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Racconti Eroticisex toys

Io e Linda – Parte 15

By 7 Maggio 2026No Comments

“Ti dico che è proprio una puttanella, le piace il cazzo che è una cosa da non credere”
“Come la matrigna? Boh, mi sembra una cazzate, cioè voglio dire, è una ragazzetta e me ne parli come fosse la dea del sesso. io boh…”
“Allora facciamo così, ti faccio partecipare”
“Ehh? Cosa cazzo…”
“Ti faccio partecipare ho detto”
“Certo, come no! -sai Linda, c’è questo mio amico a cui ho raccontato tutto quello che facciamo e ora ti scopiamo in due- ”
“Ma figurati se le dico così. Però, tu vieni a casa da me poco prima che arrivi Linda e poi dammi retta, se va come dico io cena pagata, ok?
“Ok, che cazzaro che sei…”
Due giorni dopo stavo aspettando Linda in garage. Da tempo non riparava più l’auto, lo avevo trasformato in un ambiente a dire il vero un po’ buio, con un divano, un paio di sedi, un banco da loro, sul quale mai lavoravo. Al posto dei neon iniziali, che avevo tolto, avevo messo solo una lampada un po’ fioca, ancora di quelle a incandescenza, che a fatica illuminava la zona centrale, ma non mi dispiaceva questa ambientazione un po’ tetra.
Arrivò LInda.
“Madonna che luogo triste, ma cosa ci fai qui? ‘sta lampadina poi… è tutto così lugubre.”
“A me piace tanto invece, è un’illuminazione intima” mi avvicinai e con le dita inizia a sfiorarle i capelli
“Intima pure troppo, è quasi buio”
“È il suo bello, l’oscurità, l’inquietudine, il mistero, potrebbe accadere di tutto qua dentro e resterebbe nell’oscurità appunto…”
“Cosa ha in mente il mio porcellino?” non c’era molto d spiegare, Linda aveva perfettamente capito che avevo in mente qualcosa, ma non s’immaginava certo cosa, Sandro era nell’angolo più buio del garage, seduto e invisibile ai nostri occhi.
“Prendi quella sedie e mettiti qui sotto la lampada” la ragazza obbedì. Indossava un vestitino estivo leggero, corto sopra il ginocchio, senza reggiseno come al solito, le spalline sottili. Una volta seduta presi una corda da sopra il bancone
“Uuuu che mi vuoi fare?” il tono era divertito
“Ora ti lego, poi vediamo…” le presi le mani dietro lo schienale e legai i polsi alla sedia; dalla tasca tirai fuori una fascia di raso nera con la quale le bendai gli occhi
“Ma a me piace vedere, perché mi bendi?”
“Perché oggi voglio così. Devi solo sentire, non dei vedere” e le diedi uno schiaffo
“Cazzo no dai ma sei scemo, mi fai male così…”
“Stai zitta troietta sennò ne prendi un altro”
“…” le girai un po’ intorno; Linda muoveva la testa per sentire la direzione dei passi. Le abbassai la spallina del vestito e poggiai la mano sul seno scoperto, ebbe un brivido
“Scommetto che ti piace.” pizzicai il capezzolo strappandole un gemito
“mmm ancor non lo so…” strizzai più forte il capezzolo per farle male, Linda gemette. Passai la mano sulla guancia e le dita sulle labbra, lei aprì la bocca e succhiò
“Tutte in gola troia succhiale bene” spinsi le tre dita a fondo, ebbe quasi un conato ma resistette. Poi con l’altra mano la presi per il collo come per strangolarla
“Ahhhh sei un porco pervertito…”
“Si”
“Un porco a cui piacciono le ragazzine, maiale, porco schifoso…” le diedi un’altro schiaffo
“Non mi hai fatto niente, bastardo!” la presi per i capelli tirandole indietro la testa e la baciai infilandole la lingua a fondo, la tolsi un attimo dopo e le sputai in faccia.
“Apri le gambe troia” ubbidì. Misi la mano sulla figa che da sotto gli slip sentiva già bagnata
“Ti piace, lo sapevo, sei proprio una puttanella in calore” infilai le dita dentro gli slip e iniziai a masturbarla. Linda apriva più che poteva le gambe per farsi infilare meglio le dita dentro e le stringeva per trattenerle e gustarsi il ditalino, gemeva e si contorceva sulla sedia. Feci cenno a Sandro di avvicinarsi e di mettere il cazzo in bocca a Linda. Sandro a occhi e croce aveva il cazzo come il mio, non vedevo grosse differenze, per quello Linda avrebbe potuto non accorgersi almeno non subito, anche complice il piacere che la stava mandando in estasi.
Sandro si avvicinò menandosi il cazzo sotto il naso di Linda che si accorse della presenza, aprì la bocca e tirò fuori la lingua; Sandro appoggia la cappella e la ragazza cominciò a leccare. Sandro metteva e toglieva il cazzo, così che la lingua colpisse a vuoto e si muovesse nell’aria alla ricerca del cazzo. Poi di colpo le si infilò in bocca e la ragazza si mise a succhiare avidamente emettendo gemiti misti a suoni gutturali quando l’uomo affondava in gola.
“Proviamo questo ora…” Matteo si avvicinò e spinse anche il suo cazzo nel tentativo di infilarlo in bocca di Linda insieme a quello di Sandro.
La ragazza smise per un attimo di succhiare, senza capire, e un attimo dopo trasalì, accortasi di avere a che fare con due cazzi
“Matteo! Chi c’è!!! Siete in due chi c’è???”
“Non devi preoccuparti di chi c’è, pensa solo a succhiare”
“Cazzo no! Schifoso maiale, chi c’è??” Matteo le diede uno schiaffo
“Non fare tanto la schizzinosa, dai, apri bene” e mentre lo diceva Matteo la prese per i capelli e in due si misero a spingerle le cappelle in bocca. Linda non sapeva se aprire o serrare, ma dopo un secondo aprì la bocca e le due cappelle le furono dentro. Si mise a succhiare e leccare
“Che ti avevo detto? Guarda questa puttanella come succhia, non ti fermare non ti fermare… aspetta un momento te lo infilo tutto in gola” e detto questo la tirò forte per i capelli verso di se e le spinse il cazzo in gola così in fondo che Linda credette di soffocare.
“Guarda che bocchinara… ahahaha. dai prova anche te…”
Sandro senza pronunciare una parola prese la ragazza per le guance a le infilò il cazzo in bocca, spingendo per arrivare in gola. Le cominciava a colare la saliva dagli angoli della bocca e scivolava sul seno. Matteo le pizzicò i capezzoli e le schiaffeggiò piano le tette, Linda era attraversata da delle scosse di piacere fortissimo che la facevano quasi tremare e poco dopo venne addirittura senza che nessuno le toccasse la figa, solo per l’idea di quasi due cazzi e per le dita di Matteo che le tormentavano il seno.
Mateo le liberò le cavigli e la fece mettere a forza in ginocchio sulla sedia, il seno contro la spalliera, il culo in vista.
“Dio cristo che culo che hai, ora te lo allargo, così il nostro amico può incularti bene bene” le sputò sopra e fece scivolare le dita dentro per allargarlo, prima due e poi tre; il culo cedeva facilmente.
“Ti sei tenuta in allenamento in questi giorni, eh? Rispondi puttanella”
Non riusciva a parlare, perché Sandro le si era messo davanti e le stava facendo succhiare il cazzo tenendola per la testa
“Chissà cosa ti ci sei infilata dentro questa volta, troia”
“Ho provato… ahhh sii…. con la… ahhhh con la bottiglia della birra sii…. così… dalla parte del collo
“Ti sei infilata nel culo una bottiglia, puttana, rotta in culo, volevi allargarti ancora un po’ ora ci pensiamo noi ad allargartelo”
Sputò di nuovo sul buchino, si prese il cazzo con le dita e appoggio la cappella per iniziare a spingere.
“Goditelo tutto, te lo sfondo questo culo ahahahh tutto dentro siii”
Il cazzo sparì dentro la carne di Linda che presa dall’eccitazione adesso si faceva inculare come un demonio.
“Di qualcosa anche te Sandro, dai, sennò mi sembra di essere da solo”
“Proprio da solo no, chiedi alla nostra amica” Linda non riconobbe la voce, e del resto non c’era una frequentazione che avrebbe potuto permettere il riconoscimento.
“Porci schifosi… dio come godo… non fermarti non fermarti ahahahah siii cosiii…”
“Andiamo sul divano” prese l ragazza per un braccio trascinandola, si sedette e la tirò a se
“Sali su” Linda si sedette, le mani ancora legate messe intorno al collo di Matteo che le si infilò nella figa.
“Com’è lo spettacolo da lì?”
“Una meraviglia!”
“Allora aspetta un attimo, mettiglielo in culo” sollevò un po’ la ragazza per farle mettere ancora di più il culo in fuori.
“Non lo mai fatto! Fermi non so.. io..”
“Deve esserci una prima volta no?”
Sandro appoggiò la cappella al buchino, mentre Matteo aveva sollevato un po’ la ragazza per tirare mezzo fuori il suo uccello.
Sandro spinse e iniziò ad entrare, mentre Matteo scivolava un po’ fuori, si alternarono con entra esci, per agevolare le penetrazioni e dai a dai Linda si ritrovò piena di cazzo nel culo e nella figa. I due uomini si muovevano a tempo, ma frequentemente erano tuti e due dentro piantati fino ai coglioni.
“Ahhhh vengo vengooo ahhh sii siii cosiiii….” Linda sembra impazzita di piacere, si dimenava nonostante le mani ancora legate e i due uomini che la serravano tra di loro
“Dio com’è stretta che troia! che troia!”
“Che ti avevo detto? Questa ci ammazza a tutti e due”
Cambiarono posizione, Matteo si sedette sul bracciolo, con Linda tra le gambe a succhiargli il cazzo, mentre Sandro le si mise dietro.
“Guarda che fighina e che culo meraviglioso questa puttanella…” si prese il cazzo e glielo infilo nella figa entrando lentamente affinché la ragazza sentisse bene tutto attimo per attimo fino in fondo.
Linda staccò per un attimo la bocca dalla cappella e gemette, quasi un lamento lungo e sottile, Matteo la prese per la nuca
“Dove credi di andare, forza! succhialo bene che tra poco ti vengo in bocca, leccami le palle” obbediente la ragazza, ancora gemendo, rivolse la sua attenzione alle palle gonfie di sperma che tra poco le si sarebbe riversato in bocca, leccava e cercava di infilarsi lo scroto tutto in bocca, come aveva già fatto altre volte. Matteo le teneva la testa schiacciandola contro lo scroto, mentre Sandro le martellava la figa senza tregua e, come, poco prima, Linda venne ancora, cercando di sbattere il culo più forte che poteva contro il bacino di Sandro.
“Che troia! che troia! Si farebbe sbattere anche da un cavallo” e le lasciò andare uno sculaccione che le segnò il culo. Le sputò sul buco del culo e iniziò a penetrarla col pollice.
“È più troia di Barbara… “ accortosi della cazzata che aveva detto cercò di correggersi
“…per sentito dire, ha una fama che ciao!”
“Chissà che numeri farebbero insieme la troietta e il troione, dovremo parlarne…” Linda capì dove volevano andare a parare, ma tento era l’eccitazione e il piacere che provava, che il suo cervello in un nano secondo processò una serie di immagini in cui Barbara le leccava la figa, mentre lei succhiava il cazzo di Matteo, Sandro inculava Barbara e dopo due secondi venne ancora, squassata da un orgasmo fortissimo.
“Devo venire” disse Matteo alzandosi
“Alle 5 ho un appuntamento, peccato, me lo sarei fatto succhiare ancora, sei straordinaria, una bocchinara d’eccezione” si alzò e le si mise davanti
“Apri, voglio venirti in gola “ la ragazza ubbidiente si preparò e quando Matteo venne, accolse lo schizzo in bocca fino in gola, senza lasciar cadere neppure una goccia. Un attimo dopo fu la volta di Sandro
“Io invece ti vengo in faccia, voglio schizzarti su quel visino da puttana… eccomi… vengoooo ahhhh siiii” Sborrò sul viso della ragazza, naso, guance, bocca, mento, fiotti densi che le colarono sulle piccole tette che Linda andò a carezzarsi spalmandosi il seme sul seno.
“Siete due porci, lo sapete si? Due vecchi porci… ma quanto mi è piaciuto farmi sbattere…dio con due cazzi è fantastico, non avrei mai creduto si potesse godere così tanto, non mi reggono le gambe madonna…”
“Allora lo rifaremo, no?”
“Magari in quattro chiacchiere con la tua michetta Irene, no?”
“Se fate i bravi… vediamo…”

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