Calcherai il mio capo,
soggiogato dalla malia
del tuo canto sublime.
Ti ergerai sulle mie mani
e le mie labbra seguiranno
la melodia dei tuoi passi,
succhiandola nel silenzio,
tra le note che corrono
e si dissolvono nella notte.
Euforia di un desiderio
che si riflette negli occhi,
nel tenue bagliore
di parole brevi, succinte.
Imperioso bramare
nella resa del corpo
vinto nell’abbandono.
Scivola tra le tue braccia,
e implora il tuo sguardo,
il sorriso fiero, compiaciuto
che incede e mi seduce.
Come argilla la mia mente
cingerà le tue orme,
nell’amore devoto,
di umidi baci mai sazi,
cercherà la carezza dei tuoi piedi,
omaggiando la tua danza
che vibra sui miei sogni.




Stavo pensando no non sei pretenzioso né invadente e mi fa piacere aver trovato uno che come me da tanto…
Ti ringrazio, Agavebet, per il commento. Sì, volevo creare un contrasto tra le situazioni erotiche che avvengono tra le braccia…
Non mi fa male il polso, no. Anche perché sono una donna. Comunque mi piace molto il contrasto tra l'evocazione…
Ciao Serafinooo, ti conviene andare sul mio profilo e seguire l'ordine da li. Comunque come ti sembrano?
Mi dispiacerà molto quando avrò finito di leggere tutti i tuoi racconti. Hai una scrittura che tira subito dentro, e…