Come badante, Ricardo aveva il compito di assistere nonno Carlo per qualsiasi necessità. Una volta in camera, tolse la copertina che il vecchio aveva sulle gambe e l’appoggiò sul divanetto. La macchia sui pantaloni, sempre più evidente, non gli sfuggì.
“Gesù, Carlo, ti sei ancora rovesciato il vino addosso? E’ la terza volta questa settimana!” lo ammonì candidamente. Nonno Carlo negò vibratamente, e , vergognandosi un poco, tentò di scacciare Ricardo.
“Su, si faccia pulire, non faccia il bambino” lo rimbrottò l’uomo.
Fece per cambiare gli abiti del nonno ma si accorse immediatamente che quella macchia era tutto fuorchè vino. Guardò perplesso il nonno.
Mente armeggiava con gli abiti del vecchio, ripensò agli avvenimenti recenti, sicurissimo che quando aveva lasciato il nonno per sbrigare alcune faccende quella macchia non ci fosse e che, al ritorno, lo aveva trovato nella stessa identica posizione, con Anita di fianco e i due uomini seduti di fronte.
Uno strano sospetto balenò nella sua mente. Un sospetto che però stava già virando in certezza.
Finì di pulire il vecchio, lo mise a letto e si ritirò nel suo alloggio, con strani pensieri che gli affollavano la mente.
Al piano inferiore intanto era tutto pronto per la tombolata natalizia, degno epilogo di ogni pranzo natalizio. Gabriella aveva pensato bene di tirar fuori i suoi squisiti preparati alcolici, così che amari e grappe di vario genere riempivano la tavolata. Nessuno si fece pregare e, nel giro di poco tempo, l’euforia era già alle stelle. Al gruppo si aggiunse improvvisamente anche Ricardo, che si godeva ora un po’ di meritato riposo e il cui ingresso in sala fu festeggiato da tutta la combriccola. Non fece in tempo a scegliere il posto e a sedersi che, in un battibaleno, Anita , con la sveltezza di una gattina, prese posto proprio in mezzo a lui e ad Augusto. La cosa non sfuggì né a Claudia, né a Giulio, punto da una strana fitta di gelosia, e nemmeno a Loris, che ,ancora una volta, osservava sornione. La tombolata ebbe inizio, nel disordine allegro tipico delle giornate natalizie. Numero dopo numero cominciavano ad arrivare i primi vincitori, Augusto fu il primo a intascarsi un bell’ambo. Claudia però non riusciva a concentrarsi totalmente sul gioco, il suo sguardo faceva spesso capolino sui tre sul lato opposto del tavolo. Vide alcune scene che la colpirono: Ricardo, che con una carezza spostava uno dei due codini di Anita che rideva col suo scintillante apparecchio. Augusto, che ogni tanto si sporgeva verso la ragazza dicendole qualcosa nell’orecchio. Qualcosa che evidentemente divertiva molto Anita, che di ricambio faceva si con la testolina. Ancora Anita che tirava fuori la lingua mentre i due uomini la guardavano divertiti ed su di giri. Infine Augusto, che sembrava commentare le belle unghiette colorate di Anita mentre lei gli porgeva la manina sussurrandole qualcosa all’orecchio. Chissà di cosa stavano parlando, pensò Claudia……
Non appena Anita aveva visto Ricardo entrare in stanza cercò in tutti i modi di venire a trovarsi seduta di fianco a lui e l’occasione le si presentò proprio quando suo padre, seduto di fianco ad Augusto, si alzò per prendere qualcosa da bere. Sveltissima sgattaiolò fino al posto libero, venendosi a trovare proprio in mezzo ad Augusto e Ricardo.
Augusto, che era già un po’ alticcio e che la conosceva sin da quando era bambina, fu contento di trovarsela di fianco. Ovviamente anche lui aveva avuto modo di notare le sue grazie in quei due giorni.
Ricardo invece aveva il forte sospetto che la ragazza c’entrasse qualcosa con l’ ”incidente” del nonno ed era deciso a capire meglio la situazione. Nel procedere della tombolata , complice l’alcool e il gran caos che regnava, i discorsi presero una piega strana.
Augusto che le diceva quanto fosse diventata carina, riempendola di complimenti, Ricardo che le sussurrava quanto le piacevano quei codini . Poi ancora Augusto, che spinto dall’alcool, le fece complimenti sulle mani . Anita sorrideva dicendo grazie.
Ancora infine Ricardo, che le fece notare quanto le donava quell’apparecchio e che splendida lingua avesse. Poi d’improvviso, le battute divennero ben più dirette, più spinte, i due uomini avevano capito che potevano spingersi più in là.
Augusto le sussurrò all’orecchio:” e chissà che cosa sanno fare quelle manine” con Anita che sorrideva arrossendo un po’ . Infine Ricardo,ancora più diretto :”sai di cosa la riempirei quella lingua” con Anita che faceva timidamente si con la testolina avvampando e che poi, di rimando, su invito dei due estraeva la lingua mostrandola ai due uomini.
Frasi e situazioni che fecero ben presto un grande effetto.
Ma fu Ricardo a rompere gli indugi. La reazione della ragazza gli aveva confermato che senza dubbio era stata la protagonista della vicenda del nonno, così le afferrò la manina destra e se la portò sul pacco. Anita non fece una piega, fece utilizzare all’uomo la sua mano per massaggiarsi il pacco ora gonfissimo. Poi Ricardo ritirò la sua mano e fece continuare Anita da sola.
Era , con ogni probabilità, un membro enorme. Anita fece scorrere le dita su tutta la lunghezza dell’asta che premeva sulla morbida tuta dell’uomo e le sembrava non finire mai. Gettò uno sguardo verso il pacco e vide un gonfiore gigantesco, la sagoma del cazzo si stagliava in tutto il suo splendore.
Questi movimenti non sfuggirono ad Augusto. Di sottecchi vide la mano della ragazza esplorare i pantaloni di Ricardo e, preso coraggio e passata la sorpresa iniziale, delicatamente prese la manina sinistra di Anita e se la portò sull’uccello. Anita ora, con lo sguardo fisso sulla tavolata, muoveva in sincrono le sue due manine su entrambi i cazzi gonfi, ora con movimenti circolari, ora andando dall’altro verso il basso. Cercava, con la punta delle dita, di sentirne i testicoli, gonfi di seme. Ogni tanto gettava uno sguardo verso Loris, che aveva perfettamente capito cosa stava facendo la sua prediletta e le confermava la sua accondiscendenza con brevi cenni del capo.
Era chiaro che i due uomini erano oltre la mera eccitazione, non potevano rimanere insoddisfatti. D’improvviso Anita si alzò ed, educatamente, disse che doveva fare un salto in bagno. Sculettando si diresse verso il bagno lì vicino, sparendo dalla stanza.
Ricardo sapeva che avrebbe dovuto seguirla, ma cosa inventarsi? Dopo un attimo di tentennamento, si alzò e adducendo una scusa banale, disse che sarebbe tornato a breve, doveva sistemare una cosa nelle dependance. Augusto prese la palla al balzo:” Vengo anche io, prenderò una boccata d’aria e ti darò una mano se serve”.
Ricardo gli rivolse uno sguardo d’intesa, lo ringraziò ed entrambi si avviarono verso l’uscita della stanza.
Ma i due avevano ben altri programmi. Si diressero verso il piccolo bagno del piano terra dove trovarono Anita. Sapevano perfettamente di avere poco tempo, un’ assenza troppo lunga avrebbe insospettito tutti.
Ricardo ,senza dire una parola, mise la mano sulla testa della giovane e la fece inginocchiare. Poi tirò giù fulmineamente la zip della cerniera, si infilò la mano nei pantaloni ed estrasse le palle e il cazzo. Era enorme, come Anita mai ne aveva visti. Grosso e nodoso, con una cappella leggermente più chiara che svettava sul nero della pelle. Le palle, enormi , pendevano al di sotto turgide e perfettamente rotonde. Lo stesso Augusto rimase sbalordito da quelle dimensioni. Avvicinò la cappella alla bocca della ragazza che lentamente la dischiuse, permettendo al cazzo di entrarci ,seppur a fatica. Una manina di Anita intanto scese verso la fighetta, si intrufolò al di sotto dei leggings, sfiorando il tessuto delle mutandine già fradicie, poi scivolò all’interno di esse e iniziò a sgrillettarsi lentamente , la farfallina già completamente oliata. Ricardo affondò il cazzo tra le labbra di Anita, non ne entrava che la metà, e , tenendole la testa ben ferma, cominciò a scoparla in bocca. Augusto, che nel frattempo si era tirato giù i pantaloni, cominciò a picchiettare il cazzo sulle guance e sul viso della ragazza, che ora guardava prima Ricardo e poi Augusto. Con andamento ritmico e ben regolato, Ricardo continuava a muovere il bacino, cercando ad ogni colpo di penetrarle più a fondo la bocca. I codini si muovevano come spinti dal vento, tanta era la foga dell’uomo. Due – tre colpi ancora, poi Ricardo si staccò, avvicinando entrambi i testicoli alla bocca di Anita, che prese a leccarli entrambi, sempre guardando negli occhi Ricardo, percependone il turgore , la pienezza, e captando quanto seme era pronto a esplodere mentre le sua manina continuava a giocare con la sua dolce fighetta. Poi Ricardo staccò la giovane dalle sue palle, e fu il turno di Augusto, che le infilò velocemente il cazzo in bocca e così scopandola a sua volta, mentre Ricardo le teneva la testa ben ferma. Il cazzo di Augusto, di dimensioni decisamente ridotte, entrava quasi per intero, e potè così spingere con più forza, facendolo scorrere velocemente tra la labbra. Ricardo prese una manina della ragazza e se la portò sull’uccello così che potesse fargli una sega mentre Augusto le riempiva la bocca. La mano di Anita non riusciva che a stringere una minima parte del cazzo di Ricardo.
Augusto intanto affondò ancora 4 o 5 volte per poi dare di nuovo il cambio a Ricardo, che ora penetrava la bocca con maggiore spinta, afferrando Anita per i due codini. Dopo poco arretrò, dando in pasto alla ragazza anche le sue palle, e mentre Anita leccava i testicoli gonfi di Augusto, le sue due manine stringevano e segavano ritmicamente entrambi i cazzi, spostando poi la destra a massaggiare un po’ le palle di Ricardo e tornando poi a segare. Anita sentì in quel momento come un colpo di frusta, un fulmine, una scarica elettrica e si rese conto che la stava cogliendo un fortissimo orgasmo. Prese a segare ancora più velocemente, nutrendosi delle palle prima di Augusto e poi di Ricardo, passava da uno all’altro baciandole e leccandole a lingua intera. Le staccarono le manine e portarono entrambe le cappelle a ridosso della bocca di Anita, che iniziò a leccarle entrambe e poi scendendo alternativamente sui due cazzi, facendo passare la lingua sulle intere aste. Quella di Ricardo sembrava non finire mai…..
L’assoluto rifiuto delle festività natalizie aveva portato Marco ad astrarsi dai festeggiamenti. Non che per i suoi genitori fosse una novità. Di fatto, Marco si era sempre isolato durante ogni tipo di celebrazione. Quelle giornate non fecero eccezione. Durante la tombolata, dopo aver girovagato un po’ per i boschi adiacenti, era rincasato, passando prima attraverso la dependance, ove si era preparato un caffè ristoratore, e successivamente salendo al piano terra dal locale piscina. Trovava insopportabili tutti gli ospiti, una combriccola di stupidi ipocriti arricchiti, fatta eccezione, ovviamente, per quella gran figa di Claudia. Era ancora stupefatto da ciò che era successo. Ma in fondo la ragazza non gli interessava molto, era stata un’esperienza goduriosa da cui certamente Marco non si aspettava altro.
Stava lentamente oltrepassando il piccolo bagno posto a piano terra, quando la sua attenzione fu colpita da alcuni strani rumori che da lì sembravano provenire.
Si avvicinò alla porta socchiusa e , non trovandola serrata a chiave, si sentì in diritto di entrare. Trasalì non appena ebbe modo di mettere a fuoco ciò che si parò davanti ai suoi occhi. La prima cosa che vide fu Anita che, inginocchiata, passava la lingua sull’enorme cazzo di quello che riconobbe subito essere Ricardo. Ma ciò che gli fece mancare il respiro fu rendersi conto che l’altro uomo, anche lui in piedi di fronte alla ragazza, con l’uccello in piena erezione, era suo padre Augusto.
Auguro si girò e, non appena riconobbe il figlio, riuscì solo a blaterare, sconvolto: “Oddio, marco”. Gli occhi di padre e figlio si incrociarono.
“Papà, ma che cazzo stai facendo?”.
Marco fu invaso da una selva di sensazioni confuse….sgomento e incredulità, per il fatto di trovare il padre in quella situazione, e una successiva inspiegabile e strana eccitazione, nel vedere Anita in quella eccitante posizione.
Anita si fermò, girò la testa verso il cazzo di Augusto e, fissando negli occhi Marco, cominciò a spompinare il padre, puntellandosi con le mani sulle cosce dell’uomo. La testa andava avanti e indietro senza sosta, tenendo fisso lo sguardo in quello di Marco, mentre Ricardo le accarezzava dolcemente la testa.
Marco sentì l’erezione crescergli inesorabile. Ricardo, vedendolo tentennare, gli diede una fraterna spintarella di incitamento avvicinandolo alla ragazza. Poi prese la testa della ragazza e la rivolse verso Marco, che ora si trovava in mezzo proprio al centro tra i due uomini. Le manine di Anita si adoperarono subito nello slacciare i bottoni dei jeans del ragazzo, intrufolarsi nei suoi slip ed estrarre anche il suo uccello, già durissimo. Ormai Marco non era più in grado di opporsi a una situazione che lo aveva completamente travolto. Anita salì dalle palle fino all’asta e in breve tempo lo fece scorrere in bocca, iniziando un lento pompino mentre gli altri due mantenevano l’erezione segandosi lentamente e osservando la scena.
Poi Anita ritornò sul cazzo di Augusto e, per qualche minuto, prese a spompinare prima il cazzo del padre e poi quello del figlio, guardando entrambi negli occhi. Fu Augusto poi a incitare il figlio. Tenendo ferma la testa di Anita, invitò il figlio a far ciò che doveva essere fatto. Marco guardò il padre, e gli ultimi bagliori di resistenza si sciolsero. Infilò il cazzo nella bocca di Anita e iniziò, anche lui, a scoparsela, dando forti colpi, spingendo la cappella più in fondo possibile. Si avvicinarono sia Augusto che Ricardo, ed entrambi presero a sbattere i loro cazzi sulla fronte e sulle guance di Anita, strusciarono le cappelle sul viso della giovane, mentre Marco continuava a fotterle la bocca con forza.
Ricardo si rese conto che troppo tempo era passato ed era ora di finire. Fermò Anita e le tenne ben salda la testa con la mano.
“ Lo sai adesso cosa succede, vero? Cosa vorresti che facessimo?” le disse.
Anita disse si.
“Che cosa? Su, diccelo” la incalzò l’uomo accarezzandole la testa.
“ Volete sborrarmi in faccia” disse Anita guardando tutte e 3 negli occhi.
“Brava” rispose Ricardo che poi, con un gesto perentorio, invitò Augusto ad aprire le danze.
Anita si abbassò un po’ sulle ginocchia contemporaneamente inclinando di poco indietro la testa, esponendolo così il viso ai 3 uomini , infilandosi le manine tra le cosce, e rimanendo così in attesa.
Augusto avvicinò la cappella al viso della giovane che nel frattempo si era prontamente girata verso di lui. Cominciò a segarsi mentre lei osservava la cappella pronta a esplodere. Anita allargò leggermente le gambe per infilare una manina nelle mutandine. Cominciò così a titillare vigorosamente il clitoride mentre Augusto si segava a pochi centimetri dalla sua faccia. Pochi attimi e, anticipato da un grugnito dell’uomo, il primo caldo schizzo le invase la fronte, seguito poco dopo da un secondo getto che le coprì il nasino ed infine un terzo, che Augusto indirizzò sulla labbra chiuse della giovane. Il seme di Augusto si rivelò abbastanza liquido, i primi rivoli di sborra scivolavano velocemente sul viso di Anita che ,dopo uno fugace sguardo all’uomo, girò la testa verso Marco. Pochi secondi e anche Marco cominciò a sborrare copiosamente sul viso della ragazza, che riceveva il seme senza batter ciglio. Prima uno, poi due, infine tre copiosi dosi di sperma si posarono sul naso, sulle guance e sulle labbra della giovane.
Anita sentì un intenso orgasmo squassarle l’anima, godeva del suo viso imbrattato, ricettacolo dello sperma del padre e del figlio, che sul sul suo viso si mischiava.
Poi Ricardo le prese la testa e la indirizzò verso la sua cappella. Prese a segarsi quell’enorme membro mentre Anita guardava eccitata, riprendendo a toccarsi, la fighetta ora quasi violacea da tanto era stata sollecitata. Tenendole la testa ben ferma, Ricardo esplose il primo schizzo, riempendole una guancia di una sborra bianca e densissima. Poi indirizzò il secondo sulla fronte, dalla cappella esplose un altro abbondante caldo schizzo che si depositò sulla fronte della giovane, ed infine un terzo e poi un quarto sul nasino e sulle labbra.
Marco guardava ora estasiato quel delizioso visino ricoperto di sperma mentre il suo cazzo, prima ritiratosi, si faceva prepotentemente di nuovo vigoroso.
Poi Ricardo avvicinò la cappella alla guancia della ragazza, raccolse con la punta un mucchietto di seme, poggiò una mano sul mento di Anita facendole aprire la bocca e le infilò il cazzo in bocca. Anita riprese lentamente a spompinare, quasi esausta, sentendo lo sperma mischiarsi alla saliva nella sua bocca. Augusto e Marco , iper eccitati, avevano entrambi ritrovato una subitanea erezione, e, avvicinando i cazzi alla bocca di Anita, si segarono furiosi esplodendo il seme rimasto ,svuotandosi completamente sul viso di Anita, che continuando a spompinare accolse nella bocca anche le nuove ,seppure limitate, sborrate dei due, che le colavano sulle labbra.
A quel punto Ricardo si staccò, prese la testa della giovane, la girò verso i due.
“Su, fagli vedere” le disse. Anita aprì la bocca rivelando una mucchietto di sborra accumulatosi nella sua bocca, il ferretto dell’apparecchio intriso di sperma, guardò prima Marco e poi Augusto ,si passò la lingua sull’arcata superiore raccogliendo gli ultimi filamenti ed infine deglutì il loro seme, mostrando poi la bocca ora pulita.
Ricardo passò dolcemente un dito sul viso di Anita, raccogliendo parte del seme che ancora le imbrattava il viso, lo avvicinò alla bocca, che Anita aprì docile, e glielo infilò. Anita succhiò quel rimasuglio di sborra e ancora ingoiò tutto.
Augusto e Marco erano ora senza parole. Si abbottonarono in fretta e furia e si rivolsero a Ricardo. “ Ora è meglio andare” ed uscirono svelti dalla stanza.
Ricardo, rimasto solo, accarezzò la testolina di Anita. Eppure ,nel giro di pochi secondi, sentì salire una nuova erezione. Non era ancora del tutto soddisfatto.
Guardò la ragazza.
Anita capì immediatamente e docilmente aprì la bocca tirando fuori la lingua. Ricardo le appoggiò la cappella sulla lingua e riprese a farsi una sega. La cappella, enorme, ricopriva l’intera lingua di Anita. Poco dopo una copiosa dose di sborra iniziò ad ammonticchiarsi sulla lingua. Ricardo ritirò il cazzo, ormai svuotato. Anita ritrasse la lingua, chiuse la bocca e deglutì tutto il bianco seme dell’uomo, sentendolo scendere ,spandersi nel suo pancino e aggiungersi a quello che già aveva mandato giù.
L’uomo si ricompose, si abbottonò i calzoni.
“Brava, la mia piccola” le disse. Poi uscì, tornando nella sala principale dove il suo ritorno non sfuggì certo a Loris. Dopo aver visto entrare in sala Augusto e aver scorto Marco che saliva ai piani superiori, seguiti a pochi minuti da Ricardo e poi da Anita, si rese conto di cosa fosse successo e si disse che probabilmente ora Anita era davvero pronta per il gran finale.
Si , poteva dirsi soddisfatto.
Padre e figlia invece, Giulio e Claudia, osservarono il ritorno dei 3 dibattuti da pensieri profondamente diversi. L’uno, Giulio, divorato dalla gelosia, fantasticava con pochi dubbi su ciò che potesse essere successo, l’altra, Claudia, non riusciva più bene a capire che cosa stesse realmente succedendo.
Questo racconto è opera di fantasia. Tutti i personaggi,gli episodi e le battute di dialogo sono da intendersi come del tutto immaginari. Niente di ciò che è narrato è da alludere a persone,cose o situazioni reali.
Per commenti: psychedelicat1@yahoo.it



E' quello che han sempre detto gli amici delle mie compagne... Non capisco come lo abbiano intuito, ma così è…
Complimenti Jokermi. Bellissimo racconto se ti va di contattarmi erodream78@gmail.com
Tu sei un uomo con l'animo del cornuto, dovresti coltivarlo fino in fondo e non scomparire e dimenticarti del tuo…
mi sono ritrovato a pensare come avrei reagito io se ci fosse stata mia moglie in quella situazione
Patrulla sei una garanzia di qualità, intro interessante con sviluppi potenzialmente interessanti... vediamo come si sviluppa