Di mari che sospiravano al vento,
di tramonti disegnati
per il fuoco dell’oblio,
di colli addormentati
nella notte stellata
eri poetessa,
la voce bianca, fredda,
accompagnata
dall’eco favolosa
che racchiude ogni cosa
e del vento fatato
è la sposa.
Eri poetessa
di pensieri turchini e scarlatti,
me ne confidasti tanti,
oh, quante parole
verdi, gialle e rosa
scrisse la tua penna
allegra e spiritosa!
Incatenasti la tua anima
alle grotte,
sospiravi
appassionata e forte,
narravi segreti di malinconia
alle nature morte.
Il tuo spirito
vaga tra le foglie,
mentre mi parli
appoggiandomi
la mano sulla spalla.



Grazie mille!
Ottimo come sempre, egregio!
continua???? bello sto racconto
a nessuno andrebbe di fare dei disegni illustrativi di questa serie?
Ti ringrazio, Agavebet: sapere che ti è piaciuto lo considero un vanto 😄