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Luca e Claudia erano sposati da quasi due anni e tutto andava benissimo, tranne per il fatto che lei aveva una tendenza a spendere troppo. Pertanto, a lui sembrò naturale, quando ereditò una piccola somma dalla nonna deceduta, aprire un conto in suo nome in modo che lei non potesse accedervi.
Era furiosa. La lunga lista di cose che aveva bisogno per la casa e lei stessa doveva essere bruciata – ma non a lungo.
Chiara aveva un piano.
Ogni volta che Luca si fosse sentito un po’ su di giri, decise che gli avrebbe addebitato i suoi favori sessuali. E più bizzarri essi fossero stati – più sarebbero stati costosi.
Una sera, quando lei gli dava dei piccoli baci, seppe che lui era eccitato.
“Hai voglia di fare sesso stasera, tesoro?” Chiese.
“Non saprei come dire di no” lui disse, e la strinse, accarezzandole il braccio.
“Ti costerà cento euro per il sesso diretto,” disse lei, “due se vuoi che io stia sopra e tre se vuoi un pompino.” E poi disse: “Cinque se vuoi venire nella mia bocca”.
Luca rimase in silenzio per un attimo: “Vuoi che paghi per il sesso?” Balbettò, “ciò ti renderebbe una prostituta”.
“Ma di alta classe”, lei aggiunse.
“Io sono tuo marito”, esclamò, “e non c’&egrave modo di pagarti per il sesso”.
“Beh, allora fatti passare l’eccitazione da solo” disse sorridendo e accendendo il televisore.
Lui uscì dalla stanza, mostrando il suo disgusto. Quella notte decise di dormire nella camera degli ospiti, per non dover parlare con lei.
La mattina successiva lei gli preparò la colazione, ma lui la spinse da parte e quando si allontanò per andare a lavoro non le diede il bacio abituale. Dopo tre giorni lui si stava disperando e lei lo sapeva. Per stuzzicarlo, disegnò un menu con le sue tariffe e lo sistemò al suo posto al tavolo della cena. Lui lo strappò in tanti piccoli pezzi ed uscì per un drink.
Luca era molto ubriaco ed aveva cominciato a flirtare con una bellissima bionda nel bar. Lei gli lasciò mettere una mano sul suo vestito e ciò sembrava molto promettente fino a quando lui non si trovò palpò un cazzo grande forse quasi il doppio del suo. Completamente frustrato tornò a casa, cadde nel letto e mormorò parole di maledizione fino a quando non riuscì a dormire.
La quarta notte cercò di negoziare il prezzo ma Chiara non era disposta a tagliare le tariffe. Aveva delle caldi doti e ne era consapevole. Labbra carnose, dita magiche, grandi seni e una piccola e stretta vagina…pensò che stesse offrendo un buon rapporto qualità / prezzo.
Malgrado la tentazione, mentre lei spesso passeggiava per la casa mezza nuda, Luca riuscì a resistere per quasi tre settimane. Quando non ne pot&egrave più egli chiese quanto gli sarebbe costato tutto il pacchetto e lei disse settecento. Scosse la testa con incredulità e chiese se avesse potuto fare un assegno.
“Mi dispiace, Luca, ma voglio denaro.”
Erano le dieci e mezza di sera e lui uscì per trovare una bancomat. Piovve sulla strada. Quanto ritornò casa, lei lo diresse alla doccia.
Chiara aprì l’acqua alla temperatura giusta e poi procedette a insaponarlo con una grande spugna naturale. Quando lei si avviava a lavorare intorno alle palle, lui chiuse gli occhi e cominciò a gemere.
Fece un accurato lavoro fino alla punta del suo cazzo, e poi lo asciugò con un grande asciugamano. Luca stava cominciando realmente ad apprezzare il fatto di avere soldi in banca.
Chiara lo guidò per mano nel salotto e gli chiese di giacere sul divano. Seguì obbedientemente le sue istruzioni e così lei si piegò e baciò dolcemente la testa del suo cazzo rosso brillante. Continuò a farlo per un po’ e intanto gli massaggiò delicatamente le palle.
Improvvisamente, senza preavviso, lo guidò profondamente in bocca e lo tenne per qualche istante. Quando si ritirò, lui quasi gridò di disperazione ma in una frazione di un secondo era ancora tra le sue labbra e cominciò a muoversi su e giù per il suo cazzo in un ritmo costante.
Luca la fermò, si alzò dal divano e la condusse in camera da letto, scagliandola letteralmente lì sopra. Lei rimase lì, con le gambe leggermente distese.
Mentre si trovava accanto a lei, dopo aver inumidito una delle dita con lo saliva, fece piccoli cerchi intorno ad uno dei suoi capezzoli. Lei cominciò a fare piccoli gemiti, e quando lui abbassò la mano e corse dolcemente il suo dito su e giù, la sua figa cominciò ad essere bagnata.
Chiara, adesso avviluppata con passione e scoprendo le sue labbra, lanciò la sua lingua dentro e fuori dalla bocca di lui. Improvvisamente si fermò e fece un grande respiro, il suo corpo cominciò a vibrare violentemente e gridò “Oh cazzo”, poi ancora “cazzo, cazzo, cazzo”, mentre lui continuava a muovere il dito sul clitoride.
Luca si inginocchiò tra le sue gambe e, sebbene sentisse l’impulso di infilare il suo cazzo palpitante dentro di lei, decise di continuare a soddisfarla usando la lingua.
Tuttavia, lei gridava: “Fottuto bastardo – puoi tenerti i soldi”, allora lui cominciò a penetrarla rapidamente. Le sue belle tette rimbalzavano da un lato all’altro e il suo volto era contorto come se fosse in preda a qualche sorta di piacere e dolore mentre lui le scopava la figa inesorabilmente. Quando sentì il suo sperma pronto a esplodere, andò più veloce e più veloce, e gridò: “Puoi avere i soldi, puoi avere tutto”, mentre sparò il suo carico.
Le avvolse le gambe attorno al culo e continuò a scoparla per parecchi minuti finch&egrave anche lei non venne.
Poi lui si allontanò da lei. Sdraiato sul letto, guardando il soffitto, Chiara prese la sua mano e sussurrò:
“&egrave stato meraviglioso Luca, mi piacerebbe farlo di nuovo.”
‘Ti costerà”.
“Quanto?” Chiese, coccolandosi vicino.
“5000”.
“Mi sembra giusto,” disse lei, “ti darò 5000 in contanti”.
“Contanti!? Dove diavolo hai ottenuto 5000 euro in contanti? “Chiese, seduto in posizione verticale.
“Beh, quando stavi pensando ai tuoi soldi e non stavo ottenendo alcun sesso, ho deciso di vendere le mie doti ai vicini – ho costruito una buona attività, infatti sono pienamente occupata tutta la prossima settimana.’

Autore Pubblicato il: 22 Ottobre 2017Categorie: Racconti Erotici Etero0 Commenti

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