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scurrile aedo
al crepuscolo.

L’acre odore avvolge i nostri corpi,
nemesi nebulosa che attornia anima cazzo e fica.
Perversioni turpi,
evocate dall’atavico richiamo di Lilith,
resuscitano dal recondito erebo:
sono femmina in calore.

Il nudo contatto dei nostri corpi,
in vibrazioni anelanti,
vaga all’eliso.
Un’ affanno sacrale nel rituale accoppiamento,
il respiro si fa orgasmica omofonia.
Il tuo maschio e la mia femmina gemono la melopea
che ostracizza la ragione e consacra la copula.

Vibra membrana in spirali ipnotiche,
s’apre il sentiero di carne cruda, messalina.
L’effluvio appanna i contorni,
allucinogeno delle percezioni ebbre d’umori.

Gnaula al crepuscolo la mia micetta,
lusinga e moine obnubilano Messer cazzo.
Mefistofelica perdizione
sulle mie cosce aperte voglio che l’impavido augello
eiaculi le sue nobili virtù.

Licenziose carezze,
peculiari di un tocco maschile,
portano la mia ascesa verso l’ossessivo desiderio.

Il mio feticcio &egrave il tuo cazzo
ebbro nella mia concupiscente boccuccia.
La lingua avida trae pulsazioni,
la frenesia della tua verga conquista la mia fica….

‘ed al crepuscolo riecheggia il rantolo del maschio che stigmatizza la sua femmina .

Autore Pubblicato il: 7 Giugno 2007Categorie: Poesia Erotica0 Commenti

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