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La coppia sottomessa – la confessione di Laura

By 21 Maggio 2026No Comments

Buonasera cari lettori, sono io, Laura.

In realtà non c’è bisogno di fare le presentazioni che di me ha già raccontato molto, forse troppo, mio marito… mi sembra di capire che ciò che vi sta narrando il cornuto vi stia piacendo molto, mi sbaglio?… pensate spesso a me, dopo aver letto le mie piccole trasgressioni, non è così, cari porcellini?
Immagino che anche diverse donne si stiano eccitando, leggendo la nostra storia, immedesimandosi in ciò che ho vissuto… non sono certo la sola, a cui piace sottomettersi a letto, lo so per certo… lo facciamo con i nostri mariti, i nostri partner, gli amanti… e alcune di noi lo fanno con un Padrone, come è successo a me, e come è successo pure a mio marito, in quel periodo… si, perché anche lui, il cornuto, è stato sottomesso, forse anche più di me, a pensarci bene.

Mio marito vi sta raccontando la sua versione della storia, è inevitabile, ognuno ha il suo punto di vista, la propria interpretazione… ma quelle cose si fanno sempre in due… io ho voluto essere sottomessa, è vero, ma anche lui è voluto essere un cornuto… senza la sua esplicita collaborazione, il suo eccitato consenso, nulla di quello che vi è stato narrato sarebbe successo.

Vi chiederete senz’altro come si può diventare così troie. Questo è presto detto, noi femmine abbiamo molta più voglia di sesso di ciò che vi lasciamo trapelare, a voi maschietti, ma ci imponiamo dei limiti, per mille ragioni, in primis proprio per non essere considerate delle puttane, e trattate come tali. È risaputo, a nessuna di noi fa piacere avere quel tipo di reputazione, è ipocrita, bigotto, ma è così.
Ciò non toglie che anche noi donne abbiamo le nostre voglie, desideriamo fare sesso, e che ci possano piacere cose particolari, che alcuni considerano perverse, ma che nondimeno ci eccitano, ci danno piacere, ci fanno godere. Non scandalizzatevi, se sentite una donna usare questi termini… quando ci confidiamo fra di noi dopo un paio di gin e tonic ne diciamo di ogni, su voi maschi, commentando di cazzi, dimensioni e prestazioni…

Ma sto divagando… come dicevo, in una coppia, le cose si fanno in due. Lascerò continuare il racconto al cornuto, che gli darà la sua interpretazione. Io però vorrei narrarvi un fatto precedente alla nostra storia da sottomessi.
Come cominciare? Allora, da ragazza ero piuttosto carina, molto magra, per alcuni disturbi alimentari, ma con un seno precocemente sviluppato, molto sodo, le mie tette stavano su da sole, insomma… attiravo le attenzioni di molti maschi, di ogni età, ci provavano con me i più intraprendenti, che spesso sono anche i più porci, con in mente solo una cosa, entrarmi nelle mutandine… naturalmente cercavo di evitarli, quei tipi, volevo una relazione vera, e così conobbi il mio futuro marito, un giorno d’estate, in piscina. Era molto diverso dagli altri ragazzi, più mite, timido, ma capii subito quanto fosse follemente innamorato di me, quanto ci tenesse. Era tenero, protettivo, ciò di cui avevo bisogno. Il fidanzamento fu veloce, ci sposammo giovani, anche contro il parere della mia famiglia, di mia madre in particolare, che sosteneva meritassi di meglio.

Mi fu anche chiaro che il mio fidanzato aveva un lato nascosto, delle voglie e fantasie particolari, che però con me emersero quasi subito. Mi faceva spesso un certo tipo di regali, pantaloncini corti e stretti, gonnelline leggere, micro gonne, camicette attillate, vestitini con ampie scollature. Tutti capi che lasciavano scoperta tanta pelle, per mostrare gambe, seno… Mi chiedeva spesso di indossare quelle cosei, quando uscivamo a passeggiare assieme. A volte lo accontentavo, e percepivo la sua eccitazione, quando eravamo in giro così, quando gli uomini che incrociavamo inevitabilmente lanciavano insistenti occhiate alle mie cosce, al mio seno, al mio culetto, quando mi passavano accanto e si giravano per valutarmi tutta. Presto il mio fidanzato si mise a fare strani discorsi, prendendola molto alla larga, chiedendomi se mi fossi accorta di certe occhiate, se trovavo attraente questo o quel nostro amico o conoscente… e diventava più esplicito, a volte, quando facevamo l’amore, menzionando altri uomini, durante l’amplesso.

Insomma, mi accorsi subito che il mio futuro marito aveva certe fantasie, e che si eccitava a mostrarmi ad altri uomini… sapevo che quella era una cosa piuttosto comune, alcuni uomini sono gelosissimi, ad altri invece fa piacere sapere che la moglie è apprezzata, che altri la trovano attraente. Non diedi inizialmente molta importanza alla cosa, anzi, in un certo senso ero felice che il mio futuro marito mi considerasse così bella da volermi mostrare, che fosse orgoglioso di me, del mio aspetto. E a volte io stavo al gioco, mostravo cosce e scollature quando eravamo in compagnia, lasciando che gli uomini indugiassero col loro sguardo sulle mie forme, senza coprirmi, senza fare finta di essere una santarellina.

Finché avvenne l’episodio che volevo raccontarvi, che ebbe un impatto molto forte su di me, che cambiò un po’ tutto, liberando tutto ad un tratto molto di ciò che tenevo nascosto dentro di me.

Questa cosa successe incredibilmente proprio il giorno del nostro matrimonio. Era tradizione, dalle mie parti, a quei tempi, di tagliare la giarrettiera alla sposa, durante il ricevimento, e chi ne riceveva un pezzetto faceva un’offerta, per il viaggio di nozze.

Il mio testimone era il fratellastro di mio padre che si offrì di tagliarla. Quando sollevai il vestito porgendogli la gamba lui si inginocchiò e con la forbice indugiò parecchio prima di tagliare, con la scusa delle foto. Scherzava, facendo battutine, sollevando scherzosamente il vestito ancora di qualche centimetro, perché le foto venissero meglio. In pratica rimase li qualche minuto, ai miei piedi, la mia gamba scoperta a pochi centimetri dal suo viso . Dopo che di foto alla mia coscia e alla giarrettiera ne vennero fatte parecchie, probabilmente accontentando anche quel guardone del fotografo, il testimone furbescamente senza farsi notare dagli altri ospiti riuscì a fare scivolare l’altra mano sotto al vestito, e iniziò ad accarezzarmi, lentamente, arrivando presto al culetto, toccandolo più volte, fino a che non pago si spostò ancora con la mano. Mi toccò le mutandine, spostandole ed abbassandole, la sua mano fini’ nella fica, palpandola perbene.
Io ero troppo stupita da quello che stava accadendo, e non reagii, non volli fare un casino, lasciandolo fare, lasciandomi toccare.

Più volte dopo, nell’arco di quella giornata, io e il testimone ci scambiammo lo sguardo, furtivamente. Io arrossivo, lui invece senza farsi notare dagli altri ospiti faceva il gesto di mettersi le dita in bocca, come se volesse succhiare i miei umori, dopo che era stato dentro di me, mi faceva l’occhiolino.
Il culmine fu quando ballammo un lento assieme, in mezzo agli invitati. Mi sussurrò all’orecchio che voleva vedermi al ritorno del viaggio di nozze.
Io cercavo di sdrammatizzare, provando a ricondurre ciò che era accaduto fra di noi ad una goliardia, che spesso è parte di quelle cerimonie… ma lui insisteva, e alla fine gli risposi che ci avrei pensato.

E lo feci, ripensai a lui mille volte, durante il viaggio di nozze, a quello che era accaduto, le sue mani che avevano accarezzato le mie gambe, il culetto, le dita dentro di me, nella mia fica. E mio marito, che immediatamente, mentre ancora eravamo in viaggio, aveva ricominciato con le sue fantasie, i suoi discorsi su altri uomini… Per ripicca, al rientro, senza ché lui sapesse o sospettasse nulla, ci sono andata, a casa del mio testimone, finendo per scopare con lui ripetutamente tutto un pomeriggio. Finalmente mio marito aveva avuto ciò che desiderava, gli avevo fatto spuntare le corna. Ricordo nitidamente tutto di quel giorno, ma non vi racconterò i dettagli, sono troppo forti e volgari per una donna… venni trattata da lui come una puttana, mi disse anche che ero uguale a mia madre, che ero una troia come lei. Si, scoprii così che lui si scopava mia madre da parecchio tempo, venni a conoscenza anche di quel segreto, che spiegò molto di certi comportamenti di mia madre, in quegli anni e anche in quelli a seguire, come sicuramente vi racconterà mio marito.

Qual’era la verità? Sono una troia? È mio marito, ad avermi spinto a comportarmi così? E a farmi cadere nella perversione, in quegli anni? Fu la cura ormonale, che cambiò il mio corpo, il mio appetito sessuale, facendo cadere ogni inibizione? Chissà… come vi dicevo, queste cose si fanno in due, io ho fatto la mia parte, ma mio marito è stato complice e responsabile almeno quanto me.
Scrivetemi pure, per farmi sapere cosa ne pensate del mio comportamento, per condividere esperienze simili alla mia, lo so che non sono la sola a tradire il marito, a cui piacciono certe pratiche. Il nostro amico dueamanti che gentilmente si occupa di pubblicare il nostro racconto filtrerà i vostri messaggi, passandomi quelli più sinceri e stimolanti.

(Continua. Per contattarmi con le vostre idee e perversioni il mio indirizzo email è dueamanti@tutamail.com)

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