Poteva sembrare una serata “universitaria” come tante, invece era una situazione a dir poco incredibile. Un tipico appartamento universitario in uno dei quartieri popolari di Roma, birre a buon mercato sul tavolo, un po’ di pasta ancora avanzata, una sostanziale nebbia per le sigarette e qualche cannetta e diversi ragazzi che però quando parlano quasi cercano di tenere il tono della voce il più basso possibile. Del resto non si parlava di università, sport. politica, serie tv o cose del genere, neanche della pandemia che dopo il vaccino ormai stavamo provando a metterci alle spalle. Le conseguenze sociali – e soprattutto economiche – del Covid però ancora si facevano sentire.
Nonostante il clima quasi carbonaro avevo il cazzo durissimo, tanto che dovetti iniziare a pensare altro per alzarmi e andare in bagno senza fare una figura, soprattutto con la mia ragazza. Perlomeno per quanto mi riguarda, il problema di fondo di questa vicenda è che ho ragionato più con il cazzo che con la testa, mentre credo che per gli altri anche l’aspetto economico abbia influito. Per motivi di privacy dovrò omettere alcuni particolari dei protagonisti di questa storia. Io comunque mi chiamo Carmine, vengo dal sud e all’epoca avevo 23 anni e studiavo a Roma da fuorisede. Sono di media statura, moro e con occhi scuri. Cerco di curare molto il fisico e forse però dovrei studiare un po’ di più, comunque sono diciamo un bel ragazzo come tanti, con un pisello anche nella norma e forse meno largo della media.
La mia ragazza Giada ha due anni in meno di me, viene dal mio stesso paese e anche lei studia a Roma, ma non viviamo assieme perché la famiglia di lei non voleva nonostante stessimo insieme da anni. Lei è un po’ più bassina di me, mora con dei grandi occhioni neri. Il viso è molto bello e acqua e sapone, con i capelli lisci quasi sempre raccolti all’indietro con una coda in maniera molto semplice. Di carattere è molto timida e nella coppia di certo sono io quello con più personalità: lei mi asseconda quasi sempre in una sorta di devozione per il suo uomo. Anche lei cerca di tenersi in forma, ha un seno praticamente inesistente – una prima – ma un culo sontuoso, grande e durissimo: merito sia della natura sia dell’esercizio.
Economicamente lei non viene da una famiglia ricca – io sto messo un po’ meglio – e fin dal suo arrivo nella capitale ha fatto molti lavoretti in pizzerie al taglio, negozi e così via, lavori in quel momento tutti fermi. In più è anche una brava studentessa. Dal punto di vista sessuale io sono stato il primo e unico uomo, io invece avevo avuto due ragazze prima di lei. Probabilmente lei era più innamorata di me, però ovvio che a lei tenessi molto. A letto si lasciava abbastanza andare: iniziammo a scopare di più e meglio quando mi sono trasferito per l’università: i primi anni lei ogni tanto mi veniva a trovare e si scopava di brutto, poi quando è venuta per lei qui le cose sono andate in crescendo. Amo leccare la sua fichetta pelosa ma curata – tiene un bel ciuffo sopra le labbra -, lei fa bei pompini lenti e non disdegna la sborra, anal qualche volta e quando siamo un po’ ubriachi o particolarmente eccitati.
Non mi posso lamentare e forse avrei dovuto accontentarmi, ma la voglia di poter scopare delle ragazze che veramente mi eccitavano ha avuto il sopravvento. Così eccoci lì, lei vestita come al solito in tuta e senza trucco e io bello tirato. Eravamo in attesa di Adam, un compagno di studi egiziano che sembra la copia di Fellaini: cespuglio di capelli in testa, magro ma tonico, carnagione olivastra e viso carino. Un ragazzo particolare e gradevole, sia estaticamente sia come persona. Era in Italia fin da bambino e io lo conosco da un paio di anni. Ultimamente aveva iniziato a indossare abiti firmati e a mostrare belle banconote. Noi pensavamo che la cosa fosse legata a un suo cugino più piccolo che aveva fatto l’esordio nel mondo del calcio che conta. Invece poi iniziò a far circolare la voce del motivo della sua ricchezza e allora ecco spiegata la nostra presenza in quella casa.
Quando arrivò si presentò insieme a un uomo di mezza età molto distinto, biondino e con gli occhi chiari. Un bell’uomo anche fisicamente, molto in forma. Ci guardò quasi in silenzio, poi fece ad Adam un segno di assenso e se ne andò salutando in maniera cordiale. Il “maranza” come lo chiamavamo noi allora mise sul tavolo un pacchetto e una busta, poi sparse delle banconote e fece tintinnare un piccolo flaconcino. In totale mille euro e un liquido presentato come un forte afrodisiaco naturale. Era una sorta di regalino per far capire che il proponente non stava scherzando. Io così guardavo le altre ragazze presenti e in testa avevo solo il pensiero di poterle scopare, anche se questo avrebbe significato inevitabilmente di “sacrificare” la mia ragazza. Quando poi Adam ci spiegò la proposta ecco che la premessa fu “ragazzi, i ricchi sono molto strani e questo è uno veramente ricco che regala mille euro così per niente”-
Ci parlò così di un uomo, da lui presentato come il Ciccione, che lo pagava per scoparsi sua cugina, Laila, insieme a lui e a un altro cugino, Hassan, tutti della nostra età. Viste le domande, ce lo descrisse come distinto e comunque prestante nonostante la pancia enorme, con cazzo molto largo e reso duro dal viagra. Non ci nascose che è un gran porco e che godeva nel scopare forte la ragazza davanti ai due cugini che poi erano invitati a partecipare nelle modalità che diceva lui. Ora però aveva una richiesta ancora più incredibile. A sua detta infatti il figlio Ruben, diciannovenne, era un “frocetto che non sapeva scopare una ragazza” così gli voleva insegnare come si facesse. Sua cugina però non bastava e aveva bisogno di più ragazze che però dovevano presentarsi con il proprio fidanzato, meglio ancora se erano coppie “multietniche”.
Il motivo era che voleva umiliare il figlio, mostrando come tutti fossero capaci di scopare la propria fidanzata e quella degli altri, motivo per cui ci avrebbe fornito l’afrodisiaco – che potevamo provare – che avrebbe mandato su di giri sia i lui sia le lei. Adam visto che erano presenti delle ragazze singol disse che volendo poteva proporre degli amici che si potevano fingere i loro fidanzati, così anche da soddisfare la richiesta del multietnico. Oltre al Ciccione e al figlio avrebbero partecipato anche lei sue due guardie del corpo, uno dell’est (Valentin) e uno marocchino (Aziz). i presenti avrebbero dovuto fare tutto quello che veniva ordinato dal Ciccione per due ore, senza poter prendere iniziativa oppure rifiutarsi. Erano banditi solo atti omosessuali tra uomini e naturalmente forme di violenza.
Specificando che i cugini erano un conto a parte e che ai suoi eventuali amici gli poteva rifilare meno del dovuto, il Ciccione avrebbe pagato cash la cifra che volevamo, poi spettava a noi stabilire come dividere. Infine aggiunse che potevamo fare una bella richiesta, ma di non tirare troppo la corda altrimenti si sarebbe rivolto ad altri e la concorrenza sembrava non mancare. Giada era allibita, io eccitato. Lei mi sussurrò che erano matti e poi iniziammo ad ascoltare la discussione. Buona parte dei presenti li conoscevamo, chi più chi meno, alcuni erano basiti, altri invece erano molto più partecipi nel parlare e cercare di capire.
Alcune soprattutto ragionavano: più donne ci sono, meno avrebbero dovuto fare cose a testa. Però poi si doveva dividere in più persone. Altre invece volevano mettere dei paletti, spaventate soprattutto dal sesso anale. Alcune di quelle che mi arrapavano di più erano tra quelle più convinte e io avevo in mente solo quello. Alla fine l’ora iniziò a essere tarda e decidemmo così: i soldi restavano in quella casa, chi voleva poteva provare l’afrodisiaco per capire l’effetto e poi chi era convinto a partecipare si doveva presentare il giorno dopo alle 21 per decidere a quel punto quanto chiedere e come dividere, con le singol che gli dovevano far sapere invece anche per messaggio così chiamava gli amici. Giada sembrava felice di andarsene, le dissi “prendiamo l’afrodisiaco e torniamo a casa” e lei era titubante che non si sapeva cosa fosse, “mica sono matti che ci avvelenano, ci facciamo una bella scopata” le dissi e come al solito la convinsi.
Così prendemmo qualche goccia a testa, salutammo e nel breve cammino iniziammo a discutere. Lei naturalmente era contraria, io restavo più sul vago. L’afrodisiaco però era veramente fenomenale: come in preda a un raptus, ricordo che appena entrati in camera la misi a pecora e la scopavo fortissimo poi, dopo che venni sulle chiappe, rimisi dentro e sempre con il cazzo duro a scoparla mentre le dicevo che era bagnatissima, che stava godendo come una porca – ebbe due orgasmi a ripetizione – e mettendole le dita in bocca che aveva bisogno di altri cazzi. Lei gemeva controllava a stento le urla – stavamo a casa sua e le coinquiline dormivano – e nel mentre mi leccava le dita.
Poi quando la sentii dire “ho la fica in fiamme amore, scopami dai scopami” venni di nuovo e questa volta crollai esausto sul letto, mentre lei iniziò a sgrillettarsi furiosamente per venire di nuovo. Cercando di non fare rumore andammo a turni a fare una doccia, poi ci addormentammo. Il giorno dopo lei ripresasi rimase di sasso quando le dissi che dovevamo valutare la cosa. Mi disse che non voleva scopare con altri e ben che meno vedermi che lo facevo con altre. Concordò solo sul fatto che l’afrodisiaco era strepitoso e che potevamo al massimo chiedere di comprarlo.
Alla fine per convincerla dovetti essere brutale “Lo vuoi capire che i tuoi non possono più pagarti l’affitto? Io non ci torno al paese, cazzo pensi che a me faccia piacere vederti con altri? Facciamo quello che dobbiamo fare, prendiamo i soldi e poi vaffanculo a tutti, Co sti soldi ci allunghiamo fino alla laurea, poi se non finisce sto cazzo di mondo ci troviamo un lavoro vero”. Lei pianse e di fronte a quelle lacrime stavo per fare marcia indietro, poi alle sue prime parole possibiliste non mi fu difficile convincerla ad andare a sentire la cifra e, se era buona, avremmo accettato.
Tra i presenti c’era una coppia che conoscevamo molto bene ed erano gli unici che potevamo considerare amici: il lui Mirko è stato per un periodo mio coinquilino e facciamo la stessa università, la stessa di Aziz. Mirko è un bel ragazzo, forse un po troppo palestrato, e in palestra quando l’ho visto in doccia mi ha colpito molto il suo cazzo molto piccolo. Anche lui come me è un manipolatore, specie perché la fidanzata Micaela, all’epoca aveva solo 19 anni e da poco aveva finito le superiori. Lei è altissima – credo ben oltre il metro e ottanta, un femminone con un cestone di capelli castani e ricci. Gli occhi sono meravigliosi: verdi smeraldo e piccoli, con il viso rotondo un po’ da caciottara come dicono a Roma. Fisicamente è una gran cavalla: cosce e culone da urlo, tette una terza bella soda.
Con Giada ha legato molto – spesso si allenano insieme – e mentre ci preparavamo per andare mi lesse un suo messaggio: in precedenza ci eravamo scritti per capire le intenzioni, poi Micaela in privato aveva detto a Giada che l’afrodisiaco le aveva procurato un orgasmo anale fortissimo quando anche loro come noi si sono messi a scopare tornati a casa. Scopare lei è da sempre un mio sogno, diciamo che è uno dei motivi per cui volevo andare. Poi sentire pure che godeva in culo… Per l’occasione giada si vestì più carina, con un jeans attillato che le evidenziava il bel culo, ma io guardavo soprattutto le altre… Alla fine nessuno stava giudicando gli altri, tutti erano lì per lo stesso motivo.
Eravamo in tanti a essere presenti e chi aveva provato l’afrodisiaco era super soddisfatto. Adam fece una sorta di trattativa e alla fine disse: 5mila a coppia, tutte devono fare quello richiesto, alla fine le due che per il Ciccione erano state più meritevoli ricevevano un “bonus” da altrettanti soldi. Era oltre la cifra che avevamo immaginato e accettammo, al pari di Mirko e Micaela e di molti altri e ci dividemmo i mille dell’anticipo. CONTINUA….



Grazie, sono felice ti sia piaciuto. Ho pronte una decina di capitoli (un po' più brevi di questo, ma tutti…
Eccerto che vorrei un ulteriore proseguimento del racconto!"! ;-)
Grazie per l'apprezzamento, sono contenta che ti stia piacendo. La mia intenzione era quella di scrivere un racconto che filasse…
Ciao, ti ringrazio per i complimenti, sono felice che ti stia piacendo. Avevo un po' di timore a scrivere un…
Molto eccitante spero di leggere presto altri tuoi racconti