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Racconti Erotici EteroTravel

La prof universitaria – Settimana bianca- Terzo giorno

By 10 Marzo 2026No Comments

Salve a tutti.

È quasi l’una del pomeriggio del 1° gennaio, quando ci svegliamo e ci rivestiamo con gli abiti della sera prima; sono un po’ odorosi della nottata ma non abbiamo altro.
Ci ritroviamo di sotto con gli altri; il proprietario, per colazione, ci serve del caffè bollente e dei resti dei dolci della sera prima.
Io non ho molta fame, ma gli altri divorano tutto.
Quando usciamo, l’aria fuori è fredda e frizzante e ci schiarisce le menti.
Prendiamo l’auto e torniamo a casa.
Approfittando della conoscenza che Sophie ha con un amico parrucchiere e approfittando della sua disponibilità, nel pomeriggio le signore, si fanno mettere in ordine i capelli; io sono ancora un po’ stanco della notte precedente ed approfitto per fare un riposino, in vista della serata.
Siamo pronti per uscire.
Cristina e Sophie hanno indossato gli abiti comprati il giorno prima.
Cris un vestito nero, scollato dritto, con una fascia attorno al collo e gonna sopra al ginocchio, autoreggenti scure e sandali argento ai piedi.
Sophie un vestito trasparente, anch’esso nero, con bretelline che le coprono a malapena i seni, ed uno spacco fino alla parte alta della coscia, autoreggenti miele e sandali neri.
Sono bellissime e sexy!!
Durante il tragitto, i nostri amici ci spiegano che il locale dove andiamo è un posto molto raffinato, dove si può mangiare a due stelle Michelin, assistere allo spettacolo, ascoltare musica, danzare e, se si vuole, ci sono alcune stanze dove ci si può appartare per giocare privatamente, tra cui anche una dark room per fare incontri al buio.
Insomma è un club privé, ma di alto livello.
Per Cristina e me è una novità, non siamo mai stati in club per scambisti e siamo curiosi.
Davanti al locale ci aspettano Lucie e Luc, dopo i saluti entriamo.
Alla reception ci accoglie una graziosa ragazza con una mascherina; ci fa le tessere e ci spiega il comportamento da tenere, dopo di che ci consegna delle mascherine, che sono facoltative e scosta una pesante tenda facendoci entrare.
Ci ritroviamo in un grande salone illuminato soffusamente, suddiviso in grandi isole formate da divani semicircolari rivolti verso un palco e con un tavolino al centro.
Ci accomodiamo in una di queste ed ordiniamo gli aperitivi.
Mentre beviamo osservo Lucie: ha un vestito in maglina grigio scuro, corto, con una zip generosamente aperta sul seno prosperoso, stando seduta, l’orlo è salito mostrando la balza delle autoreggenti fumé, ai piedi decoltée nere.
Nonostante qualche chilo è una bella donna e fa la sua figura.
Dopo un po’ che chiacchieriamo, un cameriere ci avverte che possiamo accomodarci nell’altra sala dove serviranno la cena.
La sala da pranzo è ben illuminata ed i tavoli sono riservati.
La cena è squisita: un plateau di ostriche, gamberoni ed altri molluschi e crostacei come antipasto, code di astice al burro fuso con contorno di patate novelle e fagiolini, il tutto annaffiato da un chiaretto fresco al punto giusto, e per finire torta di mele e marrons glacés accompagnati da un Calvados di dieci anni.
Alla fine siamo soddisfatti e ben disposti al resto della serata.
Torniamo nel salone con i divani; ci servono una bottiglia di champagne e le luci si abbassano ulteriormente, solo il palco rimane illuminato.
Una ragazza fa il suo ingesso, vestita solo di un perizoma e due striscioline sui capezzoli, ed inizia a danzare su una musica di sottofondo dolce e sensuale.
Lo spettacolo prosegue; le ragazze diventano due e mimano un atto saffico tra loro, poi compare un uomo e le due si occupano di lui assieme, poi lui si occupa di loro…
Devo dire che lo spettacolo è bello, raffinato, ma anche molto eccitante.
La fine viene accolta da uno scrosciante applauso da parte di tutti.
Una musica si diffonde nell’aria e molte coppie iniziano a danzare; più che danzare fanno petting sulla pista.
Luc approfitta subito e prende Cris per mano e la porta in pista.
I due si allacciano ed iniziano a danzare stretti stretti.
Stavolta tocca a Lucie portarmi a ballare.
Mi mette le braccia al collo e s’incolla a me.
Il suo seno morbido preme contro il mio petto, il suo ventre si struscia al mio al ritmo della musica ed una coscia è in mezzo alle mie; più che ballare stiamo quasi accoppiandoci!!!
Mentre lei cerca di eccitarmi il mio sguardo segue Cris e Luc.
Lui le tiene le mani sulle natiche e la sta baciando sul collo; lei, il capo riverso all’indietro gli carezza i capelli e si lascia fare.
Ad un certo punto si separano, lui la prende per mano e la conduce dietro un tendone rosso.

Cristina

È tutta la sera che Luc mi tocca, mi accarezza, prima, mentre gli altri guardavano lo spettacolo e approfittando delle luci basse, mi ha sollevato il vestito dietro e ha messo una mano sotto le mie natiche, con un dito ha scostato il filo del perizoma ed ha cominciato a titillarmi il buchino.
È impudente, ma la sua intraprendenza mi eccita.
Il dito mi carezzava attorno il forellino, lo premeva e poi lentamente una falange è scivolata dentro.
Ho avuto un sobbalzo e la mia figa ha subito reagito bagnandosi.
Ora stiamo ballando, il suo membro duro preme contro il mio ventre, le sue mani carezzano le natiche, mi bacia sul collo, il suo fiato è caldissimo e sembra bruciare sulla pelle.
Si stacca da me, mi prende la mano e mi conduce con se; scosta una tenda rossa e ci troviamo in un corridoio con delle porte ai lati.
Luc ne apre una, guarda dentro e la richiude.
Apre una seconda e questa volta entriamo.
Siamo in una stanza, illuminata soffusamente, al centro un divano o forse un letto bianco, circolare, alle pareti divani bianchi anch’essi, in un angolo quello che sembra un mobile con un assortimento di bottiglie e bicchieri.
Mi sto ancora guardando attorno, quando lui, con un gesto esperto, abbassa di dietro la chiusura dell’abito e lo fa scivolare in basso fino ai piedi, lasciandomi nuda con le autoreggenti ed i sandali.
Mi fa girare e s’incolla alle mie labbra, la sua lingua le forza ed io cedo lasciandola entrare; è un bacio passionale, le lingue s’intrecciano, le salive si mescolano, le sue mani carezzano la mia pelle che brucia di desiderio e la mia figa è, ora, completamente bagnata.
Mi sospinge verso il letto e mi fa distendere, poi s’inginocchia davanti a me, poggia le mani sulle cosce e me le apre.
Mi bacia dolcemente le labbra della figa leccandole tutte attorno, bevendo i miei umori, risale e tocca la clitoride, mi da un lungo colpo di lingua dal basso verso l’alto ed io sussulto, colpita da una scarica di piacere.
Sentendo il mio godimento continua a leccare lì, alternando le leccate con piccoli dolci morsettini, portandomi all’apice e vicinissima all’orgasmo.
Si alza, lasciandomi in uno stato comatoso sul letto, va verso il mobile bar e prende qualcosa.
Quando torna lo vedo armeggiare con una bustina, ne estrae un preservativo rosa e se lo srotola sul cazzo rigido, poi riprende il suo lavoro di lingua, riportandomi velocemente alle soglie dell’orgasmo.
Quando comincio a tremare di piacere, si solleva e si stende su di me.
Il suo cazzo trova da solo l’ingresso e con una spinta lo sento affondare in me.
-“Aaahhh… Sìììì” – urlo.
Mi fa sollevare una gamba e me lo spinge fino in fondo.
Ora lo sento bene; il suo cazzo non è grosso, ma lungo abbastanza da sentire che, ad ogni spinta, mi tocca il fondo dell’utero, provocandomi fitte di piacere miste ad un leggero dolore.
-“Aaahhh… Ora… Sto godendooo…” – e l’orgasmo arriva, mi travolge come un’onda ed inizio a tremare in tutto il corpo.

Mauro

Mentre balliamo, la mano di Lucie è scesa a toccarmi il culo ed me lo accarezza, affonda il viso nella mia spalla ed il suo ventre si muove lascivamente accarezzandomi l’inguine.
-“Andiamo anche noi?” – mi sussurra all’orecchio.
-“Dove?” – chiedo, facendo finta di non capire.
-“Di là; nella zona privè” – e senza attendere risposta, mi prende per mano e mi porta con se.
Attraversiamo la tenda rossa e siamo in un corridoio con diverse porte.
Lucie comincia ad aprirne una, poi un’altra, alla terza entra.
-“Vieni” – dice, tirandomi dentro.
Entriamo in una stanza, la luce è bassa, al centro un letto bianco, circolare, sul quale una coppia sta inequivocabilmente scopando.
Lucie mi porta verso uno dei divani e si siede.
Io sono affascinato dalla coppia sul letto; lui la sta scopando con colpi cadenzati e profondi, lei, con una gamba alzata, riceve gli affondi sollevando il bacino e mugolando di piacere.
-“Avvicinati” – è la voce di Lucie.
Mi volto e, sorpreso, vedo che si è spogliata; seduta sul divano, nuda, mi fa segno di avvicinarmi.
Adesso che la vedo nuda giudico che abbia qualche annetto in più di quelli che credevo ed anche qualche chiletto in più: i seni polposi, sono leggermente cadenti, il ventre, abbondante, fa due pieghe sopra i fianchi larghi.
Non è una gran figa, ma, come direbbe l’ispettore Coliandro, tutto sommato scopabile.
Mi accosto al divano e lei armeggia con la zip dei pantaloni, tirandomi fuori l’uccello barzotto.
Continuo a guardare la coppia mentre sento sul cazzo il calore delle labbra di Lucie che lo avvolgono.
Vedo, da dietro, quel cazzo tra le gambe della donna affondare ogni volta, ad ogni spinta, sempre più, in quel ventre che risponde andandogli incontro e facendolo entrare tutto fino ai testicoli.
-“Aaahhh… Ora… Sto godendooo…”.
L’urlo di piacere della donna mi sorprende; credo di conoscere quella voce!!.
Lui si è fermato, profondamente piantato nella figa e la gamba sollevata di lei trema, immagino scossa dall’orgasmo.
Quando il tremore del piacere scema, sfilandosi da lei, lui si gira su un fianco abbassando la sua gamba.
-“Cazzo!! È Luc!!” – ora che lo vedo bene, anche nella penombra lo riconosco.
E riconosco anche lei: Cristina!!
È distesa supina, a gambe larghe, ma non posso non riconoscere il suo corpo.
Lui le dice qualcosa e lei si solleva girandosi sulle ginocchia e mettendosi a pecorina.
Continuo a guardare i due, mentre Lucie continua a lavorarmi di labbra e lingua il cazzo, che ora a raggiunto una notevole consistenza.
In quel mentre si apre la porta e, sorpresa, entrano Sophie ed Alain.
Si dirigono e si siedono su un altro divano e sorridendo si guardano la scena.
Luc, intanto, si è messo dietro Cristina, tenendola con una mano al fianco, con l’altra dirige l’uccello contro la figa e con una spinta lo affonda completamente dentro.
-“Aaaggghhh” – odo chiaramente l’urletto che Cris da alla penetrazione profonda.
Lui prende a scoparla con foga, inizia a stantuffare dentro e fuori, e lei geme forte sotto le sue spinte.
Intanto Lucie ha sospeso il pompino e si sta, anche lei, gustando la scena.
Non ci vuole molto, una decina di affondi e Cristina riprende a gridare prossima ad un nuovo orgasmo.
-“Sììì… Cosììì… Ooohhh come ti sento… Ancoraaa…” – urla dal piacere.
Lui accelera il ritmo e posso vedere il corpo di Cris scosso dai violenti affondi.
-“Sììì… Daiii… Godooooo” – l’urlo che manda è di pura estasi.
Ma anche lui è arrivato.
-“Sììì… Godo anch’iooo… Con teee…” – urla e si appoggia alla schiena di Cristina che si è lasciata andare distendendosi.
Lui sfila il membro, ancora semiduro e da cui penzola la punta del preservativo piena di sborra, si alza e si dirige verso un’altra porta, lasciandola distesa a pancia sotto, esausta, sul letto.
-“Scusami” – dico a Lucie e mi dirigo verso il letto.
Mi stendo accanto a lei e le carezzo i capelli.
Lei apre gli occhi, ancora un po’ annebbiati dal piacere appena provato.
-“Ciao” – le dico sorridendo.
-“Ciao” – mi fa lei, con un filo di voce, sorpresa di vedermi lì.
-“Stai bene?”.
-“Sì, benissimo.” – risponde – “Hai visto tutto?”.
-“Uh uh” – annuisco.
-“Mi dispiace”.
-“Di cosa?”.
-“Che mi hai visto godere così con un altro uomo”.
-“Ti amo” – le dico sorridendo.
-“Ti amo anch’io, moltissimo” – e mi bacia con trasporto.
-“Vestiti, andiamo di là” – le dico staccandomi a malincuore dalle sue labbra.
-“Sì” – e prende il vestito da terra passandoselo sulla testa.
Senza dire parola, usciamo, lasciando i nostri amici nella stanza.
Quando torniamo a casa nessuno dice una parola su ciò che è successo nella serata.
In camera ci spogliamo, ci facciamo una doccia, per ripulirci della serata e ci mettiamo a letto.
E facciamo all’amore, non scopiamo, ci amiamo e ci addormentiamo abbracciati.

Il giorno dopo ci ritroviamo a colazione con Sophie; Luc è già uscito per andare al lavoro.
-“Ieri sera Lucie è rimasta molto male che l’hai lasciata così, da sola” – attacca Sophie.
-“Mi dispiace,” – rispondo – “ ma in quel momento Cristina aveva bisogno di me”.
Lei medita sulla mia risposta per un po’.
-“Vi amate molto” – esordisce annuendo, non è una domanda, è un’affermazione.
-“Sì ci amiamo” – fa Cristina – “e se qualche volta ci togliamo qualche soddisfazione extra, questo non cambia assolutamente il nostro rapporto”.
Sophie annuisce ancora, ma non replica.

Altri due giorni, passati allegramente, ma senza altre avventure e voliamo verso casa.

I commenti e i suggerimenti sono ben accetti, scrivetemi pure a miziomoro@gmail.com

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