
sto venendo da te.
La mia mano sarà
dove mi aspetti
e dove non l’aspetti.
Il tempo è mille e mille spasimi
fra le mie dita.
Io sono il tuo seme
la tua luce, il tuo silenzio,
sono te, entro in te
sono la tua voce che mi riempie
e ti risponde.
Oggi piove, sto camminando
a capo scoperto sotto la pioggia.
Io ho mille anni e tu duemila
io cento e tu dieci.
La pioggia, nella mia esultanza,
cade alla rovescia
la pioggia che ride
la pioggia che piange.
Ieri per la prima volta abbiamo goduto
insieme.
Il giorno in cui questo avviene
per due come noi
è come quello in cui ci diremo ti amo.
Se il tempo è un gambo
quel piacere condiviso
è un raro fiore che gli spunta in cima
e forse se restiamo nel giardino il tempo necessario
lo vedremo schiudersi e potremo
offrircelo
per stordirci con il suo profumo.
Il giorno in cui si arriva al piacere
insieme
inventa per noi delle frasi piene di sì
e dopo il sì viene l’infinito.
E’ mezzanotte passata, quando arrivo al tuo portone
i capelli fradici d’acqua le mani
impazienti.
Salgo da te.
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E' quello che han sempre detto gli amici delle mie compagne... Non capisco come lo abbiano intuito, ma così è…
Complimenti Jokermi. Bellissimo racconto se ti va di contattarmi erodream78@gmail.com
Tu sei un uomo con l'animo del cornuto, dovresti coltivarlo fino in fondo e non scomparire e dimenticarti del tuo…
mi sono ritrovato a pensare come avrei reagito io se ci fosse stata mia moglie in quella situazione
Patrulla sei una garanzia di qualità, intro interessante con sviluppi potenzialmente interessanti... vediamo come si sviluppa