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Il racconto che leggerete si basa su una storia vera, i nomi ed i luoghi sono stati variati e la narrazione è stata arricchita di particolari non realmente accaduti, cionondimeno i fatti, temporalmente, sono quelli narrati.
Mi chiamo Maddalena e sono sposata con Gianluigi (Gian) da oltre 40 anni, i fatti sono avvenuti quando entrambi avevamo circa 50 anni.
Ora che ho 60 anni sono una donna normale, leggermente sovrappeso, terza di seno nemmeno particolarmente tonico, sedere un po’ abbondante, all’epoca dei fatti ero ovviamente meglio ma non sono mai stata una strafiga, certo truccata e con l’abbigliamento giusto gli uomini mi guardavano volentieri.
Con Gian ci siamo conosciuti all’oratorio, è stato il primo ed unico uomo con cui abbia mai fatto sesso. Si avete capito bene nemmeno una sega o una toccata di passera, non parliamo poi del resto.
Tutto questo almeno fino a quando ho compiuto 50 anni.
La menopausa agli inizi, il fatto che avevo abbandonato il lavoro per seguire i due figli adottati (non eravamo riusciti ad averne di nostri), mi avevano un po’ depresso.
A tutto questo aggiungiamo che già dai 40 anni Gian ha iniziato ad avere delle crisi erettili. Non che io sia mai stata una Messalina ma la nostra scopata settimanale, il sabato mattina presto per non svegliare i ragazzi, me la gustavo tutta.
Quell’estate dei miei 40 anni i ragazzi erano andati a stare dalla nonna in una casa di famiglia (un casolare più che altro) in collina sopra il lago maggiore in un paesino di poche centinaia di anime, noi li andavamo a trovare una volta in settimana dormendo lì per poi consentire a Gian di tornare in città al lavoro ed a me di portare a casa qualche soldino aggiuntivo grazie alle mie capacità sartoriali. Nel quartiere si era sparsa la voce e riuscivo a guadagnare un migliaio di euro grazie a questa attività casalinga.
Approfittando della vita da sposini che ci era premessa quella estate, Gian provò a trovare rimedio al problema introducendo nella routine sessuale dei filmetti porno. DI vari tipi, ne avevamo visto qualcuno in passato ma la nostra formazione da oratorio aveva fatto sì che il porno non fosse presente spesso né nei discorsi né ovviamente nella realtà.
I primi tempi il pisello di Gian sembrava funzionare, mettevamo su un film hard in VHS o dvd (un amico mezzo maniaco con una collezione esagerata li passava a Gian), io mi vergognavo un po’ quando lo incontravamo ovviamente ma visto che funzionava il sistema non era mia intenzione rinunciarvi) e sembrava di essere ringiovaniti di 20 anni. Addirittura, vedendo film con amplessi anali quasi per scherzo ci avevamo provato e mi era piaciuto forse anche più che a Gian. Ero arrivata a farmi un clistere prima di affrontare il momento di intimità per prenderlo di dietro e poi poterlo succhiare perché era una cosa che mi faceva sentire arrapata. A Gian questo non è che desse fastidio ma nemmeno faceva infoiare, de gustibus.
Ma torniamo a noi, dopo un mesetto in cui lo facevamo tutti i giorni in cui eravamo da soli a casa (rinunciavano solo in montagna per non turbare la routine di mia suocera con i ragazzi), i due o tre film che facevamo girare con storie assurde ma al tempo stesso divertenti, smisero di far rizzare l’uccello di Gian.
Provai vestendomi sexy, simulando di essere io la protagonista riproducendo in casa scene dei film che vedevamo ma nulla. Gian chiese al suo amico qualche film un po’ più forte. Quello che portò a casa furono 4 cassette due di orge in cui un po’ di coppie praticavano lo scambismo, una con una gang bang e, folgorazione, una di genere cuckold
Partimmo con quelle di scambismo e vidi rinascere il cazzo di mio marito ma solo quando, palesemente, una delle donne scopava con quello che nella finzione non era il marito che la ricambiava scopandosi altre donne.
La gang bang in cui una attrice prendeva diversi cazzi fra i quali due di colore, otteneva l’effetto desiderato solo quando la scopata riguardava la donna e gli stalloni neri.
Nel film cuckold, una coppia invitava a cena due colleghi di lui e mangiando ma soprattutto bevendo i freni inibitori si riducevano fino a che i quattro non iniziavano a giocare a strip poker, il resto è facilmente intuibile, una volta ubriachi e mezzi nudi i colleghi del marito, mezzo addormentato approcciavano la donna che inizialmente faceva la ritrosa salvo poi lasciarsi andare e scatenarsi quando il marito, vinto dai fumi dell’alcol si addormentava, allora i colleghi lo mettevano in poltrona e lo legavano ad essa. A quel punto la donna, una bionda leggermente sovrappeso che mi assomigliava fisicamente, si lanciava sugli uccelli dei due maschi, li leccava e succhiava prima di farsi scopare a turno, il tutto finiva con il marito che si svegliava, protestava un pochino e mostrava una generosa erezione mentre la moglie faceva venire i due colleghi uno sul volto e sulle tette e l’altro in culo. A quel punto il marito veniva liberato e scopava la moglie appellandola in modo dispregiativo ma scopandola con foga riempiendole alla fine la passera.
Guardando la seconda parte di questo film mio marito sembrava un mandrillo arrapato, prese a baciarmi leccandomi volto e seno oltre alla passera con un ardore che non aveva mai avuto. Il suo uccello svettava prepotente e mi scopò prima davanti e poi dietro facendomi godere per finire dopo avermi fatto rudemente inginocchiare davanti a lui segandosi mentre con l’altra mano mi teneva la testa ferma per ricevere gli schizzi del suo piacere come li aveva ricevuti l’attrice. Il tutto dandomi della troia rotta in culo. Al momento la cosa mi piacque e non poco, non so se quanto pareva piacere a mio marito.
Nei giorni successivi gli altri tre film restarono nelle confezioni e Gian voleva scopare solo guardando quello di tipo cuckold.
L’estate volgeva al termine, i ragazzi tornarono a scuola e non avevamo più quella libertà a cui ci eravamo abituati. Una volta alla settimana, il sabato pomeriggio però, i ragazzi andavano all’oratorio e poi mia suocera li andava a prendere per portarli a cena da lei tenendoli anche a dormire.
Fu qui che avvenne il passo successivo. Il nastro del film cuckold in VHS a furia di essere utilizzato si usurò e diverse scene nn si vedevano bene, Gian tornò dal suo amico e gli restituì i 4 film ed in cambio se ne fece dare altri 5, tutti di tipo cuckold.
Durante tutto l’inverno, ne vedevamo uno alla settimana in corrispondenza dell’assenza dei nostri figli. Gian voleva, e lo facevo volentieri, che mi vestissi da mignotta prima di iniziare il film. In particolare ce ne era uno in cui la protagonista, una bionda molto procace che nel film indossava calze a rete tacchi altissimi sopra un vestito attillato senza null’altro sotto, aveva problemi con l’auto che si fermava in campagna. Allora la ragazza chiamava il soccorso stradale ed il marito che arrivava prima del soccorso mentre il carro attrezzi, con a bordo un autista di colore, arrivava 10 minuti dopo.
La macchina veniva fatta salire e con la bionda procace a bordo, il marito li seguiva con la sua auto ma poi doveva scappare per un impegno di lavoro inderogabile.
Una volta in officina il ragazzo ed il padrone della stessa iniziavano a guardare il problema dicendo che era molto grosso e costoso mentre si mangiavano con gli occhi la bionda che non faceva nulla per nascondere le sue grazie. Pian piano le proponevano uno sconto sensibile se fosse stata gentile con loro.
Nel giro di poco la ragazza era accovacciata davanti ai due e li spompinava con ardore. Il marito che non aveva alcun impegno, si era nel frattempo nascosto e spiava la situazione segandosi abbondantemente. Il film proseguiva con la bionda montata davanti e dietro da entrambi e quindi abbondantemente sborrata in ogni buco. Anche il marito veniva e nel farlo faceva rumore cosicché il ragazzo di colore se ne accorgeva, andava lì e lo trascinava dentro ancora con il cazzo gocciolante in mano. Il ragazzo lo trascinava fin davanti sua moglie e lei, vedendolo così anziché piangere o scusarsi per le corna che gli aveva messo, incitava il coniuge a ripulirla. Il ragazzo di colore allora lo trascinava per un orecchio fino a fargli mettere la faccia sulle tettone impiastricciate della bionda. Il marito subiva ogni sorta di umiliazione ed ingoiava tutte le sborrate che i due avevano fatto ed anche le successive godendosi una doppia penetrazione della moglie.
Di solito una volta che avevamo giduto interrompavamo la visione del film, questo la prima volta invece lo guardammo fino alla fine e Gian mi scopò due volte senza problemi erettili anzi il cazzo gli divenne più grosso del solito soprattutto quando la donna, dandogli del cornuto, lo esortava a ripulire tutta la sborra dei suoi due amanti.
Divenne l’unico film che usavamo anche perché senza film l’uccello di mio marito restava un lombrico, con gli altri del genere si alzava senza però raggiungere dimensioni e durezza che prendeva quando mettevamo su questa pellicola.
Andammo avanti per qualche anno trovando film analoghi sempre più spinti, le ragazze prendevano sempre più cazzi, le sborrate ripulite più abbondanti e le umiliazioni dei mariti sia verbali che fisiche anche.
Un giorno durante una estate Gian si presentò con un cazzo di gomma nero ed uno bianco ed un vasetto di yoghurt bianco. Il cazzo nero aveva la peculiarità di possedere un serbatoio che, una volta caricato, schiacciando a fondo lo scroto emetteva uno schizzo del liquido inserito.
I primi spruzzi di yoghurt mi colpirono sulle tette quindi sul viso azionati da Gian mentre io spompinavo i due cazzi. Si buttò a pesce sullo yoghurt sparso, devo dire dandomi anche piacere quando leccava le tette e la figa.
Oramai per avere delle erezioni e poter scopare con lui dovevamo mettere su un film fra i più spinti del genere, vedermi protagonista e replicare le scene, farmi riempire di sborra, pardon di yoghurt, e solo allora il cazzo di mio marito completamente eretto era pronto per scoparmi. Ma lo faceva non più come un atto di amore ed unione fra di noi ma pretendeva che lo insultassi che dicessi di guardarmi mentre mi facevo sbattere e riempire dai cazzi e dallo yoghurt mostrandogli le corna.
Ero stufa di questa situazione e lo dissi a Gian, non avevo più intenzione che mi scopasse e che non facessimo l’amore. “Sono stufa, ormai per te non esisto come moglie ma come oggetto sessuale da usare a tuo piacimento, non scoperò più con te guardando film o usando dildi che mi riempiono di yoghurt per consentirti di eccitarti mentre lo ripulisci facendo finta che sia sperma”.
Smettemmo di scopare, io però avevo voglia, ormai essere usata pur godendo, non mi spaventava.
Fu così che parlai con la mia migliore amica aprendo le cataratte. Piangendo le spiegai a che umiliazioni ero arrivata e che non volevo più sottostare a questa trafila.
Claudia, la mia amica, mi fece sfogare poi mi raccontò che avevo l’occasione di divertirmi facendo contento mio marito.
La guardai peprlessa e Claudia proseguì: “hai 50 anni ed in vita tua hai scopato solo con tuo marito, ora lui non ce la fa più e gli piace l’idea che tu ti faccia scopare da altri uomini. Probabilmente non te lo ha ancora proposto perché si vergogna, secondo me devi metterlo davanti al fatto compiuto”.
La guardai sgranando gli occhi: “per chi mi hai presa? Non sono una zoccola”.
“Dimmi la verità, hai mai pensato che ti sarebbe piaciuto che quei cazzi di gomma fossero veri?”
Mi sentii piccola piccola, Claudia aveva ragione, come Gian anche io avrei voluto provare quelle situazioni simulate ma anche io non ne avevo il coraggio.
Era un mercoledì, chiamai Gian e gli dissi di non aspettarmi alzato e che sarei tornata molto tardi ma forse con qualcosa che gli sarebbe piaciuto.
Claudia mi portò in un locale dove andavano persone di 50 o più anni in cerca di emozioni forti. Mi confessò che lei, divorziata ormai da qualche anno, non volendo una relazione stabile, andava li quando aveva voglia di scopare. Il locale era frequentato da uomini e donne over 50 ma c’erano anche dei ragazzi più goivani in cerca di MILF ed anche qualche gigolò.
Claudia in pista agganciò un paio di uomini di 40 anni e li portò al nostro tavolo e mi fece cenno di avvicinarmi mentre mi muovevo in pista.
Entrambi gli uomini non erano male ed iniziammo a chiacchierare, però il posto era chiaro che non fosse per storie ma per sesso ed uno dei due dopo che l’argomento era andata sui doppi sensi se ne uscì con: ”non perdiamo tempo da voi o da noi?”.
Claudia che viveva da sola e che non era intenzionata ad andare a casa di chi non conosceva, rispose per entrambe: “da me”.
Salii in auto con lei ed i due uomini ci seguirono, già in ascensore avevo una mano che da sotto la gonna mi aveva scansato le mutandine e mi pastrugnava la passera mentre una lingua passava dalla mia bocca alle orecchie che mi mordicchiava. Entrati da Claudia ci spogliammo, gli uomini rimasero nudi completamente, sfoggiavano entrambi un bel randello già completamente duro. Vidi Claudia fiondarsi su quello più grosso che era anche quello con cui stava facendo la respirazione bocca a bocca in ascensore.
La imitai iniziando a massaggiare le palle con una mano ed a leccare la cappella.
In breve mi trovai a fare un 69 con quello sconosciuto, chi ero? Non ni riconoscevo ma ero incazzata che la persona che avevo sposato non riuscisse a fare l’amore con me se non con una serie di artifici degradanti.
Iniziai a gemere per la lingua di quell’uomo, ci sapeva fare o semplicemente la mia inesistente esperienza mi faceva sembrare valida un normale cunnilingus.
Restammo a darci piacere per 5 minuti poi lui siu staccò ed iniziò a spogliarsi. Claudia nel frattempo era già a pecora e veniva pompata con ardore dell’altro uomo.
Mi spogliai anche io e vidi che chi mi aveva leccato fino a quel momento si stava mettendo un profilattico, la cosa mi fece piacere perché sarei stata imbarazzata a chiederlo e non prendevo la pillola oltre ad avere paura di malattie.
Si sedette sul divano e mi fece segno di calarmi su di lui. Lo feci con molta cautela, l’uccello era ben più grosso di quello di Gian e sembrava funzionare molto bene, era dritto largo e duro.
“Come sei stretta mi disse quell’uomo”, mi stavo calando lentamente e sentivo che quel bel cazzone faceva un po’ fatica ad entrare ma al contempo mi lasciava senza fiato.
Mi iniziò a massaggiare i seni e la cosa mi piacque, mio marito era un sacco che non lo faceva. Era come se stessi scoprendo il sesso per la prima volta ed era anche normale senza artifici di film, yoghurt e cazzi di gomma a cui mi dovevo prestare con mio marito.
Cambiammo posizione un paio di volte fino a che non venni e dopo poco pure lui. Sentii i getti attraverso il profilattico e la cosa mi piacque anche se mi sarebbe piaciuto di più che quel bell’uccellone fosse nudo dentro di me.
Stavo diventando una porca? Anche Claudia e l’altro uomo avevano finito, i due si rivestirono, ci salutarono e ringraziarono per la bella serata. Prima di andarsene ci chiesero anche i numeri di telefono ma Claudia disse che se avessimo voluto ci saremmo rivisti al locale dove ci avevano agganciate.
Claudia mi guardò: “allora? Come è stata la tua prima scopata extra coniugale”.
“Bella, non mi ricordavo che fosse così senza tanti orpelli con un cazzo che ti vuole per come sei”.
Il preservativo che era stato usato era stato chiuso e buttato nell’indifferenziato.
“Perché non porti a casa un regalino a tuo marito e gli fai assaggiare della sborra vera?” disse Claudia porgendomelo.
“Ma tu sei matta non dirò a mio marito che sono andata a letto con un altro uomo!” le risposi
“Perché? Se ho capito bene tuo marito non vede l’ora di essere cornuto e di vederti scopare sotto i suoi occhi. Fossi in te gli porterei il regalino. Fai così raccontagli cosa hai fatto vedrai che si ingriferà da moririe”.
Prese il preservativo e lo mise in un sacchettino e me lo mise in borsa. Non sapevo nemmeno se fosse effettivamente quello che mi aveva scopato o quello che conteneva il seme dell’altro uomo.
Arrivai a casa che era l’una.
Mio marito era addormentato sul divano e russava sonoramente.
Lo lasciai lì ed andai in bagno a farmi una doccia.
Spuntò dalla porta poco prima che entrassi e mi disse: “come mai ti fai la doccia a quest’ora?”
La cosa mi fece incazzare, tua moglie torna a casa dopo una serata con una amica, col trucco disfatto e tu chiedi perché si fa una doccia? Decisi di rispondergli e dirgli tutto.
“Insieme a Claudia abbiamo rimorchiato due bei manzi e ci siamo fatte scopare. Il mio aveva un cazzo grosso molto più del tuo e lo usava molto bene ed anche a leccare non c’è paragone. Finalmente una scopata decente dopo tanti anni”.
Gian mi guardò: “stai scherzando vero?”
“Assolutamente no, se vuoi ho anche un regalino per te. Ho la sborrata nel preservativo, se hai voglia di scoparmi me la verso addosso e così mi ripulisci e ti si rizza. Finalmente avrai quello che desideravi, un paio di corna ed una moglie porca che ti accontenta”.
Mi guardò perplesso, ancora non ci credeva.
Mi misi l’accappatoio, andai all’ingrsso, aprii la borsetta e tirai fuori il preservativo colmo di sborra.
“Che faccio lo consumi e poi mi scopi o te ne vai a letto dopo esserti fatto una sega?”
Gian restò di sasso per alcuni istanti.
“Sei proprio una troia, una grande vacca”
“Era quello che volevi no? Non dirmi che tutte le sceneggiate che abbiamo fatto in questi anni non rispecchiano un tuo desiderio. Per la prima volta da anni ho goduto veramente con un gran bel cazzo”.
A Gian venne una lacrima agli occhi: “hai ragione sono un porco e quello che hai fatto lo desideravo da tempo ma mi vergognavo a chiederlo. Ora che lo hai fatto direi di sfruttarlo ed iniziare una nuova fase”.
Feci cadere l’accapattoio, aprii il preservativo facendo colare il contenuto sul mento e sulle tette.
“Vieni qui cornuto”
Gian si avvicinò, gli misi una mano dietro la nuca e lo spinsi sul mio seno. “Lecca porco, fai vedere alla tua troia che apprezzi il regalino che ti ha portato. Se ti comporti bene te ne farò molti altri e se mi andrà ti farò anche assistere facendomi sborrare direttamente addosso così lo potrai leccare ancora caldo ed essere insultato anche dal mio manzo”.
Il cazzo di Gian divenne di marmo, mi ripulì con foga, controllai che inghiottisse tutto poi gli dissi: “ora che sai che sapore ha la sborra vedrai che te ne farò mangiare tanta, sono certa che sarai contento”
“Si cara voglio vederti scopare magari anche con qualche bel cazzo nero”
Gli mollai una sberla. “Con chi scoperò lo deciderò solo io, tu sei un gran cornuto e devi solo obbedire se vuoi combinare qualcosa”.
Quindi allargai le gambe, Gian si tuffò, mi diede due leccate trovandomi bagnata quindi indirizzò il suo uccello dentro di me.
Stringevo le pareti, il cazzo di prima mi aveva lasciato più aperta ma Gian godette ugualmente grufolando come un porco in calore dicendomi che ero una maiala sfondata.
Io non venni ma quanto avevo preso prima mi bastava per quella sera, con indifferenza quando lui ebbe finito, mi alzai andai in bagno e feci quella doccia che avevo rimandato.
Lo trovai nel letto che mi aspettava e mi ringraziò chiedendomi che quella serata non restasse isolata.
Gli risposi che ci avrei pensato, dentro di me ero contenta, avevo scopato, risolto una situazione che non mi piaceva e anche fatto felice mio marito. Da quel giorno la nostra vita sessuale non sarebbe stata più la stessa.
Oggi a 10 anni di distanza ho tre bull che mi scopano a turno regolarmente e mi sono fatta un centinaio di cazzi diversi. Gian è contento come una pasqua, ho scopato anche con due uomini insieme sotto i suoi occhi e lui ha anche ripulito i cazzi che mi avevano riempito. La menopausa ha risolto il problema di non restare incinta e gli uomini che mi porto a letto li seleziono per bene con gli esami del sangue a posto per poter farmi bene senza preservativo sotto gli occhi di mio marito.

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