Dopo la storia con Margherita, ripresi la mia vita normale: officina, casa, serata con gli amici a bere una birra…
Poi, alcuni mesi dopo, ebbi una sorpresa.
Era una domenica mattina ed ero intento a fare un po’ di pulizie a casa, quando sentii suonare il campanello della porta.
Anche se un po’ contrariato per essere stato disturbato di domenica, andai ad aprire.
Sorpreso mi trovai davanti una donna sui trentanni, lunghi capelli biondo scuro e degli occhi grigio azzurri dallo sguardo penetrante.
-“Buongiorno.” – mi saluta – Io sono Liliana, un’amica di Margherita, è lei che mi ha dato il suo indirizzo. Devo parlarle, posso entrare?”
Sbigottito mi faccio da parte per permetterle l’ingresso.
-“Mi scusi,” – dico, riprendendomi dalla sorpresa – “troverà un po’ di disordine, stavo facendo pulizie”.
-“Oh, non ha importanza.” – fa con un sorriso smagliante – “Scusi lei se sono piombata così, senza avvertire. Possiamo darci del tu?”
-“Certamente. Penso che sai che io mi chiamo Antonio”.
-“Certo, Margherita mi ha detto tutto di voi due” – continua sempre sorridendo.
A questa sua affermazione penso di essere arrossito: “Cosa cavolo va, Margherita, a raccontare in giro di quello che è stato tra di noi” – penso.
-“Prego accomodati” – e le indico un divanetto in un angolo della cucina.
-“Grazie” – dice togliendosi la giacca.
Resto imbambolato a guardarla.
Indossa un corpetto nero senza bretelle da cui i suoi seni opulenti sembrano voler schizzare fuori da un momento all’altro, una gonna bianca a pieghe, svolazzante sopra al ginocchio che, quando si siede, scopre delle gambe perfette e una bella parte delle cosce, ai piedi sandali neri incrociati con tanto di plateau e tacchi vertiginosi.
Lei si accorge del mio sguardo allupato, ma non se la prende, anzi mi sorride ammiccando.
-“Cosa posso fare per te?” – chiedo cercando di riacquistare la calma, ma sento strani movimenti all’interno dei jeans.
-“Vedi Antonio, io ho 34 anni e penso che sia giunta l’ora di avere un bambino. Purtroppo il mio compagno sessantenne, ma con molti soldi,” – continua sorridendo maliziosa – “non ce la fa a soddisfare questo mio desiderio. Margherita mi ha raccontato ciò che è successo tra voi due e, visti i risultati, penso che tu possa aiutarmi”.
-“Cioè?” – chiedo facendo l’indiano.
-“Non fare il finto tonto Antonio. Vorrei che tu mettessi incinta anche me”.
-“Ma mi avete preso per uno stallone?” – faccio fingendomi offeso, ma dentro di me ho già deciso; l’idea di scoparmi questa strafiga di Liliana mi attira troppo.
-“Proprio così e, guarda, che in città molte donne la pensano in questo modo” – dice senza mezzi termini.
-“E come dovremmo fare?” – chiedo fingendo di pensarci su.
-“Tra tre o quattro giorni sarò nel periodo fertile, ci possiamo incontrare, qui da te o da me, se preferisci, dirò al mio compagno di lasciare la casa libera”.
-“Preferisco qui, mi sento più a mio agio”.
-“Daccordo, allora, ti telefono prima di venire” – dice decisa, alzandosi – Resta solo da stabilire il tuo compenso”.
-“Ma io non voglio essere pagato” – dico in tono concitato.
-“Ok, allora ci penso io” – e si dirige alla porta – “Ci vediamo tra qualche giorno, ciao”.
Le apro la porta e lei se ne va tra lo svolazzare della gonna.
-“Beh questa Liliana pagherei io per scoparmela.” – penso richiudendo – “Voglio farla morire di piacere e cancellare quella sua aria altera, prima d’ingravidarla.
Dopo qualche giorno ricevetti la sua telefonata e ci accordammo per il pomeriggio dell’indomani.
La mattina dell’incontro mi sparai un paio di seghe, non volevo essere carico per il pomeriggio.
La mia idea era di scoparmela, ma non solo una volta, quindi speravo proprio di fare cilecca alla prima e non metterla incinta.
Quando apro la porta rimango folgorato da quanto è bella e mi blocco a bocca aperta!!!
-“Ciao, posso entrare?” – chiede sorridendo divertita.
-“Pr… Prego” – balbetto facendomi da parte.
Indossa un abitino bianco che a malapena le arriva a mezza coscia e sopra ha una scollatura a V che lascia scoperta la parte superiore dei seni, ai piedi, come al solito, scarpe bianche con tacco altissimo.
-“Bene, quando cominciamo?” – chiede girandosi, sempre con quel sorriso divertito.
-“Anche subito, se vuoi. Ti vuoi spogliare?”.
-“Qui?” – fa guardandosi attorno nella cucina.
-“No, andiamo di la, in camera da letto” – le dico prendendola per mano e conducendola in camera.
-“Ecco, fai pure con comodo”.
Senza nessun indugio, Liliana posa la borsa a terra, sbottona i bottoni della scollatura, prende il bordo del vestito, lo solleva e se lo sfila dalla testa, restando con un coordinato di pizzo bianco.
Si china a slacciare le scarpe e le scalcia via in un angolo.
Solo a vederla così, in tanga e reggiseno, mi è venuto duro e lo sento premere nei pantaloni.
Abbassa le spalline del reggiseno, porta le mani dietro e lo slaccia, lasciando liberi dei seni da sballo, coi capezzoli duri e ben pronunciati, che sobbalzano un po’, ma non cedono di un centimetro.
Getta l’indumento sulla sedia ed aggancia l’elastico degli slip abbassandoli, si abbassa e toglie quel pezzetto di pizzo prima da un piede, poi dall’altro, facendogli fare la stessa fine del reggiseno.
Completamente nuda si ferma a guardarmi con le mani sulle cosce, ai lati di un triangolo, ben curato, di peli castani.
È talmente bella e sexy ed io con la gola secca, non riesco a dire una parola!!!
-“Beh, cosa aspetti a spogliarti anche tu?”
-“Ha ragione” – penso, ma sono rimasto così incantato dalla sua bellezza che mi sono bloccato.
Tolgo velocemente la tshirt e sbottono i jeans, per abbassarli ho qualche difficoltà a causa del membro rigido.
Quando, finalmente, sono nudo mi pavoneggio qualche istante davanti a lei.
-“Però, sei veramente messo bene.” – commenta guardandomi il pene rigido – “Penso proprio che non sarà un sacrificio”.
Mi avvicino e Liliana si sdraia sul letto a gambe larghe.
-“Non credere che ti scoperò così, subito.” – penso – “Voglio farti godere, morire di piacere”.
M’inginocchio davanti a lei, poggio le mani sulle sue cosce per tenerle ferme e mi chino a baciarle il triangolino di peli.
-“Che fai? Tu devi mettermi incinta, non dobbiamo fare all’amore, non siamo amanti”.
Non sto ad ascoltarla e, tenendole aperte le cosce, scendo a baciarle la commensura della grandi labbra, con la lingua le apro, mettendo allo scoperto la clitoride,
L’aspiro leggermente tra le labbra e la titillo con la lingua.
-“Aaahhh bastardo… Smettilaaa… Aaahhh…” – sospira scuotendo il bacino.
Chiaramente non l’ascolto e continuo a leccarle il bottoncino, certo di aver imboccato la strada giusta.
-“Sei proprio un bastardooo… Aaahhh… Così mi fai morireee…”
Continuo finché non sento che inizia a tremare, le libero le cosce che lei stringe intorno alla mia testa, prendendola con le mani e spingendola contro il suo ventre.
-“Aaahhh… Maledettoooo… MI STAI FACENDO GODEREEE…” – urla col pube sussultante ed un rivolo di umori mi bagna il mento.
Le lascio godere il suo orgasmo e quando sento la stretta delle sue cosce allentarsi, sollevo il viso a guardarla.
Ha la testa reclinata da un lato ed un’espressione beata sul viso.
-“Ora fai qualcosa tu per me” – salgo sul letto e le agito il membro davanti al viso.
-“Hei, io sono qui per essere ingravidata non per farti un pompino” – dice con aria risentita.
-“Dai, non fare così. È anche per te, più mi fai eccitare, più spermatozoi ti metterò nell’utero”.
È poco convinta, però si mette in ginocchio; evidentemente l’idea di prendere in bocca e succhiare un bel cazzo come il mio, non le dispiace.
Mi prende lo scroto con una mano, quasi volesse soppesarlo, poi, timidamente, avvicina le labbra al membro e, con la punta della lingua, da una leccatina al glande.
Altra leccata e bacino sulla punta, poi, con gesto deciso, se lo infila in bocca, qualche su e giù con carezze di lingua e se lo ingoia fin quasi alla radice.
-“Cazzo questa è una vera pompinara!!!” – penso con un brivido di piacere – “Una vera gola profonda!!!”
Mi fa un pompino da vera esperta, tant’è che a un certo punto le prendo la testa con le mani e la stacco dal cazzo; se continua così mi fa venire ed io voglio scoparmela.
La spingo giù, di schiena sul letto e lei spalanca le gambe con un sorriso.
Mi butto tra le cosce, prendo il cazzo con la mano e lo metto tra le labbra intime, una spinta e sono dentro fino in fondo.
Mi sembra di affondare in un bicchiere di acqua calda, tant’è bagnata!!!
-“Ooohhh sììì… Finalmenteee…” – sospira languida, alzando le gambe ai miei fianchi per farsi penetrare meglio.
Le pareti della vulva aderiscono perfettamente al membro e lo massaggiano.
Prendo a scoparla, prima lentamente, poi con sempre maggior foga, finché sento che inizia a godere.
-“Sììì… Continua cosììì… STO PER VENIREEE” – urla.
Continuo a penetrarla a fondo finché, sollevando il busto, si lascia andare all’orgasmo.
Mi fermo ben piantato in lei, per lasciarle godere pienamente il piacere.
Quando mi accorgo che si sta calmando esco lentamente dalla figa,
-“Ooohhh perché? Perché non sei venuto?” – chiede con una punta di delusione.
-“Perché non è finita voglio goderti e farti godere ancora” – affermo con decisione.
La prendo per i fianchi e la faccio girare a pancia sotto, le metto una mano sul pube e la sollevo facendola mettere a pecorina; lei si lascia fare senza protestare.
Approfittando della sua arrendevolezza, punto l’uccello contro la figa e glielo affondo dentro fino a toccarle la cervice.
-“AAAHHH…” – urla – “Così mi sfondi”.
-“Non ti preoccupare, è solo l’inizio, vedrai che poi ti piacerà” – le dico mentre prendo a scoparla, tenendola per le chiappe, con affondi cadenzati.
Come il resto del corpo, anche il suo culo è superbo!!!
Natiche sode nelle quali è un piacere affondare le dita, in mezzo occhieggia un forellino bruno, che sembra palpitare al ritmo dei miei affondi.
Vorrei tanto infilarmi anche lì, ma devo tener fede al mio ruolo d’inseminatore, quindi continuo a scoparla.
Liliana non si lamenta più, sento che respira sempre più velocemente e questo mi fa capire che sta correndo verso un altro orgasmo.
Però voglio togliermi una soddisfazione; appoggio il pollice contro il suo buchetto e spingo.
Il dito entra senza nessuna resistenza; non è, certamente, un ano vergine.
-“Ooohhh… Anche questo, sei proprio un PORCOOO…” – urla dimenando i fianchi, ma non si ritrae.
Le dolci e calde pareti della figa che mi massaggiano, il gusto di aver violato il suo culo, il tutto mi porta velocemente verso l’orgasmo.
-“Ooohhh sììì… ECCOMIII… Ora ti riempio LA FIGAAA…” – urlo e affondando il cazzo nel suo ventre ed il dito nel culo, inizio a venire.
È un orgasmo poderoso, sento che le sto schizzando dentro litri di sborra.
Sentendosi riempire l’utero di caldo sperma, anche Liliana si lascia andare ad un ennesimo orgasmo.
-“Sììì… Vengo anch’iooo…” – urla – “Riempimi, dai mettimi incintaaa…”
Quando le ultime contrazioni del cazzo si calmano, mi sfilo da lei ed un rivolo di sperma cola dalle grandi labbra sul letto.
Spero di non averla messa incinta, perché vorrei scoparmela ancora, ma non ne sono tanto sicuro, vista la quantità di seme che le ho iniettato nel ventre.
La fortuna fu dalla mia parte.
Dopo una quindicina di giorni mi telefonò annunciandomi che aveva le mestruazioni, quindi, con mia grande gioia, avremmo dovuto ripetere l’operazione.
La seconda volta la scopai nel modo classico del missionario e restai dentro di lei per un bel po’, per dare modo allo sperma di essere ben assorbito dal suo utero.
Non si fece più sentire ed io non sapevo come contattarla per avere notizie.
Dopo circa tre mesi si presentò alla mia porta.
-“Ciao, mi fai entrare?” – mi saluta quando apro.
-“Certo, vieni” – la invito.
Ci sediamo in cucina e non posso non notare che ha un’aria radiosa.
-“Ieri ho fatto la prima ecografia, la gravidanza procede benissimo. Sei stato bravo”.
-“Sono contento di averti aiutato a realizzare il tuo sogno” – rispondo orgoglioso – Me lo farai vedere quando nasce?”
-“Certamente, anche se lo sappiamo solo noi due, il padre sei tu”.
Apre la borsa, ne estrae una busta e me la porge.
-“Questa è per te”.
La apro e dentro c’è un sostanzioso mazzetto di biglietti da cinquanta euro.
-“Ma io non voglio essere pagato!!!”- dico stupito – “Riprendili” – faccio porgendole la busta.
-“Tienili, non fare lo sciocco, te li sei meritati.” – con un gesto respinge la busta – Anche perchè con te ho goduto moltissimo, come non mi accadeva da tempo” – continua col suo sorriso malizioso che ho imparato a conoscere.
Tenni il denaro e quello fu l’inizio della mia carriera d’inseminatore.
continua…
I commenti e i suggerimenti sono ben accetti, scrivetemi pure a miziomoro@gmail.com



Ti ho scritto. Sapere che il racconto ti abbia tenuto col fiato sospeso e che il finale ti abbia colpito…
Complimenti, un racconto scritto in un modo eccezionale, che lascia col fiato sospeso...e che travolge con un ottimo plot twist…
dovrei continuarla?
certo c'è già il cap. 5 ed il 6 è in via di pubblicazione. Sarò una serie con molti nuovi…
Ti ringrazio William, sia per la lettura sia per le belle parole. E grazie anche per avermi insegnato a inserire…