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Racconti Cuckold

Ultimo tabù

By 10 Luglio 2024No Comments

Dopo aver sdoganato il diktat “solo insieme” con la scopata di Carlotta a Taormina e io a casa a soffrire, una domenica d’estate cadde anche l’ultimo limite che ci eravamo dati nei nostri giochi “mai con amici o persone delle nostre zone”.

Corsica.
Siamo in viaggio io, Carlotta e un’altra coppia di amici, Simone e Giulia. Caricate le moto sulla nave, arriviamo a Bastia e decidiamo di andare verso il Sud dell’isola dove Simone era stato qualche anno prima e conosceva un Bed and Breakfast molto carino per alloggiare. Arrivammo stanchi verso le 18 e fu una doccia fredda quando alla reception ci dissero che era tutto occupato e che non avevano a disposizione neppure una stanza. Era inizio Giugno, eravamo convinti che fosse semplice trovare un paio di stanze, ci scontrammo con la realtà che ci fece pensare che quella settimana mezzo mondo aveva deciso di venire in Corsica.

Cercammo su Google altre possibilità non distanti e trovammo disponibilità in un resort a Punta Chiappa. Era un camping ma con a disposizione dei bungalow che dalle foto sembravano davvero carini. Arrivammo alla reception verso le 19:30 e una cortesissima impiegata ci accolse con un bellissimo sorriso, ci illustrò il villaggio e prima di darci le chiavi e firmare il contratto si premurò di dirci “sapete che questo è un villaggio naturista, vero?”. Le nostre quattro facce furono eloquenti, nessuno di noi lo sapeva. A togliere tutti dall’imbarazzo fu Carlotta “Non lo sapevamo ma non c’è alcun problema. Sarà un’esperienza nuova e diversa dal solito. Poi andremo via spesso a girare in moto…”.

Scaricammo le poche valigie e ci accomodammo nei rispettivi bungalow, poco distanti uno dall’altro, e ci demmo appuntamento alle 21 per la cena. Doccia, un paio di battute su dove eravamo capitati “ma stasera al ristorante ci andiamo nudi o vestiti?” “Io col pisello fuori a tavola non vado!” E giù a ridere.
Alle 21 ci trovammo con i nostri amici, abbigliamento abbastanza sportivo e ci recammo al ristorante del villaggio. Fortunatamente erano tutti vestiti, anche se qualche ragazza aveva degli abitini molto succinti che lasciavano poco all’immaginazione. Cena buona, dopocena sulla terrazza a godersi lo splendido panorama di luci che si stagliavano sull’acqua trasparente della baia e programmazione della giornata dopo. Decidemmo di fare un giro alla ricerca di qualche spiaggia carina circostante e poi nel pomeriggio ritorno al villaggio e giro con le moto d’acqua che Simone adorava.

Mattina seguente il risveglio fu dolce e appena usciti dal bungalow notammo un viavai per la spiaggia di persone assolutamente nude. Ridemmo, noi vestiti per andare in moto e al parcheggio incontrammo i nostri amici con Giulia un pochino imbronciata che accusava Simone di non perdersi neppure un culo di donna che vedesse. Ci ridemmo sopra e partimmo per la Palombaggia, poco distante e passammo una mattinata stupenda in un mare azzurro e trasparente.

Tornammo verso le 17 orario in cui avevamo prenotato le moto. Scendemmo in spiaggia e non c’era una persona col costume, tranne noi. Carlotta non vedeva l’ora secondo me e lanciò subito l’idea “ragazzi, non facciamo figuracce, via i costumi!” e si spogliò alla velocità della luce rimanendo nuda, bella come il sole. Simone fu il secondo a denudarsi sorridendo e capii il perchè lo fece così senza problemi. Aveva un uccello davvero grosso e secondo me non vedeva l’ora di mostrarlo al mondo intero. Io rimasi un attimo attonito poi dissi “mica vorrai andare in moto con il pisello al vento??”. “Hai ragione”, disse osservando verso il mare, “quelli in moto hanno il costume” e se lo rimise. La più indecisa fu Giulia che poi lentamente si spogliò ma si notava il suo disagio, aveva qualche chilo di troppo e tutto sulle cosce, poco seno e vicino a Carlotta, se vestita poteva fare la sua figura, nuda era una gara impari. Ma non era una competizione e ora dopo ora cominciò anche lei ad apprezzare il prendere il sole senza tessile addosso e fare il bagno nudi.

Io e Simo tornammo dalla moto e appena arrivati dalle nostre fidanzate lui si tolse il costume immediatamente passando anche a pochi centimetri dal viso di Carlotta col suo mega uccello. Io mi spogliai e mi misi di schiena perchè volevo evitare il confronto diretto con lui e chiesi a Carlotta di spalmarmi la crema solare sulla schiena. Cosa che lei fece con cura, poi si avvicinò a me sussurrandomi “ma che uccellone ha il tuo amico? Mamma mia mi sono tutta bagnata”. Da quel momento non potei più girarmi per un po’ di tempo perchè mi venne durissimo e se mi fossi alzato avrei fatto una figura di merda epocale.

Tornammo in casa verso le 20:30, le giornate erano lunghissime e si stava troppo bene in spiaggia. Appena entrati nel nostro bungalow fui preso d’assalto da Carlotta che volle farlo immediatamente. Era scatenata, aveva una voglia di scopare quasi animalesca. “Scopami, scopami, subito, ti prego”. Naturalmente non mi opposi e la presi a pecora in piedi ai bordi del divanetto. “Dimmi perchè sei così troia stasera, dimmelo” e intanto con un dito cominciai a giocare col suo culetto. La risposta fu scontata : “essere circondata da cazzi mi eccita da morire e quello del tuo amico è pazzesco, lo vogliooo”. E venne dopo pochi colpi. “Ma tu non fermarti, voglio godere ancora. Hai capito la santarellina di Giulia che bel cazzone si prende? Ha scelto bene la suorina…”.
E via con altri orgasmi.

Il giorno seguente lo dedicammo alla moto andando a vedere Ajaccio, facendo qualche passo collinoso al centro dell’isola e la sera eravamo talmente stanchi che mangiammo un panino e via a letto.
Il giovedì invece decidemmo di passarlo in struttura e alle 9 sentimmo suonare alla porta. Erano Giulia e Simone che ci venivano a chiamare per colazione e spiaggia. Lui era in ciabatte nudo con il suo campione in bella vista, lei in topless col pareo.
Io uscii con un salviettone a coprire le pudenda mentre Carlotta, disinibita totalmente, senza nulla addosso. Arrivati al baretto della spiaggia, dopo colazione, programmiamo la giornata. Giulia volle a tutti i costi fare una escursione in una isoletta vicino in gommone ma Simone decise di rimanere in spiaggia, ancora stanco della giornata precedente. Io e Carlotta decidemmo anche noi di riposarci in spiaggia. “Che poltroni che siete” disse Giulia si diresse verso il centro partenze escursioni baciando Simone e raccomandandosi con noi “Mi raccomando, tenetelo d’occhio che con tutte ste tedesche nude che girano vorrei mai che mi scappasse”.

Direi che lo tenemmo d’occhio molto bene… Alle 13 orario di pranzo invece di andare al bar, proposi di cucinare una pasta e mangiare sulla nostra veranda. Andai a fare la spesa e poi andai al bungalow a cucinare. Dopo pochi minuti arrivarono i due camminando vicino, ridevano e scherzavano e il cazzo di Simone a me sembrava ancor più grosso del solito.

Carlotta mi raggiunse in cucina, mi baciò sul collo e mi disse “ho voglia del cazzo del tuo amico, me lo fai usare?” Neanche da dire, erezione immediata per me, con lei che sorrise e mi disse “lo prendo per un sì?”
“Ora mangiamo che ho lavorato mezzora, poi sei sicura di quel che stiamo facendo? Io lui lo vedo spesso, se gira sta cosa siamo spacciati,”
“Amore, abbiamo un’arma incredibile. La santarella non sa nulla e lui secondo me non vuole che lei sappia nulla… Quindi dovrà stare zitto o è un uomo morto, lei è terribile”
“Ma poi, sei sicura che a lui andrebbe? Magari è uno fedele…”
“Come no… in spiaggia ho fatto finta di scivolare e mi sono strusciato a lui, dovevi vedere la reazione del suo uccellone…”
Mangiammo una buona pasta mediterranea, un bicchiere di vino bianco locale fresco e poi ci mettemmo in veranda.

Finsi di dover fare una cosa in casa e mi allontanai strizzando l’occhio a Carlotta.

Quando tornai dopo pochi minuti trovai una situazione da film : lui in piedi con gli occhi chiusi, lei in ginocchio con le mani di lui sulla testa che gli stava facendo un pompino pazzesco. Rimasi di sasso ma immediatamente avevo l’uccello durissimo.
“Amore, vieni qui a leccarmi, ho già spiegato tutto a Simone, è un ragazzo intelligente”.
Mi stesi sotto di lei e cominciai a leccarla mentre sentivo il rumore del cazzo che entrava e usciva dalla bocca spalancata di Carlotta.
“Bagnala bene, amore, che devo farci passare questo coso enorme tra poco. Dai che a leccare sei un campione.”
Stavo impazzendo. Uno dei miei migliori amici si stava per scopare la mia donna ed ero contento. Incredibile.
“Ora vieni qui vicino a me, tienimi la mano, ma non masturbarti. E tu metti il preservativo e scopami.” Era entrata in piena trance agonistica.

Lui la prese con decisione, le allargò le gambe e puntò quel bellissimo, enorme cazzo sulla fessura. Che come per incanto si aprì, bagnata e lo accolse senza problemi, tutto. Si dilatava senza problemi, ma quando lui cominciò a dare dei colpi sentii la mano di Carlotta stringersi alla mia, cominciò a mordicchiarsi le labbra, gli occhi semichiusi e un gemito sordo, di piacere.

Non pensavo che Simone fosse uno scopatore così bravo. La fece godere un sacco di volte, girandola a pecora, di fianco, facendola cavalcare sul suo cazzo e i quella posizione mi sembrò di vedere un orgasmo quasi da svenimento per la mia ragazza.

Quando anche lui fu sul punto di venire, uscì da lei e toltosi il preservativo venne sulla sua pancia riversando un quantitativo record di sperma bianco e denso. La mano di Carlotta si strinse ancor più forte alla mia, mi baciò con la lingua e mi disse “mi spiace, mi ha distrutta. Non ho più forze, se vuoi ti guardo, sto qui , guardami e fatti una sega”. Detto, fatto. Un minuto ed ero già venuto lanciando lapilli di sperma ovunque. Meno densa, più trasparente.

Sprofondammo sul divanetto e Simone ci disse “Mi raccomando, rimanga il nostro segreto. Se lo sapesse Giulia siamo morti tutti e tre.”

Simone è diventato un nostro compagno di giochi usuale e quando viene a casa nostra Carlotta dà il meglio di sè.
E io, cornuto, la amo sempre più.

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cpibiza2024

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