Piove.
La città può essere bellissima anche attraverso una finestra.
Attraverso i vetri appannati e bagnati dal vapore.
Dal calore di due corpi che si vogliono, si cercano, si chiamano.
Finalmente.
Davanti ai miei occhi, vicino alle mie mani, ad un passo dalle mie labbra.
Ti voglio.
E’ questo che ti dice il mio sguardo, è questo che ti urla il mio corpo.
Vuoi giocare con me? Sono affamata.
Voglio sentire la tua pelle, la tua carne sotto i miei denti.
Il tuo odore, il tuo sapore sulla mia lingua.
Spogliami e toccami.
Spogliami e sfiorami.
Ora e per ogni notte, ogni istante in cui avresti voluto.
Qui, per te.
Con te.
Baciami.
Voglio la tua bocca, il tuo respiro, le tue labbra.
Mordimi.
Leccami.
Ti voglio sentire.
Segui il mio gioco, il mio ventre, il mio seno.
Scivola su di me, dentro di me.
Piano.
Accarezzami e toccami.
Annusami e respirami.
Graffiami .
Affonda cattivo nei miei pensieri.
Prendimi e Possiedimi.
Calda, bagnata, affamata.
Tua.
Muovimi, guidami, godimi.
Scopami.
E amami.
Annientami.
Ora.



Bello stile di scrittura, qualcosa di diverso e immersivo 👍
Questo racconto l'avevo già letto! Sono contento che venga ripreso e spero continui e termini!
bellissimo, fai continuare la storia con il signor Teodoro. Super
Bellissimo, rendere la mogliettina una troia ha degli aspetti veramente eccitanti! Ci sarà un bidello in questa scuola?
Bellissimo, continua, non lasciarci in sospeso!!!