Dopo Liliana fu la volta di Francesca e, poi, di Marta ed entrambe mi ricompensarono lautamente.
Decisi così, quasi per gioco, di mettere un annuncio, su un sito d’incontri:
“INSEMINATORE, BEN DOTATO, PER DONNE CHE HANNO PROBLEMI DI FERTILITÀ. DISPONIBILE A XXX E DINTORNI PER SEDUTE ANCHE A CASA. TEL. XXXXX”.
Come ho detto pensavo ad un gioco, invece, dopo pochi giorni, arrivò la prima telefonata e poi altre ancora.
Non avrei mai immaginato che ci fossero così tante donne che volevano diventare madri, senza riuscirci.
Devo dire che con quasi tutte ebbi successo, solo con due la cosa non funzionò, ma, poi, venni a sapere che erano loro a non essere fertili.
Non voglio tediarvi con le storie delle tante scopate fatte allo scopo di prolificare, ma, per finire, vorrei raccontarvene ancora una, quella, che per me, è stata la più strana e, forse, la più soddisfacente.
Un giorno, su appuntamento, si presentò da me una coppia di donne: una col viso dai lineamenti marcati, poco femminili, alta e con un corpo solido, l’altra piccolina, bionda, un visino dolce ed un corpicino ben fatto, almeno a giudicare da come i vestiti le aderivano addosso.
Le faccio accomodare in cucina e la mora inizia a parlare.
-“Io sono Isadora e lei è Mira, è rumena e vive con me ormai da due anni. Come avrà compreso siamo una coppia di fatto lesbica. Ora dopo due anni di vita comune, avremmo voglia di avere con noi un bambino, per farlo crescere assieme.” – fa una pausa incerta.
-“Continui la prego” – la incoraggio.
-“Bene.” – riprende – “Io sono troppo avanti con l’età per procreare, ma Mira è nel momento giusto, ha trentanni, anche se sembra molto più giovane. Lei sarebbe disposto a metterla incinta?”
Sono perplesso e mi prendo un po’ di tempo per riflettere.
-“Ha qualche problema perché siamo una coppia omosessuale? – mi chiede Isadora dopo un po’ di silenzio.
-“No, non è questo. Tu che ne pensi?” – chiedo a Mira, che finora non ha aperto bocca.
Non vorrei che la donna dominante costringesse la ragazza contro la sua volontà.
-“Oh, io sarei felicissima di avere un bambino e farlo crescere con la mia amata Isadora” – risponde in tono convinto col suo accento est europeo.
-“Bene, almeno anche lei sembra daccordo” – penso.
-“Devo dire che, per me, è la prima volta che ho una richiesta del genere.” – attacco – “In genere sono coppie sposate o di fatto, dove l’uomo ha problemi di fertilità, a chiedere il mio intervento”.
-“Non vedo la differenza” – interviene di nuovo la mora.
-“Se accettassi, come dovremmo fare?” – chiedo.
-“Lo faremmo a casa nostra, Mira sarà più rilassata in un ambiente famigliare ed io voglio assistere”.
-“Assolutamente no.” – ribatto convinto – “Il nostro sarà un atto privato. Lo prenda come una visita specialistica. O si fa così o non contate su di me”.
Le due si guardano incerte, come per consultarsi, poi Mira fa un cenno di assenso con la testa.
-“Daccordo, faremo come dice lei” – acconsente infine Isadora – “Quanto sarà il suo compenso?”
Ci penso su qualche istante.
-“Facciamo XXX euro. Vi sta bene?”
-“Sì, penso sia giusto.” – approva Isadora – “D’altronde se avessimo voluto fare l’inseminazione artificiale, saremmo dovute andare all’estero e ci sarebbe costato molto di più”.
-“Bene, allora daccordo. Quando hai avuto le ultime mestruazioni?” – chiedo rivolto a Mira.
Isadora fa per parlare, ma io la blocco alzando una mano.
-“Lasci parlare lei. Dobbiamo pure stabilire un rapporto”.
Lei mi guarda risentita, ma tace.
-“Le ho finite ieri” – risponde la biondina, un po’ intimidita.
-“Allora tra cinque e dieci giorni, dovresti essere nel periodo fertile”.
-“Penso di sì. Ho anche iniziato a prendere la temperatura per sapere quando inizierà”.
-“Ok, allora quando pensi che sia il momento ci sentiamo e prendiamo un appuntamento per incontrarci”.
Le due assentono e si alzano per andare.
Mira mi aveva dato l’impressione di essere abbastanza sottomessa alla mora, ma, comunque, mi era sembrata un bel bocconcino ed io avrei fatto del mio meglio per accontentarla.
Una settimana dopo ricevetti la telefonata di Isadora che mi annunciava la probabile fertilità di Mira.
Stabilimmo d’incontrarci da loro il pomeriggio dopo che era domenica.
Quando arrivo all’indirizzo che mi è stato dato, mi trovo davanti ad una bella villetta con tanto di giardino alberato attorno; il profumo di agiatezza, probabilmente di Isadora, si respira nell’aria.
Mi viene ad aprire Mira.
È vestita con una semplice blusa allacciata, scollata davanti, su dei pantaloni larghi bianchi ed ai piedi delle infradito bianche anch’esse.
Vista così sembra proprio una ragazzina di diciotto, massimo venti anni.
Mi fa strada in un salone arredato elegantemente nel quale, seduta su una poltrona c’è Isadora.
-“Buongiorno.” – mi saluta alzandosi – Venga andiamo nella camera da letto”.
-“Veramente credo che non sia necessario che lei ci accompagni.” – dico burbero – “Credo che Mira conosca la strada da sola”.
-“Anzi,” – continuo – “credo sia meglio che lei esca a fare una passeggiata e ci lasci soli. La chiameremo quando tutto sarà fatto”.
Lei mi guarda inviperita e fa per parlare, ma Mira la blocca.
-“Cara, fai come dice Antonio, sarò più a mio agio e tranquilla”.
Isadora diventa rossa, ma, poi, abbassa la testa.
-“Daccordo aspetterò la vostra chiamata”.
Si avvicina a Mira, le da un bacio sulle labbra e fulmina me con lo sguardo, poi prende la borsa e si avvia alla porta.
Quando la porta si chiude dietro di lei, Mira mi guarda e sorride.
-“L’hai messa al suo posto. Non è abituata ad essere trattata così, è una grande manager e comanda sempre lei”.
-“Vieni” – dice prendendomi per mano e, dandomi un bacio sulla guancia, mi conduce nella camera da letto.
-“Vuoi spogliarti da sola” – le chiedo gentilmente.
-“No, resta pure”.
Slaccia la blusa togliendola ed abbassa i pantaloni togliendo anch’essi, rimanendo con un paio di mutande bianche decisamente troppo grandi.
Con un po’ d’imbarazzo toglie anche quelle rimanendo splendidamente nuda.
Non mi sono sbagliato, ha un corpicino incantevole: le tettine. non molto grandi, ma piene e sode, il pancino leggermente bombato fa da corollario al pube completamente glabro e dall’incavo delle cosce fa capolino l’inizio delle grandi labbra, le cosce piene e le gambe dritte scendono a delle caviglie sottili ed ai piedi piccoli, ma proporzionati.
Mi guarda indecisa, poi si stende sul letto e prende un cuscino e se lo mette davanti come a proteggersi.
-“Stai calma.” – cerco di rassicurarla mentre mi svesto.
-“Sei vergine?” – le chiedo.
-“No, un mio cugino mi ha deflorata, contro la mia volontà, quando avevo diciannove anni.” – mi confessa, mentre due lacrimoni le compaiono agli occhi – “Per questo ho perso fiducia negli uomini”.
-“Stai tranquilla, sarò molto delicato e non farò nulla se tu non lo vuoi”.
Finito di spogliarmi mi avvicino al letto con il cazzo semiduro.
-“Mamma mia, come sei grosso!!!” – esclama sorpresa.
-“Non preoccuparti vedrai che tutto andrà bene” – la rassicuro.
Tento di togliergliele il cuscino con delicatezza, ma lei vi si aggrappa come se fosse un salvagente in mezzo al mare.
Mi concentro allora sul suo pube, mi avvicino e prendo a baciarlo con delicatezza; lei rimane muta ma sento il suo respiro accelerare.
Scendo più in basso e bacio le grandi labbra, che sono morbide come petali di fiori ed emanano un profumo soave ed al tempo stesso inebriante.
Le separo mettendo la lingua in mezzo ed il suo ventre ha un sussulto; continuo a leccarla capendo che sono sulla giusta strada per farla rilassare.
Quando avverto che il ventre inizia a tremare, allungo una mano verso il cuscino e lo tiro via senza che lei opponga resistenza.
Senza più ostacoli ho accesso ai suoi seni che accarezzo e stringo delicatamente, continuando a leccarla.
-“Sììì… Che bello, continuaaa…” – geme.
Con la lingua faccio fatica a trovare il clitoride che è piccolo come una lenticchia, nascosto nella commensura delle labbra.
Lo picchietto con la punta della lingua ed il suo ventre si agita sempre più, i mugolii di piacere sono sempre più intensi.
Quando capisco che è sull’orlo dell’orgasmo, mi sollevo e mi metto su di lei.
Prendo il cazzo con una mano e glielo struscio sulla fica, tra le grandi labbra bagnate dalla mia saliva e dai suoi umori.
-“Ora, ora… Mettilo dentro,,, È il momento… Lo voglio…” – sussurra.
Obbedendo al suo desiderio appoggio il glande all’apertura della figa.
-“Si fallo entrare, sento che sto impazzendo… Fammelo sentire… Presto che non ne posso più” – quasi m’implora.
Una leggera spinta ed entro in lei per quasi una metà; la sua vagina è strettissima e mi stringe come una mano.
Inizio a muovermi con lentezza, dentro e fuori, guadagnando, ad ogni spinta, qualche centimetro nel suo ventre.
Quando sento che con il glande tocca il fondo mi fermo, non voglio assolutamente farle male.
La guardo in viso; ha gli occhi chiusi, le labbra aperte, il respiro affannoso.
-“Non fermarti… Continua… Non mi sono mai sentita così… Così… Fammi godere…” – dice in un soffio.
Riprendo il movimento, facendo attenzione a non penetrarla completamente per non farle male.
Dopo poco, apre gli occhi, spalanca la bocca ed inizia ad agitare ventre e gambe.
-“Sììì… Com’è bellooo… Oddio sto godendooo… Sìììììì….” – urla.
Il suo è un orgasmo potente, lunghissimo, frutto di anni di astensione.
Mi lascio andare anch’io al piacere della sua figa vibrante che mi avvolge e vengo, vengo copiosamente, riempiendole l’utero di caldo sperma.
-“Sììì piccola Mira, godi… Godi… Godo con teee…” – le sussurro all’orecchio.
Quando finisco di sborrare resto dentro di lei, mi sposto un po’ di fianco, per non gravarla del mio peso.
-“Grazie, grazie Antonio, non immaginavo si potesse provare un piacere così intenso” – mi dice col suo caratteristico accento dell’est, carezzandomi una guancia.
-“Anche per me è stato bellissimo” – le sussurro carezzandole un seno.
Di donne ne ho scopate tante, ma questa piccola donna mi ha fatto provare sensazioni che nessun’altra mi aveva mai dato.
Mira rimase incinta e, come molte donne dell’est Europa, dopo nove mesi partorì una coppia di gemelli, un maschietto ed una femminuccia.
Andai a trovarla in ospedale, con un gran mazzo di fiori e due peluches per i piccoli.
Era radiosa ed orgogliosa quando mi mostrò i due bambini; i miei primi gemelli!!!
FINE
I commenti e i suggerimenti sono ben accetti, scrivetemi pure a miziomoro@gmail.com



Ciao..non trovo la tua email..carlettoporcello@gmail.com
Dopo tanto tempo, bello rileggere i tuoi racconti, complimenti
Sempre più forte il desiderio di lasciarsi andare alla lussuria, bel racconto
Ti ho scritto. Sapere che il racconto ti abbia tenuto col fiato sospeso e che il finale ti abbia colpito…
Complimenti, un racconto scritto in un modo eccezionale, che lascia col fiato sospeso...e che travolge con un ottimo plot twist…