Lo succhiava avidamente. Tenendolo delicatamente ma fermamente alla base con due dita, lasciava che la punta sfilasse nella sua calda bocca. Intanto pensava a Marco: era tanto presa da lui. Dal suo modo di scherzare, di parlare, di guardarla. E a quanto si sentiva coinvolta e colpevole. Il suo sguardo si perdeva nel vuoto, la sua testa ondeggiava, le labbra erano così bagnate da lasciar scivolare qualche goccia di nettare sul mento. Ma lei continuava ad avere Marco in testa. Quella mattina l’aveva stretta a se. Semplice gesto d’amicizia in presenza del suo ragazzo in cui lei aveva provato un fremito di colpevole piacere nel sentire la compressione dei suoi seni sul torace di lui. Lappava, succhiava, finché un movimento più vigoroso fece crollare le barriere e un liquido di consistenza cremosa le invase completamente la bocca. La lingua ebbe un fremito avvertendo un sapore intenso e inusuale su tutte le sue papille. E lei lasciò scivolare tutto il nettare in bocca ingoiando tutto, fino a sentire la dura consistenza del bastoncino di legno tenero tra i denti. Le piacevano quei nuovi gelati: ghiacciolo all’esterno, interno cremoso. Avevano un buon sapore. Soprattutto dopo quello pessimo che le aveva lasciato in bocca Marco.



Mi sono imbattuto in questo lungo ma bellissimo racconto di molti anno fa e, complice anche il nome, mi sono…
Sublime
crescendo di aspettative in poche battute...Non vedo l'ora di leggere il resto...
Mi piace molto il racconto, mi piacerebbe che si inserisse una studentessa, la peggiore della classe, e che prendesse il…
Ho letto il tuo raccondo e nn ho resisitito ma mi sono unito all'orgia prima della fine :P sul discorso…