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Racconti di DominazioneTrio

La.coppia sottomessa – nuove abitudini

By 28 Gennaio 2026No Comments

A casa eravamo rimasti io e Maria, e quella era la cosa che forse più mi sconcertava, di tutta la faccenda, la facilità con cui avevamo accettato la nuova realtà, quanto paradossalmente sembrasse normale, naturale, ciò che stavamo facendo. Mia moglie si era trasferita dal nostro vicino, e gli faceva da amante, senza tornare a casa, per un’intera settimana. E con me c’era Maria, che oramai passava da noi intere giornate, e spesso anche la notte. Era diventata una presenza fissa, a casa nostra.

Ed era una presenza ingombrante, per me, mi ricordava in ogni momento ciò che era diventata mia moglie. Una ninfomane, esibizionista, e totalmente sottomessa a quella donna.

Quel giorno andammo al supermercato assieme, mi disse che dovevamo prepararci, perché la sera avremmo avuto di nuovo l’avvocato ospite per cena. Prendemmo del filetto, del buon vino, il dolce. Uscimmo, e mentre stavamo caricando la spesa in macchina ci sentimmo chiamare. Era una voce conosciuta, la zingara, proprio lei. Si mise a parlare con Maria, espresse il suo disappunto per non avere più rivisto Laura, nonostante la promessa di Maria. Ma lei la rincuorò, spiegando che quella settimana era occupata ma la successiva l’avrebbe accompagnata sicuramente da lei, l’avrebbe rivista presto.

Rientrammo a casa e mii misi subito al lavoro per preparare la cena. Maria nel frattempo andò a prepararsi, e quando si ripresento’ indossava un vestito semitrasparente, tutta profumata e truccata. Mi disse che avrebbe finito lei con i preparativi, mi mando’ a lavare consigliandomi di dare una ripassatina ai peli ma soprattutto di pulirmi bene il culo, dovevo essere preparato per eventuali voglie dell’avvocato.

Quando finalmente arrivò ci sedemmo a tavola. Cenammo tranquillamente, conversando. Lui voleva avere gli ultimi aggiornamenti su Laura, sembrava soddisfatto di come stavano procedendo le cose con mia moglie, si complimentò con Maria. A tarda serata si disse stanco, decise di rimanere da noi per la notte, avrebbe dormito con Maria. Lei mi disse di risistemare tutto, e poi di raggiungerli In camera.

Appena finii di mettere a posto andai da loro. Erano nudi, sdraiati sul lettone. Maria gli stava succhiando il cazzo mentre lui la sditallinava, mi dissero di spogliarmi e di raggiungerli. Maria si staccò dal cazzo dell’avvocato dicendo a me di continuare. Io lo presi in in mano e mi misi a succhiarlo, lui lo spingeva a fondo, riempiendomi la bocca. Intanto Maria si era messa a giocare col buchino del mio culo, ci ficcava ripetutamente dentro due dita, mi piaceva… l’avvocato bruscamente mi spostò ordinandomi di sedermi sopra di lui.
Ubbidii in silenzio, dandogli la schiena. Maria gli prese il cazzo tra le mani, mi sputò ripetutamente nel buco indirizzando il cazzo dell’avvocato all’ingresso del culo, mi fece scendere lentamente. Lo sentii entrare, venni spinto da Maria per le spalle mentre l’avvocato con un sol colpo lo infilò tutto, facendomi mancare il respiro.

Maria si alzò prendendomi per la testa, mi mise la fica in bocca e se la fece leccare, mentre l’avvocato mi stantuffava il culo con veemenza, senza sosta, alternando colpi violenti ad altri profondi, si soffermava più volte piantato per bene tutto dentro. Maria con un urlo si allargò le labbra della fica, raggiunse un orgasmo intenso che mi riversò in bocca. L’avvocato non si era fermato, continuava l’inculava senza sosta, finalmente si irrigidì, ben piantato in fondo, mi scaricò dentro una buona quantità di sperma continuando a rimanermi dentro, stantuffandomi il culo fino all’ultima goccia.

Quando fu ben soddisfatto mi fece levare, ordinandomi di ripulirgli per bene il cazzo.
Mi misi di impegno, il sapore di sesso e altro era molto forte, mentre succhiavo Maria tornò a penetrarmi il culo con le dita, stavolta ficcandone dentro tre, si complimentò con l’avvocato dicendogli che mi aveva aperto proprio bene.

“È solamente un frocio, merita questo, non riesce nemmeno a soddisfare quella troia di sua moglie.
A quello pensaci tu, vacci pesante, ormai s’è capito che è una ninfomane.”

“Si, sarà un vero piacere prendermi cura della troia. Ma pensavo, visto che ora i suoi due padroni si sono trasferiti, cosa ne pensa di fare un nuovo contratto per la schiava, per averla sotto il mio diretto controllo?”

L’avvocato ci penso’ un po’ su, mentre io ero ancora lì che gli leccavo le palle rispose,
“non è affatto una cattiva idea. Però devi trovare qualcuno che ti faccia da testimone. Non avrà valore legale in Italia ma se lei è consenziente tu sarai tutelata.”

“Ho già in mente la persona giusta…”

“Bene, quando sarai pronta dammi un colpo di telefono.”

Poi mi spostò via dicendomi,” basta cornutone, così me lo consumi, frocio! Cornuto, tu cosa ne pensi di un nuovo contratto?”

Farfugliai qualcosa, non sapendo bene cosa dire, ma subito Maria mi diede un violento ceffone.

“Rispondi per bene all’avvocato!”

Abbassai lo sguardo, dicendo, “se va bene a Laura per me non ci sono problemi.”

“Bravo cornuto, ora levati dalle palle.”

Uscii dalla camera, mi pulii e risistemai in bagno. Poi senza farmi sentire mi fermai sulla porta della camera da letto, sentivo che parlavano di Laura ma purtroppo non capivo cosa dicevano.

Erano già passati quattro giorni da se n’era andata a stare col vicino, l’avevo appena intravista un paio di sere quando uscivano assieme ma senza riuscire a parlarle

Un giorno al lavoro in pausa pranzo si sedettero vicino a me i miei due colleghi. All’inizio li avevo considerati due buoni amici ma ultimamente li notavo spesso chiacchierare tra di loro, e quando mi guardavano ridacchiavano. Seduti assieme intavolano una banale conversazione di lavoro ma poi uno dei due cambiò bruscamente argomento, se ne saltò fuori dicendomi di aver visto di nuovo Laura in quel bar, con altra gente, ed era seduta in braccio ad un tizio. Provai a sdrammatizzare, gli dissi che forse si era sbagliato.

“No, no, non mi sbaglio, era proprio lei, in braccio ad un uomo, e si vedeva chiaramente dove teneva la mani.”

Rimasi di sasso, non sapevo come rispondere ma lui non si fece scrupoli.

“Gli sono anche passato davanti, un paio di volte, e ti assicuro che era tua moglie, e lui aveva le mani sotto la maglietta.”

Intervenne anche l’altro, dicendomi, “chi vuoi prendere in giro, ci dicevi che vi siete presi una pausa, ma qua sembra proprio che tua moglie abbia l’amante fisso. E dicci la verità, tu non sei altro che un vero cornuto consenziente!”

Feci per andarmene ma mi presero per un braccio. “Rispondi, cornuto!”

Mi divincolai, tornando al mio lavoro. Ma loro continuavano a guardarmi, mi sentivo ridicolizzato, impotente. Quando finì la giornata uscii per rincasare ma loro mi attendevano al parcheggio, di fianco all’auto. Mi avvicinai, chiedendogli cosa volessero ancora.

“Lo sai bene, cornuto!”

In un momento di rabbia gli risposi stizzito. “Ebbene sì, lei ha un amante ed io sono un cuckold cornuto, siete contenti adesso?”

Si guardarono sghignazzando. “Ti ci voleva tanto a confessarlo? ci pareva impossibile che una bella fica come tua moglie avesse un marito coglione come te!”

Soddisfatti si voltarono ma prima di andarsene mi dissero, “Ricordati che martedì c’è la cena aziendale, magari ci fai conoscere anche a noi tua moglie.” e si rimisero a ridere, allontanandosi.

Rientrai molto avvilito, oramai quello che stava accadendo era sotto agli occhi di chiunque ci conosceva. A casa ritrovai Maria, che mi vide rabbuiato. Quando mi chiese il motivo le raccontai tutta la conversazione coi colleghi, ma lei mi disse che non dovevo preoccuparmi, che certe cose è meglio farle alla luce del sole. Mi diede un bacio spingendo la lingua in bocca, mi mise la mano nei pantaloni causando presto un’erezione.

“Vedo che a lui non dispiace la situazione. E a te?”

Mi masturbava, baciandomi. “Se va bene a Laura va bene anche per me.”

“Bravo cornuto! Quando ritorna stracciamo il contratto e ne facciamo uno nuovo. E metteremo al corrente di tutto anche sua madre, deve sapere che ora la figlia ti ha fatto cornuto.”

(Continua. Da una storia vera, dedicato a L, la protagonista. Per contattarmi, dueamanti@tutamail.com)

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