Skip to main content
OrgiaRacconti Cuckold

Carnevale una festa del cazzo – 1a parte

By 4 Marzo 2026No Comments

Canevale è passato da poco… ma quando ci penso la definisco proprio una “festa del cazzo” e vi dico perché…
Quando ormai sputtanato ero diventato vittima di mia moglie e dei suoi montoni porci che la fottevano a piacere ero anche stato informato dalla puttana che nell’azienda dove il vecchio padrino depravato l’aveva raccomandata era famosa per fare porcate a comando. I due fratelli padroni vecchi puttanieri amici del padrino se la chiavano fin da ragazza e l’avevano assunta come segretaria “tuttofare” nel vero senso del termine. Infatti se la fottevano tutti e due e spesso anche in doppio e quasi ogni giorno le facevano servizi osceni in ufficio a volte facendo partecipare anche clienti complici che venivano a trovarli proprio per scaricarsi le palle in panza a quella troia famosa. Ho già raccontato come trattavano mia moglie che così faceva degli “straordinari” ben pagati e la zozza me lo raccontava tornando a casa per umiliarmi. Mi sfotteva dicendomi quanti cazzi s’era beccati vantandosi dei soldi che gli fruttavano i suoi buchi. Naturalmente a forza di fottere la cosa s’era risaputa e praticamente tutti i maschi della ditta (che aveva solo un paio di donne impiegate con mia moglie e la sua amica P. anche lei puttana sfondata come ho raccontato) se l’erano ripassata a pagamento ma un magazziniere marocchino la maiala lo faceva fottere gratis perché con la sua grossa mazza la sbatteva come un mandrillo e la faceva spurgare come voleva lei.
Quella volta i padroni tornati dalle vacanze per carnevale in Brasile invitarono tutti gli impiegati a casa per una festa e io dovetti accompagnarci mia moglie. C’erano una ventina di impiegati di varie età che dopo aver bevuto e fumato erano tutti molto su di giri e avevo notato che fregandosene di me approfittavano per tastare mia moglie che come al solito era vestita da mignotta con una maglietta aderente e una minigonna larga a pieghe che portava senza slip. Quella minigonna era la mia dannazione e nonostante la pregassi di non mettersela invece me lo faceva apposta perché la zozza ridendo mi confermava che così arrapava tutti e non c’era verso di sfuggire alle tastate che le davano gli operai della ditta incrociandola e i puttanieri sapendo che girava senza slip quando potevano le infilavano le mani sotto ficcandole le dita nei buchi e non si fermavano neanche se erano in due o tre anzi ne approfittavano per spingerla in un angolo e frugarle la patacca arrapandosi. La zozza li lasciava fare ridendosela e rispondendo a tono ai loro commenti sconci cosi se a qualcuno veniva voglia di fotterla lei era pronta a soddisfarlo a pagamento. Tutti in ditta sapevano che bastava pagare la puttana per svuotarsi le palle a volontà e così di soldi ne pigliava parecchi ma le trombate che le fruttavano meglio erano quelle con i padroni sia quando la montavano in doppio sia quando la mandavano a farsi chiavare da qualche cliente che la prenotava per sfondarle i buchi con comodo e a domicilio.
I padroni proposero di guardare le diapositive della loro vacanza con le varie puttane brasiliane e a luci spente stavamo quasi tutti in piedi guardando e commentando le foto che scorrevano sullo schermo con molte anche spinte. Ad un certo punto mi accorsi che il marocchino dietro di noi s’era accostato a mia moglie e le strusciava il bozzo del cazzo armato sul culo senza che la porca si scansasse e anzi colla coda dell’occhio vedevo che se lo gustava. Per fortuna al buio la manovra non era troppo evidente ma il porco troppo arrapato sfoderata la mazza tosta la fece scivolare sotto la minigonna tra le cosce di mia moglie. La zoccola si appoggiò a me sussurrandomi:”…questo porco mi fa un fracoscio… reggimi cornutazzo…” Sentivo il fruscio della stanga tra le cosce strette e incazzato mormorai:”…razza di schifosa puttana …che cazzo fai?… se se ne accorgono mi fai sputtanare…” Ma lei per tutta risposta tenendosi a me disse col fiato corto:”…zitto stronzo… tanto sei già sputtanato come cornuto… ecco… cazzo me lo sta infilando…” e piegandosi in avanti aiutò il mandrillo a ficcarglielo in figa. Piegando le ginocchia lui le imboccò facilmente il buco della sorca di sicuro scolato e dilatato di voglia e le spinse in panza la mazza in tiro facendola quasi cadere in avanti. La puttana si appoggiò sulle mie spalle ansimando mentre sentivo le spinte del marocchino che la chiavava quasi sollevandola da terra ad ogni affondo. Il rumore della chiavata era coperto dal brusio dei commenti sconci degli altri ma temevo che prima o poi qualcuno se ne sarebbe accorto e mentre allarmato pensavo a come uscire da quella situazione oscena la troia mi sussurrò rauca:”…eccolo… mi sborra… me ne vengo…” e infatti sentivo il porco ansimare mentre le sparava in figa le sue scariche calde che la zozza commentò:”… cazzo che schizzo… me n’ha sparato un litro in panza…” e mentre lui la sfigava si appoggiò traballando alla spalliera del divano facendo girare quelli che erano seduti. Vedendo che il porco si sfilava rinfoderando la ceppa smollata i più vicini anche al buio si resero conto e conoscendo il vizio della porca capirono subito cosa era successo e si scatenarono a commentare eccitati incuranti della mia presenza:”…hei… guardate qua… ‘sta vacca è stata coperta… c’ha fame di mazza la sorcona… non è mai sazia di fava tosta…dai sfondiamo tutte e due le puttane… facciamogli riuscire la sborra dalle orecchie… adesso che sei arrapata ci devi scaricare i coglioni insieme a P….dai zoccola facci divertire anche a noi… oggi è festa anche per i tuoi buchi… dai… che cazzo aspettiamo… adesso che è bella calda e lubrificata ci può beccare tutti a fondo… cazzo che maiala… farsi chiavare così in piedi come una battona davanti al suo cornuto… deve essere arrapata come una maiala… magari lui è anche contento che ce la fottiamo tutti… diamole in panza che c’è abituata la gran vacca… le due troie insieme possono svuotare le palle a una caserma… fate spazio e mettetevi in fila che prima che finiamo si farà giorno… forza che è tutto pagato che oggi è festa… buttate fuori quel cornuto guardone del marito che rompe…” Io che nel parapiglia cercavo inutilmente di protestare e tirare via mia moglie fui in un attimo preso in mezzo e a spinte e calci buttato fuori casa tra le risate e gli sfottò sconci dei bastardi infoiati che richiusero la porta a chiave. Anche P. l’amica puttana di mia moglie era stata brutalmente spinta insieme a lei e mentre mi cacciavano vidi che le stavano spogliando ridendo e tastandole e tutti si erano buttati ad un orgia sfrenata per approfittare delle due zoccole a disposizione.
Mentre rincasavo riflettevo depresso sulla mia succube condizione di cornuto e non mi capacitavo di aver assistito a quella porcata con mia moglie che si gustava il fracosce e poi se lo faceva infilare in figa godendosi la chiavata in piedi come una bagascia da strada. Nonché fosse la prima volta per me che assistevo quotidianamente alle sue schifose monte con il pappone e i suoi montoni ma mai pensavo di essere costretto ad assistere in pubblico a quelle oscenità perverse. E quella sue parole… mi sta sborrando… me ne vengo… mi risuonavano in testa come una condanna. Speravo poi che il suo mandrillo non venisse a sapere che l’avevo lasciata in quell’ orgia di maschi arrapati che di sicuro si stavano trombando la sua puttana in ogni modo senza pagare perché si sarebbe incazzato per i soldi persi punendoci poi di brutto tutti e due.
La notte passò tra rimorsi rabbia e sconforto finché mi addormentai e mi risvegliò la puttana rientrando al mattino in uno stato pietoso. Era disfatta mezza ubriaca e con i vestiti strappati la faccia col trucco scolato e i capelli incollati di sborrate. Si accasciò sfinita di trombate sul letto e a me che chiedevo spaventato cosa avesse subito mi raccontò a fatica che con l’altra puttana s’erano dovute sottomettere alle voglie sfrenate dei porci infoiati come mandrilli e avevano fatto scaricare quella ventina di maschi ubriachi che le avevano strafottute in ogni buco sfondandole senza pietà anche in doppio e triplo. Era stata un orgia scatenata e i bastardi viste le dimensioni del suo sfintere s’erano accaniti a ficcarle in culo 2 cazzi insieme e i più vecchi che non riuscivano a fotterle più di una volta le fistavano sadicamente sfondandole con i pugni sia in fregna che in culo. La troia aveva incassato decine di infilate furiose e l’avevano tanto riempita di sborrate che – mi disse – avevano dovuto attapparle i buchi per non farla pisciare sborra impiastrando i divani dei padroni di casa. Spaventato non capivo che cosa intendesse ma aiutandola a spogliarsi vidi impressionato che in effetti tra le chiappe ben affondato nel suo sfintere spuntava una specie di tappo come quello che le riempiva la sorca. Sempre più sconvolto cominciai a tirare fuori dal buco del culo di mia moglie che mugolava smaniando quel tappo che scoprii nauseato essere un grosso pezzo di dolce spinto a forza nello sfintere e su per il retto. Nella figa ce ne era un altro e dovetti toglierlo a pezzi tanto glielo avevano ficcato a fondo. Una volta sturati i buchi della troia scolarono fuori a rivoli collosi l’enorme quantità di sborra che le avevano ficcato in fregna e nelle budella e la maiala con una risata sfottente mi scorreggio anche addosso la robaccia schifosa che le intasava le budella. Io furioso la insultai:”… scrofa lurida… caghi sborra come una fogna… quante inculate t’hanno dato per sfondarti le chiappe così…” Ma quella maiala di mia moglie mi rispose a tono:”… fatti i cazzi tuoi merdoso recchione… lo sai che per i miei buchi i cazzi e la sborra non bastano mai… cornuto guardone lo so che ti sei arrapato a vedermi infilata dal marocchino e se restavi ti godevi le gran corna che ti mettevano quei mandrilli… e vedevi come ci sfondavano e riempivano di sborra fino alle orecchie tutte e due… mi fanno male tutti i buchi, bocca compresa, per quanta mazza mi sono beccata… per 4 o 5 ore non ho avuto un buco libero… appena uno scaricava i coglioni ne arrivava un altro a occupare il posto a cazzo duro… anche se sono abituata a pigliare cazzi a ripetizione un pompaggio così me lo ricorderò per un pezzo…” La zoccola mi raccontava con gusto sadico queste porcate per umiliarmi e farmi incazzare:”…cazzo quanto ci hanno trombato quei porci… erano scatenati… ci infilavano tutti i buchi come furie… per fortuna sia io che P. eravamo già arrapate e scolate se no ci sventravano… mamma mia che bestie e lo sai che di porci me ne intendo… ci pompavano come assatanati… ho ingoiato tanta sborra che stavo per crepare… ma poi me l’hanno fatta rivomitare a forza di sfondarmi la panza e ingoiarmi cazzi fino a strozzarmi… c’hanno messe a pecora e facevano a gara a chi durava di più a svangarci i buchi… gli stronzi ci hanno allargato i buchi e infilato in panza di tutto… torta, palla, banane, cioccolato, sborrate, sputi e pisciate fino a intasarceli e pure infilato bottiglie di spumante per godersi le scariche che poi sparavamo scoreggiando… ma hanno dovuto smettere perché avevamo sparato schizzate di sborra merda e vino dappertutto e i padroni si sono incazzati… e con ragione perché avevamo cagato dappertutto e più ci sborravano e pisciavano nei buchi più scaricavamo a schizzo in giro… i pervertiti c’hanno obbligato a leccare la roba che avevamo spurgato e mentre leccavamo come cagne ci martellavano in panza senza sosta… i più vecchi colle palle svuotate si facevano riarmare di pompini ma era difficile sugare i cazzi mentre gli altri porci ci sbattevano stantuffandoci come mandrilli in calore… per fortuna c’era P. se no da sola m’avrebbero fatto schiattare di mazza… i maiali ci hanno infilato di tutto nei buchi e poi se lo mangiavano grufolando come bestie nelle nostre fighe slargate… e quelli che ci succhiavano roba dal buco del culo pretendevano che gli cagassimo in bocca la roba che avevamo nelle budella… è stata un’orgia schifosa come non ne avevo mai fatte e m’hanno sfiancato fregna e chiappe… ho il buco del culo così rotto a forza di beccarmi 2 cazzi insieme che non potrò farmi inculare per una settimana… forza recchione merdoso leccami bene la rondella strappata che ti piace assaporare la sborra che ho in culo… ti voglio ricagare in faccia la robaccia che mi intasa le budella… lecca cane merdoso pulisci sorca e buco del culo della tua mogliettina troia che così t’arrapi e godi un po anche tu…”
Io ascoltavo impressionato questa sequenza di oscenità. Anche se la zozza mi aggiornava quotidianamente sulle trombate che le davano i padroni e gli altri impiegati pensavo da coglione che mia moglie facesse la puttana con un po di discrezione e non immaginavo che invece fosse trattata da bagascia da monta da quel branco di puttanieri e ora capivo perché i presenti avevano capito subito che mia moglie s’era fatta chiavare in piedi. Infatti me lo confermò lei sfottendomi:”… non e la prima volta che mi infilano la patacca in piedi… quei porci dei padroni mi sfondano con comodo in ufficio ma gli operai spesso mi portano al cesso e si scaricano i coglioni in fretta… i più li svuoto a pompini che pagano meno ma c’è chi invece me lo butta in panza…” Io stupito e shoccato non posso che commentare ingenuamente:”…ma razza di mignotta come fai?…” E lei me lo spiega sfottente:” …o mi fanno appoggiare piegata al water e me lo infilano da dietro o meglio mi fanno sedere sulla mazza stando seduti … così è meglio perché me li lavoro io in fretta anche se spesso i porci ne approfittano per incularmi… gli stronzi poi mi pagano per la chiavata sfottendomi colla scusa che hanno sbagliato buco per colpa mia… perché c’ho la rondella cosi spanata che è più facile fottermi il culo che la figa…” Quell’ orgia mi tolse ogni dubbio sul fatto che mia moglie fosse reputata una gran mignotta ninfomane e fosse strafottuta quotidianamente da tutti gli operai della ditta che come avevo visto mi consideravano un coglione cornuto e guardone pervertito quale ero diventato e ormai ero consapevole che in città non ci fosse nessun puttaniere tra i 20 e i 70 anni che non avesse infilato i buchi della mia puttana e quindi la mia reputazione era fottuta più del culo della gran troia.
Sbalordito dalla sua sfacciata volgarità stavo per malmenarla ma la troia mi bloccò ridendo:”… stronzo coglione… guarda come hai armato… t’arrapa sentirmi raccontare i kilometri di nerchia che ho svuotate e i litri di sborra che ho in panza… bravo porco… allora goditela anche tu… forza scaricati…” lo infatti anche se nauseato m’ero arrapato e le ficcai furiosamente la mazza dura su per il retto sprofondando senza resistenza nel buco del culo massacrato sguazzando nelle sue budella stracolme. Mentre la inculavo la troia mi sfotteva pure:”…ti piace porco sciacquare nella sborra dei miei inculatori vero?… ho le viscere ricolme… ficcamelo anche in fregna con tutta la mano la mano che me l’hanno così slargata che neanche un cazzo di cavallo mi basta più… pompa porco dammi in panza più forte… fammi vedere se riesci a sgarrarmi a fondo… dai più forte gran recchione…” Alla fine di una monta furibonda mi svuotai le palle in culo a mia moglie che una volta sculata mi impose:”… e adesso lecca tutto porco fottuto… sugami il buco del culo cornutazzzo recchione…” sbattendomi la testa sui buchi slargati tra le cosce spalancate dove affondai la faccia cominciando a slappare umilmente figa e rondella strappata del buco del culo. La troia ninfomane si godeva la mia succube leccata insultandomi in modo osceno e scorreggiandomi in bocca per obbligarmi a ingoiare la sborra merdosa che le gonfiava le budella. Alla fine aprendosi la sorca mi pisciò in faccia per sfregio il resto della robaccia disgustosa che aveva in panza sfidandomi:”…recchione senza palle… sei già scarico?… non t’arrapa la mia patacca sfondata?… fammi vedere che c’hai i coglioni una volta tanto… schiaffamelo anche in fregna che oggi è festa anche per te…” Io furioso le ficcai a forza la mano nella figa spalancata fistandola con violenza più a fondo che potevo arrivando quasi al gomito mentre la troia insaziabile ruttava insultandomi:”…così dai coglione… più forte … fammi strillare stronzo… bravo così mi sembra di essere chiavata dal nerchione del mio pappa… lui si che sa come si tromba una maiala come me… ” Io incazzato mentre le pompavo in fregna col braccio facendo schizzare fuori la sborra che le intasava l’utero avevo riarmato e senza sfilare il braccio le andai sopra ficcandole a forza la mazza tosta nella sorca spalancata accanto alla mano e sentendo come quella gran troia smaniava mugolando parolacce scosciandosi al massimo mi presi il cazzo tosto in mano cominciando a segarmelo nella fregna di mia moglie che impazzita di libidine mi incitava:”…bravo porco recchione… così più forte … lavoramela a fondo gran pipparolo… fatti una gran sega in onore della fregna sfondata di tua moglie… dai scaricami le palle in fondo alla figa… ” e io segandomi sudato scaricai una gran sborrata nella patacca della zoccola che scalciando mi rispose con una venuta da vera troia ninfomane urlando bestemmie e parolacce sconce.
Poi restammo sfiniti e quando mi ripresi vidi che la troia si stava preparando per uscire e stupito le chiesi dove andasse di carnevale e mia moglie ridendo mi disse che i suoi amici aspettavano di farle la festa a casa del padrino:”… anche se ho ancora i buchi dolenti e la bocca slogata ho promesso a quei montoni una bella trombata di carnevale… vado che saranno già a cazzo sfoderato ad aspettarmi… ritorno appena li ho fatti sfogare per bene tutti e 4…alla faccia tua recchione cornuto e depravato… tanto fatto 30 posso fare anche 31… o magari 131… lo sai bene che i miei buchi non sono mai sazi di mazza e sborra …”
Ma mentre stava per uscire però arrivò il suo pappone…

Ditemi adesso voi se quella non era veramente una festa del cazzo!

Il seguito ve lo darò nel prossimo racconto
per commenti o scambio di esperienze contattatemi a : yugo23@inwind.it

Leave a Reply