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Racconti di DominazioneVoyeur

La coppia sottomessa, una moglie punita

By 6 Maggio 2026One Comment

Dopo le sue parole rimasi in silenzio, come se qualcosa dentro di me si fosse incrinato.
Avevo sperato che Laura capisse il mio tentativo di fermare quella deriva, di riportarci alla normalità. Invece mi accusò di essere l’unico responsabile, mia moglie mi rinfacciava la colpa delle firme sui contratti e del successivo vortice di lussuria nel quale eravamo sprofondati.
Quando la vidi uscire dal cancello per raggiungere l’auto ebbi la sensazione di osservare una sconosciuta. Camminava con una sicurezza che non le apparteneva, come se la precedente discussione non fosse mai avvenuta. Incurante degli sguardi della gente. Indossava un vestito bianco nella cui trasparenza si notavano nitidamente le sue forme, il grosso seno visibile lateralmente.
Salì in macchina senza guardarmi, come se io fossi un dettaglio irrilevante della sua serata.
Durante il tragitto, al semaforo, forse in preda ad un momentaneo rimorso mi prese la mano. Il suo tono era calmo, quasi dolce, ma le parole che pronunciò mi lasciarono senza fiato.
Mi disse che si sentiva cambiata, travolta da un desiderio che non riusciva più a controllare. Che quella parte di sé la spaventava e la eccitava allo stesso tempo ma che quella esperienza la faceva sentire viva, anche se la stava consumando.
“Sono diventata una ninfomane, non posso più fare a meno del cazzo, devo scopare ogni giorno ma non mi basta lo stesso, spesso mi masturbo di nascosto rischiando di essere punita, se lo scoprissero le mie padrone… quando esco nuda mi eccito a tal punto da sentire i miei umori colare giù dalle cosce. “
Poi aggiunse che, nonostante tutto, si considerava ancora mia moglie. Che un giorno, forse, tutto sarebbe finito. Che se l’avessi voluta ancora lei sarebbe tornata da me.
Ma ero deciso ad affrontarla, le chiesi del suo amante, apostrofandolo con uno “stronzo ciccione”. Lei reagì con durezza, alzando la voce, lo difese con una forza che mi ferì più di qualsiasi insulto.
“Non è uno stronzo! Devi portare rispetto per lui, è il mio amante, ed in questo momento lui per me vale più di te! Mi ha fatto conoscere tutti i suoi amici, e presentato persino a suo padre! E poi, se vuoi saperla tutta, ha un gran cazzo e lo sa usare molto bene, mi fa godere da matti, come tu non sei mai riuscito a fare! e quando gode viene con schizzi poderosi! Non permetterti mai più di sminuirlo, capito? È mia intenzione presentarlo anche a mia madre, quando mi scopa mi dice spesso che mi ama ed io in preda all’eccitazione non capisco più niente e ricambio , gli dico che lo amo anch’io!”
Io, ferito, cercai di restare calmo. Le dissi che la amavo, che mi assumevo le mie responsabilità, che avrei aspettato. Lei sorrise, come se quelle mie parole fossero ciò che voleva sentirsi dire. Ma subito torno’ ad incalzarmi.
“ora però datti una mossa, fra venti minuti finisce anche l’ultimo spettacolo e rischiamo di rimanere fuori!”
“Sì tesoro, tra 5 minuti arriviamo.”
Laura abbassò lo specchietto, prese il rossetto marcandolo pesantemente sulle labbra, poi estrasse dalla borsetta un collare di cuoio nero con un guinzaglio. Lo indossò, facendo passare il guinzaglio sotto il lembo del vestito.
“Quando mi accompagni dentro chiunque ci sia dovrai dirgli che sono liberi di fare tutto quello che vogliono col mio corpo .”
“Amore… sei troppo perversa!”
Lei mi si avvicinò, stampandomi un bacio sulla guancia.
“Ho una voglia matta di godere stasera… volevo far l’amore con te ma non mi sarebbe bastato quel tuo cazzettino, non l’avrei nemmeno sentito. ho bisogno di qualcosa di estremo oggi, non mi sono masturbata per godermi tutto fino in fondo… perdonami, amore…”
Quelle sue parole mi avevano fatto eccitare a tal punto che appena parcheggiai l’auto la baciai freneticamente, accarezzandole i seni mezzo scoperti. Lei allungò la mano, tirandomi fuori il cazzo già duro, si mise a masturbarmi, dopo nemmeno un minuto le sborrai sulla mano.
Laura si staccò da me, leccandosi le dita. “mmmh, come piccolo antipasto va bene, ma ora passiamo alle cose serie.”
Entrammo nel cinema. Dentro il gabbiotto c’era un uomo corpulento, anziano, col viso pieno di rughe ed una pancia prominente. Ci disse che stavano chiudendo.
Chiesi di Vito ma non era lì. Solo quando l’omone uscì dalla biglietteria vide Laura, e si bloccò.
Noto’ il guinzaglio e probabilmente capì tutto; lo afferrò strattonandolo, lacerando il vestito e facendolo cadere a terra, lasciandola completamente nuda.
Io, in un impulso che ancora oggi non so spiegare, attenendomi a ciò che mi aveva detto di fare mia moglie gli dissi che poteva averla per la notte e di farle tutto quello che voleva.
La prese per il braccio e la portò via con sé. Mi disse:, “ora vattene, la vedrai domattina”
Uscii dal cinema con il vuoto allo stomaco. Rimasi in auto per qualche minuto, incapace di muovermi. Poi vidi uscire quell’uomo dal retro, insieme a mia moglie, caricarla su un furgoncino e partire. Lo seguii. Dopo qualche minuto si fermò di fronte ad un bar. Fuori c’erano uomini che gesticolavano, parevano tutti ubriachi. Parlotto’ con uno di loro dal finestrino, e ne fece salire alcuni.
Alla ripartenza lo persi tra persone che barcollavano in strada. Cercai ancora nei dintorni, a lungo, ma inutilmente. Era già sparito!
Rientrai a casa molto tardi. Ero stanchissimo, ma una volta a letto non riuscii a chiudere occhio. La mattina però arrivò in fretta, passai il tempo immaginando mia moglie con quegli uomini, masturbandomi più volte.
Verso mezzogiorno passo’ da noi Lola. Quando le raccontai dove fosse mia moglie si incazzo’ moltissimo, per nulla contenta che Laura avesse agito di sua iniziativa. Disse che sarebbe stata severamente punita. E fu di parola.
Mia moglie rientrò mentre eravamo a tavola, completamente nuda, in una condizione pietosa, tutto il viso arrossato, i seni con vistosi segni violacei, come l’avessero presa a cinghiate. Quando Lola la fece girare appurammo che lo stesso trattamento le era stato riservato al culo, striate viola ovunque, e sui glutei, sulle cosce.
Lola si alzò, senza dir nulla le andò incontro, sferrandole due violenti ceffoni in pieno viso, inveendo con ferocia contro di lei. Non contenta si mise a schiaffeggiarle anche il seno, già martoriato dai colpi precedenti, in breve le divenne rosso fuoco. La prese per i capelli e con la mano le ficcò un paio di dita nella fica dicendole, “fai schifo, brutta puttana! hai ancora la fica piena di sborra, quanti cazzi ti sono venuti dentro?!?”
Con voce flebile mia moglie le rispose, “in quattro, padroncina, e ognuno più volte.”
Lola incazzata si ficcò le dita in bocca per poi sferrarle altri due ceffoni, insultandola ferocemente.
“Sei una cagna! non dovevi farlo senza il nostro permesso, te ne pentirai, verrai punita a dovere! Ora vatti a lavare che fai schifo, puzzi come una cagna!”
Uscì dal bagno dopo mezz’ora con indosso una vestaglia trasparente, e si sedette a tavola. Mentre mia moglie mangiava qualcosa Lola si fece raccontare cosa aveva fatto quella notte. Disse che s’era fatta scopare da quattro uomini, ripetutamente, l’avevano picchiata, schiaffeggiata con violenza, inculata a turno come fosse un animale, ed infine l’avevamo presa a frustate.
Lola la guardò disgustata e le domando’, “E tu hai goduto?”
Mia moglie rimase in silenzio qualche secondo, poi con lo sguardo basso le rispose, “Ho provato orgasmi inimmaginabili, ho perso il conto di quante volte sono venuta.”
“Sei una gran zoccola, vedrai come ti punisco, puttana. Appena arriva mia mamma ti concio per le feste.”
E fu proprio così, una punizione crudele. Quando nel tardo pomeriggio ci raggiunsero Zora e Maria Lola riferi’ loro tutto.
Fecero togliere la vestaglia a mia moglie, che espose il corpo ancora coperto dei segni delle cinghiate. Maria le andò alle spalle, la afferrò con forza per i capelli, la fece sedere con la testa tirata all’indietro. Zora le passò un paio di forbici, e Maria si mise a tagliarli.
Mia moglie protestava, ma Lola la teneva immobilizzata, facilitando il lavoro alla madre, che tagliò all’altezza delle spalle la lunga chioma bionda di Laura.
Quando la lasciarono mia moglie scoppiò in lacrime. Andò allo specchio, i suoi lunghi capelli non c’erano più, ora le arrivavano alle spalle.
Laura era ammutolita, le lacrime che le coprivano il viso. Lola perversamente le disse, “ora chiamiamo il tuo fidanzato che ti porta al quartiere cinese a farti sistemare i capelli. Muoviti, puttana, vattene in camera a prepararti. E indossa una mini inguinale. La parrucchiera dovrà vederti le mutandine, mentre sei seduta a tagliare i capelli, le ispirerai un bel taglio da troia!”
Scoppiò a ridere. Mia moglie rimasta in silenzio si alzò, e andò in camera a testa bassa a prepararsi

(Continua. Per contattarmi con le vostre idee e perversioni il mio indirizzo email è dueamanti@tutamail.com)

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