Quando mi alzai dal tavolo per andare ad aiutare mio suocero con la carne venni subito seguito dal fidanzato di mia moglie. In cucina, in disparte dalle donne, lui si frappose tra noi due e si rivolse al padre di Laura .
“Mi scusi se non le ho parlato subito, ma volevo attendere il momento più opportuno. È una questione che riguarda anche il marito di sua figlia, naturalmente, ed è giusto che anche lui sia qui presente. Arrivo subito al punto. Come lei sa, sua figlia si è presa un periodo di riflessione dal marito, ed io e lei abbiamo iniziato una relazione. Io amo Laura, e vogliamo farlo alla luce del sole, non vogliamo nasconderci. Formalmente Laura vive ancora a casa con lui”, disse indicandomi, “ma non come una normale coppia, come marito e moglie, se intende ciò che voglio dire, non dormono più insieme, cioè, Laura l’ha mandato nella cameretta degli ospiti. Noi invece stiamo facendo le cose per bene, seriamente. Ho già presentato sua figlia ai miei genitori… e anche Laura ha parlato a lungo della nostra relazione con la sua signora, che come sa è anche venuta a trovarci, e ha dato il suo benestare… Maria mi ha spiegato che in realtà quest’uomo, Luca, non vi è mai garbato, che non ha mai avuto i favori della vostra famiglia… quindi ora per correttezza volevo chiederle se anche lei acconsente alla relazione fra me e Laura, se anche lei è d’accordo, che io frequenti sua figlia…”
Rimasi colpito dalle sue parole così dirette, pronunciate in mia presenza da un ragazzo ancora così giovane, ma già sicuro di sé, che alludevano ad una crisi fra me e mia moglie. Non più un gioco fra di noi, anche se molto perverso, ma una vera rottura, ufficiale ormai, con le famiglie a conoscenza del tutto.
Mio suocero mi guardò seriamente rispondendogli, “Laura è maggiorenne e queste cose le decide da sola, e sinceramente mi sembra che abbia già fatto la sua scelta. Ma se vuoi il mio benestare? Da uomo a uomo ti rispondo di cogliere l’occasione, vedo che mia figlia è radicalmente cambiata, fisicamente e nel comportamento… ai miei occhi non è più la stessa donna che anni fa ha sposato Luca. Lo ripeto, da uomo a uomo, approfittane, non ti curare del marito. Hai intuito giusto, alla mia signora lui non è mai piaciuto, faresti felice anche lei, prendendoti nostra figlia.”
Il fidanzato di mia moglie a quelle parole fece un bel ghigno di soddisfazione. “La ringrazio molto, delle sue parole e del suo consenso alla nostra unione, cercherò di seguire appieno il suo consiglio.”
E se ne andò così, lasciandomi solo con mio suocero. Ci guardammo, e lui mi disse, “Lo devi accettare. Ormai è fatta mio caro, sei cornuto. Conoscendo mia figlia, sospettavo sarebbe finita così, tu non sei mai stato abbastanza uomo, per lei…”
Rimasi colpito da tale schiettezza, ma quella era la verità, lo sapevo, e potei solo annuire. Ma mi sorprese, il tono con cui il padre aveva parlato della figlia. Capii solo in seguito che c’erano molte cose che mi erano state celate, sul passato di quella famiglia.
Ci sedemmo di nuovo assieme a tavola, in un’atmosfera per me sempre più irreale, in quella casa con i miei suoceri, assieme a mia moglie, che era sempre più esplicitamente al centro delle attenzioni sessuali del fidanzato, assecondato dalla madre. Gustammo comunque il secondo, annaffiato con del buon rosso, un po’ pesantuccio a dire il vero. Discorrei soprattutto di lavoro con mio suocero, finché arrivammo alla fine del pasto. Intanto sentivo mia moglie ridere sempre più spesso, ormai ubriaca, al pari della madre, anche lei alticcia e visibilmente soddisfatta.
Mi alzai per mettere su il caffè. Quando portai le tazzine in tavola mi bloccai col vassoio in mano: vidi il ciccione che limonava con Laura, le sue mani che si muovevano liberamente sulle tette di mia moglie. Ma non solo, la madre le teneva le gambe spalancate e Laura non faceva nulla per desistere, anzi. Assecondava il tutto davanti agli occhi del padre, che assisteva alla scena impassibile, scambiando solo qualche sguardo fugace con la moglie, annuendo, come se quello che stava accadendo fosse stato concertato da tutti loro, consapevolmente, per chiarirmi una volta per tutte come stessero ora le cose. Ormai Laura non era più mia moglie, adesso era la donna di quel porco.
Quando il ciccione finalmente si staccò da mia moglie le disse, “Laura, tesoro… voglio sentirti dire che mi ami, lo devono sentire anche i tuoi genitori, e tuo marito.”
Laura ebbe un piccolo sussulto, forse a causa di un pizzicotto della madre, ma subito esclamò ad alta voce, “sì tesoro, io ti amo, sono tutta tua.”
Lui le sorrise, “brava amore”, e riprese a baciarla.
Le alzò la maglietta, scoprendole il seno. Mio suocero strabuzzò gli occhi, lo sguardo fisso sul seno scoperto della figlia, ma non diceva niente. Quando il fidanzato si staccò da Laura la teneva per i capelli, sua madre si alzò prendendole il top da sotto e lo tirò verso l’alto, levandoglielo completamente.
Laura sorpresa si coprì il seno, guardando suo padre, che continuava a seguire quello spettacolo scandaloso senza dire una parola. La madre prese a sua volta per i capelli Laura, tirandole la testa indietro. La guardò severa negli occhi, e le ordinò di togliere le mani dal seno, cosa che mia moglie fece immediatamente, senza fiatare. Continuando a tenerla ben stretta per i capelli la fece alzare trascinandola dall’altra parte della tavola, mettendola davanti a suo padre. Con uno strattone le ordinò di allargare le gambe in modo che suo padre la vedesse bene. Era pazzesco, mia moglie era totalmente soggiogata alla madre, quasi fosse ancora una ragazzina ubbidiente e sottomessa, sotto l’autorità di mia suocera, che le impartiva una lezione a cui lei doveva sottostare, davanti al padre, una punizione umiliante. Ma forse quella scena pazzesca era anche per me, che guardavo incredulo, per aprirmi gli occhi su quello che succedeva in quella famiglia matriarcale, con mia suocera in controllo di tutto, e di tutti. E non mentirò nello scrivere che da spettatore di quelle scene disturbanti mi stavo comunque eccitando, avevo il cazzo durissimo, mentre guardavo mia moglie trattata così, denudata, le tette in mostra al padre… ed in quella situazione surreale intervenne anche il ciccione, che disse a mia suocera, “Signora, mi scusi, ma guardi qua… sua figlia ha letteralmente bagnato la sedia!”
Infine suo padre reagì, si alzò da tavola, guardò a lungo la figlia, davanti a lei a seno scoperto, le gambe ben divaricate. Chiese alla moglie di lasciarla andare, ed abbracciò Laura, sussurrando, “sei sempre mia figlia, la mia bambina…”, ma nonostante questa frase le sue mani scesero sul culo di Laura che lo abbracciava stretto e gli rispose, “ti voglio bene, sei il papà migliore del mondo.”
Li interruppe mia suocera, che borbottò, “adesso fa la ruffiana…”, ma lui le rispose, “lasciala in pace, sei sempre crudele con nostra figlia.”
Al che lei incazzata ribatté, “e tu il solito senza palle!”
Laura si scostò dando un bacio sulla guancia al padre, che la prese per mano dicendole, “Vieni cara, ci sediamo sulla poltrona in giardino, non ti tengo sulle ginocchia da quando avevi quindici anni…”
La prese per mano spostandosi sulla panca sotto l’albero, un po’ in penombra.
Si sedette, e Laura con lui, mettendosi cavalcioni sulle sue gambe, con la testa appoggiata alla spalla. Mia moglie era rimasta nuda, ma non provò a coprirsi, e suo padre prese ad accarezzarla, iniziando dalla schiena, scivolando in basso, fino a posarsi fermamente sul culo.
E Laura lasciava fare, anzi, sembrava spostarsi per facilitare i movimenti della mano del padre, ancora più giù ora… le stava stimolando il buchino? Mi passavano per la testa mille pensieri, e le sue parole di quel pomeriggio… “alla fine sono sempre un uomo anch’io.”
Facendo piano, perché non facessero caso alla mia presenza, iniziai a sparecchiare, rientrando in casa, ma tenendo d’occhio quello che stava accadendo su quella panca. Laura ora si era leggermente girata, lasciando che suo padre avesse libero accesso al seno. Ben presto lui ne approfitto’, con una mano le stimolava il buchino del culo, con l’altra accarezzava lentamente il seno della figlia.
Feci un altro giro raccogliendo i bicchieri dal tavolo. Passando dalla sala vidi mia suocera in poltrona, davanti al ciccione, a gambe aperte. Indossava un perizoma bianco, trasparente, sotto cui si intravedeva il boschetto di pelo scuro. Feci finta di niente e tornai in giardino. Laura si era ricomposta, indossava nuovamente il top, il padre ora si limitava ad accarezzarle una coscia. Poi fece scivolare la figlia dalle sue gambe sulla panchina, e si alzò, annunciando a tutti che andava a dormire data l’ora tarda. Anche Laura allora lo seguì, dicendo di essere molto stanca. Rientrata in casa il ciccione la prese per mano e andarono a dormire tutti lasciandomi solo a finire di riordinare.
Mi sistemai come la sera precedente sul divano letto, ma feci fatica a prendere sonno, ripensando a tutto ciò a cui avevo assistito, a mia moglie nuda in braccio al padre. Che rapporti c’erano fra di loro? un rapporto perverso, incestuoso! E quelle sue parole, “anche io in fondo sono un uomo…” E mia moglie era una donna a cui era difficile resistere, e che si concedeva volentieri alle attenzioni dei maschi… quelle carezze, quelle effusioni con suo padre… di certo non era stata la prima volta in cui era stata intima con lui… era stata sua, prima che ci sposassimo?
Inaspettatamente quella notte non sentii mugolii e gridolini di piacere, ed infine spossato e stordito dagli avvenimenti di quella lunghissima giornata mi addormentai.
Ma alcune ore più tardi, mentre ancora fuori era molto buio, venni svegliato da un rumore. Quando intravidi una sagoma accesi la piccola lampada da tavolo e vidi mia suocera in vestaglia trasparente, e subito dietro il ciccione.
Mia suocera si avvicinò dicendomi, “rimettiti a dormire, se provi a fiatare farò di tutto per farvi divorziare, te ne devi stare muto, chiaro?” Rimasi in silenzio, spegnendo la luce.
Erano usciti di nuovo in giardino. Mi alzai, incuriosito, e sbirciando dalla porta finestra li vidi sulla panca sotto l’albero, con lei nuda seduta sopra di lui che andava su e giù mentre lui la teneva per i fianchi, schiaffeggiandola sul culone.
Rimasi nascosto a lungo ad osservare mentre con la mano mi segavo venendo in un istante. Cambiarono posizione diverse volte, finché lei si sedette lentamente sopra di lui, impalandosi su quel grosso bastone di carne, con le spalle appoggiate al suo petto. Continuò a muoversi a lungo su quell’asta, finché la sentii gemere. Aveva goduto, e lui le era venuto dentro.
(Continua, per contattarmi dueamanti@tutamail.com)



Ti ringrazio per il bel commento. In realtà la storia è basata sulla lunga confidenza di una coppia di sottomessi,…
Che voce ipnotica. Leggerei anche l'elenco telefonico scritto da te.
Ciao, il racconto intero lo puoi trovare gratuitamente sul mio profilo substack: https://substack.com/@lirio642235
Molto eccitante spesso e volentieri ma mi sembra molto surreale in molti capitoli. Comunque se dici che è tutto reale…
Grazie Piombo, ora siamo quasi al finale