodi.
Sarai prelevata all’ingresso.
Una volta varcata la soglia, non potrai uscire per 7 giorni.
Riceverai settantamila euro in contanti, alla fine.
Se non ti presenterai, nessuna conseguenza.
Se lo farai, appartieni a noi.
Rispondi solo: “Sì”.

Anna rimase immobile per lunghi minuti.
Il messaggio era lì, nitido, davanti a lei.
Le parole fredde, chirurgiche, prive di qualsiasi emozione.
Come una sentenza già emessa.
O un invito impossibile da rifiutare.

Prese il telefono, lo poggiò sul tavolo.
Inspirò.
Guardò fuori dalla finestra: la piazza, la luce che cambiava, la voce di un venditore ambulante in lontananza.

Tutto identico.
Eppure qualcosa era già cambiato.
Dentro di lei, una fenditura sottile, quasi impercettibile, si era aperta.

Passò l’intera giornata come se fosse fatta di vetro.
Ogni gesto, ogni parola, ogni sorriso le sembravano parte di un copione vecchio.
Accompagnò i bambini a scuola, rispose ai saluti delle madri, fece la spesa, cucinò.
Fece l’amore con la normalità, ma sentì tutto come un’eco distante.

Nel pomeriggio, piegando il bucato, si accorse che la mano le tremava.
Non per paura.
Ma per eccitazione.

Un’eccitazione nuova, diversa da qualsiasi piacere conosciuto.
Non aveva nulla a che fare con il sesso, almeno non direttamente.
Era la consapevolezza che qualcuno aveva rotto il perimetro.
Qualcuno aveva guardato oltre.
Aveva visto lei.
Davvero.

Alle 21, seduta sul divano accanto a Marco, con il televisore acceso su una fiction che non seguiva, aprì di nuovo il messaggio.
La luce dello schermo le illuminava il viso.
Lui non la guardò nemmeno.
Aveva lo sguardo sul telefono, le gambe accavallate, la birra in mano.
Un’altra sera uguale a tutte.

Lei digitò lentamente.

E inviò.

Nessuna risposta.
Solo il silenzio.

IrisFedigrafa

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