Il protagonista di questa storia è Fabio (nome di fantasia) 45 anni della provincia di Pistoia, docente liceale, plurilaureato, autore di saggi sulla storia contemporanea, appassionato della musica disco anni 70 – 80, dei cantautori italiani ma in generale della musica che da emozioni, che trasmette brividi sulla pelle. A questo si aggiunge la passione per il calcio anni 70 – 80, per la commedia all’italiana ma anche per i film trash o comunque leggeri e tali da far trascorrere due ore in libertà e senza pensieri.
Da ciò si evince una pluralità di interessi e di passioni tali da contrassegnare se non la sua quotidianità almeno la sua esistenza.
Un’esistenza dunque vivace, movimentata, in cui la noia poche, pochissime volte vi fa capolino. L’unica “pecca” è il rapporto con l’universo femminile, il suo essere riservato che non ha dato luogo a relazioni durature ma piuttosto a qualcosa di frammentato, di instabile. Si può parlare di avventure più che di relazioni vere e proprie che non gli hanno lasciato grandi ricordi e forse per questo, forse per il suo carattere e forse anche per la sua curiosità ha deciso di iscriversi a un noto social sia per restare in contatto con gli amici di ieri e di oggi, sia per seguire le pagine dedicate ai suoi interessi.
A due settimane dalla sua iscrizione gli appare la pubblicità riguardante un gruppo dedicato all’universo “Bbw” (acronimo di Bellissime ragazze in carne). La curiosità prende il sopravvento e conseguentemente sceglie la strada dell’iscrizione, iscrizione puntualmente accettata. Inizialmente studia il gruppo, interviene poco lo fa con cognizione di causa, con equilibrio e moderazione. Tutto ciò viene apprezzato da coloro che maggiormente partecipano alle discussioni.
Non ha preferenze particolari, lo stare nel gruppo è per lui uno sfogo, un modo di rilassarsi ma anche di vestirsi di leggerezza anche se avverte la necessità di provare a mettere ordine nella sua vita e inoltre sta attraversando un periodo di stress dovuto al lavoro e ai suoi interessi personali. Si chiede se è opportuno parlarne con un amico, con un parente o con un conoscente. Dopo attente valutazioni Fabio opta per contattare uno/una esperta. Navigando nel web si imbatte nella pagina della dottoressa Monica, psicologa e psicoterapeuta. Legge le informazioni contenute nella stessa e dopodiché la contatta e viene stabilito un primo appuntamento per mercoledì 12 marzo alle ore 16 e 30 presso il suo studio di Piazza dell’Indipendenza a Firenze.
Il giorno prescelto è ideale per Fabio visto che ha un buon orario e conseguentemente potrà essere puntuale nella città di Dante.
Lo studio è situato in un palazzo antico, si trova al primo piano, è arredato in modo sobrio ma con gusto anzi si confà alle finalità a cui è stato destinato.
La dottoressa si approccia in modo altamente professionale ma Fabio è ansioso, nervoso, si massaggia le mani più e più volte, non sta fermo con le gambe. È decisamente agitato anche perché per la prima volta si trova a confrontarsi con una psicologa. In virtù di questa situazione non riesce a raccontare molto della sua vita, racconta della sua infanzia caratterizzata purtroppo dalla presenza di genitori separati. Da un lato un padre presente e attento e all’opposto una madre troppo interessata al lavoro, alla carriera che presta attenzione al figlio soltanto regalando giochi, portandolo in viaggio verso località di lusso.
Di tale situazione Fabio ne risente assai.
A scuola è irrequieto, arrogante e prepotente con i compagni che a poco a poco lo schivano per paura delle sue reazioni e soltanto Luca, Laura e Antonio mostrano più attenzione verso di lui, lo fanno partecipare alle attività di classe, lo invitano per svolgere i compiti a casa, fanno delle passeggiate, vanno al cinema e allo stadio anche se in quest’ultime due circostanze sono accompagnati dai rispettivi compagni.
Questi momenti danno del sollievo a Fabio, lo rendono più tranquillo, disteso, ben disposto verso i compagni. Ma tutto ciò si verifica poche, pochissime volte.
La complicata situazione familiare si riflette anche nel rendimento scolastico e infatti giunge alla conclusione degli studi con non poche difficoltà.
Una sera s’imbatte in un documentario riguardante il rapimento e l’uccisione di Aldo Moro. Le immagini della strage di Via Fani e i successivi 55 giorni, le opacità, le contraddizioni, i dilemmi che circondano questo caso lo portano a iscriversi alla facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Firenze corso di laurea in Storia.
È curioso di conoscere ancor più nello specifico il passato per comprendere il presente. Si apre un mondo che giorno dopo giorno lo affascinerà sempre di più.
L’infanzia, i rapporti con i genitori e gli studi sono gli argomenti oggetto dei primi incontri. Fabio prosegue nella sua quotidianità, nei suoi impegni, nei suoi interessi e cerca di ritagliarsi spazi per sé e di non affaticare troppo la sua mente.
Nei giorni successivi agli incontri svolti ripensa a ciò che si sono detti pur essendo consapevole che l’ansia e il nervosismo continuano a caratterizzare questi appuntamenti. Pur nella consapevolezza di ciò ha apprezzato e apprezza la professionalità e la delicatezza della dottoressa e ciò lo motiva a proseguire il percorso iniziato da poco.
Firenze sarà uno dei porti sicuri, un porto dove attraccherà volentieri assieme ad altri.
Mensilmente racconterà di sé, dei suoi dubbi, delle sue paure, dei suoi limiti, delle sue criticità, dei suoi sensi di colpa, piano piano si libera delle zavorre presenti nella sua anima. In un certo senso si sfoga e diventa sempre più cosciente che sta limando o che proverà a limare alcuni aspetti del suo carattere.
Più passa il tempo e più è soddisfatto della scelta che ha effettuato. Più passa il tempo ed è sempre più soddisfatto del modo in cui si pone la dottoressa Monica che a partire da questo momento l’osserva con occhi diversi.
Quel suo modo di fare, quel fare ingresso nella sua anima in punta di piedi, i suoi occhi così luminosi, trasparenti come la sorgente di un fiume e abbaglianti come i fari di un’automobile che viaggia in piena notte, lo inebriano, sono un qualcosa che lo rendono pieno di meraviglia, infine anche l’aspetto fisico con le forme al punto giusto lo mandano in estasi.
Una volta che si è concluso un appuntamento non vede l’ora di essere al successivo, non vede l’ora di tornare a Firenze e di aprirsi ancora di più alla dottoressa Monica ma anche di rivederla, di raccontare ulteriormente ciò che attiene alla sua esistenza.
Trascorsi diversi mesi dal primo appuntamento viene affrontato il tema dell’amore e del sesso. Fabio racconta che il suo essere riservato e la sua timidezza l’hanno frenato nei rapporti con l’universo femminile. Riservatezza e timidezza hanno fatto la loro parte ma anche il suo essere esigente, a volte anche troppo, non gli hanno permesso di costruire rapporti e relazioni durature e di vivere le stesse a trecentosessanta gradi come avrebbe effettivamente voluto.
In virtù dei motivi precedentemente ricordati cerca di fantasticare nella visione di brevi filmati porno e nel provare un effimero piacere seguendo gli stessi oppure nell’ammirare foto sexy di bbw pubblicate anche nel gruppo social a cui è iscritto.
Per ovviare a queste opportune e giuste necessità non esita a percorrere la strada della masturbazione e al contempo si dedica alla scrittura di racconti erotici che con il trascorrere del tempo sono diventati delle vere e proprie confessioni autobiografiche in cui rivela fantasie, desideri, voglie e perversioni.
Con il procedere degli incontri e con il suo dischiudersi anche su argomenti che fino a qualche settimana prima potevano rappresentare dei veri e propri tabù se non delle forzature inopportune della sua anima e del suo privato inizia a porsi domande che mai si era posto fino ad ora anzi a pensarci bene sono delle vere e proprie fantasie che con il trascorrere del tempo sembrano assumere le caratteristiche di vere e proprie fissazioni. Più volte si chiede se sia Monica la persona che potrebbe contribuire alla rottura definitiva delle inibizioni che ancora lo contraddistinguono
Allo stesso tempo e con grande razionalità ritiene che il tutto sia estremamente folle da un lato e non alquanto professionale dall’altro. In relazione alle considerazioni qui svolte fa il possibile se non l’impossibile per togliersi dalla mente questa “masturbazione mentale”. Monica può essere certamente d’aiuto ma non può e non potrà mai essere colei che lo conduce a quei piaceri del peccato però può dare un aiuto importante nella lacerazione dei freni inibitori che ancora lo contraddistinguono.
Partendo da queste considerazioni, Fabio è convinto che prima o poi giungerà il momento giusto in cui potrà lasciarsi andare, in cui si libererà delle inibizioni che ancora l’opprimono e far tutto ciò che desidera fino allo sfinimento e conseguentemente restare senza energie come sogna da troppo tempo.
Mercoledì 12 giugno alle ore 17 e 30 è in programma un nuovo incontro. Fabio sale le scale che conducono allo studio di Monica. Non appena apre la porta dello studio, Fabio rimane senza parole, rimane senza parole per la sua bellezza, per il suo fascino, per il suo charme e per il suo essere ancor più intrigante. 170 cm di bellezza, di bellezza mediterranea, 170 cm di sensualità.
In quei 170 cm ci sono i suoi capelli neri ricci, c’è l’eleganza del suo abbigliamento, c’è il saper usare le chiavi giuste per accedere all’anima di Fabio come se avesse chiesto permesso per accederci.
Questo suo essere professionale è stato riconosciuto anche da Fabio, il quale incontro dopo incontro si è aperto sempre di più, si è confidato più di quanto avrebbe potuto immaginare.
La conversazione procede senza particolari intoppi anzi rispetto ai primi appuntamenti Fabio è molto più sciolto, molto più padrone di sé stesso, è più aperto e se vogliamo anche meno imbarazzato.
La seduta si avvia verso la conclusione quando Monica si rivolge a Fabio: «Fabio ti volevo informare che ho un appartamento a Viareggio ti andrebbe di cenare assieme il prossimo sabato?»
Fabio diventa rosso in volto, è in evidente imbarazzo, è come se Monica avesse letto nei suoi pensieri. Passati questi attimi di evidente difficoltà, Fabio accetta l’invito della dottoressa e forse in cuor suo se lo aspettava e l’aspetta da tempo? Sarà la volta buona oppure Monica ha semplicemente di confidarsi con lui al di fuori dei momenti professionali?
Fabio non vede l’ora che sia sabato, è curioso di vivere appieno la serata e, nonostante ciò, sia lui sia Monica si dedicano come sempre al lavoro fino all’ultimo minuto ma entrambi non vedono l’ora di incontrarsi al di fuori degli appuntamenti convenzionali.
Il ritrovo è fissato per le 17 a Viareggio
Fabio, non avendo molto entusiasmo per la guida e conseguentemente l’abitudine a viaggiare in treno anche per i viaggi a breve percorrenza opta per il mezzo su ferro. L’arrivo nella città del Carnevale è previsto per le 16 e 50, fortunatamente l’orario viene rispettato.
Una volta sceso dal treno si dirige verso l’uscita dove attenderà Monica. Il cielo è terso, si respira profumo di mare, fa caldo. L’estate è ormai alle porte. Fabio è teso, ansioso, passeggia nervosamente e dopo qualche minuto giunge una Fiat Panda color arancio che rallenta per poi fermarsi, colei che alla guida apre il finestrino e chiama Fabio, il quale in un primo momento non si rende conto di chi lo sta chiamando, ma in breve, brevissimo tempo si accorge di Monica.
I due si salutano, Monica parte e si dirigono verso il mare dove trascorreranno le ore che li separano dalla cena.
Passeggiano lungo riva chiacchierando delle rispettive professioni, delle esperienze sin qui fatte, ma anche di cinema, di musica, di libri. Il tempo vola. Si percepisce che i due hanno necessità di evadere dalla routine quotidiana, di dedicare del tempo a sé stessi, di vivere con qualche leggerezza in più e Fabio anche con qualche senso di colpa in meno e dunque con qualche egoismo in più proprio per star bene con sé stessi.
Schematismi e ritualità per una volta possono essere letteralmente “parcheggiati in garage”. Leggerezza, semplicità, genuinità, divertimento sono le parole che devono e dovranno caratterizzare la serata che sta per cominciare.
Il sole sta per tramontare e i due non vogliono perdersi questo spettacolo, non perdersi questo momento così emozionante, coinvolgente e romantico. Il tutto è apprezzato da entrambi e lo si percepisce dai rispettivi sguardi e sorrisi. Chissà che il tutto non nasconda qualcosa di inaspettato?
Il sole è tramontato e i due si dirigono verso casa. L’abitazione di Monica si trova nell’interno e dista circa 2 km dal mare. È abbastanza grande circa 100 mq, la cucina è spaziosa, ci sono due bagni, due camere. È arredata in parte in stile anni’80 e anche da alcuni oggetti e suppellettili presenti sembra che il tempo si sia fermato a quel periodo e comunque il tutto fa pensare che la casa sia poco vissuta.
Fabio è attento ai dettagli e sorride nel vedere la presenza di musicassette degli Spandau Ballet, delle principali hit di quel decennio ed è ancor più sorpreso dalla presenza di un vecchio stereo. Oltre a questo, ci sono oggetti appartenenti alla quotidianità dell’oggi come un televisore dallo schermo cinematografico, come la stessa macchina da caffè di ultima generazione. Anche asciugamani, stoviglie e qualche mobile presenti in qua e là testimoniano che appartengono all’oggi.
In ultimo Fabio adocchia anche una piccola libreria in cui sono contenuti testi di psicologia, narrativa e filosofia.
Mentre sta ispezionando l’appartamento nei minimi dettagli, Monica sta ultimando la preparazione della cena, cena che sarà caratterizzata da un piatto tipico della zona e cioè i paccheri alla trabaccolara e non poteva essere altrimenti visto che siamo in una località di mare. Fabio apparecchia in modo semplice la tavola e dopodiché i due consumano lentamente la cena, chiacchierando ma anche ridendo quando si presenta l’occasione. Entrambi si sentono leggeri, finalmente sta succedendo ciò che desiderava da tempo, Fabio. Tra una chiacchiera e l’altra le lancette segnano le 24 passate da 15 minuti, è tempo di rientrare in albergo per Fabio visto che ha prenotato una singola per poi fare rientro a casa nel corso della domenica.
Per un motivo apparentemente inspiegabile o forse spiegabilissimo, Monica si dirige verso la sala e accende il vecchio stereo anni ’80 e dal quale partono le note di “I like Chopin”, quelle note sono musica per le orecchie di Fabio, il quale inizia quasi all’istante a ballare, Monica l’osserva e dopo due minuti si fa travolgere anche lei dall’atmosfera e dalla musica di uno dei brani più iconici degli anni’80.
La sala sembra che si sia trasformata in una disco anni’80 manca solo il DJ e le luci psichedeliche. I like Chopin rappresenta l’inizio di questo momento danzante a cui seguono Big in Japan, You’re my heart You’re my soul, Wild Boys e infine Through the Barricades.
Proprio per il suo essere quest’ultimo, un brano lento, suadente, i due si avvicinano sempre di più e nota dopo nota si sciolgono in un ballo come quelli in voga negli anni ’60, un ballo stretto strettissimo, le braccia si incrociano, si uniscono, gli sguardi lasciano ben poco all’immaginazione, c’è nell’aria un qualcosa di magico, c’è nell’aria che qualcosa di impensabile possa accadere tra i due.
Le ultime note e gli ultimi suoni prodotti dal sax che fa da cornice all’ennesimo successo del gruppo inglese sciolgono ancora di più i due e nel mentre, accade qualcosa di sorprendente ma forse non troppo se si considera quello che è successo durante la serata. I due cominciano a scambiarsi dei piccoli ma tenerissimi baci e anche qualche coccola. Improvvisamente i due interrompono le reciproche effusioni anche perché si rendono conto che non è poi così professionale quanto è accaduto, i sensi di colpa prendono il sopravvento e anche Monica ritiene ancor più opportuno mettere un punto rispetto a quanto accaduto e ritiene anch’ella che il tutto vada decisamente in contrasto con il codice di deontologia professionale.
Fabio è consapevole di quanto è successo e allo stesso è consapevole che non sa eticamente corretto lasciarsi andare. Valuta il tutto come un momento di debolezza ed è opportuno non andare oltre per non rovinare la serata e il rapporto che si è venuto a creare.
Tutto questo è politicamente corretto ma a pensarci bene i due quale reato stanno commettendo? A quale scandalo danno origine? C’è qualcuno che ha visto o potrebbe vedere e quindi andare a riferire che cosa è successo tra i due? E poi anche se ci fosse stato qualcuno che ha visto a chi riferirebbe il tutto? Siamo sicuri che i due stanno commettendo un qualcosa di inopportuno? Hanno mai avuto luogo relazioni anche clandestine tra medici e pazienti? Perché frenare un qualcosa di spontaneo, di puro come l’amarsi a trecentosessanta gradi? Perché reprimere fantasie, voglie e desideri? Perché reprimere un qualcosa di spontaneo che si chiama semplicemente amore?
Trascorsi diversi minuti reciprocamente in silenzio, Fabio si avvicina a Monica e scrollandosi di dosso paure e timidezze si rivolge a lei così: «Monica, ho voglia di fare l’amore con te, ho voglia di trasgredire come non ho mai fatto fino ad oggi». Monica è in evidente imbarazzo mai avrebbe immaginato che un suo paziente arrivasse a tanto. Sul momento è incerta sul da farsi ma la delicatezza, la dolcezza di Fabio, la fanno sciogliere come neve al sole. In un amen è un trionfo di carezze, di piccoli baci, di abbracci, di attimi fatti di sguardi languidi e di sguardi carichi di amore, di passione, di voglia di trasgressione.
Fabio si perde in quegli occhi chiari, si perde in quegli occhi meravigliosi, si perde in quegli occhi intriganti, si perde in quegli occhi che parlano di amore. Ma anche Fabio non scherza e anche nei suoi si legge che c’è voglia di amore, di romanticismo, di sentimento, di passione, di quell’amore che fa vibrare i cuori, incendiare le anime, che porta a compiere pazzie, che fa ovviamente a pugni con le convenzioni, che non conosce limiti, che fa stare bene con sé stessi e con gli altri.
Attimo dopo attimo i baci si fanno sempre più intensi, più caldi, più appassionati, brividi d’amore, di passione e follia attraversano ogni centimetro delle loro pelli. Varcano il confine del piacere, con baci nelle zone più erogene che si scambiano vicendevolmente, con carezze ad alto contenuto erotico. I loro corpi fremono ma soprattutto “urlano” di passione, bramano di trasgressione, di dare sfogo a voglie proibite e recondite.
In modo sensuale, erotico e lussurioso si spogliano vicendevolmente e iniziano ad assaporarsi, lo fanno partendo da una zona altamente erogena per i due e cioè il collo che sa di miele, un miele dolcissimo, un miele che sa di amore, di perdizione e nutrimento che inebria. Un viaggio sensoriale che vorrebbero non finire mai.
Non solo e soltanto quella zona è cosparso di questo nettare che avvolge e travolge ma anche il petto di Fabio e le tette di Monica ne sono interessate.
Le rispettive lingue si dedicano a questa dolcezza, alla pelle di entrambi, a ciascun lembo della stessa. Un vortice di passione ed eccitazione li travolge. La voglia sale ancora di più, i respiri si fanno sempre più affannosi, ansimano, gemono dal piacere, dal godimento che provano reciprocamente. Fabio non perde tempo nel sollecitare i capezzoli sempre più turgidi di Monica, accarezza più e più volte il seno morbido di lei, lo bacia con sconfinata passione, fa l’amore con quel seno prosperoso e morbido. Sono eccitatissimi. Lo stesso fa Monica con Fabio che bacia il suo petto con enorme passione. È estasiata da quanto sta accadendo, da quanto stanno vivendo, da quanto amore le sta dando Fabio, quell’amore che non ha mai ricevuto come avrebbe effettivamente voluto. Un amore totale, un amore da vivere tutto d’un fiato, un amore da brividi come sogna da tempo.
Ah, i baci, le carezze, gli abbracci, le coccole, l’eccitarsi a vicenda con sublimi rapporti orali. Tutto questo non basta più ai due, vogliono altro, vogliono ancora, ancora e ancora di più, vogliono sfinirsi di amore, di trasgressione e anche di sesso selvaggio ma sempre nel rispetto reciproco. I loro corpi sono adesso attraversati dall’acqua, dall’acqua che scende dalla doccia. Sono nudi ma sono carichi di fantasie inconfessabili, sono carichi di erotismo, sono carichi di quell’amore che sfinisce ma che dà luogo alla liberazione dell’anima, scioglie qualsiasi inibizione, fa stare bene sotto tutti i punti di vista.
Ancora baci, ancora carezze, ancora abbracci. L’eccitazione è a livelli esponenziali lo si percepisce dal membro di Fabio sempre più eretto, sempre più eccitato e che viene puntualmente sollecitato dalle mani di Monica che inizia con delicatezza a masturbarlo e anche Fabio non è da meno visto che riesce a collocare le sue dita nella vagina di lei. I gemiti si fanno sempre più intensi godono enormemente e Fabio non si accontenta di aver collocato le dita vuole assaporare l’intimità di Monica. Un’intimità che sembra disegnata da un artista del Rinascimento e proprio per questo inizia a ricoprirla di baci, lei inizia ad urlare di piacere, ma le grida aumentano quando è collocata la lingua sul suo clitoride. Impazzisce per tutto ciò È curata, è profumata, ha una scarsa peluria.
Monica si sfiora l’intimità, si tocca i capelli, si sfiora le labbra, geme dall’immenso piacere che sta provando e naturalmente cerca di ricambiare quello che sta provando. Lo sfiora per poi con vigore farlo diventare sempre più eccitato, lo avvicina alle sue labbra e amoreggia con il genitale di Fabio. Egli è eccitatissimo, controlla con grande difficoltà l’erezione anche perché vorrebbe penetrarla, vorrebbe raggiungere il sublime.
Il sublime arriva in uno splendido letto, con lenzuola di lino, profumate, pronte ad accogliere i due amanti e la loro voglia di lasciarsi andare. Quelle lenzuola, quel letto, quelle mura accoglieranno effusioni ma soprattutto amore e sesso sfrenato ma sempre nel buon gusto, nell’educazione e nel rispetto reciproco. Le principali posizioni amorose sono vissute come non mai, le fantasie e le voglie di Fabio diventano realtà. Ciò che hanno sempre sognato, voluto e desiderato diviene a portata di mano. Lo toccano come se toccassero il proverbiale cielo con un dito. Un qualcosa di indescrivibile, di magico, di sublime, estasiante, eccitante ma soprattutto i due sono entrambi “in riserva” come una normale automobile. Mai avrebbero immaginato che un ciclo di incontri per far togliere le incrostazioni dell’anima a Fabio sarebbe sfociato in un afflato amoroso e passionale semplicemente magico.
L’alba sta per arrivare in quel di Viareggio, la notte che sta per concludersi ha portato con sé chiacchiere, risate, danze e soprattutto un amore fatto di sguardi, di baci, di abbracci, di passione, di fantasie, di voglie, di eccitazione. Monica e Fabio sono esausti e lei si rivolge a lui con queste parole: «Hai la bellezza nell’anima, il sole nel cuore e non potevo non aiutarti. È poco professionale? Ma l’amore e la voglia d’amore non hanno leggi e regole che tengono»



Bello stile di scrittura, qualcosa di diverso e immersivo 👍
Questo racconto l'avevo già letto! Sono contento che venga ripreso e spero continui e termini!
bellissimo, fai continuare la storia con il signor Teodoro. Super
Bellissimo, rendere la mogliettina una troia ha degli aspetti veramente eccitanti! Ci sarà un bidello in questa scuola?
Bellissimo, continua, non lasciarci in sospeso!!!