Salve a tutti rieccoci con una storia vera.
Son passati ormai due anni da quell’indimenticabile vacanza in Slovenia, dove avevamo conosciuto Sophie ed Alain (vedi La prof universitaria – In Slovenia) e, con loro,
manteniamo tutt’ora un ottimo rapporto di amicizia.
Soprattutto le signore non mancano di sentirsi telefonicamente o di chattare su Whatsup frequentemente.
Così quest’anno per le vacanze natalizie, le due si sono accordate per trascorrere il Capodanno tutti assieme in Francia, da loro.
Sophie ed Alain vivono a Chamonix, ai piedi del Monte Bianco, dove in inverno Alain fa il maestro di sci e gestisce una funivia; Sophie, invece, insegna matematica alla locale scuola secondaria.
Dopo aver passato il Natale con i nostri familiari, Cristina con i genitori in Calabria, io con mio figlio nel Nord Italia, ci siamo ritrovati il 28 per prepararci alla settimana bianca con i nostri amici.
Viste le condizioni delle strade in inverno, abbiamo deciso di andare in aereo fino a Ginevra, che dista un’ora di macchina da Chamonix, lì loro sarebbero venuti a prenderci all’aeroporto.
Avevamo il volo da Roma il pomeriggio successivo e per non avere dietro troppi bagagli avevamo spedito dieci giorni prima, tutto l’abbigliamento invernale per corriere.
Il giorno dopo, lasciata l’auto al parcheggio lunga sosta, abbiamo preso il volo per Ginevra.
Mauro
Quando arriviamo, Sophie ed Alain, sono già lì ad attenderci.
Il ritrovarci dopo questi due anni, scatena un’esplosione di gioia.
Sophie ci corre incontro, mi abbraccia, per primo perché sono davanti, e mi stampa un bacio sulle labbra con tanto di lingua guizzante.
Poi abbraccia Cristina e bacia anche lei sulla bocca per un tempo che a me sembra un po’ troppo lungo per un saluto.
Ciò che mi sorprende è che Cris non fa una piega, anzi, mi sembra risponda al bacio abbracciando stretta l’amica.
Durante il viaggio in macchina, le due donne, sedute dietro, non smettono un attimo di chiacchierare ed io ed Alain riusciamo solo a scambiare qualche frase di circostanza.
Loro abitano in un caratteristico e simpatico chalet in legno, a due piani, appena fuori il centro cittadino.
Dopo averci mostrato la camera e fatto visitare la casa, ci lasciano a disfare le valigie arrivate qualche giorno prima.
La cena, Sophie ha preparato una deliziosa quiche lorraine con contorno di verdure, si svolge allegra, annaffiata da un paio di bottiglie di rosé locale ben fresco.
Alain ci dice che, sfortunatamente, l’indomani sarà impegnato con le lezioni di sci perché, per il suo lavoro, ora è piena stagione e così anche gli altri giorni, tranne il primo ed il 2.
C’invita, comunque, ad andare con lui sulle piste così potremo sciare mentre lui lavora; per l’attrezzatura, ci fornirà tutto dal deposito della scuola.
Cristina, avendo vissuto molti anni in Piemonte, scia molto bene ed accetta subito contentissima; il sottoscritto, invece, essendo per vocazione un uomo di mare, ha qualche perplessità; sono molti anni che non scio più e, alla mia età, non vorrei proprio rompermi una gamba.
Declino, così, l’offerta dicendo che approfitterò per visitare Chamonix, che non ho mai visto prima.
-“Allora ti accompagno io.” – si offre subito Sophie – “Io ho tutto l’inverno per sciare e poi approfitterò per fare qualche acquisto; Alain non ha mai tempo per accompagnarmi”.
Definito il programma per l’indomani chiacchieriamo ancora un po’ e poi andiamo tutti a dormire.
L’indomani mattina, Cris ed Alain, partono presto per i campi da sci, io e Sophie ci prepariamo con più calma.
Dopo colazione, mentre io leggo un giornale, Sophie sparecchia i resti indossando, visto che la casa è surriscaldata, solo una vestaglietta leggera sotto la quale credo sia nuda.
Infatti, quando si china sul lavandino, posso ammirare la fine della curva delle natiche e il rosa delle labbra della figa tra le cosce!!!
La visione mi turba non poco e, anche se credo che lei non rifiuterebbe le mie avances, mi alzo e vado in bagno a fare una doccia.
-“Dove vai?” – mi chiede.
-“Vado a fare una doccia”.
-“Ah, va bene” – fa con aria un po’delusa.
Stiamo passeggiando per le vie del piccolo centro di Chamonix; non c’è niente di particolarmente bello o interessante.
Una tipica cittadina turistica; pulitissima, molte agenzie di turismo e tanti negozi di attrezzature sportive, di abbigliamento…
Negozi davanti ai quali Sophie si ferma, fa osservazioni, chiede la mia opinione…
-“Ah, qui voglio entrare.” – fa davanti ad un negozio di lingerie – “La scorsa settimana ho visto dei completini che sono un amore. Vieni”.
Entriamo e lei parla con una commessa, la quale dopo un po’ torna con delle piccole scatole e gliele consegna.
-“Aspettami qui, vado a provarli” – dice avviandosi verso i camerini.
Mi siedo in una poltroncina e mi accingo, con pazienza, ad attendere non so quanto.
Dopo diversi minuti arriva la commessa.
-“Madame ha detto se può andare da lei, vuole parlarle” – mi dice la commessa.
La seguo in un’altra stanza dove ci sono i camerini di prova.
-“Ah, sei qui?” – mi fa da dietro la tendina – “Senti, potresti entrare e darmi il tuo parere su come mi sta?”.
Scosto la tenda ed entro nel camerino.
Resto folgorato!!
Indossa un completo reggiseno e tanga violetto, su un paio di scarpe dal tacco altissimo, che, probabilmente, ha portato con se.
È sexy da morire!!
Nello stanzino fa molto caldo ed io comincio a sudare e non solo per il caldo.
-“Allora, che ne pensi?” – mi chiede, girando su se stessa e mostrandomi le natiche rotonde separate dalla strisciolina del tanga.
Deglutisco a fatica, non riuscendo a parlare.
Senza parlare l’avvolgo con lo sguardo, fermandomi ad ammirare le sue chiappe, rotonde e sode; il mio uccello s’indurisce all’istante.
-“Posso?” – chiedo estraendo il cellulare per farle qualche foto.
-“Certo fai pure” – risponde mettendosi in posa
-“Ti sta una meraviglia!!” – balbetto mentre le faccio un paio di foto – “Sei molto sexy, potresti convertire un monaco”.
-“Oh, grazie. Ma lo pensi davvero?”.
Si gira e mi sorride.
-“Allora provamelo” – e mi fissa l’inguine.
–“Cosa abbiamo qui?” – dice avvicinandosi a me, e toccandomi il pacco.
Sulla sua faccia di dipinge un espressione di compiacimento, per come lo trova duro.
Senza dire altro, inizia un lento massaggio da sopra la stoffa dei pantaloni, appoggiandosi a me e premendo il suo seno prorompente contro il mio petto; i suoi capezzoli sono duri come chiodi.
Dopo un po’ che mi massaggia la mia eccitazione è alle stelle.
Lei, allora si piega sulle ginocchia e mentre con una mano continua il massaggio, con l’altra abbassa la zip dei pantaloni e la infila nell’apertura.
Estrae, un po’ a fatica, il cazzo durissimo, lo guarda e gli da una lenta leccata, partendo dalla base fino alla punta della cappella.
-“Allora è vero che mi sta bene” – afferma, guardandomi negli occhi sorniona.
Senza attendere la mia risposta china la testa e prende a succhiare la cappella, poi, apre le labbra e se lo fa scivolare tutto in bocca, fino a toccare i peli del pube.
Non so che fare o che dire!!
Ma non devo fare niente, fa tutto lei.
Comincia ad andare su e giù, aspirando quando va verso l’alto ed alternando il movimento con lunghe leccate per tutta la lunghezza.
Come ho già detto altre volte, è una pompinara con i fiocchi!!!
In poco tempo mi porta alla soglia del godimento.
Le gambe cominciano a tremarmi, una vampa di calore m’invade tutto il corpo.
Lei capisce che sono sull’orlo dell’orgasmo ed intensifica il movimento.
Non resisto più ed appoggiando la schiena alla parete vengo, scaricandole in gola bordate di sperma.
Lei deglutisce, ingoiando tutto e non perdendone neanche una goccia.
Quando sente che la scarica è terminata, estrae il cazzo dalla bocca e lo ripulisce con lunghe passate di lingua, provocandomi ancora brividi per tutto il corpo.
-“Allora lo compro” – dice sorridendo e alzandosi.
-“Senza dubbio” – affermo, notando che neanche una goccia bagna le sue labbra; ha ingoiato proprio tutto!!
Mentre Sophie ed io passavamo la giornata a fare acquisti, Cristina ed Alain erano sui campi da sci.
Cristina
L’indomani mattina ci ritroviamo tutti a fare colazione.
Sono le 7.30, un po’ prestino, ma io ed Alain dobbiamo trovarci alla sua scuola di sci alle 8, ora in cui ha appuntamento con i suoi allievi.
Mentre ci dirigiamo all’ufficio della scuola, Alain mi fa una panoramica del suo lavoro.
Intanto ha un socio con cui divide le lezioni, in inverno la loro attività è di dare lezioni di sci ed organizzare escursioni sulla neve, in estate noleggiano ed organizzano escursioni in mountain bike nelle numerose piste ciclabili dei dintorni, in più, gestiscono una cabinovia che porta ai campi da sci.
Chiacchierando arriviamo alla scuola dove è già radunato un gruppetto di ragazzini con le loro mamme.
-“Vieni che ti presento Lucas, il mio socio. Luc” – chiama, avviandosi verso il gruppo.
Un ragazzone biondo si volta e sorride.
-“Luc, lei è Cristina, la nostra amica italiana”.
-“Bonjour” – mi fa tendendomi la mano.
È un uomo sui trentanni, alto quasi quanto Alain, i lunghi capelli biondi tenuti insieme da una fascia, il viso abbronzato dalle giornate in montagna ed il fisico, che posso immaginare atletico come quello di Alain, coperto da una tuta da sci bluette.
-“Io e Luc ci dividiamo il lavoro.” – continua Alain – “Io mi occupo delle lezioni di gruppo, mentre lui da lezioni individuali”.
-“E tu Cristina, come te la cavi sugli sci?” – mi chiede Luc con un sorriso abbagliante sul volto abbronzato.
-“Mah, veramente, ora sono diversi anni che non scio più, ma ero piuttosto bravina.” – rispondo, sorridendo anch’io – “E poi, se avrò bisogno di una rinfrescata al mio stile, prenderò qualche lezione da voi due” – continuo ridendo.
-“Certamente, ne sarò felice” – fa Luc e ridiamo tutti.
-“Bene, è ora di cominciare a lavorare” – dice Alain dirigendosi verso il gruppo di bambini.
-“Ora saliamo al plateau.” – dice Luc – “Io non ho lezione fino alle 9, così posso occuparmi di te, darti l’attrezzatura e spiegarti le piste”.
-“Ok, grazie”.
Dopo un po’, tutti assieme, prendiamo la cabinovia e saliamo sulla montagna.
Mentre Alain inizia la lezione, Luc mi conduce ad un capanno in legno.
-“Questo è il nostro deposito.” – mi spiega aprendo la porta – “Entra che scegliamo gli sci e le racchette adatti a te”.
Traffica un po’ su una rastrelliera degli sci e me ne porge un paio.
-“Prova questi”.
-“Come vi siete conosciuti con Alain e Sophie?” – mi domanda mentre mi preparo.
Gli racconto del nostro incontro e della vacanza passata assieme in Slovenia, omettendo, chiaramente, gli intermezzi sessuali.
Trovati gli sci per me, usciamo e ci dirigiamo al plateau dove sono le partenze delle varie piste.
Luc mi spiega come sono le discese, i colori delle varie difficoltà e dove sono gli skilift per la risalita.
-“Ora ti devo lasciare, vedo che la signora, con la quale devo fare lezione, è già arrivata. Ci vediamo più tardi. Mi raccomando, le prime volte, fai attenzione” – e si allontana.
-“Ah dimenticavo.” – fa voltandosi e tornando indietro – Questo è uno skipass universale.” – e mi porge un tesserino plastificato – “È per gli operatori del settore; puoi prendere qualsiasi impianto di risalita”.
-“Oh grazie”.
Mi dirigo alle piste e, per cominciare a riprendere l’allenamento, mi faccio un paio di discese azzurre.
Dopo un’oretta sono stremata.
Vado al bar e con una tisana calda mi metto su una sdraio al sole a riposare.
La giornata è bellissima, fa caldo e molte persone stanno prendendo il sole, alcune anche in costume da bagno.
In effetti, dopo qualche minuto, con la giacca a vento sto sudando, la tolgo e mi distendo.
Ma ho ancora caldo, così decido di togliere anche la maglia tecnica e resto con il reggiseno del costume che ho sotto.
Mi sto crogiolando al sole, quando una voce vicino fa: “Fai attenzione, il sole in montagna è molto forte, rischi di bruciarti. Metti questa”.
Apro gli occhi e vedo Luc accanto a me che mi porge un flacone di crema solare.
-Oh grazie. Io ho dimenticato di portarla”.
Prendo il flacone e comincio a spalmarmi la crema, mentre lui si siede accanto a me.
-“Vuoi che te la spalmi anche sulla schiena?” – mi domanda.
-“Mah, non so.” – rispondo incerta – “Non vorrei prendere troppo sole, come primo giorno”.
-“Male non ti farà”.
-“Ok” – e mi giro sulla sdraio.
Lui prende il flacone e sento le sue mani calde che iniziano a massaggiarmi la schiena.
-“Hai una schiena bellissima!!!” – mi dice, mentre le sue mani più che spalmare la crema, mi stanno accarezzando.
Devo ammettere che un po’ per il calore del sole, un po’ per il suo massaggio, sento un languore diffondersi nel corpo.
-“Posso? Così la spalmo meglio” – e senza attendere risposta sgancia la chiusura del reggiseno, riprendendo subito dopo il massaggio.
Vorrei dirgli qualcosa, forse protestare, ma il languore che mi pervade il corpo m’induce a lasciarlo fare.
Qualche passaggio e sento le mani scendere fino alla curva delle natiche, agganciare l’elastico dei pantaloni da sci e cominciare a tirarli giù.
Lo blocco con la mano.
-“Lì non ho bisogno di crema, ci sono i pantaloni” – gli dico voltandomi verso di lui.
-“Credevo volessi abbronzarti anche più in basso” – ribatte sorridendo.
-“Per oggi basta sole” – faccio sedendomi e riagganciando il reggiseno.
-“Sono le 11.15,” – fa guardando l’orologio – “se ti va, vorrei mostrarti un luogo molto bello”.
-“Basta che non ricominci”.
-“Ok, promesso” – e si alza.
Mi alzo e mi rivesto.
-“Seguimi” – mi dice rimettendo gli sci.
Ci avviamo lungo una discesa abbastanza facile e poco dopo lui fa una deviazione e ci ritroviamo, da soli, in una pista non battuta.
-“E adesso?” – penso tra me e me; non so se sono in grado di andare nella neve fresca.
Lui non si ferma e passa con classe la prima cresta, io gli sono dietro ed, in realtà, mi meraviglio delle mie capacità e lo seguo senza tanti problemi fino a che arriviamo ad una baita isolata,stupenda, inondata dal sole.
-“Aspettami” – si toglie gli sci e sparisce dentro.
Io intanto mi guardo intorno; ci sono solo le montagne che ci circondano e la neve candida che riluce al sole; è magnifico!!!
Torna poco dopo con due materassini, li mette a terra e si siede su uno.
-“Prego” – mi fa, indicando l’altro.
Mi siedo accanto a lui e rimaniamo in silenzio diversi minuti a goderci la vista delle vette che sono attorno a noi, il silenzio profondo che regna ed il tepore del sole.
-“Ti piace? – mi chiede bisbigliando per non rompere l’incantesimo.
-“È bellissimo, favoloso!!!” – rispondo sussurrando anch’io.
-“È il luogo dove vengo quando ho bisogno di pensare, riflettere; qui mi sento a mio agio, in sintonia con me stesso”.
Lo capisco benissimo e, non sapendo cosa rispondere, annuisco con la testa.
Restiamo in silenzio a goderci lo spettacolo della natura.
-“Vieni.” – dice alzandosi e porgendomi la mano per aiutarmi – “Ti mostro il rifugio. È un rifugio per alpinisti, quando vengono presi dal maltempo.” – continua – “In più, essendo su una cresta, è al sicuro dalle valanghe”.
Lo seguo all’interno della baita.
C’è un camino con una catasta di legna, tre brandine da campo, diverse coperte, su un scaffale sono allineate scatolette di alimenti e delle pentole, insomma, tutto per sopravvivere in attesa che il maltempo si calmi.
Mentre mi guardo attorno, sento le sue mani prendermi alla vita; mi giro e, senza lasciarmi il tempo di ribattere, lui mi bacia sulla bocca.
La sua lingua preme contro le mie labbra chiuse e le accarezza in un invito ad aprirle.
Mi scosto premendogli le mani sulle spalle.
-“Non credi di correre un po’ troppo?”.
-“Sì, forse hai ragione, ma sei talmente bella, non ho saputo resistere”.
-“Ma ti comporti così, con tutte le donne a cui dai lezioni?” – chiedo separandomi da lui.
-“Non con tutte, solo con quelle belle e disponibili e di solito non mi sbaglio” – risponde con un sorriso che risplende nella semioscurità.
-“Beh, oggi questa non è disponibile” – rispondo sorridendo anch’io; devo, comunque, ammettere con me stessa che il suo bacio non mi ha lasciato indifferente.
-“D’accordo. Allora rientriamo, si è fatta quasi ora di mangiare e noi dobbiamo scendere a valle e poi risalire con lo skilift”.
Si avvia all’uscita ed io lo seguo.
Dopo aver mangiato al solito bar-rifugio, in attesa che Alain e Luc finiscano le lezioni, mi cimento in una discesa rossa, tanto per provare a me stessa che sugli sci non sono ancora da buttare via.
Va tutto bene e mi diverto un mondo, ma quando risalgo al plateau sono piuttosto stanca; allora mi sdraio sulla terrazza del bar.
Sono accaldata dall’attività fisica ed il sole è ancora caldo, mi tolgo la giacca a vento e, visto che da stamane non ho rindossato la maglia tecnica, mi allungo al sole in reggiseno e pantaloni da sci; la stanchezza ed il tepore hanno il sopravvento e mi appisolo.
Mi risveglia un brusio di voci; apro gli occhi e vedo una folla che si accalca per prendere la cabinovia per la discesa.
Mi volto e vicino a me vedo Alain, in piedi, che mi fissa.
-“Ciao, che succede?” – gli chiedo.
-“Niente, ammiravo quanto sei bella mentre dormi al sole.” – poi continua – “È ora di scendere, per oggi abbiamo finito”.
La sera a cena, Cris ci racconta la sua giornata e delle avances che Lucas le ha fatto.
-“Fai attenzione,” – commenta Alain ridendo – “Luc è uno sciupafemmine, ne sanno qualcosa le signore alle quali da lezione”.
Fine del primo giorno, seguite il resto della storia.
I commenti e i suggerimenti sono ben accetti, scrivetemi pure a miziomoro@gmail.com



Ciao Akissfrommax , grazie per il commento , credo che sia una realtà che in molti capiscono. Chi desidera parlarne…
Beh, non potevo fare a meno di aprire un racconto con un titolo del genere! Leggibile e scorrevole e non…
grazie, molto gentile...
Ciao, innanzitutto ti voglio ringraziare per i tuoi racconti veramente degni di nota per questo in particolare sottolineo che di…
Condivido, bellissimo l'incesto