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Spiando mia zia (Prima parte)

By 2 Maggio 2026No Comments

Premessa: questi miei racconti sono ispirati a una protagonista realmente esistita di cui ho avuto la fortuna (o la sfortuna, in quanto come semplice spettatore!) di assistere ai suoi incontri di sesso con fortunati ragazzi più o meno miei coetanei, dunque molto più giovani di lei.
Col tempo, rimettendo insieme quei ricordi di una mezza dozzina di estati trascorse con lei e la sua famiglia, mi sono reso conto che, come si dice spesso, la realtà aveva superato di gran lunga la fantasia!
Ho man mano riesumato episodi e aspetti della personalità della bella zietta che ricordavo in modo nebuloso o non ricordavo affatto, e alla fine è tornato pienamente alla luce il periodo più importante della mia maturazione sessuale, che mi ha portato ad essere oggi più voyeur che attivo.
Penso siano eccitanti per i lettori non solo le sue scopate, ma anche gli aspetti della sua personalità davvero unica nella sua ambivalenza, quel suo essere mamma e troia, moglie e cornificatrice, donna di chiesa e esibizionista, etc.

Graziana era una mia zia acquisita, moglie del fratello di mio padre, zio Franco.
Già ai tempi del fidanzamento con zio Franco era alquanto chiacchierata e ricordo che ai miei non piaceva affatto: disinvolta e disinibita, molto sexy, di famiglia modesta, scuola dell’obbligo finita a stento e scarsa voglia di lavorare, secondo loro era più interessata al cospicuo patrimonio di famiglia di mio zio che a lui, sovrappeso e afflitto da miopia e calvizie, insomma non certo un adone…
In breve lei era riuscita a farsi mettere incinta e a farsi sposare, convincendo mio zio ad andare in affitto in un quartiere costoso e nel giro di un paio d’anni si era mangiata il tesoretto del marito tra pellicce, vestiti firmati, vacanze di lusso, attività commerciali fallimentari, etc!
I miei erano ovviamente disperati, anche perché nel frattempo era nato pure il secondogenito e zio Franco era senza lavoro… grazie alle conoscenze di mio padre alla fine era riuscito a trovare un modesto impiego statale ma ovviamente di fare la bella vita di prima non se ne parlava più!
Sicuramente mio zio era molto innamorato della moglie, di cui era chiaramente succube.
Era purtroppo diabetico e dopo il matrimonio, con le preoccupazioni economiche che ne seguirono, aveva preso a bere…
Alcolici e diabete sono un binomio micidiale: qualche anno dopo il matrimonio aveva cominciato a soffrire di disfunzione erettile (ovvero non gli si drizzava più), fino a diventare impotente.
Lo avevo scoperto origliando nelle riunioni di famiglia che si tenevano nelle domeniche d’inverno a casa nostra, apprendendo che un mio cugino medico lo aveva indirizzato a un noto specialista per curarsi, ma senza grandi risultati.
In quegli anni vedevo gli zii e i miei cugini solo a qualche comunione o battesimo, la presenza di mia zia scatenava sempre i pettegolezzi del parentame per il suo fare disinvolto e l’abbigliamento con scollature e spacchi che lasciava poco spazio all’immaginazione e al sottoscritto largo spazio all’insegna delle… seghe a raffica!
In realtà che ricordi nessuno poteva dire di averla mai “pizzicata” a cornificare il povero zio, ma che lui fosse un gran cornuto era dato per scontato da tutti.
Mi affascinava soprattutto fantasticare su come lei riuscisse a soddisfare le sue voglie senza farsi mai cogliere sul fatto, lasciando zie, cognate e cugine a spettegolare senza prove…
A quei tempi avevamo una casa al mare che sfruttavamo poco, i miei lavoravano quasi tutta l’estate arrivando solo alla sera e io ci passavo lunghe giornate in solitudine, segandomi (guardone in erba) su mamme e sorelle dei pochi miei coetanei che frequentavano il lido.
La casa era abbastanza grande e un’estate i miei avevano pensato di invitare la famiglia di mio zio, contenti di poter passare qualche giorno insieme ai nipotini che durante l’anno vedevamo poco perché per i già citati problemi economici gli zii si erano trasferiti in periferia.
Divenne poi un’abitudine passare l’estate insieme, finita la scuola mi trasferivo direttamente al mare e passavo le mie giornate da solo con zia e cuginetti, infatti sia i miei che mio zio ci raggiungevano solo il fine settimana e qualche giorno intorno ferragosto.
Quelle estati sono state per me indimenticabili, una vera scuola di sesso e di vita che mi ha segnato per sempre, facendomi apprezzare i piaceri del voyeurismo e della masturbazione…
Immaginate un adolescente “nerd” sovrappeso, vergine (non di segno zodiacale!), non cagato dalle ragazze e accanito divoratore di giornaletti porno in tempi in cui internet e telefonini erano ancora fantascienza, trovarsi ogni giorno con una milf generosamente dotata come mia zia che girava per casa seminuda e in spiaggia indossava (si fa per dire) tanga microscopici che coprivano a malapena i suoi capezzoloni sporgenti e perizoma brasiliani che offrivano in bella vista il suo bel culone sodo un po’ appesantito dalla cellulite e i riccioli scuri della figa villosa che spuntavano maliziosi dal triangolino sul pube…
Il tutto spesso ingioiellato da un’arrapantissima catenina d’oro ai fianchi, che faceva pendant con una vezzosa cavigliera al piede sinistro, orecchini alla tzigana e collanina con medaglietta di padre Pio a cui era devota assai (!!!).
Zia Graziana oltre che una gran bella gnocca e troia era un’abile manipolatrice, la prima estate trascorsa insieme ricordo lunghe chiacchierate con lei distesa languidamente sul lettino in spiaggia fumando una sigaretta dopo l’altra e sfogliando le sue immancabili riviste di sexy-gossip (Eva, Novella, Cronaca vera, ABC, etc) mentre mi eccitava con le sue forme generose in bella vista a malapena coperte dai suoi micro-bikini e dipingendosi come una mammina affettuosa e mogliettina integerrima, innamoratissima di mio zio nonostante fosse minidotato e impotente, concupita da tanti uomini ma sempre fedele, tutta casa e chiesa (!), etc. etc.
Nella mia ingenuità, in quelle prime settimane trascorse insieme al mare mi stavo convincendo davvero che in fondo fosse “tutto fumo e niente (o comunque poco) arrosto”, cioè che alla fin fine mia zia fosse solo una bella figa esibizionista che godeva a eccitare i maschi e niente più…
Nel mio caso poi lo faceva sicuramente con un pizzico di sadismo, facendomi chiaramente capire che “guardare e non toccare…”
Ogni giorno ero protagonista passivo di scenette degne dei filmacci cult anni 80 che andavano allora con la Fenech o la Bouchet, dalla porta del bagno lasciata “casualmente” semiaperta mentre lei nuda si docciava al mettersi in topless in giardino sapendo che dalla finestra della mia camera vedevo tutto…
Una vera tortura, ma a distanza di tanti anni sono convinto che quelle sue provocazioni seguite immancabilmente da parte mia da una raffica di seghe che mi lasciavano vistose occhiaie avevano anche lo scopo (pienamente raggiunto!) di rendermi suo devoto scudiero, infatti ben presto aveva cominciato a usarmi a suo piacimento per mollarmi i cuginetti quando con varie scuse cornificava mio zio…
Del resto fin da quella prima estate non avevo tardato a scoprire che la zietta aveva un debole i ragazzi palestrati e… ben dotati, insomma belli cazzuti, ovvero tutto il contrario del povero zione del quale, purtroppo, io ero la copia… più giovane, con la mia ventina (abbondante) di kg di troppo e un’incipiente calvizie, il che spiegava perché non mi considerasse proprio!
Mi colpiva e sconcertava soprattutto la sua spigliatezza e anche sfacciataggine nell’approcciare i ragazzi che le facevano sangue, si poneva molto giovanile con loro e si faceva dare subito del tu, usando le espressioni e il gergo di noi adolescenti degli anni 90…
Spesso mi chiamava vicino a lei quando prendeva il sole in spiaggia e mentre si divertiva a eccitarmi mi faceva snocciolare o mi chiedeva di spiegarle espressioni e termini allora in voga tra i giovani, da “scrauso” a “cannare”, “sbroccare”, “sgamare”, etc.
Sentire una 45enne parlare come una di 16-18 anni faceva un po’ strano ma anche questo spiegava perché avesse così successo fra i ragazzi, ovviamente anche perché non passava certo inosservata!
Fra di loro penso ci fosse un “passa parola”, infatti durante la settimana quando non c’erano mio zio e i miei, intorno al nostro ombrellone spuntava sempre qualche ragazzo che stendeva il telo lì vicino e se la mangiava con gli occhi …
Lei era comunque esigente: no a magrolini o sovrappeso, occhialuti tipo nerds, calvizie incipienti, brufolosi e bruttarelli, via libera a bellocci, sfrontati, palestrati, tatuati e soprattutto cazzuti e con i coglioni sempre pieni!!!
Per diverse estati mi sono goduto svariate seghe a spiarla mentre si faceva fottere dai ragazzi conosciuti in spiaggia, mentre quel povero cornuto del marito si ammazzava di lavoro…

Storia vera, solo adeguata ad essere presentata come racconto. Graditi commenti e opinioni su quel gran cornuto di mio zio e quella super troia della moglie scrivetemi a:
doublegi@tutamail.com

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