Non ho scritto
di lusinghe proibite ed appassionate lacrime,
di visioni accarezzate dal pianto,
di sensazioni perdute e del tuo volto bianco.
Una cosa soltanto
mi risveglia alle gioie sopite di un tempo:
due fiocchi morbidi e cari,
una guancia sfiorata da un tocco di luna
e un cavallino che vola.
Non ho scritto
per i momenti di fuoco o di malinconia,
né per il vento,
che racconta i tuoi pensieri sublimi
agli ippocastani antichi.



grazie
Ciao Giulia, Pubblicherai anche i prossimi capitoli? La storia è interessante e mi piacerebbe vedere come si sviluppa.
Grazie mille!
Ottimo come sempre, egregio!
continua???? bello sto racconto