Skip to main content
Racconti CuckoldVoyeur

GENITORI CUCKOLD E IO GUARDONE SEGAIOLO 2

By 9 Maggio 2026No Comments

Mi guardai intorno nella camera da letto, ancora impregnata dell’odore muschiato di sesso e sudore. Mio padre, con il viso arrossato e lo sguardo basso, iniziò a raccogliere i lenzuola sgualcite dal letto, mentre io sistemavo le tende e spolveravo frettolosamente il comodino. Non ci dicemmo una parola per i primi minuti; l’aria era pesante, carica di imbarazzo e di quell’eccitazione residua che mi faceva pulsare il cazzo nei pantaloni. “Papà,” dissi infine, rompendo il silenzio, “cosa cazzo è successo? Ieri… e oggi… è tutto reale?”

Lui sospirò, piegando una federa con mani tremanti. “Nicola, non è semplice da spiegare. Tua madre… ha sempre avuto questo fuoco dentro. Io l’ho incoraggiato, all’inizio per ravvivare le cose tra noi. Ma ora… è lei che comanda. E tu… be’, hai visto come reagisci. Non sei l’unico malato qui.” Le sue parole mi colpirono come uno schiaffo, ma non potei negare: ripensando alla scena di poco fa, con lui in ginocchio a leccare le palle di Jerome mentre lei veniva sborrata in faccia, sentii un brivido familiare tra le gambe.

Finimmo di pulire in silenzio, e quando uscimmo dalla camera, sentimmo l’acqua della doccia scorrere nel bagno. Mia madre, Sonia, emerse poco dopo avvolta in un asciugamano, i capelli bagnati e il corpo ancora lucido. Ci squadrò con un sorrisetto malizioso. “Bravi, i miei due cagnolini obbedienti. Ora fate i bravi e preparate la cena. Stasera è il compleanno di vostro padre – mio marito – e ho una sorpresa che vi lascerà a bocca aperta.” Strizzò l’occhio a mio padre, che arrossì come un ragazzino, e poi sparì in camera per vestirsi.

Il pomeriggio passò in una nebbia. Mio padre e io cucinammo pasta al pomodoro, impostando la tavola con candele per rendere l’atmosfera festosa, ma l’ansia ci rodeva. “Che sorpresa sarà?” chiesi a papà mentre mescolavo la salsa. Lui scrollò le spalle. “Con lei, non si sa mai. Ma… so che ha invitato Jerome. E forse altri.” Il mio stomaco si strinse, ma allo stesso tempo, il mio cazzo si indurì al pensiero.

Verso le 8, la porta si aprì. Mia madre entrò trionfante, indossando un abito rosso attillato che le fasciava le curve generose, senza reggiseno – i capezzoli turgidi si intravedevano sotto il tessuto. Dietro di lei, Jerome, con un ghigno da predatore, e… sorpresa: altri due uomini neri, alti e muscolosi, che non conoscevo. “Buon compleanno, amore mio!” esclamò Sonia, baciando mio padre sulla guancia prima di voltarsi verso di noi. “Questi sono Marcus e Tyrone, amici di Jerome. Ho pensato che per il tuo compleanno meritassi uno spettacolo indimenticabile. E tu, Nicola, sarai il nostro fotografo personale. Niente seghe stavolta – voglio che catturi ogni momento.”

Ci spostammo in soggiorno. Mio padre fu fatto sedere sul divano, legato con una sciarpa alle mani per “non interferire”, mentre io mi misi in un angolo con il telefono in mano. Sonia si spogliò lentamente, rivelando il suo corpo nudo e invitante: seni pieni, fica rasata che già luccicava di eccitazione. “Vedete, cornuto?” disse a papà, chinandosi per baciarlo con passione prima di girarsi verso i tre uomini. “Stasera mi useranno come la troia che sono. E tu guarderai, proprio come piace a te.”

Jerome fu il primo. La spinse contro il tavolo, le divaricò le gambe e la penetrò con un colpo secco, facendola gemere forte. “Ahhh, sì! Scopami forte, fai vedere a mio marito come si fa!” Sonia urlava, aggrappandosi al bordo mentre Jerome la martellava, il suo cazzo enorme che entrava e usciva dalla fica bagnata con schiocchi umidi. Marcus e Tyrone si spogliarono, i loro membri già duri e venosi, e si avvicinarono. Uno le ficcò il cazzo in bocca, soffocando i suoi mugolii, mentre l’altro le strizzava i seni, pizzicandole i capezzoli.

Io scattavo foto come un automa, il cuore che batteva forte, il sudore che mi colava lungo la schiena. Mio padre, legato, ansimava visibilmente, il rigonfiamento nei pantaloni evidente. “Dì loro quanto sei una puttana, Sonia!” la incitò Jerome, accelerando. Lei si staccò dal cazzo in bocca quel tanto che bastava per urlare: “Sono la vostra troia bianca! Scopate la moglie e la madre davanti al suo cornuto e al suo figlio guardone! Ahhh, sì, riempitemi tutti i buchi!”

La scena degenerò in un’orgia selvaggia. Tyrone la prese da dietro mentre Jerome le scopava la bocca, e Marcus le leccava il clitoride. Sonia veniva una volta dopo l’altra, spruzzando sul pavimento, le sue urla che riempivano la casa: “Più forte! Fatemi male, sono la vostra puttana da gangbang!” Mio padre gemeva piano, implorando di essere liberato per unirsi, ma lei rise: “No, cuckold! Tu guardi e basta. Nicola, fai zoom sul mio culo che si prende quel cazzo enorme!”

Durò ore. La sborrarono dentro, in bocca, sul viso – Sonia ingoiava avidamente, leccando ogni goccia. Alla fine, esausta e coperta di sperma, si accasciò tra le braccia di Jerome. “Grazie, amore,” disse a papà, slacciandogli i pantaloni per fargli una sega lenta mentre gli altri ridevano. “La tua troia ti ha regalato il compleanno perfetto.” Io, con il telefono pieno di foto, mi sentii travolto: ero eccitato, umiliato, e ormai consapevole. Sì, ero un cuckold come loro.

Jerome e i suoi amici se ne andarono ridendo, lasciando noi tre in un silenzio appiccicoso. “Domani ne parliamo,” disse mia madre, pulendosi con un sorriso sazio. Ma io sapevo che non ci sarebbe stato ritorno: quella era la nostra nuova normalità.

Leave a Reply