Bimba e Sogno sono due amanti clandestini maturi che si sono trovati su un sito di incontri.
Poi si sono conosciuti e si sono piaciuti per come fanno l’amore insieme.
La loro condizione non gli consente di condividerlo quanto vorrebbero ed è un peccato perché vivono una complicità meravigliosa.
I racconti che seguono sono stati scritti da lui per lei nelle pause di attesa.
E in gran parte vissuti sulla pelle.
(Ci sono anche Pozzetta e Uilli: la prima è la trasposizione del famoso vasetto del miele in cui un Winnie Pooh ingordo tuffa la zampa, il secondo è l’emulo del miglior amico dell’uomo di un bellissimo fumetto di Gray Jolliffe)
P.s.: per contatti maxvonpius@gmail.com
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Esci dall’ascensore e ti dirigi alla porta che come sempre ti aprirò … e invece no, è semplicemente accostata.
Appoggi una mano e spingi, si apre.
Entri e la richiudi.
Dentro è buio, neanche la solita luce soffusa che ti piace tanto perché permette di vedere senza che si possa “guardare”.
Silenzio. E resti in silenzio, incerta su cosa fare.
Gli occhi si abituano alla leggera penombra data da quel po’ di luce che filtra dalle imposte chiuse.
Intravvedi una sagoma davanti a te, forse seduta su una sedia.
Allunghi una mano verso l’interruttore della luce …
“Non accenderla !”
Obbedisci all’ordine perentorio.
“Togliti il cappotto”
Esegui e lo lasci scivolare sul pavimento.
Muovi qualche passo verso di me, ti fermi quando le nostre ginocchia si toccano.
“Togliti la maglia”
Prendi il bordo con le mani e la sfili verso l’alto alzando le braccia sopra la testa.
Non hai messo il reggiseno.
Le tette oscillano libere sotto la camicetta e si spingono in avanti, i capezzoli premono sulla tela leggera.
Con le braccia in alto la camicetta si è alzata scoprendo la pancia su cui si posano le mie labbra per un bacio fugace.
Resti ferma così, le braccia alzate, godendoti il primo contatto sulla pelle.
“Togliti i pantaloni”
Abbassi le braccia e la camicetta torna a coprire la tua pancia, le tette oscillano, i capezzoli spingono turgidi.
Le dita aprono il bottone, fanno scorrere la cerniera … i pantaloni finiscono sul pavimento.
Davanti a me ora c’è il tuo ventre nudo salvo per un triangolino di stoffa che copre a malapena la pozzetta.
L’attesa, i crampi allo stomaco … sulle mutandine leggere c’è un’ombra umida segno dell’eccitazione che ti pervade.
Immagino la pozzetta leggermente aperta, con le labbra gonfie, bagnate di desiderio.
Avverto il tuo odore di femmina eccitata.
Il tuo respiro si è fatto più veloce.
“La camicetta”
Porti le mani al primo bottone e lo fai uscire dall’asola.
Le dita scendono sul secondo, poi il terzo, il quarto …
Il solco fra i seni si palesa fra i lembi della camicetta accostati.
… il quinto … l’ultimo.
Prendi i lembi con le mani e li allontani.
Scopri le tette guardandomi negli occhi.
I capezzoli turgidi si ergono sulle areole.
Sai che vado matto per questi e quelle e ne sei orgogliosa.
“Continua”
Metti le mani sui fianchi, mi guardi negli occhi …
Ti fisso con la pretesa di invaderti solo con lo sguardo.
Con le dita prendi l’esile cordoncino che regge il piccolo triangolo di stoffa e lo fai scivolare lungo le cosce.
Adesso sei nella condizione in cui sempre ti immagino quando ti penso: nipdam.
Ti percorro tutta con gli occhi.
Le cosce levigate, il pube liscio, la pancia morbida, le tette prorompenti, il collo da mordere.
E, sopra tutto, la bocca succosa e gli occhi sorridenti.
“Ti voglio !”
“Prendimi, sono tua …”
Ancora ti guardo mentre cresce la voglia di mangiarti.
“Girati”
Ed ecco di fronte a me il tuo fantastico culo.
“Piegati in avanti. Appoggia le mani sulle ginocchia”.
La posizione proietta il tuo sedere verso la mia bocca.
La pelle si tende sulla pesca succulenta, i glutei si separano esponendo la pozzetta.
Punto lo sguardo sul centro del tuo e mio piacere.
È così vicino che posso percepirne la consistenza.
Avvicino il viso, lo affondo tra le natiche, tiro fuori la lingua e la immergo tra le labbra bagnate.
Finora hai fatto quello che ti ho detto con sul viso un’espressione tra l’esitante e lo spavaldo.
Ma il contatto tra lingua e pozzetta ti fa emettere un lungo lamento di piacere, le ginocchia ti cedono e devo sostenerti per i fianchi.
È giunto il momento.
Abbandono ogni trama creata dalla mia mente nell’attesa di metterti le mani addosso.
La bocca aggredisce la pozzetta con furia, ne percorre le labbra gonfie per l’eccitazione, gira intorno al bottoncino con insistenza.
Lo prendo tra le labbra e lo succhio, dolcemente.
“Mmmmmh … sìiiiiii …”
La pozzetta era già ben bagnata, con questo trattamento adesso è fradicia, gronda umori senza sosta.
E io non ne perdo una goccia.
E più ti lecco e più ti succhio e più lei produce il suo miele dolcissimo.
“Aaaaaah … continua così, mi stai facendo impazzire …”
Sentirti così è fantastico ed eccitante.
Avvertire il tuo odore, gustare il tuo sapore, cingere il tuo corpo che trema fra le mie mani.
Non ti trattieni più e ti lasci andare all’orgasmo che parte dalla pozzetta, ti risale lungo tutto il corpo sudato, ti scoppia nel cervello.
Sei ancora piegata in due, le tette che oscillano sotto di te, i glutei separati, la pozzetta esposta.
E non ti ho ancora penetrata.
Appoggio una mano aperta sulla pozzetta e la massaggio con il palmo.
“Mmmmmh …”
Sei bollente e fradicia dei succhi del piacere.
Piego il dito medio e lo inserisco tra le labbra della pozzetta.
Lo estraggo e lo passo più volte sul bottoncino.
Adesso le dita che entrano sono due.
Le faccio ruotare dentro la pozzetta massaggiando le pareti roride.
Entrano ed escono più velocemente.
“Sìiiiiii … continua che mi piace …”
Le tolgo e me le porto alla bocca.
“Hai un sapore buonissimo”.
“Daaaaiiiii … non lasciarmi così …”
Ancora un attimo e senti un contatto.
Troppo grosso per essere un dito.
Te lo struscio sulle labbra, lo appoggio sul bottoncino, premo e sfioro.
Cominci ad ansimare per l’eccitazione e l’attesa.
Lo appoggio all’ingresso della pozzetta, è caldo, lo senti spingere.
Scivola separando le labbra, lentamente si fa spazio penetrandoti.
Un centimetro alla volta, con calma esasperante, entra tutto nella pozzetta.
È lungo e grosso, ti senti riempita totalmente.
Quando è tutto dentro lo tengo fermo dandoti il tempo di abituarti all’intrusione.
Il dildo preme sulle pareti sensibili e dilata la pozzetta.
Inizio un ritmato fuori e dentro, estraendolo finché non resta dentro solo la punta per poi farlo affondare di nuovo.
Movimento prima lento, poi sempre più veloce.
Cominci ad ansimare.
Il petto si alza e si abbassa freneticamente, le tette ballano e i capezzoli sono ritti sulle areole.
Lo estraggo per intero, guardo la pozzetta che resta aperta e gronda miele denso.
Lo spingo dentro con forza, inarchi la schiena ed emetti un rantolo di piacere.
Dentro e fuori, ancora e ancora, godendo dei tuoi lamenti sempre più forti.
Ora lo tolgo e lo poso vicino al sacchetto rosso.
Forse mi servirà ancora, dopo.
Passo la mano aperta sulla pozzetta, la massaggio, percorro le labbra con un dito, mi fermo sul bottoncino.
Lo prendo fra due dita e lo strizzo.
Sussulti e la pozzetta si contrae.
Infilo due dita e raggiungo il punto dove mi senti di più, lo massaggio facendo roteare i polpastrelli.
Con l’altra mano ti palpo le tette e ti strizzo un capezzolo facendoti mancare il respiro per un attimo.
Agiti il bacino, lo spingi verso di me in una muta richiesta di penetrarti più a fondo.
Avverto le contrazioni che annunciano l’orgasmo ormai vicino.
Tolgo le dita e le sostituisco con uilli.
Eccitato dall’esibizione non ne poteva più di aspettare il suo turno.
Come affonda dentro di te vieni travolta dall’orgasmo agognato.
Il tuo corpo sta ancora tremando quando comincio a pompare con foga nella pozzetta fradicia.
Dentro e fuori, con insistenza, il più a fondo possibile, sbattendo con forza contro il tuo sedere.
Dopo un flebile tentativo di chiedere una tregua hai cominciato ad ansimare forte.
“Mi fai impazzire …”
Non so se veramente vorresti che ti lasciassi prendere fiato.
Di certo sai che così mi inciti a continuare, spronandomi a moltiplicare l’impegno per aprirti a fondo.
Gli ansiti si mutano in lamenti.
“Dai, continua così che mi piace …”
“Siiii … aaaaaah … vengoooo … !”
Di nuovo sei squassata dall’orgasmo.
Ti guido verso il letto dove crolli, stremata.
Mi stendo a fianco a te.
Ti abbraccio e ti accarezzo la pelle sudata.
Ti bacio sulla spalla.
Dopo un lungo attimo apri gli occhi, mi guardi e sorridi.
So che ti piace che ti accarezzi dopo averti fatta godere.
Ti bacio la bocca.
Scendo sul collo, l’incavo della spalla, il petto.
Prendo le tette con le mani, le stringo e le avvicino, i capezzoli quasi si toccano.
Li imbocco tutti e due insieme, faccio roteare la lingua sulle areole.
Li colpisco con la lingua, usandola come uno scalpello.
Ora li succhio, prima uno e poi l’altro.
Tutti e due insieme.
Una mano scivola verso la pozzetta.
Ricominci ad ansimare.
Il mio assalto è continuo ed insistito.
Stai per abbandonarti di nuovo al piacere che ti procuro.
D’un tratto ti blocchi.
Mi guardi negli occhi.
Ti sei resa conto che io sono ancora mezzo vestito.
Ti svincoli dalla mia presa.
Mi sali sopra ed inizi freneticamente a togliermi i vestiti di dosso, la camicia, la maglietta, i boxer.
Abbassi la testa sul mio petto, mi lecchi e mi mordi i capezzoli.
Scendi con la mano, impugni uilli e cominci un lento su e giù.
Lo stringi.
Abbassi di nuovo la testa, passi la lingua bagnata lungo tutta l’asta, una, due, tre volte.
Lecchi la punta, ci appoggi le labbra, lo imbocchi.
Vai avanti per un po’, massaggiando e succhiando.
Di tanto in tanto dai una sbirciata al mio viso per capire se sto godendo delle tue attenzioni.
Ma lo sai già, perché l’effetto delle tue premure è nelle tue mani.
E quando lo senti bello duro come piace a te, ti sposti e lo guidi verso altre labbra che attendono fradice.
Trattieni il respiro e ti impali da sola.
La pozzetta grondante succhi per gli orgasmi precedenti quasi risucchia uilli accogliendolo tutto dentro di te.
Quando ti senti tutta piena ti pieghi su di me fino a sfiorarmi il petto con le tette.
Le fai dondolare strofinando i capezzoli sui miei, poi ti allunghi e mi baci.
Un bacio profondo, di quelli nostri, con le lingue che vorticano intrecciate.
Così spalmata su di me cominci un movimento ondulatorio, il tuo bacino unito al mio per il tramite di uilli e pozzetta.
Ti sollevi fin quasi a farlo uscire dalla pozzetta per poi abbassarti lentamente e centellinarlo mentre si fa strada dentro di te.
Di nuovo ti sollevi lentamente, ma quando arrivi al culmine ti blocco con le mani sui fianchi e inizio a percuoterti la pozzetta, con veloci colpi di reni dal basso verso l’alto.
Ti abbranco i glutei con le mani, li stringo forte, e ti tengo ferma mentre ti penetro.
La bocca è incollata sulla tua per assorbire i tuoi ansiti e sospiri.
Dopo una decina di colpi ti prendo e ti rovescio sulla schiena.
Ti prendo le gambe per le ginocchia e te le porto sulle mie spalle.
Ti divarico le cosce, immergo uilli nella pozzetta e riprendo a martellarla.
Ti stringo le tette con le mani e ti guardo negli occhi appannati dal godimento.
Hai la bocca spalancata e il tuo petto si alza e si abbassa come un mantice.
Vederti così, gli occhi chiusi, la bocca ansante, la pelle lucida di sudore è molto eccitante.
Ancora qualche affondo e non resisto più, spingo uilli il più a fondo possibile e vengo dentro di te.
Mi abbracci stretto, le gambe incrociate dietro la mia schiena.
Rotoliamo di fianco ancora uno nell’altra.
Mi lecchi le labbra.
Poi mi baci.
Ci siamo fusi meravigliosamente come sempre, ma il nostro tempo è scaduto e dobbiamo ritornare al mondo.
Quando avremo un’altra possibilità … ?



Complimenti, racconto stupendo. Capisco che è solo il prologo, ma già pone delle belle basi. Ho parecchie fantasie al riguardo,…
Buongiorno mi piace come si sta evolvendo il percorso è possibile avere la tua mail Buon pomeriggio
C'è un seguito?
Beh, la mia esperienza mi dice che è così, anche personalmente.
bello! eccitante