Di mari che sospiravano al vento,
di tramonti disegnati
per il fuoco dell’oblio,
di colli addormentati
nella notte stellata
eri poetessa,
la voce bianca, fredda,
accompagnata
dall’eco favolosa
che racchiude ogni cosa
e del vento fatato
è la sposa.
Eri poetessa
di pensieri turchini e scarlatti,
me ne confidasti tanti,
oh, quante parole
verdi, gialle e rosa
scrisse la tua penna
allegra e spiritosa!
Incatenasti la tua anima
alle grotte,
sospiravi
appassionata e forte,
narravi segreti di malinconia
alle nature morte.
Il tuo spirito
vaga tra le foglie,
mentre mi parli
appoggiandomi
la mano sulla spalla.



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Cara Errica, scusami se ti rispondo con ritardo ma ho letto adesso il tuo commento. Grazie. Scrivimi le tue fantasie…
Aspetto il seguito :)
Aspettiamo il seguito o i seguiti. Non farci aspettare troppo
letti tutti 3 tutti d'un fiato. Si leggono bene, la mente viaggia e la mano... pure!