
l’uomo che ho aspettato per anni,
l’uomo silenzioso come il volo
di un rapace notturno,
l’uomo che ha il respiro
di una piccola farfalla bianca,
l’uomo nello specchio
che sfiora la mia bocca con il fiato,
l’uomo che fa rotolare le palline di canfora
nei vecchi armadi,
l’uomo alla fine della strada’-
L’ho incontrato stanotte,
lo incontro sempre,
nell’atmosfera ambrata di un bar,
quando le coppe,
curve come dita che chiamano,
scintillano stanche
nelle nostre mani.
Quando il ghiaccio si incrina
e sto per cadere
lui spalanca su di me gli occhi
senza pupille.
Per anni mi ha atteso:
ora dice che voleva solo
riportarmi a casa.
Balliamo il valzer nella strada,
come la morte e la fanciulla,
mentre il suo fiato scrive
parole di nebbia
sul vetro delle mie guance.
Mi avvolgo intorno a lui,
morbida
come l’oscurità.
Respiro la mia paura nella sua bocca
per farlo diventare vero.



Eccerto che vorrei un ulteriore proseguimento del racconto!"! ;-)
Grazie per l'apprezzamento, sono contenta che ti stia piacendo. La mia intenzione era quella di scrivere un racconto che filasse…
Ciao, ti ringrazio per i complimenti, sono felice che ti stia piacendo. Avevo un po' di timore a scrivere un…
Molto eccitante spero di leggere presto altri tuoi racconti
Linguaggio incalzante e storia splendida! Complimenti :)